Davide e Golia
Davide e Golia

Va dritto verso la sua tesi Caravaggio a Roma. Il viaggio del Giubileo, documentario che ha intenzione di esplorare la dimensione più intima, spirituale e umana di Michelangelo Merisi. Proposto al pubblico in un anno di Giubileo, propone un parallelo tra le luci e le ombre della Roma del Giubileo del 1600 e quella contemporanea. 

L'intenzione del regista Giovanni Piscaglia, su soggetto di Didi Gnocchi e sceneggiatura di Eleonora Angius, è di raccontare Caravaggio partendo dall'anno che rappresentò il suo momento di consacrazione, ovvero l’Anno Santo del 1600, quando presenta la “Vocazione” e il “Martirio di San Matteo”, tele destinate a cambiare per sempre la storia dell’arte. Dopo quell'acme, viene esplorata la sua successiva evoluzione dai temi del quotidiano al sacro, cercando di mettere in evidenza, ma qui il passaggio diventa un po' confuso, la sua fede tormentata,  che a un certo punto, specialmente quando uccide un uomo, sembra più spinta da senso di colpa e desiderio di redenzione, per tornare nelle grazie di quei nobili e prelati che avevano contribuito alla sua glorificazione.

Il martirio di Sant'Orsola
Il martirio di Sant'Orsola

Se l'analisi sulla spiritualità traspare tra le righe senza essere troppo esplicita, il parallelo tra le motivazioni per cui i pellegrini si recavano nella Roma del Seicento e quelle dei pellegrini di oggi vengono lasciate all'apparato visivo.

Più interessante l'analisi dell'opera di Caravaggio, che diede scandalo con prostitute modelle per la Madonna. I dettagli dei dipinti, visti su grande schermo, esaltano la maestria di Caravaggio nella gestione del contrasto tra luce e tenebra.

Caravaggio a Roma. Il viaggio del giubileo
Caravaggio a Roma. Il viaggio del giubileo

Preziosi in questo senso sono i contributi di storici dell’arte, studiosi e protagonisti del mondo culturale, tra cui Francesca Cappelletti (Galleria Borghese), Franco Cardini, Claudio Strinati, Maria Cristina Terzaghi, Mons. Timothy Verdon, lo scultore Jago e rappresentanti di istituzioni museali e archivistiche di Roma, Napoli, Milano e Firenze.

Il percorso biografico comunque non si ferma al 1600 ma segue la vita delll’artista fino all’esilio, alla condanna a morte e alla sua fine “in viaggio verso Roma”, alla ricerca spasmodica di una grazia mai raggiunta.

Sul fronte visivo comunque il documentario, nella sua linearità, vince facile, affidandosi alla bellezza di Roma e delle opere.