E’ davvero difficile trovare qualcuno, piccolo o grande che sia, che non abbia mai sentito parlare del Ragazzo che non voleva crescere o dell’Isola che non c’è. Peter Pan fa ormai parte del nostro bagaglio culturale o anche solo del nostro immaginario, ma poco si sa e poche informazioni fino a oggi era stato possibile reperire, in Italia, sulla figura del suo papà, James Matthew Barrie, di cui nel 2010 ricorrevano i 150 anni dalla nascita.

Barrie è uno degli autori più brillanti dell’età vittoriana e di tutta la letteratura fantastica mondiale; molto c’è da dire su di lui, e finalmente qualcuno lo ha dimostrato: Paolo Gulisano e Chiara Nejrotti hanno recentemente pubblicato (notizie/13486) Alla ricerca di Peter Pan, saggio in cui, tracciando la biografia dell’autore  e 'zoomando' sui luoghi topici della sua esistenza, arrivano a definire in modo esaustivo e completo la vita di Barrie attraverso la sua produzione letteraria. Simmetricamente, gli autori mostrano come gli aspetti più significativi della sua malinconica esistenza lo abbiano portato a maturare certi immaginari e, di conseguenza, a creare i personaggi che tanto lo hanno reso indimenticabile e imprescindibile.

Analizzando il personaggio che più lo ha reso famoso, viene sì raccontata la sua biografia, ma ne viene tracciato un discreto quanto ricco profilo psicologico e morale, che restituisce a Barrie quella credibilità e quel valore artistico ed etico a cui fin’ora non era stato dato il giusto risalto, tanto da oscurarne la memoria.

I due autori hanno saputo dare risposte chiare ed esaustive alle infinite curiosità degli appassionati di Peter Pan e del suo mondo, che si rivela in modo ancora più netto e contestualizzato un capolavoro della letteratura di tutti i tempi: partendo dai giardini di Kensington, viene sviscerata la figura di Peter Pan e di tutti i personaggi della fiaba, ciascuno per i propri significati e valori più profondi, studiandone le radici e i riferimenti, gli archetipi e i contrasti storici di rappresentazione risalendo fin alla cultura classica, al mondo medievale, alle varie religioni e avvalendosi della critica letteraria (soprattutto inglese) e della psicologia (soprattutto jungana), che a lungo hanno esplorato la figura di Barrie e il mondo sull’Isola che non c’è.

Il libro può essere idealmente suddiviso in tre parti: dopo una breve introduzione si passa al profilo biografico, in cui il lettore è sapientemente guidato nella realtà in cui lo scrittore nasce e  il fervido panorama letterario e artistico dell’epoca in cui va a inserirsi, senza trascurare di analizzare  le sue ambizioni, le amicizie e i riferimenti artistici e culturali.

In tutto questo, nonostante i turbamenti interiori dovuti alle proprie vicende personali, la mente di Barrie cominciò a elaborare oltre ai successi teatrali, che gli portarono fama e interesse da parte della critica dell’epoca, il suo alter ego immortale, Peter Pan.

Nei due capitoli finali viene pacatamente esaminata la sindrome che porta il nome di Peter Pan, spiegandone le radici, gli studi, le valutazioni, il rapporto tra la visione dell’infanzia perduta e il “malato”, e i significati che molti autorevoli psicologi, psicanalisti, pedagogisti hanno a lungo studiato per comprendere la mente e le involuzioni umane, cercando di dare delle risposte utili, possibilmente esaurienti e che portino a dei percorsi di risoluzione della sindrome stessa.

Nella conclusione i due autori valutano la fortuna di Peter Pan e il mondo, i messaggi e significati più o meno nascosti nati dalla mente di Barrie, e come tutto ciò abbia influenzato scrittori, registi e musicisti negli anni a venire, dimostrando come il mito del bambino che non voleva crescere sia diventato una componente fondamentale e irrinunciabile del patrimonio artistico e culturale di tutto il genere umano.

E’ un saggio adatto a tutti, ai curiosi come agli appassionati, agli studenti come agli insegnanti, ai genitori come ai figli: Paolo Gulisano e Chiara Nejrotti sono riusciti, con un linguaggio semplice ma d’impatto, elegante senza risultare noiosi professori in cattedra, a sviscerare con la profondità di chi ha davvero a cuore il tema in questione senza banalizzarlo, contribuendo a far apprezzare in modo ancora più intenso il magico mondo di Peter Pan, ma anche ad appassionare e rendere partecipi i lettori degli aspetti più complessi e sicuramente meno poetici della vita di Barrie, restituendogli, però, la giusta considerazione che meritava.

Vi riproponiamo l'intervista ai due autori che abbiamo pubblicato ieri.

Buona lettura!

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