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Il Segreto dell'Alchimista

Una catena di efferati omicidi sconvolge le Terre. Le vittime sono i maghi naturali, i pochi eletti in grado di utilizzare la magia in tutta la sua potenza. Mentre nelle regioni del sud dilaga una misteriosa nebbia, che cela nelle sue profondità un segreto di distruzione e morte, Ester, insegnante di magia, e Nimeon, principe delle Colline, vengono investiti del Mandato che li condurrà a svelare una verità incredibile e inattesa. Un’avventura al confine tra due mondi. La storia di una donna in lotta contro se stessa. Un fantasy che sfuma nelle tinte moderne del giallo

L'Autrice

L’autrice, Antonia Romagnoli, è nata a Piacenza nel 1973. E’ stata finalista al Premio Galassia 2006, col racconto Roiter (pubblicato in seguito sulla rivista Robot), e ha esordito nel mondo del fantasy con alcuni racconti fantastici apparsi in varie riviste e antologie. Nel 2007 ha pubblicato il suo primo romanzo fantasy-umoristico La Magica Terra di Slupp (Ed. Lulupress), e il mainstream Pioggia (Ed. Giovane Holden). Il Segreto dell’Alchimista, pubblicato nel 2008 (Ed. L'Età dell'Acquario), è invece un raffinato intreccio di fantasy, thriller e giallo, in bilico tra il nostro mondo e uno tipicamente fantasy, chiamato le Terre. 

                                                                                          (Presentazione di Luca Azzolini).

L'Antefatto


Il Segreto dell'Alchimista di Antonia Romagnoli ingrandisci
Corvi.

Un volo che in apparenza era privo di logica. Privo di bellezza.

Macchie nere, minacciose, grida che laceravano l’aria come tanti rauchi richiami di morte.

Sotto di loro, nella campagna brulla e battuta dal vento, ancora intrisa delle violente piogge che l’avevano flagellata, il rapido fuggire dei passeri verso un riparo.

La caccia era aperta. 

Un altro volo, radente, calò dal cielo greve di nubi. Ali nere e vigorose sferzarono l’aria umida, sfiorando il muro di pietra del castello.

Dall’alto, la fortezza, un’imponente costruzione dalla pianta quadrata adagiata nella piana come se la terra stessa l’avesse generata, svelava il suo cuore di giardini e di cortili dalle decorazioni musive.

Da dove ora l’uomo si trovava, pareva soltanto un immenso guscio: una muraglia regolare e priva di passaggi. Solo un lineare e solido geode di pietra rossastra e porosa, quella tipica delle fortificazioni delle Terre. Sui quattro lati, la costruzione si ripeteva identica, senza porte, né finestre, né feritoie. Intorno a essa le distese di campi giacevano silenziose e in apparenza prive di vita. Un paesaggio desolato e brullo, indolenzito dai rigori della stagione invernale ormai al termine.

Del vicino villaggio si intravedevano le case basse imbiancate a calce. I contadini ancora non erano usciti per il massacrante lavoro quotidiano. Forse per quel giorno i terreni intorno al castello sarebbero rimasti deserti, a causa del lungo periodo di pioggia che aveva trasformato i campi in distese fangose. Ancora uno sguardo verso l’alto, attratto dall’insistente gracchiare dei corvi, reso più acuto dall’avvistamento di una preda, poi il contatto della mano con il muro.

La superficie scabra era fredda, fastidiosa al tatto. La punta dell’indice seguì il profilo di uno dei sassi incastonati nella parete. Quel contatto gli permise di vedere ciò che a nessun altro era visibile.

Aveva studiato per anni, si era preparato con ostinazione per arrivare a quel risultato e ora sapeva di non aver fallito. Nella sua mente, con precisione, si stagliarono nette le immagini di una filigrana luminosa e sottile che avvolgeva il palazzo in un abbraccio protettivo, un incanto che ne rendeva le pareti ben più solide della roccia di cui era costruito e ne proteggeva l’intera struttura, persino dal cielo. Costeggiando da vicino la parete, continuò a ispezionare la barriera alla ricerca di un punto preciso che, ormai ne era certo, avrebbe pazientemente trovato. Un punto in cui quella maledetta magia lasciava anche solo un

minuscolo varco.

Il corpo dell’uomo vibrava per lo sforzo. Sotto le mani, ormai graffiate e sanguinanti, un lieve bagliore tradiva la natura del contatto. Un incantesimo di lettura.

Si fermò, col respiro affannoso, contraendosi per lo sforzo, sul lato che dava verso il sentiero per il villaggio.

