Il più famoso fra i giovani scrittori è certamente Christopher Paolini, autore di tre romanzi tradotti in ben quarantacinque lingue. Il suo Eragon, terminato quando aveva solo 15 anni, ha colpito milioni di lettori e ha attirato il plauso di gran parte della critica, che si è affrettata a parlare di “un’opera di grande talento” (New York Times) e del “debutto impressionante per una carriera destinata a fiorire” (Booklist).

Dopo il clamoroso esordio la carriera del giovane autore è proseguita con due seguiti, Eldest e Brisingr, altrettanto fortunati, e ha fatto da battistrada ai romanzi di altri giovanissimi scrittori, spesso lanciati dalle case editrici come autentici geni capaci di donare nuova vitalità alla letteratura.

Il progetto di Eragon, nato per hobby grazie alla passione di Paolini per le storie di magia, era diventato libro dopo un lungo lavoro da parte della famiglia del giovane, che aveva deciso di rivederlo anche da un punto di vista editoriale – editing, correzione delle bozze, realizzazione della copertina e varie altre attività necessarie alla pubblicazione – e di autoprodurlo. Le prime copie del romanzo erano arrivate sul mercato nel novembre del 2001, quando ormai il suo autore aveva raggiunto i 18 anni.

Due anni dopo è uscita una nuova edizione rivista e corretta grazie a uno dei marchi per ragazzi del colosso editoriale Random House. L’arrivo in Italia risale al 2004, quello nei cinema dell’omonimo film al 2006.

La copertina di Eragon
La copertina di Eragon
Una storia con un lieto fine per un autore che ha iniziato a scrivere per divertimento e ha visto la realizzazione di un sogno. Un caso raro ma non unico, per il quale si possono trovare affinità con le vicende italiane di altri giovani che sono riusciti a coronare il sogno di diventare scrittori, anche se magari le proporzioni sono diverse.

Spaziando fra i generi…

 

Nello stesso 2001 in cui usciva Eragon, la casa editrice Piemme pubblicava Il nostro amore si chiama Cecilia, il primo romanzo del milanese Pietro Belfiore, di tre anni più giovane. Le vendite e la notorietà non sono certamente le stesse, ma il fatto che in seguito Belfiore abbia pubblicato altri due romanzi significa che un certo apprezzamento lo deve aver avuto, e che anche i più giovani se abbastanza determinati, dotati di una certa capacità di scrittura e magari anche di un pizzico di fortuna possono riuscire a raggiungere gli scaffali delle nostre librerie.

Se Belfiore parla di problemi degli adolescenti quali scuola, amicizia e primi amori, di segno totalmente diverso è l’opera prima della siciliana Melissa P., sedicenne autrice di un diario nel quale racconta le proprie esperienze erotiche. Un debutto clamoroso – e scandaloso – tradotto in più di trenta lingue e dal quale nel 2005 è stato tratto un film. Anche in questo caso al libro del 2003 sono seguite altre due opere, seppure di minore successo.

È però nel fantasy che sembra concentrarsi il maggior numero di giovani scrittori. Lasciando da parte Mariangela Cerrino, autrice capace di spaziare fra molti generi giunta per la prima volta in libreria nel lontano 1966 con un romanzo scritto tre anni prima, quando era solo quattordicenne, negli ultimi anni gli esordi precoci sono stati davvero tanti.

Ricordiamone alcuni, senza la pretesa di entrare nel merito delle singole opere ma semplicemente per evidenziare l’ampiezza del fenomeno.

A caccia di nuovi fantastici talenti

 

In quello stesso 2003 in cui Eragon veniva lanciato sul mercato americano da un grande editore, in Italia arrivava Eresia, primo volume della Trilogia di Aquasilva del britannico Anselm Audley, nato nel 1982. Il romanzo, già dato alle stampe nel Regno Unito nel 2001 e successivamente tradotto anche in tedesco, francese e spagnolo, veniva presentato dalla casa editrice Nord con queste parole: “Anselm Audley è stato al centro di uno dei casi letterari più eclatanti degli ultimi anni. Quando pubblicò il primo volume della Saga di Aquasilva, Eresia, aveva infatti solo diciassette anni, ma quel suo esordio venne salutato entusiasticamente dalla critica, che riconobbe nel giovanissimo scrittore lo stile e l'inventiva di una nuova, grande voce della letteratura fantasy.”

L’enfasi quindi andava sull’età dello scrittore, da subito annoverato fra i grandi. Al primo romanzo sono seguiti Inquisizione e Ribellione, pubblicati in originale nel 2002 e nel 2003 e in italiano fra il 2003 e il 2004, e Vespera, del 2007, sequel alla trilogia non ancora tradotto.