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Il canto della fenice
Storia naturale o leggenda?

Secondo il nostro studioso, la fenice visitava Heliopolis (ancora lei) soltanto una volta ogni 500 anni. L’accompagnavano voli di tortore e colombe, come se fosse una sorta di regina dei cieli. Il viaggio era lungo, dato che arrivava dall’Arabia.
Aveva le piume color oro e cremisi, e assomigliava a una grossa aquila.
Fra le zampe, aveva un uovo di mirra contenente i resti del suo genitore. L’uovo veniva depositato sull’altare del dio Sole, per essere bruciato.
Dovrebbe essere proprio dagli scritti di Erodoto che ha avuto origine il luogo comune dell’araba fenice.
Naturalmente, nella storia della letteratura greca e latina, la fenice ha trovato moltissime altre incarnazioni, tutte più o meno simili. Date le tante testimonianze (Plinio il Vecchio, Tacito, Marziale e altri), gli storici tendono a pensare che i latini si siano ispirati a qualche animale reale, tanto più che ci sono scritti di soldati romani che affermano di averne catturata una. Si è pensato così al fagiano dorato, alla garzetta, simile all’airone, all’ibis rosso o a qualche specie esotica ormai estinta, magari affine agli uccelli del paradiso, diffusi in Australia, nelle Molucche e in Nuova Guinea.
Fra tutti, ricordiamo la famosa descrizione nelle Metamorfosi di Ovidio (43 a. C. — 17 o 18 D. c.), dove il nostro infuocato volatile costruisce un nido di incenso, cannella, spigonardo e mirra dopo i suoi bei 500 anni di vita, in cima a una palma. Poi muore e dai suoi resti nasce una nuova fenice, che se la svigna nel tempio di Iperione, divinità sempre associata al Sole. Viene dall’Assiria.
A Ovidio la fantasia e il talento non mancavano, con buona pace dei liceali che più di venti secoli dopo devono tradursi le sue versioni. Ai meno entusiasti diciamo che bruciare la fotocopia del compito sulla versione dell’araba fenice, non farà risorgere un lavoro più corretto o con un voto migliore. Ma se era un 3, e alla fine dell’anno si è stati comunque promossi, può dare qualche soddisfazione.
Immagine divina
La fenice trova un posto anche nelle antiche leggende ebraiche, dove veniva chiamata Milchan.
In pratica, dopo che Eva si fece convincere dal Serpente a mangiare il frutto del Male, si ritrovò a dover fare i conti con la propria nuova mortalità. Sfogò le sue frustrazioni convincendo anche tutti gli altri animali a fare lo stesso, rendendo mortali anche loro.
La fenice fu l’unica a rifiutarsi, e allora Jahvé la ricompensò lasciandole una parte di Eden, dove avrebbe vissuto per l’eternità, rigenerandosi ogni mille anni da un uovo nato dalle sue stesse ceneri.
Il Cristianesimo, specie quello delle origini, riprese questo mito eleggendo la fenice a simbolo della resurrezione, fin dai tempi delle prime catacombe.

Così troviamo la nostra fiammeggiante bestiola, la solito cittadina di Eliopoli e al solito in qualche modo accompagnata da essenza profumate di qualche tipo. Nel Medioevo la fenice è portatrice di questi profumi, che si sprigionano dalle ali e i qualche modo fanno da catalizzatore al fuoco che ne provoca la morte. Il primo giorno brucia e il terzo resuscita, proprio come Gesù nei Vangeli.
E così diviene simbolo dell’anima immortale e della resurrezione della carne. E, in molti casi, l’animale-simbolo di Gesù Cristo stesso.
Tutto questo nel Fisiologo (II-III secolo d.C.) e in testi successivi, dove la fenice ha, praticamente senza eccezioni, un valore positivo. Le caratteristiche sono quelle del mito classico; cambiano un po’ l’origine (Libia, Eritrea o il mitico regno del Prete Gianni) e gli anni di vita, che assumono a seconda del testo quei valori numerico-simbolici tanto cari all’uomo medievale: 1000, 1234, 333, 999 e così via.
