Mai come al giorno d'oggi i social network rappresentano una risorsa indispensabile per mettersi in contatto con gli autori ai quali siamo più affezionati o con cui, già dal romanzo d'esordio, ci sentiamo in sintonia.
È questo il caso di Mark Lawrence e del suo Principe dei fulmini, un fantasy dalle tinte oscure edito da Newton Compton che è riuscito a sorprendermi per particolarità e per stile.
Sul fronte di copertina dell'edizione italiana, Conn Iggulden (peraltro tra i miei autori preferiti di romanzi storici) celebra Lawrence come un nuovo George R.R. Martin. Una frase dal peso non indifferente, che spronerebbe qualsiasi appassionato del genere a verificarne di persona l'attendibilità
Se poi, oltre alla lettura, si ha anche la possibilità di discuterne con l'autore stesso, tutto quanto va a comporre l'opera può rivelarsi ancora più interessante; non solo come gradevole occasione di dialogo, ma anche come punto di partenza per focalizzare l'attenzione sul tema un po' “spinoso” (Mark e Leonardo perdoneranno il gioco di parole) della traduzione.
Di rado capita la possibilità di intervistare autore e traduttore. Questo è stato possibile grazie a Leonardo Leonardi, il quale si è offerto di rispondere alle domande con la massima disponibilità e gentilezza malgrado i numerosi impegni.
Continua a leggere l'intervista.
Il principe dei fulmini: intervista a Mark Lawrence e a Leonardo Leonardi
In esclusiva per Fantasy Magazine, l'autore e il traduttore italiano del Principe dei fulmini ci parlano del primo volume della trilogia fantasy The Broken Empire e dell'approccio con il mondo della traduzione
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Il principe dei fulmini
Un romanzo fantasy violento, morboso, crudo, che vuole regalare al lettore forti emozioni.
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