L'arte del Trailer è qualcosa che trascende la mera tecnica: ci vuole sensibilità, tanto opportunismo e molta pancia.

Sono molti i film, presentati con ottimi trailer, che non riescono poi a soddisfare le alte aspettative che il pubblico si è creato guardando un bellissimo ma "truffaldino" trailer.

Il "Rimorchio", come piace tradurre in italiano Google, è un qualcosa che trasporta la fantasia su vette altissime e deve raccontare l'indispensabile in pochissimo tempo, ipnotizzando, corteggiando e persino illudendo lo spettatore che ciò che sta vedendo è il meglio del meglio del meglio che possa mai vedere in tutta la sua vita.

E così, l'industria hollywoodiana sforna annualmente decine di Trailer di film che dovrebbero soddisfare queste aspettative.

Guardando il "Rimorchio" di 47 Ronin, sembra di essere buttati in un mondo a metà fra quello di Lady Gaga (per la presenza del suo modello-feticcio tatuatissimo con la faccia da teschio) e un classico film cappa e spada che ricorda molto gli accesi cromatismi dietegici di Hero.

C'è tanto in questo trailer e, anche se il protagonista ha le fattezze di Keanu Revees post Neo, viene subito da chiedersi se il film sarà una fracassonata americaneggiante o, finalmente, un vero goiellino della produzione transculturale cino-anglosassone.

Ma è proprio la scelta dell'attore principale che desta più sospetti in assoluto: a quattordici anni di distanza dal glorioso Matrix, l'attore sarà in grado di non focalizzare troppo la storia su sé stesso (e sul sempre bel faccino), preferendo mettersi a servizio della storia? Staremo a vedere.

La storia narra il viaggio vendicativo del reietto Kai (Reeves) che, unitosi a un gruppo di Ronin, guidato da Kuranosuke Oishi (Sanada), cerca di farla pagare a Lord Kira (Asano) reo di aver ucciso il loro padrone e bandendo così tutto il gruppo. Secondo la tradizioni, un samurai senza padrone dovrebbe togliersi la vita perché cessa la sua funzione. Ma i Ronin non la pensano proprio così, diventando più vitali che mai.

A trailer concluso il sopracciglio però si alza, al pensiero che i continui rinvii del rilascio finale possano nascondere seri problemi non solo produttivi ma anche creativi. Inizialmente il film sarebbe dovuto uscire il 21 novembre 2012, poi procrastinato al 8 febbraio 2013. Infine, sembra che Il Giorno sia quello di Natale 2013. Più di anno è qualcosa di inaccettabile nell'industria cinematografica, la classica situazione dove i produttori cercano di correre ai ripari per limitare i danni che i centosettantacinque milioni di dollari spesi potrebbero provocare. E in genere questo non promette niente di buono. 

La scelta poi di mettere sulla sedia del regista un misconosciuto Carl Rinsch, uno che al suo attivo ha solo un paio di cortometraggi e manco una voce personale su wikipedia, potrebbe essere la mazzata finale. Ma... staremo a vedere.

E' vero che anche Star Wars subì gli stessi ritardi ed è poi diventato il fenomeno che tutti oggi conosciamo.

C'è nell'aria la volontà di osannare dei nuovi classici indelebili e, oggi più che mai, sembra di essere ritornati all'era vittoriana dove le cosiddette "cineserie" erano tanto in voga e ricercate nei salotti buoni e dall'intellighenzia indolente. Oggi, sembra che per avere un futuro dobbiamo recuperare un passato barocco, obeso e... passato, senza la reale volontà di rinnovamento che è stato il motore rinascimentale di un'intera epoca e questo trailer potrebbe esserne il manifesto: in un senso o nell'altro.

Ma... staremo a vedere, senza (magari) pregiudizi. Forza Ronin!

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