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Fantastici Quattro, l'ambientazione
Nella costruzione dell'Universo Marvel, operata da Stan Lee e Jack Kirby nei primi cento numeri della testata Fantastic Four, da non trascurare è l'importanza dell'ambientazione. I luoghi scelti sono tutt'altro che un mero sfondo e merita di essere approfondito il ruolo che hanno nelle storie. Alcuni di questi luoghi sono del tutto inventati, ma rappresentano una specifica allegoria di situazioni del mondo reale, altri sono invece mutuati dal mondo reale, come per esempio New York.
New York

Finto poster di promozione turistica del Four Freedom Plaza, opera di Justin Van Genderen (http://superpunch.blogspot.com/2010/12/travel-posters-for-famous-comic-book.html).
New York è in realtà una città complessa, trattata in tutti gli aspetti da tutti i media, che ne hanno colto le contraddizioni insite alla sua stessa natura di crocevia in cui tutto passa e tutto è possibile.
L'idea di ambientare a NY le storie dei Fantastici Quattro, e poi le avventure della maggior parte dei supereroi ha avuto il pregio di cogliere appieno le molteplici anime della città. Se il Baxter Building e poi il Four Freedom Plaza, basi operative dei Fantastici Quattro, saranno parte iper tecnologica skyline della città, è anche vero che i quartieri popolari da dove invece partono le avventure di Spider-Man (il Queens), e Daredevil (Hell's Kitchen, ossia Clinton e Midtown West) sono luoghi più vicini all'esperienza dei lettori, come la fittizia, ma non meno realistica Yanci's Street, modellata sulla base di Delancey Street, che dal Lower East Side, dalla zona all'epoca malfamata chiamata The Bowery, si sviluppa verso est fino al ponte di Williamsburg. Zone simili a quella in cui vissero Lee e Kirby, che quindi come tutti i milgliori autori parlano di ciò che conoscono.
Questa scelta avvicina il fumetto al suo pubblico, che non solo riesce ad identificarsi velocemente con i protagonisti, ma anche con gli spettatori dell'avvento dell'era delle meraviglie, quegli uomini e donne comuni, che assistono stupefatti alle battaglie tra eroi e i loro avversari.
Durante la saga di Lee e Kirby, ma anche dopo, e tuttora, New York assiste a invasioni aliene e agli attacchi dei più disparati supercriminali, dimostrandosi sempre in grado di resistere all'impatto emotivo di essere una città "in prima linea". Talvolta i suoi abitanti si dimostreranno ingrati verso i suoi difensori.
E' fuori da ogni dubbio che le storie di Lee e Kirby sono state anticipatrici di molti dei temi dell'urban fantasy, popolando di meraviglie i paesaggi cittadini e usando magistralmente il contrasto tra l'apparente provenienza "magica" dei supereroi e la concretezza del mondo moderno.
Wakanda
Abbiamo parlato del Wakanda in relaziona a Pantera Nera, ossia T'Challa, monarca di questo immaginario stato centrafricano, che Lee e Kirby immaginano al di fuori di ogni stereotipo, in Fantastic Four 52. Uno stato con una cultura e una storia millenaria, che si è sottratto al retaggio coloniale con le sue risorse naturali, tra le quali spicca il Vibranio, ossia un un metallo (immaginario anch'esso) capace di assorbire l'energia cinetica e le onde sonore. Il Wakanda, il cui nome è vagamente ispirato alla tribù Wacamba del Kenya, è uno degli stati più ricchi e avanzati non solo dell'Africa, ma dell'intero pianeta. Un sogno di emancipazione per il terzo mondo che è tuttora una utopia, visto che a distanza di cinquantanni anche molti stati africani che hanno raggiunto l'indipendenza sono sotto l'influenza economica delle potenze straniere.Nell'universo Marvel basta la Pantera nera, a difenderlo dalle mire dei suoi nemici, golosi del prezioso metallo, che è nella lega metallica di cui è composto lo scudo di Capitan America. I Fantastici Quattro aiuteranno più volte Pantera Nera contro questi nemici, come l'accanito Ulysses Klaw.
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