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I centauri
I domatori di cavalli
Spiegato chi erano per gli antichi i centauri, vediamo come questi bruti (ma non solo) s’inseriscono nelle leggende.Già le origini sono controverse. Fra gli ulivi e le calli pescose del Peloponneso andava per la maggiore la leggenda che il progenitore della stirpe, Centauro appunto, fosse figlio di Issione e di Nefele (Nube). Issione era un ancestrale re dei Lapiti, altra popolazione della Tessaglia, nonché figlio del dio Ares. Il sovrano era famoso per essere stato il primo essere umano della storia a uccidere un parente, Deioneo, suo suocero, che tanto per la cronaca fu arso vivo. Pare che Issione ottenne il perdono degli dèi, e finì per essere accolto da Zeus sull’Olimpo. Ma anche lì non riusciva a stare fuori dai guai e non trovò niente di meglio che cercare di mettere le mani addosso alla first lady locale, Era. Il ragazzo non sapeva contenere i propri istinti. Zeus, che di trasformazioni era esperto per via di certe sue scappatelle, trasformò una nuvola (o uno spirito dei venti, in qualche versione) nella dea. Issione si accoppiò con quella, e dall’unione nacque proprio il mostruoso Centauro.
Tanto razionale l’equino rampollo non doveva essere, più che altro un brutale primitivo più bestia che uomo. Centauro ebbe migliaia di unioni con le giumente del molte Pelio e le pianure sottostanti. Ebbe così origine la sua stirpe.
Nonostante le origini comuni, o forse proprio per quelle, Lapiti e Centauri furono sempre pessimi vicini di casa. Va sottolineato che gli stessi Lapiti godevano della nomea di popolo primitivo e dedito alla violenza, sebbene un tantino più civili dei loro mostruosi cugini lo erano.
Ai tempi del regno di Piritoo, accadde che il re decise di convolare a nozze con la bella Ippodamia, il cui nome guarda caso significa “colei che doma i cavalli”.
E con i cavalli i Lapiti avevano a che fare parecchio, come d’altronde il loro sovrano.
Suocera di Ippodamia era infatti era l’umana Dia, ma il suocero altri non era se non Zeus, che per mettere incinta la futura madre del Re aveva dovuto assumere la forma di un bellissimo cavallo.
E gli stessi greci attribuivano ai Lapiti l’invenzione del morso e delle briglie (la staffa non la conoscevano ancora, è un’invenzione medievale).
E così un po’ per certe parentele equine e affinità varie coi quadrupedi, Piritoo decise d’invitare al proprio matrimonio proprio il popolo dei centauri. I nostri zoccoluti amici arrivarono al banchetto con tutte le buone intenzioni; tirati a lucido, strigliati, non portavano le armi e qualcuno di loro aveva perfino osato provare per la prima volta l’emozionante esperienza di farsi un bagno.
La Centauromachia

Gli uomini cavallo persero e furono scacciati dalle pianure delle Tessaglia, per finire confinati sulla catena montuosa del Pindo. Ci furono vittime da entrambe le parti: fra i Lapiti morì l’eroe Celeo, mentre a Euritone furono barbaramente tagliate orecchie e naso. Celeo, che era figlio di Poseidone, era invulnerabile. Per liberarsene, i centauri lo schiacciarono con pietre e tronchi nel sottosuolo, fino a farlo scomparire. Celeo riemerse trasformato in fringuello. Il racconto di questa vicenda è conosciuto col nome di Centauromachia e in generale è una sorta di parabola che vuole insegnare come sia sbagliato abbandonarsi agli eccessi del vino; e infatti nell’episodio i sono il buon esempio, visto che consumano l’alcol con moderazione e lo allungano con acqua.
La Centauromachia ha avuto grande fortuna fra gli scultori della Grecia classica, anche perché veniva spesso usata coma simbolo della lotta contro i brutali barbari dell’Impero Persiano.
È stata rappresentata sui fregi del Partenone e pare nel tempio di Zeus che c’era a Olimpia, oltre che nelle decorazioni di tante suppellettili.
Ma non tutte le leggende riportano gli stessi fatti. Per alcune antiche genealogie, diversa è l’origine di Lapiti e Centauri, ancora legati a doppio filo. Pare che dall’unione della ninfa Stilbe e del dio Apollo fossero nati i gemelli Lapite e Centauro. Il primo grande guerriero, bello, biondo e sciupafemmine come si confà al figlio di un dio, il secondo brutto e deforme.
Il povero Centauro finì per ritirarsi sui monti, dove accoppiandosi con le giumente diede origine alla nostra stirpe di uomini cavallo. Lapite invece finisce per dare il nome alla stirpe dei suoi discendenti, per divenire così progenitore di Issione, Piritoo e Ceneo.
A favore dei nostri rabbiosi protagonisti va detto che spesso gli vengono attribuite numerose virtù, anche se viene sempre sottolineato che tali capacità non servono a mitigarne gli istinti primordiali. In particolare, ai centauri vengono riconosciute grandi conoscenze nell’uso delle erbe e nella medicina, nello studio degli astri e nella divinazione. Un po’ come se rappresentassero quella sorta di inafferrabile saggezza che agli esseri umani pare insita negli animali, per via dell’affinità che le creature hanno col mondo della Natura.
In questo senso, fra i centauri famosi, sono nate anche figure positive.
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