La Terra vista dalla Luna
La Terra vista dalla Luna
“Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l’umanità”. Parola di Neil Armstrong, che il 20 luglio del 1969 – ma in Europa si era già al 21 – muoveva i primi passi sul suolo lunare.

La Luna, così vicina e irraggiungibile al punto da essere oggetto di sogni, ipotesi e speranze durante tutta la storia del genere umano, perdeva un po’ della sua atmosfera magica per divenire il luogo di una conquista scientifica importantissima. E poco importa che in seguito siano sorti dubbi – sempre confutati dalla NASA – circa l’effettivo svolgersi dell’allunaggio: il nostro modo di percepire il satellite era cambiato per sempre.

Folklore e mitologia

 

Ma, al di là di tutti i dati scientifici relativi a moti, dimensioni e composizione chimica, la Luna ha rivestito per secoli un ruolo importantissimo tanto nelle credenze popolari quanto nei miti e nelle leggende di ogni parte del mondo.

Sono convinzioni diffuse, ad esempio, quella che con la Luna crescente o piena aumenterebbero le nascite, mentre le semine negli orti andrebbero sempre fatte in fase di luna calante. Il mosto poi dovrebbe essere messo nelle botti durante il novilunio per poter ottenere un buon vino, mentre la pesca migliore si otterrebbe nelle notti di Luna piena perché quest’ultima attirerebbe i pesci in superficie. Ugualmente salassi e taglio dei capelli dovrebbero essere fatti tenendo conto delle fasi lunari, le quali influenzerebbero non soltanto le maree terrestri ma anche la crescita e la diminuzione del flusso della linfa nelle piante.

Inoltre, secondo una credenza medievale, il plenilunio provocherebbe la trasformazione dei licantropi da uomini in lupi, e proprio in queste notti le streghe celebrerebbero i loro sabba.

Quanto alla mitologia, anche se l’importanza non è sempre la stessa è possibile trovare un dio o, più frequentemente, una dea, associato alla Luna.

In Mesopotamia il dio Luna, dal culto antichissimo e molto diffuso pur essendo una divinità minore, si chiamava Nannar in numerico e Sin in accadico.

Anche in Egitto al satellite era associato un dio, Thot. Raffigurato a volte sotto l’aspetto di babbuino e a volte sotto quello di ibis, era il calcolatore per eccellenza, e come tale veniva ritenuto l’inventore del calendario e presiedeva alla misura del tempo, alla matematica, alla geometria, alla sapienza, alla scrittura e alla magia.

Di sesso maschile è pure Mani, che nella mitologia germanica ha il compito di guidare il carro lunare. Perennemente inseguito dal lupo Hati che cerca di divorarlo, a volte ne viene parzialmente coperto e oscurato, provocando così le eclissi.

Sorella di Mani è Sol, il cui compito è guidare il carro del sole.

Nell’induismo il dio Luna non ha nome né santuari, ed è sempre venerato in associazione ad altre divinità cosmiche quali il Sole, le Stelle o le Acque. Dalle caratteristiche spiccatamente virili, durante la notte percorre la terra per fecondare i fiumi, assicurando così la germinazione vegetale.

Nel calendario liturgico, basato sull’osservazione delle varie fasi dell’astro, si distingue la quindicina della luna crescente, ritenuta benefica, da quella della luna calante, che invece è nefasta. Il dio Luna, inoltre, misura il tempo, in particolare il calendario, le maree e i cicli mestruali, e secondo i Veda nella sua “sfera” si trova una sorta di Paradiso nel quale le anime dei defunti soggiornano prima di reincarnarsi nuovamente.

La filosofia cinese, al contrario, lega la Luna al principio femminile yin che, insieme a quello maschile yang, regge il mondo. I due principi sono opposti ma contengono ciascuno un seme dell’altro, dal quale sono interdipendenti e nel quale possono trasformarsi. Così la Luna, corpo celeste che riceve la luce passivamente e il cui mese presenta analogie con il ciclo mestruale femminile, diviene simbolo del mutamento.

Presso le popolazioni mesoamericane era ritenuta un essere femminile, legata alla fecondità della vegetazione e della specie umana. Chiamata Metztli dagli Aztechi e Ixchel dai Maya, aveva inventato la tessitura e proteggeva tessitori e guaritori.

Nella mitologia greca la dea della Luna era Selene, figlia del titano Iperone e di Thea e sorella di Helios. Entrambi percorrevano il cielo con i loro carri, ma mentre quello del Sole era tirato da focosi cavalli la mite e gentile Luna si serviva di mucche bianche. Viene descritta generalmente come una bella donna dal viso pallido che indossa lunghe e fluenti vesti bianche o color argento e reca sulla testa una luna crescente.

Quando il suo mito fu confuso con quello di Artemide, la vergine cacciatrice, anche quest’ultima venne associata all’astro notturno. In epoca romana fu fatta un’ulteriore associazione con Diana, protettrice degli animali selvatici, delle fonti e delle donne, cui assicurava parti privi di dolore.