Creature fantastiche
a cura di Fabio Vaghi

Il canto della fenice

La morte e la resurrezione.
La grazia del volo, la forza rigeneratrice del Sole

Vi siete mai fermati a guardare uno stormo di rondini che oltrepassa l’orizzonte?

Avete mai preso in mano un uccellino per poi vederlo sparire fra le nuvole?

 

Diciamocelo: tutti noi, almeno una volta nella vita abbiamo immaginato di poter spiccare il volo. Certo, i fratelli Wright, hanno in parte esaudito quei sogni. Eppure, ancora qualcosa ci manca. Ancora non abbiamo il contatto fisico con l’elemento, e certo non possediamo la grazia di alcune delle creature più eleganti del regno animale: gli uccelli.

 

Siamo ancora lì, a guardarli sparire lontano. Già, forse è proprio da un’immagine come questa, un airone, fenicottero o chissà cos’altro che spariva verso il Sole, che è nato il mito della fenice, l’uccello di fuoco. Se solo di mito si tratta.

In volo sulle Piramidi

Ancora una volta ci troviamo a parlare di una di quelle figure che compaiono in culture molto distanti fra loro, nello spazio e nel tempo.

 

Fuoco e volo sono associati, così come il Sole è da sempre nel cielo, simbolo di nascita e resurrezione, uno di quei fattori che devono aver caricato di spiritualità la mente dei nostri avi, il loro senso del divino.

E allora nacque il mito della fenice, una creatura che è quasi incarnazione stessa della leggiadria, della bellezza in qualche modo legata alla luce.

 

Il suo legame col Sole la rende simbolo di immortalità. Gli antichi, Egizi, Greci e Cinesi, fra gli altri, ne parlavano con ammirazione e in qualche caso invidia, come se la fenice fosse in qualche modo proiezione di quei desideri inconsci d’immortalità che abbiamo tutti.

 

 Al contrario di tanti altri animali fantastici, però, molti storici pensano che la fenice mitologica sia stata ispirata da qualche uccello realmente esistito.

 

Già nei Testi delle Piramidi (2375-2055 a.C.) e in altri scritti geroglifici troviamo indicazioni sul bennu (dal verbo benu, risplendere), un uccello sacro che aveva circa l’aspetto di un ibis, dal colore splendido, dorato o rosso, con la lunga coda azzurra e le piume infuocate. Dalla testa partivano due lunghe piume di colore diverso, sempre azzurre, rosse o dorate;  veniva in genere raffigurato con l’Atef, il simbolo del disco solare, in cima al capo, proprio perché i trampolieri sorgono dall’acqua come il Sole all’alba.

Il bennu arriva a rappresentare addirittura il Ba, una parte dell’anima del dio Sole.

Era il protettore del pianeta Venere e compagno del dio Osiride, dal quale ricevette una corona dorata o lo stesso Atef, e l’immortalità.

 


Ardea cinerea ingrandisci
Non è difficile immaginarsi qualche contadina appena adolescente, china sui campi ai margini del Nilo, mentre scorge controluce, all’alba, un airone spiccare il volo da una delle rocce che affiorano dall’acqua.

La giovane egiziana, figlia di una civiltà così spirituale, cosa sarà mai andata a raccontare a casa? Pare di vederla, sulla soglia di quella che è poco più di una capanna di fango e sabbia, mentre racconta alla madre che non ha il doppio dei suoi anni di aver appena visto un bennu di fuoco.

 

Questa creatura può essere identificata (al di là dei particolari) con l’ardea cinerea (o airone cinereo), che gli antichi Egizi avevano l’abitudine di aspettare presso il salice sacro della città di Heliopolis (o Eliopoli), considerandolo evento di buon auspicio e speranza. La leggenda la vede posarsi sopra un obelisco chiamato Ben Ben

 

In tarda età, il bennu costruiva sui rami di una quercia un nido di arbusti profumati: cannella, mirto, incenso, sandalo, mirra e altre, un po’ tutte le piante balsamiche che vi vengono in mente, insomma. E poi  lasciava che i profumi gli dessero una morte dolce, mentre il sole bruciava gli arbusti. Cantando una canzone meravigliosa, si lasciava consumare dalle fiamme. Dal mucchietto di cenere, dopo tre giorni, spuntava così una nuova creatura, identica alla prima.

 


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Secondo un’altra storia, le ceneri mischiate alla mirra prendevano la forma di un uovo, depositato nel tempio di Ra a Heliopolis; a volte da una divinità o dal bennu stesso, a seconda delle versioni.

 

Fatto sta che lo splendido volatile, sempre un maschio, si alzava dal Nilo a mezzogiorno e cantava una canzone così meravigliosa che Ra fermava la sua barca nel suo viaggio nel firmamento, per ascoltarla un po’. Uno dei primi esempi storici di pausa pranzo con accompagnamento musicale.

