In L’ultima domanda, racconto pubblicato da Isaac Asimov nel 1956, la storia ruotava intorno a Multivac, un computer enorme in grado di rispondere a qualsiasi interrogativo. Gli esseri umani cambiavano, non la domanda, né colui che la riceveva, Multivac, che cambiava aspetto e dimensioni ma che nella sua essenza era immutabile. Multivac in realtà era comparso per la prima volta in un paio di racconti del 1955, e in seguito sarebbe comparso in diversi altri racconti. A caratterizzarlo è la sua enormità, chilometri e chilometri ti circuiti e valvole che si espandono in uno spazio enorme del quale è impossibile fornire misure precise. Ciò che Asimov ha precisato, non nei racconti ma nelle interviste, parlando di una delle sue famose creazioni, è che Multivac è la prova che gli scrittori di fantascienza non possono prevedere il futuro, o almeno che lui non era in grado di farlo. Questo, almeno, se pretendiamo che gli scrittori siano in grado di fare previsioni accurate anche nel più piccolo dettaglio.

Asimov e la scienza
Asimov e la scienza

Se però ci focalizziamo non sui dettagli ma sull’essenza, si possono notare punti di contatto interessanti. Questo perché Asimov era un attento osservatore del suo tempo, e ciò che vedeva lo portava a interrogarsi sul futuro, e a immaginare le risposte. Forse non precise nei dettagli, ma comunque interessanti. Il suo approccio, basato su quel metodo scientifico che, da laureato in chimica, ben conosceva, lo ha portato a realizzare un intero ciclo narrativo al cui centro vi sono previsioni di tipo scientifico, anche se la scienza su cui sono basate le previsioni, la psicostoria (o psicostoriografia a seconda della traduzione), è stata inventata da lui. Il Ciclo della Fondazione parte proprio da qui, dal futuro previsto da Hari Seldon per l’Impero Galattico in cui Seldon stesso viveva e da ciò che avrebbero fatto i suoi successori nell’ambito di un futuro che era stato immaginato molto prima della loro nascita.

Ed è questa stessa fascinazione per un futuro forse prevedibile che ha spinto Emanuele Manco a indagare l’opera di Asimov e il suo rapporto con la scienza nel suo nuovo saggio, Asimov e la scienza, edito da Edizioni Neverend, un editore che nato da poco specializzato in saggistica. Come dice il sottotitolo, l’attenzione è posta su Psicostoria, robot, e tracce di futuri possibili, in un’analisi che cerca di capire quanto siano ancora attuali le opere di uno dei giganti di quella che viene definita l’Età dell’oro della fantascienza.

Il libro esce il prossimo 8 ottobre nelle librerie fisiche e online, ma è già possibile prenotarlo sul sito dell'editore (anche in cartaceo) e su Amazon (in formato Kindle).

La sinossi

Per Isaac Asimov la fantascienza è un laboratorio della ragione. Uno spazio immaginario in cui mettere alla prova ciò che la realtà non consente ancora di sperimentare. E interrogarsi sulle possibilità — e sui limiti — della conoscenza scientifica. Dai robot governati dalle celebri Tre Leggi alla psicostoria della Fondazione, dai viaggi nello spazio alle vertigini del tempo e dell'energia, Emanuele Manco attraversa l'opera narrativa e saggistica di Asimov seguendo il filo che lega scienza e immaginazione. Possiamo prevedere il futuro? È possibile affidare a un calcolo razionale le scelte morali? Fino a che punto possiamo dominare la natura, la storia e le conseguenze della tecnologia? Ne emerge il ritratto di uno scrittore per il quale la scienza è un metodo per leggere il mondo, un esercizio di responsabilità e uno strumento di emancipazione. La fantascienza diventa così il luogo in cui spingere il pensiero fino ai suoi margini estremi. E, attraverso il futuro, porre le domande giuste sul presente.

L’autore

Emanuele Manco
Emanuele Manco

Emanuele Manco è informatico, giornalista, saggista, scrittore e editor. Curatore di FantasyMagazine, ha fondato la rivista Effemme e i suoi articoli e saggi sono apparsi su Fantascienza.com, Delos SF, Carmilla, Thriller Magazine e Horror Magazine. Autore di Dieci consigli per scrivere fantascienza (2019), Matematica nerd (2020) e diversi racconti, oltre ad aver curato le antologie Trinacria Station (2022) e Sogni e rivoluzioni (2023). È editor della collana Odissea Fantasy per Delos Digital, ed è stato consulente del doppiaggio di serie televisive come Gotham, The Flash e Dune: Prophecy.

Emanuele Manco, Asimov e la scienza. Psicostoria, robot, e tracce di futuri possibili

Edizioni Neverend – Pag. 141 – 18,00 € – Ebook 5,99 €