Anche se l’autore più noto ai lettori italiani è probabilmente R.A. Salvatore, l’universo di Forgotten Realms è stato creato dal canadese Ed Greenwood. Il mondo, nato negli anni ’80 come ambientazione per un gioco di ruolo, è stato via via sviluppato in articoli pubblicati sulla rivista americana Dragon e in manuali di gioco, per approdare infine alla narrativa vera e propria con un numerosissimo corpus di romanzi

Nel corso degli anni sono diventati davvero molti gli autori che hanno narrato nuove avventure ambientate nei Forgotten Realms. La casa editrice Armenia ha tradotto via via romanzi di Scott Ciencin, Jim Lowder, Troy Denning, Dougald Niles, Richard Lee Byers, Thomas M. Reid, Richard Baker, Lisa Smedman, Philip Athans, Paul S. Kemp ed Elaine Cunningham, oltre ai già citati Greenwood e Salvatore. Ma, con una cinquantina di romanzi tradotti, siamo ben lontani dal conoscere davvero un mondo del quale, fra antologie e romanzi, sono state pubblicate in lingua inglese circa 250 opere raggruppate in una sessantina di saghe diverse.

Non solo, poiché molti autori sono ancora impegnati a scrivere nuove opere questi numeri non potranno che aumentare. Nel caso di Salvatore, per esempio, Wizards of the Coast, che detiene i diritti sui Forgotten Realms, ha recentemente annunciato che realizzerà sei nuovi romanzi dedicati a Drizzt Do’Urden, opere che saranno pubblicate fra il 2011 e il 2016.

Vedremo anche questi nuovi romanzi in Italia? C’è da dubitarne, visto il contenuto di un annuncio dato recentemente da Armenia.

La casa editrice milanese parla di disaccordo con alcune politiche aziendali della sua controparte statunitense, come l’inserimento dell’Italia nella lista dei paesi ad alto rischio e l’obbligo di sottostare a controlli inusuali per un editore italiano. Dopo un rapporto di lavoro durato quasi trent’anni, perciò, Armenia ha deciso di non acquistare più i diritti di traduzione di altre opere da Wizards of the Coast, almeno finché non troveranno un nuovo accordo, e che i titoli attualmente in catalogo continueranno a essere disponibili fino alla scadenza dei rispettivi contratti.

In attesa di scoprire se le due case editrici torneranno a collaborare, o se un altro editore italiano sceglierà di intrecciare quei rapporti appena accantonati da Armenia, vediamo di capire cosa è stato pubblicato nella nostra lingua. Per maggiore completezza nel descrivere le singole saghe, negli elenchi che seguiranno sono comprese anche alcune opere che al momento non sono state tradotte ma che certamente sono collegate ad altre già giunte sugli scaffali delle nostre librerie.

I vari autori sono inseriti in ordine alfabetico e, nel corpus delle loro opere, è stata rispettata la suddivisione in saghe, elencandole a partire da quelle di più antica traduzione. Insieme a titolo italiano e originale con i rispettivi anni di edizione è segnalata – dove nota – anche la cronologia all’interno del mondo dei Forgotten Realms. Segnaliamo comunque che non sempre quest’ultima indicazione è possibile anche a causa del calendario estremamente complicato che domina queste terre.

Il problema principale è che ogni anno ha un nome, e che questo nome non è riconosciuto e accettato in tutti i Reami. Ogni dinastia o città-stato tende a legare il tempo in base alla loro storia presente, con l’indicazione di chi è al governo al momento del romanzo, o passata, riferendosi magari al fondatore della città.

La mancanza di un’indicazione precisa può far diventare matto il lettore che voglia mettere insieme tutte le piccole storie per ricostruire la Storia di un pianeta e delle popolazioni che lo abitano, ma aiuta a giustificare le discordanze dovute al fatto che scrittori diversi chiamino in modi diversi lo stesso anno.

Fra i calendari più noti vi è certamente il Dalereckoning, abbreviato con la sigla DR e usato dalla Wizards of the Coast in alcune lunghissime tabelle presenti sul proprio sito. Anche se al loro interno è indicata la cronologia di racconti e romanzi in modo estremamente preciso, sono comunque evidenti due limiti.

Il primo è legato all’aggiornamento: vi compaiono solo opere che, nella loro edizione originale, sono state pubblicate entro l’anno 2000. Saghe come I cavalieri di Myth Drannor di Ed Greenwood, quindi, non trovano la loro collocazione semplicemente perché sono state pubblicate fra il 2006 e il 2008.

Altre, come il racconto The Fires of Narbondel, che vede fra i suoi protagonisti un giovane Drizzt Do’Urden, non contengono al loro interno indicazioni abbastanza chiare perché sia possibile farne una datazione precisa. Quest’ultimo problema, comunque, riguarda principalmente opere che non sono ancora state tradotte.