Lì, tra due pietre apparentemente uguali a tutte le altre, c’era ciò che stava cercando. Incurante di quanto lo circondava, persino della possibilità che qualcuno potesse vederlo, si strinse nelle spalle, mentre i palmi delle mani affondavano nel muro, come se d’un tratto fosse diventato malleabile.

La magia cedeva, piegata al suo volere, e quando, dopo un tempo indefinibile, davanti a lui si dissolse anche l’ultima tessitura, gli uscì dalla gola un grido gutturale carico di esultanza.

L’interno del castello si aprì nitido davanti a lui. Corridoi dall’alto soffitto a volte, illuminati da torce, correvano lungo il perimetro.

Percorse con calma un lungo tratto prima di incontrare una diramazione verso il cuore del palazzo. Non avrebbe incontrato anima viva, lo sapeva. Per questo non aveva fretta, anzi, desiderava gustare ogni attimo di quella vittoria personale, che lo avrebbe condotto alla sua preda senza errore, e senza scampo per quest’ultima.

Ancora un corridoio, poi un androne dalle pareti istoriate, poi un altro corridoio, in fondo al quale poteva vedere di nuovo la luce del giorno. Il primo dei cortili interni. Si fermò, colpito da un suono inatteso: era una voce, femminile, modulata in un canto.

Lo stupore per quella scoperta lasciò subito il posto all’ira, un’ira cieca e implacabile. La vide solo quando ella arrivò all’aperto, intenta a cercare tra le piante del suo giardino segreto le prime avvisaglie della primavera.

Egli riconobbe il luogo, lo aveva visto dall’alto. Ne ricordava la pavimentazione, un intricato mosaico floreale di pietre bianche e nere, la piccola fontana al centro, l’abbraccio delle aiuole spoglie intorno al chiostro.

La osservò, avvolto in un rabbioso silenzio.

Era soltanto una donnetta dai lunghi capelli bianchi, il corpo arrotondato e un poco incurvato dall’età. Gli dava le spalle, ignara della sua presenza perché la magia di protezione infranta non l’aveva avvisata dell’ospite.

Impossibile credere che tanta potenza dimorasse in una creatura così insignificante. Questo pensiero gli fece decidere che non l’avrebbe colpita alla schiena. Voleva vedere negli occhi di lei la paura, voleva godere del suo terrore: il terrore che ella avrebbe provato nel soccombere a un potere superiore.

Percorse ancora una breve distanza, calcando sugli stivali, finché la donna non si accorse di lui. Il canto si interruppe improvvisamente.

Sul viso rugoso si dipinse dapprima un’espressione sorpresa, e poi allarmata. Le sorrise.


L'autrice ingrandisci

«La tua magia non era perfetta» le disse solo.

«Chi sei?» chiese lei di rimando. Gli scrutava il volto, ma in esso non ravvisava alcun tratto familiare, eppure in passato aveva conosciuto gli altri maghi che oltre a lei popolavano le Terre.

Egli lasciò che capisse da sola, gli piaceva vedere attimo dopo attimo il mutare delle espressioni. Sorpresa. Dubbio. Comprensione. E proprio quando comprese, il suo sguardo si fece duro. Prevedibile che si mettesse in guardia. Prevedibile e inutile. Bastò un primo incanto a infrangere la difesa della maga, che vacillò all’indietro.

«Ho superato limiti che tu neppure conosci» le spiegò con pazienza irritante, prima di sferrare un secondo colpo. La donna rispose con pari intensità, lottando con ogni conoscenza ed energia per contrastarlo.

Fu solo un tentativo patetico di salvarsi: gli bastarono pochi attimi per piegare anche quelle magie, riducendole in nulla. Fiumi di lava impalpabile si riversavano intorno a lui senza sfiorarlo, ondate di energia lambivano la sua difesa senza intaccarla. Ogni incanto che scaturiva dall’uomo, invece, penetrava più a fondo.

La maga era troppo vecchia per resistere a lungo. Un attacco di quella portata avrebbe annientato maghi ben più giovani. La vide piegarsi alle fiamme infernali che egli generava senza sforzo alcuno. Lampi che avrebbero incenerito qualunque essere vivente colpivano a raffiche la protezione della donna, indebolendola sempre di più, mentre egli, inesorabile, si avvicinava.

Lei non ebbe quasi occasione di contrattaccare, e finalmente egli vide ciò per cui si era prodigato tanto. La sconfitta della sua nemica. Rimase in piedi, davanti alla maga ormai priva di forze, la guardò rantolare, cercando un’impossibile fuga verso il centro del cortile. Ne seguì il lento moto fino alla fontana circolare, a cui ella si poggiò rizzandosi in un ultimo barlume di fierezza.