Naturalmente un animale carico di simbolismi così potenti ha una parte importante nella fantasia e superstizione popolare. Benché in molti casi gli alchimisti medievali siano in qualche modo stati precursori della moderna scienza chimica, con la fenice non devono aver ottenuto grandi risultati: la credevano parte essenziale degli ingredienti per ottenere l’immancabile Pietra Filosofale, con una qualche parte del corpo, di solito piume o lacrime. Tanto che il termine fenice diventa a volte una denominazione della pietra stessa. La fenice è inoltre simbolo della Trasmutazione Alchemica in generale, ovvero qual processo misterico che permette la rigenerazione degli elementi.
Fra tutti i testi in cui compare (e sono tanti perché si parla di fenice quando si parla di Cristo, e in tutti i testi medievali si parla di Cristo) ne citiamo uno che non ha bisogno di presentazioni: La Divina Commedia.
Ne troviamo una citazione mentre Dante e Virgilio visitano la Settima Bolgia, quella dove sono puniti i ladri, eternamente morsi da serpenti coi quali scambiano le fattezze. E proprio durante la descrizione di una delle trasformazioni, Dante usa come paragone la fenice. Non manca niente della leggenda classica: i cinquecento anni di vita, il nido di arbusti odorosi, la rinascita dalle ceneri.
Così per li gran savi si confessa
che la fenice more e poi rinasce,
quando al cinquecentesimo anno appressa;
erba né biado in sua vita non pasce,
ma sol d'incenso lagrime e d'amomo,
e nardo e mirra son l'ultime fasce.
(Inferno XXIV, 106 — 111).
Fuochi a oriente
Nella mitologia cinese c’è un gruppo di quattro creature sacre, “coloro che hanno lo Spirito”, che proteggono la Cina. Sono Bai Hu, la tigre, che rappresenta gli animali coperti di pelo ed à la guardiana dell’Ovest; a seconda della regione, viene sostituita da Ki-Lin, l’unicorno. Il Nord è sotto la protezione del signore degli animali corazzati, Gui Xian, una tartaruga. L’Est gode dello sguardo vigile del potente Long, il drago che protegge gli animali con le scaglie. Gli animali piumati godono del canto fatato di Feng (o Fêng-Huang o Fum-hwang o altri), che trova la sua dimora a Sud.

L’attributo più in evidenza è la voce: da essa hanno origine le cinque note musicali della scala cinese. Il corpo, nelle sue parti, è simbolo stesso del creato: la testa è il cielo, gli occhi il Sole, le ali il vento, gli artigli la terra, il dorso la luna e le piume i corpi astrali. La coda di Feng contiene i cinque colori primari.
Feng è imperatore di tutti gli uccelli e vive nel regno dei Saggi, a est della Cina, dove si nutre solo d’acqua purissima. È il primo a cantare all’alba: è lui cha dà il la a tutti i galli del mondo.
Racchiuse in sé tutte le caratteristiche più belle degli altri animali.
Di Feng ce n’è più d’uno, volte una coppia a volte un’intera famiglia reale dei volatili.
I doni del Feng sono potere ricchezza e vita. In alcune zone della Cina gli attribuiscono il compito di portare l’anima del neonato alla madre.
Solo imperatori e consorti potevano portare su di sé il simbolo del Feng, il disco solare.
Recentemente nella provincia di Hunanin della Cina sud-occidentale, vicino alla città di Hongjiang, è stata ritrovata un’antica giara sulla quale sono raffigurati due uccelli dalla lunga cresta, il collo serpentino e una grande coda. Gli studiosi sono tutti d’accordo: sono due fenici. Non ci sarebbe niente di strano, se non fosse per il fatto che il reperto è stato fatto risalire a più di 7500 anni fa. La zona, che si trova nella valle del fiume Yangtze, è sede di un importante sito dove sono stati rinvenuti numerosi reperti di un insediamento neolitico chiamato “civiltà di Gaomiao”.
Di certo si tratta della più antica rappresentazione di una fenice e dal dipinto pare che l’animale che più le somiglia sia il pavone.
