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Le Sirene
La sensualità che incanta e uccide.La fragilità dell’uomo di fronte alla bellezza.La malinconia del mare
LeggiTra sogno e veglia: Neil Gaiman
Neil Gaiman? Quello che ha scritto Sandman? Uno dei tre guru del fumetto americano moderno? L’amicone di McKean? Quello di American Gods? Di MirrorMask? Di Beowulf? Di Stardust? Di Coraline? Di Anansi Boys? Quello che ogni cosa che scrive vince un premio?
LeggiNelle Terre del Sogno: Sandman 1
“Si svegli, signore. Siamo arrivati”. Un incipit semplicissimo e tuttavia nel 1991 nessuno avrebbe immaginato che questo inizio avrebbe condotto migliaia di lettori in una delle serie più popolari e acclamate della storia del fumetto
LeggiNeil Gaiman. Il Cantastorie alla Fine dei Mondi
Quando scrivo, in qualche modo si apre una finestra sul retro della mia testa che lascia uscire una luce verso la pagina"
LeggiL’Illustratore di Sogni: Dave McKean
“Mi piaceva Dave, era così tranquillo, e barbuto, e ovviamente la persona con più talento artistico che io abbia mai incontrato”. Neil Gaiman
LeggiIl mito di Guerre Stellari e la Forza del fantasy
L’eterna diatriba della classificazione di genere: Star Wars fantascienza o fantasy? Argomento apparentemente frivolo, eppure perfetto per indagare a fondo nella genesi di una storia che ha cambiato il modo di pensare il cinema senza inventare niente sul piano narrativo. E il segreto del successo non ha niente a che fare con le navi spaziali, ma affonda le radici nel mito e negli elementi su cui si basa il genere fantasy
LeggiIl vento di Novembre
Racconto di Salvatore Perillo
Non è per niente facile, da vivi, ridere della morte. La ragione è nota: risiede nell’assoluta, dolorosa incertezza del dopo. E’ dunque un'irrimediabile ignoranza a spaventare piuttosto che la consapevolezza di una terribile condizione. Da qui l’atavico desiderio di ghermire il segreto dell’immortalità. Ma forse la risposta è già nell’enunciazione dell’enigma, e c’è chi, come Jorge Luis Borges, ne insinua il sospetto: “Essere immortale è cosa da poco, tutte le creature lo sono, giacché ignorano la morte”.
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