Chi è lo scrittore?

 

Puoi dirci “chi è” Donato Altomare? Dove sei nato, dove vivi, e cosa fai oltre a scrivere?

Sono nato a Molfetta, una grossa cittadina in provincia di Bari e ci vivo e lavoro. Sono laureato in ingegneria civile ed esercito la libera professione.

Come riesci a conciliare la tua attività di scrittore, con il lavoro, la famiglia, figli, ecc. ecc.?

Stabilisco delle priorità. Prima il lavoro, subito dopo la famiglia e i figli. Poi la narrativa. Dopo ancora gli amici e infine il collezionismo. Il rapporto è 50%, 30%, 15%, 4%, 1%.

Come scrittore, come organizzi la tua giornata lavorativa? Ogni scrittore ha una sua ritualità nello scrivere, quale è la tua?

Ogni mattina devo accompagnare l’ultimo dei miei figli a scuola. Entra alle 8 e 10. Il mio studio è a qualche isolato poco oltre la sua scuola, per cui lo raggiungo in dieci minuti. A quel punto sono solo (in genere la segretaria viene intorno alle nove meno venti e lo studio si riempie di soci e collaboratori intorno alle nome), per cui ho una buona mezz’ora di tempo a mia disposizione. Scrivo, correggo, progetto (storie). Poi inizio il mio lavoro giornaliero. La sera, sul tardi faccio operazioni quasi sempre di correzione o rispondo ad amici o conoscenti (ho persino qualche fan). Ma se ho un’idea la metto sulla carta. Durante i giorni festivi faccio in genere lavori manuali (le cose che si guastano in una casa sono incredibili), ma scrivo a mente fresca e spesso a lungo.

Senti di avere raggiunto qualche traguardo?

Se mi fate questa intervista credo proprio di sì.

Leggere

 

Quali sono i tuoi hobby, il passatempo preferito, cosa ti piace leggere? E quali sono i tuoi autori preferiti?

Una volta avrei detto la scrittura. Ora non è un hobby. E’ infatti raro che riesca a scrivere quello che mi piacerebbe scrivere. Molto spesso mi giungono richieste di racconti e romanzi di un certo genere e li scrivo cercando di coniugare la professionalità alla ispirazione. Non sempre facile ma non impossibile. Come hobby coltivo un amore antico, la filatelia. Ho migliaia e migliaia di francobolli, alcuni in ordine, altri sparsi ovunque. Ne ho anche di valore. Il mio sogno sarebbe metterli tutti in buon ordine in classificatori adatti. Ma ci vuole tempo per farlo e oltre le 24 ore non posso andare. Anche se qualche volta ci provo.

Leggo di tutto. Sul mio comodino ci sono sempre un Urania, un robot, qualche Focus, (specie Focus storia), un libro di fantascienza di autore italiano (che non manca mai) d uno di autore straniero, diversi fumetti e spesso un libro ‘normale’. Leggo libri ‘normali’ quando sto scrivendo qualcosa di particolare e ho bisogno di documentarmi.

Quando hai iniziato a leggere e cosa? E quando hai scoperto la narrativa fantastica? Ti
ricordi i primi titoli letti?

Il primo romanzo di Urania (e di fantascienza in generale) da me letto in assoluto è Mondo senza sonno. Mio padre leggeva Urania. Aveva una enorme libreria a muro e teneva libri sui vari scaffali. A me incuriosivano quelli sull’ultimo scaffale, quello più in alto dove, ma certo io non lo sapevo, mio padre riponeva i libri già letti. Un pomeriggio approfittando del fatto di essere solo in casa mi arrampicai sino all’ultimo scaffale e presi a caso uno dei libri. Mondo senza sonno, appunto. Lo lessi. Ero un ragazzino. Da allora non ho più smesso di leggere fantascienza neanche per qualche giorno.

Quali autori ti fanno da "guida"? Cosa leggi abitualmente?

Prima di tutto gli autori italiani. Mi piacciono molto Ugo Malaguti, Renato Pestriniero, Franco Forte, ma sto facendo un torto a tanti altri i cui racconti o romanzi mi piacciono, per cui è meglio non continuare. Tra gli ‘stranieri’ amo Jack Vance e George R.R. Martin, mal sopporto i testi ipertecnologici, come mal sopporto il fantasy scopiazzato.

Che libro hai in questo momento sul comodino?

I guardiano della notte di Sergej ukjanenko

Guth Bandar, di  Mattew Hughes

La bottega dell’inquietudine di Mauro Antonio Miglieruolo

L’uomo Gesù di Adriana Destro e Mauro Pesce.

Poi ci sono i soliti Focus, un Robot (57) e i vari fumetti.

Approposito di fumetti. Ho anche il quarto libro di Nirvana con graditissimo disegno dedica di Roberto Totaro. Ho avuto l’immenso piacere di scoprire che Roberto è un appassionato di fantascienza e che gli è piaciuto moltissimo Il dono di Svet.

Per concludere, vuoi darci un consiglio di lettura?

Gli italiani scrivono molto ma molto meglio di un mucchio di stranieri pubblicati qui da noi. Come lettori ci stiamo abituando all’idea che ci sono buoni scrittori italiani e che leggerli non è tempo sprecato. Quando sapremo fare le differenza senza lasciarci ingannare del cognome… be’, il fantastico in generale farà un grosso passo in avanti in Italia.