- The Squirrel di Markus Lehmusruusu (Finlandia, 2026) – Film d’apertura
- Colony di Yeon Sang-ho (Corea del Sud, 2026)
- Exit 8 di Genki Kawamura (Giappone, 2025)
- Freaks II di Zach Lipovsky e Adam B. Stein (Canada, 2026)
- Arachnid – Ragnatela letale (Crawlers) di Ángel Gómez Hernández (USA, 2026)
- Paolo Strippoli alla guida della giuria del Premio Asteroide
- Il fantastico per raccontare il presente
Il futuro senza natura, le epidemie fuori controllo, i labirinti senza via d’uscita e le creature che trasformano gli spazi quotidiani in trappole mortali. Sono questi alcuni degli incubi che animeranno la 26ª edizione del Trieste Science+Fiction Festival, in programma dal 3 all’8 novembre 2026. La manifestazione triestina, punto di riferimento italiano per il cinema di fantascienza e fantastico, ha annunciato i primi cinque titoli di una selezione che attraversa science fiction, horror e thriller, tra autori affermati e nuove prospettive sul genere.
Ad aprire il festival sarà The Squirrel di Markus Lehmusruusu, commedia distopica dalle venature ecologiste e surreali. Tra gli appuntamenti più attesi figurano anche Colony, il nuovo horror epidemico di Yeon Sang-ho, regista del cult Train to Busan, l’adattamento cinematografico del videogioco Exit 8, il ritorno dell’universo fantascientifico di Freaks e l’incubo aracnofobico di Arachnid – Ragnatela letale, con Matilda Lutz presente alla manifestazione.
The Squirrel di Markus Lehmusruusu (Finlandia, 2026) – Film d’apertura
In un futuro in cui la natura è scomparsa e gli animali sono stati sostituiti da creature sintetiche, Pasi, un solitario designer di animali artificiali, si ritrova davanti a qualcosa che non dovrebbe più esistere: uno scoiattolo vero. Deciso a proteggerlo, l’uomo sfida una società che ha sacrificato il mondo naturale in nome della sicurezza e del comfort.
Presentato al Fantastic Fest 2026 e candidato ufficiale della Finlandia all’Oscar per il miglior film internazionale, The Squirrel sarà proiettato in anteprima italiana. Una commedia distopica dalle venature ecologiste e surreali che riflette sul rapporto tra uomo, tecnologia e natura.
Colony di Yeon Sang-ho (Corea del Sud, 2026)
Il regista del cult Train to Busan torna all’horror epidemico con Colony, un mix di azione, fantascienza e body horror. Durante un convegno di biotecnologie, la professoressa Se-jeong assiste alla diffusione di un virus capace di mutare rapidamente. Quando le autorità isolano l’edificio, un gruppo di sopravvissuti rimane intrappolato mentre gli infetti si trasformano in creature sempre più imprevedibili e letali.
Presentato alle Midnight Screenings di Cannes 2026 e distribuito in Italia da Plaion, il film ha registrato oltre 5,8 milioni di spettatori in Corea del Sud. Al centro della storia, il comportamento umano quando il collasso dell’ordine sociale lascia spazio alla sola lotta per la sopravvivenza.
Exit 8 di Genki Kawamura (Giappone, 2025)
Un corridoio della metropolitana apparentemente infinito, un’uscita da raggiungere e una regola fondamentale: non lasciarsi sfuggire nessuna anomalia. Exit 8, adattamento cinematografico dell’omonimo videogioco diventato un fenomeno internazionale, segue un uomo intrappolato in un passaggio sotterraneo. Per trovare l’uscita numero 8 deve individuare ogni anomalia e tornare indietro al minimo errore, rischiando di rimanere intrappolato in un loop senza fine.
Presentato alle Midnight Screenings di Cannes nel 2025, il thriller psicologico di Genki Kawamura trasforma uno spazio quotidiano in un incubo claustrofobico, tra paranoia e disorientamento, richiamando l’immaginario delle Backrooms. Protagonista è Kazunari Ninomiya, già interprete di Lettere da Iwo Jima di Clint Eastwood. Il film sarà proiettato nell’ambito di IVIPRO 2026 e arriverà nelle sale italiane distribuito da Adler Entertainment.
