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Ian Miller
Ian Miller è stato definito, da critici entusiasti, un Hieronymous Bosch dell'era moderna. L'affermazione è un po' forte, visto che Bosch è uno dei più visionari artisti del Rinascimento europeo, ma sotto un certo aspetto potremmo anche dirla limitativa. L'artista inglese, infatti, non si limita ad un solo stile di pittura ma è in grado di spaziare tra soluzioni e atmosfere diverse a seconda del contesto, muovendosi tra libri, riviste e cinema mantenendo un'identità ben leggibile e precisa.

In anni recenti sono uscite alcune raccolte dei lavori dell'illustratore, autore anche di due graphic novel, The City (1989), realizzata con James Herbert, e Luck in the Head (1991), con M. J. Harrison.
Illustrazioni a parte, Miller vanta una carriera di tutto rispetto anche in altri campi. Ha esposto per più di trent'anni, è stato art editor per una rivista di settore e consulente artistico per la Game Workshop Ltd, oltre ad aver insegnato in diverse scuole d'arte d'Inghilterra.
Oggi Miller è ancora curioso come un bambino, con gli occhi bene aperti su un mondo che continua a vedere pieno di meraviglie. Dotato di una fantasia potente e onirica, con un gusto spiccato per i dettagli e gli aspetti inquietanti e grotteschi, l'artista inglese è aperto a tutte possibilità offerte dalla pittura e dalle tecniche più diverse, sebbene inizi sempre ogni suo lavoro a matita, un'abitudine a cui resta fedele.
Recentemente ha detto: "Sono un grande sostenitore dell'uso di media diversi e di un processo eclettico nella realizzazione di un'immagine. Nessun artista dovrebbe sentirsi costretto dal titolo di pittore, scultore, illustratore o designer che sia. La costante ricerca di nuovi orizzonti, di strumenti innovativi e nuovi mezzi di espressione è implicita del processo creativo e non dovrebbe mai essere impedita."
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