II PARTE - VITA E IMPRESE DI ERACLE

Il web abbonda di siti dedicati a Eracle/Ercole. La voce di Wikipedia in proposito è ottima e abbondante. Non riuscirò quindi a dire nulla di più di quanto potreste trovare sul web. Spero di farvi cosa gradita riunendo in un solo articolo tutto quanto.

La nascita di Ercole:

Secondo tutte le tradizioni il buon Zeus aveva l’abitudine di sedurre le belle donne mortali. Una di queste fu Alcmena, moglie di Anfitrione. Approfittando dell’assenza del marito, per guerra, Zeus le fece visita e, mediante uno dei suoi poteri, fece sì che la notte durasse ben tre volte di più del solito. Non si dice quanto viagra ingoiasse il tonitruante Zeus per reggere una notte di 72 ore!

Così fu concepito Eracle.

Al mattino Anfitrione, rientrato dalla guerra, si unì a sua volta con Alcmena concependo Ificlo. Nacquero quindi due gemelli figli della stessa madre ma di padri diversi.

La gelosia di Era:

Secondo alcuni i due gemelli nacquero a Tebe, secondo altri ad Argo. In ogni caso Eracle avrebbe dovuto regnare su Tirinto, ma Era, la regina dell’Olimpo, moglie di Zeus, accecata dalla gelosia, ritardò la gestazione di Alcmena e accelerò quella della cugina Nicippe, la quale riuscì a partorire un ora prima; generò Euristeo che ottenne così la primogenitura e quindi la corona regale. Fu il grande indovino Tiresia che svelò ad Alcmena e ad Anfitrione la vera paternità di Eracle. Comprendendo che il piccolo sarebbe stato perseguitato dai furori di Era, i genitori esposero il piccolo Eracle in un campo, fidando che Zeus l’avrebbe in qualche modo protetto e allevato. Infatti Zeus mandò Hermes a prenderlo con l’ordine di depositarlo sul seno di Era addormentata. L’affamato pargolo si attaccò alla tetta della dea, succhiando il latte divino che lo rese invincibile. Ma, affamato com’era, Eracle diede un morsetto di troppo al capezzolo, così che Era si svegliò bruscamente staccandosi il bimbo dal seno. Una goccia del divino latte cadde dall’Olimpo, si disperse nel cielo e formò la via lattea.

L'infanzia di Eracle:

Ercole bambino con serpente - Marmo bianco, prima metà I sec. d.C. - Pompei, Casa di D. Octavius Quartio - Soprintendenza Archeologica di Pompei, inv. 2932
Ercole bambino con serpente - Marmo bianco, prima metà I sec. d.C. - Pompei, Casa di D. Octavius Quartio - Soprintendenza Archeologica di Pompei, inv. 2932
Non si sa come Zeus abbia sottratto il pargoletto alle ire della consorte, oltraggiata due volte. Si sa che Era, sempre più furiosa, mise due serpenti nella culla di Eracle il quale, come se niente fosse, li strozzò.

Anfitrione allevò Eracle come fosse figlio suo, gli insegnò personalmente a domare i cavalli e a guidare il cocchio, e ingaggiò i più rinomati maestri per la sua istruzione. Il centauro Chirone gli insegnò la medicina e la chirurgia, Eurito il tiro con l'arco,  Castore lo addestrò all’uso della spada e delle armi, Autolico ne fece un grande pugile. Eracle eccelse in tutto tranne che nella musica. Un giorno, rimproverato dal suo maestro Lino, discendente da Apollo, per la malagrazia dei suoni che produceva con la lira, Eracle gli tirò la stessa lira sulla testa uccidendolo all’istante.

La vocazione:

La sua forza e i suoi scatti d’ira costituivano un pericolo tale che Anfitrione lo mandò a vivere fra i guardiani dei suoi greggi sul monte Citerone. Secondo il sofista Prodico, all’età di 18 anni Eracle incontrò sulla sua via due donne affascinanti, Voluptas e Virtus. Eracle seguì Virtus, che camminava su un sentiero sassoso, simile a quelli del suo monte Citerone, mentre Voluptas correva su un prato erboso, terreno sconosciuto all’eroe. Così fu condannato a seguire la Virtus, mettendo la sua vita al servizio degli altri.