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Commenti
2 bellissimo argomento su li egizziani antichi ma propio bellissimo...ma..io noloso lie intende AFEF...il nostra grnde AFEF o quale AFEF? e per favore si si po farmi contattare con il nostra grande aaaaaaaaaaaaaaaaaAFEF perche ho pisonio di sua aiuto in una causa ingiosta
» postato da abuafef alle 09:42 del 29-05-2006
3 Veramente un articolo interessante. La fenice è uno degli animali mitologici che preferisco ed è curioso come in molte culture ricorra il mito di un uccello immortale legato anche al fuoco. «E infatti nella mitologia induista e buddista la fenice si chiama Garuda, » L'anno scorso, quando sono stata a Jakarta, ho visto Garuda ovunque (è anche il simbolo della compagnia aerea). la rappresentazione orientale di quella che noi chiamiamo fenice è forse la più spettacolare.
» postato da Melian alle 10:03 del 29-05-2006
4 Grazie per i complimenti e le segnalazioni
«
Altro appuntino: l'approfondimento è notevole nella parte dedicata ad Egitto e Grecia, buono anche fino alla Cina, ma perchè solo un accenno alle leggende russe e dei nativi americani? Proprio perchè meno conosciute sarebbero state interessanti. Ok, forse una mole di lavoro eccessiva, ma almeno qualche rimando bibliografico per chi volesse approfondire, per favore!
»
Al di là della difficoltà di reperimento del materiale (che comunque è una questione mica da ridere), nelle creature fantastiche, in genere, si cerca di dare spazio alle mitologie che hanno dato origine alla creatura così com'è nel nostro immaginario collettivo. Poi, per le culture straniere, si cercano quelle dove la creatura ha particolare importanza, nel caso della fenice la Cina e l'India.
Sai, magari trovi chissà quanti esperti che ti dicono che l'uccello di tuono dei nativi americani Ojibwa non c'entra un tubo con la fenice, per tutta una serie di motivi. Un approfondimento in quel senso potrebbe essere rischioso, visto che nel pezzo si parla pur sempre di fenice.
Nell'articolo si cercava di dimostrare semplicemente che un animale mitico in forma di volatile e legato al fuoco, lo trovi anche in culture molto lontane fra loro.
Uno spazio in stile "per saperne di più"? Mmmm ...
Ah, colgo anch'io l'occasione per fare i complimenti (pubblici) a Chiara! Bravissimissimissimissima 
» postato da Fabio alle 11:11 del 29-05-2006
5 sono convinto che le fenici esistono e non sono una fantasia ma non so come provarlo!!!!
» postato da marco alle 11:30 del 20-09-2006
6 l'araba fenice l'ho"addottata" come simbolo e portafortuna della mia vita. anch'io sono risorto dalle mie ceneri: tramite un trapianto.
» postato da (PAOLO PIETRO MARCON) alle 14:59 del 24-05-2008
7 «sono convinto che le fenici esistono e non sono una fantasia ma non so come provarlo!!!!» What? Sono perplesso
» postato da Davos Seaworth alle 16:19 del 24-05-2008
8 Come posso avere ulteriori notizie sul canto della fenice? Complimenti per l'articolo, è davvero consistente. Grazie!
» postato da (Magostrano Bennu) alle 00:01 del 25-09-2008
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1 Bellissimo approfondimento, grazie. Attenti però: alla fine ci sono dei rimandi all'articolo sugli X-men ma manca il link. Altro appuntino: l'approfondimento è notevole nella parte dedicata ad Egitto e Grecia, buono anche fino alla Cina, ma perchè solo un accenno alle leggende russe e dei nativi americani? Proprio perchè meno conosciute sarebbero state interessanti. Ok, forse una mole di lavoro eccessiva, ma almeno qualche rimando bibliografico per chi volesse approfondire, per favore! Ecco, questo è un appuntino valido per tutti gli approfondimenti: ci starebbe bene una piccola bibliografia di base alla fine, per chi fosse interessato a saperne di più.
» postato da Rita alle 09:31 del 29-05-2006