Trieste Science+Fiction Festival 2026, quest’anno più di sessanta anteprime, un regista scelto per rappresentare l'Italia agli Oscar, il cofondatore di una delle band più amate degli anni Novanta convertito al thriller cyberpunk e, a calare il sipario, Werner Herzog. Il cartellone riunisce produzioni di fantascienza, horror e fantasy in anteprima mondiale, internazionale e nazionale, presentate in sala da registi, attori e autori provenienti da tutto il mondo. Il cuore delle proiezioni sarà ancora una volta il Politeama Rossetti, dove passeranno i film in concorso e le anteprime fuori concorso, mentre il Cinema Ariston accoglierà cortometraggi, documentari, classici restaurati, i film di mezzanotte e le opere più sperimentali. In Piazza della Borsa tornerà la cupola dello Sci-Fi Dome, ormai simbolo della manifestazione e sede degli eventi speciali, e la Sala Xenia ospiterà gli incontri dedicati a letteratura di genere, fumetto e giochi da tavolo. Completano il programma mostre, videogiochi e appuntamenti sulle nuove tecnologie, nel solco del dialogo tra scienza e immaginazione che il festival coltiva da oltre un quarto di secolo.

Strippoli e il potere sovversivo dell'horror

Tra gli ospiti più attesi c'è Paolo Strippoli, regista de L'estranea, il film designato dall'Italia per la corsa agli Oscar 2027. A lui spetta la presidenza della giuria internazionale del Premio Asteroide, il riconoscimento che il festival assegna ogni anno al miglior film di un regista emergente nei territori di sci-fi, horror e fantasy. Domenica 8 novembre alle 17, allo Sci-Fi Dome, Strippoli terrà inoltre una masterclass gratuita dal titolo Nuovi incubi italiani. Partendo dal proprio percorso, il regista ragionerà su come l'horror possa incrinare le regole del racconto tradizionale, spiazzare le attese del pubblico e dare forma alle inquietudini del presente: un'indagine sulle strade che il genere sta aprendo nel cinema italiano contemporaneo. L'incontro, realizzato con la Casa del Cinema di Trieste, sarà moderato dal giornalista Simone Soranna di Longtake.

Mauro Repetto, dagli 883 alla Roma del 2067

Decisamente inattesa, per il pubblico di genere, la presenza di Mauro Repetto. Il cofondatore e autore degli 883 presenterà in anteprima venerdì 6 novembre alle 18.30, in Sala Xenia, il suo primo romanzo di fantascienza, Election Day 2067, pubblicato da Acheron. Il libro è un thriller che intreccia politica, guerra, tecnologia e intelligenza artificiale, interrogandosi sul futuro della democrazia e sull'erosione dell'identità umana. Lo scenario è una Roma post-cyberpunk trasformata in un gigantesco luna park globale, dove le simulazioni generate dall'IA si confondono con la realtà e figure iconiche del passato vengono clonate per manipolare le masse. In un mondo dominato da super-autocrazie e multinazionali, in cui emozioni e identità si scaricano come prodotti digitali, la giovane performer Monica scopre di essere il doppio di Avatar Q, entità virtuale legata a uno dei leader più potenti del pianeta. Travolta da una guerra segreta fatta di inseguimenti, incursioni informatiche e scontri tra cloni, potrà contare sull'aiuto dell'intelligenza artificiale D14na, con cui svilupperà un legame sempre più profondo. Sullo sfondo, un'elezione da cui dipende il destino dell'intera civiltà.

Herzog chiude con le sorelle Mara

La serata conclusiva di domenica 8 novembre si aprirà alle 20.30 al Politeama Rossetti con la cerimonia di premiazione, seguita dalla proiezione di Bucking Fastard, il nuovo film di Werner Herzog. Protagoniste sono Kate e Rooney Mara, per la prima volta insieme sul grande schermo. Ispirato alla vicenda reale delle gemelle britanniche Freda e Greta Chaplin, il film racconta la storia di Jean e Joan Holbrooke, due sorelle unite da una simbiosi così totale da parlare all'unisono, condividere gli stessi sogni e innamorarsi dello stesso uomo. Convinte che esista un luogo dove poter finalmente trovare l'amore, si lanciano in un'impresa all'apparenza impossibile: scavare un tunnel attraverso una montagna per raggiungere la loro terra promessa. Tra ossessioni, paesaggi surreali e personaggi eccentrici, il regista di Aguirre, furore di Dio, Fitzcarraldo e Grizzly Man torna al tema che attraversa tutta la sua filmografia, l'ostinazione di chi sfida l'impossibile per inseguire un sogno, con un'opera sospesa tra realtà e immaginazione e dedicata a David Lynch.