Il profilo della casa editrice

Fondata nel 1969 da Vittorio Avanzini, è stata pioniera nel settore del libro tascabile, lanciando negli anni Settanta i famosi 'paperback', classici della saggistica, della narrativa e della poesia a prezzi altamente concorrenziali.

Nel 1988 ha rivoluzionato il mercato del libro economico proponendo in edicola e in libreria i “Grandi Tascabili Economici”, i classici della letteratura, della filosofia, della poesia e della saggistica che restano ancora oggi un punto di riferimento nel panorama editoriale.

Nel 1991 nascono 'I Mammut', che raccolgono la grande produzione, spesso completa, di celebri autori: il successo perdura invariato ancora oggi, con le colorate copertine arricchite da preziose caricature.

Una vera e propria sfida per la Newton Compton è quella del 1992, anno in cui escono i '100 pagine 1000 lire', i libretti venduti a centinaia di migliaia di copie in tutta Italia.

Parallelamente alla vocazione consolidata per il tascabile, la Newton Compton ha coltivato e coltiva la passione per la storia, le tradizioni e le leggende regionali italiane. Per andare incontro alle esigenze dei suoi affezionati lettori e per proporre un ventaglio di letture sempre più ampio, la casa editrice si rivolge anche alla narrativa italiana e straniera,

Dal luglio 2010 la Newton Compton è presente nel mercato degli ebook e delle applicazioni Apple.

Indicazioni per l'invio dei testi

Qui di seguito riepiloghiamo le indicazioni per il corretto invio degli elaborati a questa casa editrice.

La lettera di presentazione e’ gradita, purché breve. L’autore può dire qualcosa di sé, cosa fa, perché ha scritto il romanzo, se ha già precedenti esperienze. Anche la sinossi è gradita:spesso permette di capire se è un genere che possa interessare la casa editrice e integrarsi con la linea editoriale o meno.

Per quanto riguarda il manoscritto, è possibile inviarlo per intero, oppure sottoporre almeno una cinquantina di pagine. La spedizione deve avvenire per posta, mentre il riscontro avverrà generalmente via email.

I tempi di valutazione si aggirano attorno ai 6-7 mesi, a meno che la qualità di un lavoro emerga particolarmente dalla pila, nel qual caso i tempi possono accorciarsi.

Anche se il sito dell'editore riposta espressamente che non verrà data risposta ai lavori che non riscontrano interesse, si cerca comunque di fornire un riscontro. Tuttavia, se dopo tanti mesi non si è avuta risposta, l’elaborato può ritenersi rifiutato.

Non sono richieste formattazioni particolari, tuttavia l'editore si raccomanda, per una questione di leggibilità, di non inviare testi scritti a corpo troppo piccolo e con l'interlinea non adeguatamente spaziata.

Gli elaborati non  vengono restituiti.

L'intervista

Fare gli editori oggi è una grossa sfida: come mai avete deciso di intraprendere questa strada e, soprattutto, come mai la scelta di pubblicare nel Fantastico?

La casa editrice ha festeggiato lo scorso anno i 40 anni. È nata certamente dalla passione del suo fondatore, Vittorio Avanzini, per la letteratura e per i libri in sé. Ai suoi albori erano i classici le principali pubblicazioni, che ancora oggi rappresentano lo zoccolo duro della casa editrice. Negli anni poi, l’azienda si è espansa, e con essa i suoi interessi e così sono cominciate a nascere collane di saggistica e narrativa dedicate a vari generi letterari. Tra questi il fantasy. Senza dubbio perché c’è un interesse da parte del pubblico per il genere e siccome la casa editrice tende a intercettare un target di pubblico il più vasto possibile, il fantasy non poteva mancare nelle nostre collane. D’altronde è vero anche che gli autori pubblicati spesso sono autori di culto negli Usa, affermati nel loro genere e quindi rappresentano dei punti forti nel catalogo della casa editrice.

Nel vostro cammino, avete raccolto qualche aneddoto meritevole di essere raccontato in questa sede?

Nessuno.

Quali sono le difficoltà più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente?

Il mercato editoriale è vasto e composto di realtà molteplici. Ogni settimana escono tantissimi libri. Una casa editrice deve riuscire a confrontarsi con queste “quantità” e a trovare un suo spazio di affermazione. Inoltre la filiera editoriale è complessa e composta di passaggi che vanno tutti seguiti con estrema attenzione, perriuscire a ottenere un libro secondo gli obiettivi prefissati. Il libro va curato a partire dalla scelta fino a quando finisce sullo scaffale di una libreria e poi nelle mani di un lettore. Si tratta delle difficoltà del mestiere di editore, con cui bisogna confrontarsi quotidianamente, ma fanno parte del gioco!

E le soddisfazioni più grosse?

Scoprire che un libro su cui la casa editrice ha puntato e investito è accolto bene dai lettori e anche dalla stampa. Vedere che ha successo, che ciò crea una fidelizzazione del lettore alla casa editrice e anche una stima da parte dei librai. Le soddisfazioni si hanno quando il fiuto nella scelta di certi libri viene confermato dal mercato librario. Soddisfazione è sentire da parte di un autore il proprio legame con la casa editrice, con tutto il team che segue, dallo scounting alla promozione, i passi del libro. Soddisfazione è sapere che un buon libro viene molto apprezzato e comprato all’estero. Sono segnali che confermano a tutta la casa editrice che sta andando nella giusta direzione.

Nel vostro mondo ideale, che volto avrebbe l'editoria?

Non c’è un mondo ideale, esiste l’editoria, quella piccola, quella media e quella grande. Esiste l’editoria indipendente e i grandi gruppi editoriali, e tutto quel che da ciò consegue. All’interno di questo mondo – quello reale con cui ci si deve confrontare - occorre perseguire l’obiettivo di una “buona” editoria: un’editoria che tenga conto degli interessi del lettore, ma che sappia, se necessario, fare anche scelte più rischiose, proponendo letture in cui crede e meno “alla moda”. In altre parole, un’editoria che abbia a cuore da un lato interessi commerciali (senza i quali non si ha nemmeno la possibilità di penetrare sul mercato), ma che sappia anche investire in scelte che abbiano un valore culturale in grado di incidere sulla nostra società. Per esempio la pubblicazione di classici, italiani e stranieri, è un’operazione che va in questa direzione.