Il momento è quello di sempre. Esce il trailer di un gioco atteso, parte il conto alla rovescia, e sotto il tasto "prenota ora" compaiono tre versioni diverse: standard, deluxe, ultimate. Ognuna con il suo pacchetto di contenuti extra, ognuna a un prezzo un po' più alto. La domanda, per chi gioca, resta sempre la stessa, e cioè quale versione convenga scegliere.

L'era delle edizioni multiple

Negli ultimi anni le uscite si sono moltiplicate in una scala di versioni. Accanto all'edizione base arrivano deluxe, collector e ultimate, con season pass, oggetti cosmetici, artbook digitali e accessi anticipati di due o tre giorni. Le grandi produzioni non fanno eccezione, e l'espansione World of Warcraft Midnight come le nuove stagioni di Diablo IV arrivano accompagnate da bundle e ricompense riservate a chi prenota. In parte è comprensibile, perché sviluppare un gioco costa e le edizioni premium aiutano a sostenerlo.

Poi c'è il fronte fisico, quello dei collezionisti veri: statue, steelbook, mappe di stoffa, colonne sonore su vinile. Oggetti che hanno un valore reale per chi li desidera, e che in qualche caso mantengono o aumentano il loro prezzo negli anni sul mercato dell'usato. Ma sono anche la parte che gonfia di più lo scontrino, spesso ben oltre il gioco in sé. Anche qui la scelta è del tutto legittima, a patto di sapere cosa si sta comprando e perché.

Non tutti gli extra pesano uguale

Il problema nasce quando i contenuti aggiuntivi vengono percepiti tutti come equivalenti, mentre non lo sono. Un season pass che aggiunge decine di ore di gioco è una cosa, una skin esclusiva o un artbook digitale sono un'altra. Alcuni pre-order includono vantaggi puramente estetici, altri contenuti che dopo qualche mese finiscono comunque in saldo o dentro l'edizione completa. Chi prenota al day one paga spesso la fretta più del contenuto.

C'è poi un grande classico del settore, la "definitive edition" o "GOTY" che esce un anno dopo con tutti i DLC inclusi, a un prezzo inferiore rispetto a base più season pass acquistati separatamente. Chi ha atteso, in molti casi, ha speso meno e ottenuto di più. Non è una regola fissa, perché a volte un contenuto a tempo o un accesso anticipato hanno un senso concreto, ma resta un promemoria utile prima di cliccare.

A rendere tutto più difficile c'è la leva psicologica. L'accesso anticipato, il numero limitato di copie fisiche, il countdown che scorre: sono tutti meccanismi pensati per spingere alla decisione rapida, prima che ci sia il tempo di valutare a mente fredda. È qui che si compra peggio, sull'onda dell'attesa più che sul contenuto reale del pacchetto.

La stessa logica, ovunque ci sia un'offerta

Non è una dinamica solo videoludica. Ovunque ci sia un'offerta di lancio, il meccanismo si ripete quasi identico. Come spiega Sara Provasi, casinò editor di Sitiscommesse, anche tra le migliori offerte del momento la differenza la fanno i requisiti e le condizioni d'uso, non la cifra più alta messa in vetrina. Vale per un season pass come per qualsiasi altra promozione, perché quello che conta è l'uso reale che se ne fa, mentre la copertina lucida serve solo ad attirare l'attenzione.

Comprare con criterio

Alla fine la scelta più sana è quasi sempre la meno impulsiva. Guardare cosa contiene nel concreto un'edizione, stimare quanto di quel contenuto si userà, e valutare se convenga aspettare la versione completa che quasi sempre arriva. L'entusiasmo per un'uscita è legittimo e fa parte del gioco, ma il pre-order fatto con lucidità invecchia molto meglio di quello dettato dalla paura di restare indietro.