La storia della casa editrice

Camelopardus è nata inizialmente con l’unico intento di vedere pubblicato in Italia il romanzo Lo Zebra di Alexandre Jardin, un romanzo di cui le due fondatrici della casa editrice si erano letteralmente innamorate.

Dal settembre 2006, però, la situazione si è evoluta, con l’affiancamento di Mille candele danzanti di Christian Bobin, nella stessa collana Sconfini, dedicata alla narrativa d’autore.

Nel 2007 è nata la collana I Draghi, dedicata al Fantasy in ogni sua accezione: sono infatti usciti il saggio sulla traduzione della saga di Harry Potter Lucchetti babbani e medaglioni magici di Ilaria Katerinov e il primo romanzo fantasy-comico italiano La compagnia del Somaro Sdraiato di Marina Bacchiani Dalla Spezia.

Quest’anno, invece, Supermarket24 di Matteo Grimaldi ha inaugurato la collana I Trapezisti, pensata per gli autori più giovani, che devono lanciarsi nel vuoto ed essere disposti a compiere anche qualche salto mortale. Per questa stessa collana a luglio è uscito Oggi mangiamo fuori di Simona Tilocca.

Indicazioni per l'invio dei testi

Qui di seguito riepiloghiamo le indicazioni per il corretto invio degli elaborati a questa casa editrice:

— lettera di presentazione

— sinossi

— primi 3 capitoli in visione

L'invio di un'outline è facoltativo.

La spedizione del materiale deve avvenire via mail-

I tempi di risposta indicativi si aggirano sui 3-4 mesi. Vengono riscontrati, sempre via mail, solo gli invii cui la casa editrice dimostra di essere interessata.

Gli elaborati rifiutati non vengono comunque restituiti.

Camelopardus non ha preferenze di formattazione dell'elaborato.

L'intervista

Fare gli editori oggi è una grossa sfida: come mai avete deciso di intraprendere questa strada e, soprattutto, come mai la scelta di pubblicare nel Fantastico?

Personalmente, sono sempre stata affascinata dal Fantasy. Da piccola ho avuto il mio battesimo con la saga di Shannara, mi sono sentita così coinvolta che a dodici anni ho iniziato a tradurla in fumetti; ricordo che sono tornata da un’estate al mare pallida come un fantasma, perché ero stata tutto il tempo al tavolino da disegno tra gnomi, elfi e druidi. Come potevo non inserire una collana dedicata al Fantastico?

Nel vostro cammino, avete raccolto qualche aneddoto meritevole di essere raccontato in questa sede?

Be’, una situazione divertente si era creata quella volta che ci hanno telefonato da Mediaset, per un servizio su Iris Tv, e io, pensando che fosse uno scherzo di qualche amico, continuavo a rispondere con tono di sufficienza: “Eh sì, come no, ci mancherebbe!”. Quando si è così piccoli, è difficile credere che qualcuno si accorga di noi, è stata una bella soddisfazione!

Quali sono le difficoltà più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente?

Principalmente la distribuzione, perché nonostante vi siano dei distributori sul territorio, è comunque difficile che i nostri libri siano esposti in libreria. E poi la solvibilità dei clienti: una casa editrice indipendente si rivolge soprattutto a librerie indipendenti, che solitamente sono realtà medio-piccole, con problemi di liquidità, in particolar modo in questo periodo che è duro per tutte le attività commerciali.

E le soddisfazioni più grosse?

Le soddisfazioni più grosse le abbiamo quando scopriamo che il nostro lavoro è piaciuto a qualcuno “che se ne intende”. Per esempio, l’inverno scorso sono stata a una presentazione di Michela Murgia. Quando mi sono avvicinata per chiederle di autografarmi il suo libro, le ho detto il mio nome e lei ha esclamato: “Ma non sarai mica Sara della Camelopardus? Sapessi quante copie dello Zebra (il nostro primo libro) ho regalato agli amici!”. Ecco, in quel momento mi sono sentita come se avessi vinto il Nobel per la letteratura!

Nel vostro mondo ideale, che volto avrebbe l'editoria?

Mi piacerebbe che il libro tornasse a essere un prodotto particolare, destinato a un pubblico che lo ama, non una merce qualunque con le stesse strategie di marketing delle patatine. Mi piacerebbe che il libraio potesse esporre i libri che gli piacciono, non quelli per cui ha firmato di cedere tot metri quadri di superficie del negozio.

Con quali criteri scegliete un libro di genere Fantastico?

Un romanzo Fantastico deve avere degli elementi di novità rispetto agli altri libri già pubblicati; si sa che ci sono degli elementi standard, comuni a quasi tutti i romanzi del genere, entro cui bisogna muoversi, per cui è importante riuscire a farlo senza cadere (o scadere) nei cliché.

Che caratteristiche avrebbe il libro che sognate di scoprire?

Sarebbe bellissimo per me trovare un libro che mi lasci con la stessa sensazione di quando leggevo Harry Potter: chiudere il libro e guardare la realtà, sperando con tutte le proprie forze di cogliere un indizio che il mondo di cui si è appena finito di leggere esista davvero.

Accettate elaborati da chiunque o solo tramite agenti?

Ilaria Katerinov, autrice di Lucchetti babbani e medaglioni magici - foto credit: Matteo Parrini
Ilaria Katerinov, autrice di Lucchetti babbani e medaglioni magici - foto credit: Matteo Parrini
Accettiamo elaborati da chiunque, per quanto ricevere un testo da un’agenzia di cui ci si fida permette già di contare su una scrematura fatta a monte.

Due consigli agli scrittori: cosa fare e cosa non fare assolutamente quando si rivolgono a voi

Una cosa importante è presentarsi in modo personalizzato: spesso arrivano manoscritti via email senza nemmeno l’oggetto indicato, con il corpo del messaggio vuoto oppure con solamente i recapiti. Suvvia, sei uno scrittore, dimmi perché ti sei sognato di scrivere proprio questa opera, dimmi cosa ti piace, magari il tuo testo non mi suscita niente, però scopro che abbiamo in comune un altro interesse su cui si potrebbe lavorare.Una cosa da non fare è millantare proposte di pubblicazione per cercare di mettere alle strette l’editore. Una volta ci ha scritto un autore esordiente proponendoci di pubblicare una saga, però avremmo dovuto rispondergli in fretta, perché aveva già avuto una proposta da Salani, il cui editor era certo che sarebbe stato un successo nazionale e internazionale con tanto di trasposizione cinematografica. Non si sa perché questo signore voleva pubblicare con la microscopica Camelopardus. In questi casi si fa una brutta figura doppia, perché l’editore capisce benissimo che si tratta di una frottola e, anche nel caso in cui non se ne accorgesse, si dimostra scarsa professionalità nel proporsi a una casa editrice quando si è già in trattativa con un’altra.