La copertina del quinto volume dell'edizione paperback giapponese di A Game of Thrones
La copertina del quinto volume dell'edizione paperback giapponese di A Game of Thrones
Interrogato sul fatto che lui sappia calarsi così bene nella mente dei personaggi femminili – fra i punti di vista ci sono Catelyn, Daenerys, Arya, Sansa, Cersei, Brienne, Asha, Arianne e Melisandre, ma hanno una loro precisa individualità anche Lysa Tully, Margaery e Olenna Tyrell, Ygritte, Val e Meera Reed – Martin ha risposto “ho sempre ritenuto che le donne siano esseri umani” (2). Il suo segreto è questo: è molto bravo a cogliere le emozioni e i comportamenti umani e usa le sue conoscenze per creare personaggi che siano i più realistici possibili. Nella sua storia al di là di un paio di personaggi che sono psicopatici – e anche questo è un modo di essere degli esseri umani, così come è umano il personaggio di Hodor affetto probabilmente da una lesione al cervello denominata afasia – non esistono cattivi in sé. Nessuno è cattivo per il puro gusto di essere cattivo e ogni azione è compiuta in base a una precisa motivazione. Magari è la motivazione stessa a essere stupida, ma in quel momento per quel personaggio è la cosa migliore, o più comoda, da fare. Durante la battaglia delle Acque Nere Tyrion si toglie l’elmo perché infastidito dall’acqua e rischia di essere ucciso a tradimento da ser Mandon Moore. Oberyn Martell gioca troppo al gatto col topo con Gregor Clegane dimenticando che Gregor è molto più grosso di lui e finisce con il rimetterci la pelle. Sansa racconta a Cersei che suo padre la sta per rimandare a Grande Inverno perché lei vive in un mondo di fiabe, perché non avendo ancora capito chi sia davvero Joffrey ha il cuore infranto, perché interpreta la decisione del padre come una punizione ingiustificata e spropositata per i continui bisticci con la sorella e probabilmente anche perché è arrabbiata con Arya che ha avuto il permesso di portare con sé Syrio Forel mentre lei vede crollare tutti i suoi sogni. D’altra parte se Ned le avesse parlato come ha fatto con Arya, se le avesse spiegato le sue preoccupazioni invece di rimandare la conversazione a un momento più tranquillo e nel quale lui fosse stato meno stanco, o se non avesse bloccato septa Mordane che voleva seguirla quando scappa dal salotto della prima colazione invece di lasciarle un po’ d’intimità forse Cersei, priva della sua fonte d’informazioni, avrebbe agito in ritardo e sul trono si sarebbe seduto Stannis invece di Joffrey.

Ogni azione comporta delle conseguenze, e spesso non sono quelle previste da chi le compie. Ma quanto spesso noi non siamo in grado di prevedere le conseguenze delle nostre stesse azioni? I personaggi di Martin non sono perfetti, prendono decisioni sbagliate basandosi sulle informazioni incomplete che hanno o danno la precedenza ai loro desideri egoistici piuttosto che al quadro più ampio della situazione. Quando Catelyn cattura Tyrion tutto quello a cui è in grado di pensare è il corpo spezzato del figlio. Agisce d’istinto e coglie l’occasione che le si presenta, curando anche i dettagli come la chiamata alla fedeltà dei membri delle singole case e dando una falsa traccia alle persone presenti nella locanda, ma dimentica o sceglie di ignorare le possibili conseguenze del suo gesto sul lungo termine. Non poteva sapere del cambiamento avvenuto in Lysa dall’ultima volta che l’aveva vista, e qui entra in gioco la scarsità d’informazioni, ma fa anche prevalere il desiderio di vendetta sulla legalità visto che in un confronto fra due Case di quell’importanza l’amministrazione della giustizia sarebbe spettata a Robert Baratheon. Cosa peggiore trascura totalmente la reazione certa dei Lannister, anche se all’inizio della saga aveva dimostrato di essere ben conscia della loro pericolosità.

La semplice ignoranza, il sottovalutare le capacità dell’avversario o il non prestare sufficiente attenzione a ciò che è già avvenuto o sta avvenendo sono cose pericolose, anche quando le intenzioni sono buone. E questo si applica ai protagonisti come ai comprimari. Mastro Cressen ingerisce volontariamente un veleno mortale con lo scopo di eliminare Melisandre, secondo lui troppo pericolosa e influente, ma finisce con l’essere il solo a morire rafforzando il potere della donna su Stannis con la sua stessa morte. Robb Stark allontana Vento Grigio perché la moglie ne ha paura, dimenticando o scegliendo di dimenticare che Estate aveva salvato la vita di Bran, sminuendo l’importanza che il suo meta-lupo aveva sempre avuto per lui e trascurando o minimizzando tutti i segnali di pericolo forniti dall’animale.

Martin tiene ben presente che ciascuno è protagonista della propria storia e valuta eventi e personaggi in rapporto a ciò che significano per lui. Nessuno è cattivo per il gusto di essere cattivo come lo è Teschio Rosso, il personaggio dei fumetti creato nel 1941 da Joe Simon e Jack Kirby che quando si alza al mattino si chiede cosa possa fare di cattivo. Ma anche se le dichiarazioni così esplicite sono rare spesso è difficile provare empatia con chi viene percepito come l’antagonista della storia se non ci si cala nel suo punto di vista.