Il bennu fu il primo a sorgere dalla collina primordiale, dove ebbe origine la vita. Proprio su quella collina, poi, fu edificata la città di Heliopolis.  E ne esisteva sempre un solo esemplare per volta. 

 

Heliopolis fu la capitale del XII distretto del Basso Egitto. Il suo nome originale era Iunu e nella Bibbia corrisponde alla città di On. Fu un centro importante per il culto del Sole, ovvero del dio Ra. Le sue rovine si trovano nei pressi del Cairo.

 

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Autore: Fabio Vaghi - Data: 29 maggio 2006

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Commenti

1 Bellissimo approfondimento, grazie. Attenti però: alla fine ci sono dei rimandi all'articolo sugli X-men ma manca il link. Altro appuntino: l'approfondimento è notevole nella parte dedicata ad Egitto e Grecia, buono anche fino alla Cina, ma perchè solo un accenno alle leggende russe e dei nativi americani? Proprio perchè meno conosciute sarebbero state interessanti. Ok, forse una mole di lavoro eccessiva, ma almeno qualche rimando bibliografico per chi volesse approfondire, per favore! Ecco, questo è un appuntino valido per tutti gli approfondimenti: ci starebbe bene una piccola bibliografia di base alla fine, per chi fosse interessato a saperne di più.

» postato da Rita alle 09:31 del 29-05-2006

2 bellissimo argomento su li egizziani antichi ma propio bellissimo...ma..io noloso lie intende AFEF...il nostra grnde AFEF o quale AFEF? e per favore si si po farmi contattare con il nostra grande aaaaaaaaaaaaaaaaaAFEF perche ho pisonio di sua aiuto in una causa ingiosta

» postato da abuafef alle 09:42 del 29-05-2006

3 Veramente un articolo interessante. La fenice è uno degli animali mitologici che preferisco ed è curioso come in molte culture ricorra il mito di un uccello immortale legato anche al fuoco. «E infatti nella mitologia induista e buddista la fenice si chiama Garuda, » L'anno scorso, quando sono stata a Jakarta, ho visto Garuda ovunque (è anche il simbolo della compagnia aerea). la rappresentazione orientale di quella che noi chiamiamo fenice è forse la più spettacolare.

» postato da Melian alle 10:03 del 29-05-2006

4 Grazie per i complimenti e le segnalazioni :D « Altro appuntino: l'approfondimento è notevole nella parte dedicata ad Egitto e Grecia, buono anche fino alla Cina, ma perchè solo un accenno alle leggende russe e dei nativi americani? Proprio perchè meno conosciute sarebbero state interessanti. Ok, forse una mole di lavoro eccessiva, ma almeno qualche rimando bibliografico per chi volesse approfondire, per favore! » Al di là della difficoltà di reperimento del materiale (che comunque è una questione mica da ridere), nelle creature fantastiche, in genere, si cerca di dare spazio alle mitologie che hanno dato origine alla creatura così com'è nel nostro immaginario collettivo. Poi, per le culture straniere, si cercano quelle dove la creatura ha particolare importanza, nel caso della fenice la Cina e l'India. Sai, magari trovi chissà quanti esperti che ti dicono che l'uccello di tuono dei nativi americani Ojibwa non c'entra un tubo con la fenice, per tutta una serie di motivi. Un approfondimento in quel senso potrebbe essere rischioso, visto che nel pezzo si parla pur sempre di fenice. Nell'articolo si cercava di dimostrare semplicemente che un animale mitico in forma di volatile e legato al fuoco, lo trovi anche in culture molto lontane fra loro. Uno spazio in stile "per saperne di più"? Mmmm ... 8) Ah, colgo anch'io l'occasione per fare i complimenti (pubblici) a Chiara! Bravissimissimissimissima :applauso

» postato da Fabio alle 11:11 del 29-05-2006

5 sono convinto che le fenici esistono e non sono una fantasia ma non so come provarlo!!!!

» postato da marco alle 11:30 del 20-09-2006

6 l'araba fenice l'ho"addottata" come simbolo e portafortuna della mia vita. anch'io sono risorto dalle mie ceneri: tramite un trapianto.

» postato da (PAOLO PIETRO MARCON) alle 14:59 del 24-05-2008

7 «sono convinto che le fenici esistono e non sono una fantasia ma non so come provarlo!!!!» What? Sono perplesso

» postato da Davos Seaworth alle 16:19 del 24-05-2008

8 Come posso avere ulteriori notizie sul canto della fenice? Complimenti per l'articolo, è davvero consistente. Grazie!

» postato da (Magostrano Bennu) alle 00:01 del 25-09-2008

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