Freaks II di Zach Lipovsky e Adam B. Stein (Canada, 2026)
A Trieste torna l’universo di Freaks, il film che nel 2018 conquistò il Premio Asteroide e il Premio Wonderland Rai4. Il sequel, presentato in anteprima italiana, riprende la storia diversi anni dopo gli eventi del primo capitolo.
Mary e sua figlia Chloe vivono in fuga, nascondendo i propri poteri mentre vengono braccate dall’Abnormal Defense Force, una forza paramilitare incaricata di eliminare gli individui come loro. Spinta dal desiderio di vendetta, Mary decide di smettere di scappare e di trovare l’agente responsabile della morte della sua prima figlia.
Violento e visionario, Freaks II amplia l’universo fantascientifico del film originale. Dopo il successo di Final Destination: Bloodlines, i registi Zach Lipovsky e Adam B. Stein tornano al cinema indipendente affrontando ancora una volta i temi dell’alterità, della paura del diverso e della persecuzione.
Arachnid – Ragnatela letale (Crawlers) di Ángel Gómez Hernández (USA, 2026)
Un’invasione di ragni velenosi trasforma un condominio in una trappola mortale. In Arachnid – Ragnatela letale, horror-thriller diretto da Ángel Gómez Hernández, una devastante infestazione costringe la polizia a mettere in quarantena un intero complesso residenziale. Serena, responsabile dell’edificio, potrebbe essere l’unica in grado di guidare gli abitanti verso la salvezza, ma dovrà affrontare la propria paura più profonda.
Protagonista è Matilda Lutz, già interprete di Revenge di Coralie Fargeat, che sarà presente al festival. Distribuito in Italia da Minerva, il film mescola survival horror e creature feature, trasformando gli spazi domestici in un terreno di caccia.
Paolo Strippoli alla guida della giuria del Premio Asteroide
Il regista Paolo Strippoli, autore di L’estranea, recentemente designato dall’Italia per la corsa all’Oscar 2027, presiederà la giuria del Premio Asteroide, assegnato al miglior film di registi emergenti nei generi fantascienza, horror e fantasy. Con lui ci saranno la scrittrice e regista Emma Braslavsky e Morten Haagensen, direttore artistico del Ramaskrik Film Festival.
La giuria del Premio Méliès d’argent, dedicato ai lungometraggi europei di genere fantastico, sarà composta dalla giornalista Valentina Ariete, da David Cox, direttore editoriale di Film4, e da Martin Unsworth, direttore editoriale di Starburst e critico cinematografico.
Il Premio della critica Stars War per la miglior opera prima sarà invece assegnato da Marco Lovisato, Beatrice Pagan e Simone Soranna.
Il fantastico per raccontare il presente
«Ancora una volta il Trieste Science+Fiction Festival si affida al nostro amato genere e ai suoi straordinari autori per raccontare e interpretare il tempo in cui viviamo», ha dichiarato il direttore artistico Alan Jones. I film annunciati riflettono, attraverso la fantascienza e l’horror, i cambiamenti sociali e le inquietudini del presente: dalla crisi ambientale ai virus fuori controllo, dall’alienazione alla lotta per la sopravvivenza.
Fondato nel 2000 e organizzato dal centro di ricerche e sperimentazioni cinematografiche e audiovisive La Cappella Underground, il festival raccoglie l’eredità dello storico Festival Internazionale del Film di Fantascienza di Trieste, attivo dal 1963 al 1982. Nel corso degli anni ha ospitato personalità come Dario Argento, Terry Gilliam, Neil Gaiman, Joe Dante, George Romero e Gabriele Mainetti.
Dal 3 all’8 novembre, Trieste tornerà così a essere una capitale del cinema fantastico, tra distopie, mostri e futuri inquietanti che, attraverso l’immaginazione, raccontano le paure del nostro tempo.