Era coraggiosa, pensò. In pochi accettano di guardare la morte negli occhi. L’uomo chinò appena il capo, in un gesto di saluto carico di scherno. Poi, la magia calò su di lei, e fu solo un lungo grido di dolore.

I corvi all’esterno della costruzione, tutti, si levarono in volo.

pagina 1 di 1 - (fine)
Autore: Antonia Romagnoli - Data: 5 febbraio 2008

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Commenti

1 Complimentissimi. E' davvero bello questo estratto. Mi piace molto questo stile pulito, senza fronzoli inutili. Frasi brevi e spezzate da tanta punteggiatura. Io adoro la punteggiatura. Davvero davvero complimenti.

» postato da MagicamenteMe alle 08:13 del 07-02-2008

2 Letto anch'io. Effettivamente questo estratto è una splendida presentazione. La Vivandiera comincia a fare la cresta sulla spesa... :wink:

» postato da Rita alle 11:30 del 07-02-2008

3 Grazie! Sono felice che questo pezzo vi piaccia, in effetti è proprio il biglietto da visita del romanzo, sono le famose "prime parole" che aprono il libro e quelle su cui ho faticato di più (se escludo una certa altra scena). L'incipit è sempre difficile...

» postato da anto73 alle 12:12 del 07-02-2008

4 bello. non c'è altro da dire.. forse Caspita! voglio proprio sapere cosa succederà dopo; la presentazione mi aveva incuriosito ma l'estratto mi ha convinto già da metà. Ora ho grandi aspettative..(e come sempre pochi soldi). Nel caso me lo faccio regalare pur di metterlo tra gli altri preziosi (= i miei libri) :wink: magari mi è sfuggito. devo aspettarmi un seguito?

» postato da PAWIN alle 18:30 del 07-02-2008

5 Antonia, una curiosità: il titolo "Il segreto dell'alchimista" è lo stesso di un romanzo di Mariangela Cerrino. Rischio calcolato? :wink:

» postato da by Ax alle 20:13 del 07-02-2008

6 @Pawin: Grazie anche a te per la fiducia. Il libro in realtà è autoconclusivo, come la mole dimostra (!), però la mia mente malata, subito dopo aver terminato la stesura, ha partorito un seguito. Il secondo è già finito, ma è ancora da revisionare, il suo destino dipenderà dall'editore. @by_Ax: La questione è un po' complessa. Ho visto che all'articolo è stata aggiunta una postilla su questa faccenda e già che ci sono racconto delle numerose disavventure del titolo. In origine quello scelto da me era "la chiave dell'alchimista", titolo che avevo controllato personalmente in rete varie volte prima di proporlo alle varie case editrici. Sfortuna ha voluto che proprio poco prima di firmare il contratto sia uscito con Mondadori un romanzo omonimo, fatto che ho segnalato all'editore in sede di firma. Durante le fasi di revisione sono stati pensati altri titoli alternativi e non ho fatto altro che accettare la decisione presa dalla mia casa Editrice. Quando ormai eravamo in fase di stampa, ho saputo che il titolo esisteva già ma risultava fuori catalogo da diverso tempo, per cui la casa editrice non pensava che potesse creare problemi. Ciao a tutti e grazie per la bella accoglienza!!! :P

» postato da anto73 alle 20:55 del 07-02-2008

7 :D :D Mmmh... bello ! :D :D Ma chi diamine è Voldemort di fronte a... a... ...sì insomma, di fronte a questo cattivissimo tizio !!?!?? :razz

» postato da Incantatore dalle 9 vite alle 15:03 del 09-02-2008

8 «:D :D Mmmh... bello ! :D :D Ma chi diamine è Voldemort di fronte a... a... ...sì insomma, di fronte a questo cattivissimo tizio !!?!?? :razz» :risata se c'è un seguito spero che potrà essere pubblicato. Se proprio (mi auguro di no) ci saranno dei problemi, spero che tenterai di pubblicarlo con un'altra casa, a costi meno elevati. Almeno per chi ha letto l'altro please. 8) 29 feb! :twisted: sembra fatto apposta! aspetto un paio di giorni e lo faccio diventare il regalo di compleanno.. :-W

» postato da PAWIN alle 19:44 del 09-02-2008

9 Faccio anche io i complimenti per questo brano; mi piace lo stile e il linguaggio corretto, pulito ed efficace. Il malvagio sembra un gran personaggio. «Il libro in realtà è autoconclusivo, come la mole dimostra (!), » Evviva, finalmente una scrittrice fantasy che non cade nella tentazione della "trilogia-pentalogia-decalogia" «però la mia mente malata, subito dopo aver terminato la stesura, ha partorito un seguito. » ma, ma, ma, ma, ma... :shock: :wink:

» postato da Melian alle 21:49 del 09-02-2008

10 Il cattivo è uno dei miei personaggi preferiti... leggendo poi si scopre anche perchè :P La tentazione di proseguire credo sia normale, dopo aver creato un'ambientazione ed essersi affezionati ai personaggi. Nel mio caso questa ambientazione, le Terre, era nata molti anni fa con storie molto diverse, e ripresa poi da grande con una storia nuova. Difficile chiudere dopo aver messo la parola fine al romanzo... In ogni caso, nel libro nulla rimane in sospeso, perchè non resito nemmeno io alle questioni in sospeso!!! :wink:

» postato da anto73 alle 09:15 del 10-02-2008

11 Bello... Mi ha lasciato a bocca aperta fin dalla prima frase... Complimenti all'autrice!!! Vediamo se riesco a procurarlo.

» postato da Aedo89 alle 21:20 del 09-03-2008

12 Grazie ! :D

» postato da anto73 alle 06:40 del 12-03-2008

13 Eccomi qui a commentare il bellissimo libro di Antonia. La nostra scrive maledettamente bene 8) , ed è stata capace di creare un romanzo davvero ricco di tanti, saporiti ingredienti, mescolati ed armonizzati ad arte. C'è un assassino misterioso, pericolosissimo e ammantato di segreto... C'è un'appassionante storia d'amore... C'è un'avvincente avventura itinerante... Non mancano i colpi di scena... Un'affascinante, complessa protagonista dal carattere sia fragile che forte... Il tutto condito da tanta magia e da fine umorsimo !!! E poi, a da parte tutto il resto, c'è lo strepitoso, divertentissimo personaggio di Dert... !!! :applauso Insomma, il romanzo mi è piaciuto parecchio e mi sembra, date le varie discussioni che ho letto nel forum (ad esempio "che fine ha fatto la fantasy per adulti" o "il fantasy e le storie d'amore"), che potrebbe interessare anche molti di voi. Per i patiti della purezza della lingua italiana: non verrete delusi da Antonia, il cui stile è fluido ed elegante. Ah, è vero che è autoconclusivo. Se è vero che molto probabilmente scriverà un seguito, almeno non ha lasciato questioni appese o misteri irrisolti o "evidenti spunti per il numero 2". "Ma il libro costa 24 €... !!!" direte voi. E' vero. Non dipende dall'autrice, ma dalla casa editrice piccola. Per comprarlo, ho rinunciato a un libro su cui ero indeciso, e che non comprerò... ...e non sono pentito della scelta ! :D

» postato da Incantatore dalle 9 vite alle 15:20 del 30-03-2008

14 Be', che dire? Sono lusingata, e felice che alchi ti sia piaciuto (aggiungo che il commento completo sul romanzo l'ho ricevuto in privato, e cercherò di farne tesoro nei prossimi lavori). Vorrei precisare che la definizione di romanzo per adulti :oops: non è strettamente legato alla parte rosa... insomma... ehm... :roll: anzi, è talmente pulito in questo senso che uno dei miei valutatori è stato un giovanotto di dodici anni, che ha fornito all'editore l'opinione sul pubblico di età adolescenziale. Vero è però che la storia, per la complessità della trama e per la psicologia dei personaggi è più apprezzabile da lettori adulti. La storia d'amore è inevitabile, quando scrivo. E' più forte di me. <img src=:">

» postato da anto73 alle 06:02 del 08-04-2008

15 Tranquilla per le storie d'amore... infondo è inevitabile! Si finisce sempre a parlare di sentimenti, soprattutto se è una storia cosi intensa...

» postato da Aedo89 alle 13:38 del 07-05-2008

16 «Vorrei precisare che la definizione di romanzo per adulti :oops: non è strettamente legato alla parte rosa... insomma... ehm... :roll: anzi, è talmente pulito in questo senso che uno dei miei valutatori è stato un giovanotto di dodici anni, che ha fornito all'editore l'opinione sul pubblico di età adolescenziale. » Però ti confesso che fino alla fine ci ho sperato, Antò... che Nimeon abbrancasse con impeto la bella Magistra per una scena tutta fiamme e passione!!! La Austen avrebbe approvato. Forse il dodicenne meno... <img src=:"> :mrgreen:

» postato da LotharB alle 10:34 del 19-05-2008

17 direi che l'incipit sia molto bello.. complimenti all'autrice!!! ps: domande per l'autrice: ma quando ha deciso di scrivere un libro, quando poi l'ha ultimato, come ha fatto a farlo pubblicare? le è risultato difficile farlo? e poi a proposito del libro, quanto tempo ci ha messo per scriverlo? e quanto tempo ci dedicava al giorno?

» postato da (alberto rossi) alle 18:29 del 21-06-2009

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