Il loro, in fondo, è un lavoro troppo piacevole per non farlo con passione. E il loro motto è “tradurre tutto, laddove possibile fedelmente con l'originale o, quantomeno, rispettare il senso, grazie anche all'aiuto di supporter per le citazioni fantascientifiche e scientifiche, ma anche dell'uso di internet, per un istantaneo supporto per la traduzione.
La Patrizi ha sottolineato il proprio tenerci a tradurre tutto il possibile, anche le canzoni (fantastiche, di Howard Wolowitz, che speriamo siano state adeguatamente adattate per anche la settima stagione), cercando di attenersi alle regole di cui sopra e di come certe espressioni, come “Mannaggia alla Peppetta” spesso esclamato da Sheldon, siano state scelte riuscite.
C'è stato poi un sincero apprezzamento verso i creatori della serie e delle relative scelte fatte nel tempo, come l'introduzione di nuovi personaggi come Amy e Bernadette, o anche di Stuart, che con la propria fumetteria ha aggiunto un luogo ulteriore dove raccontare la storia dei fisici più amati d’America.
Quest'ultimo ha parlato… molto più degli altri, in particolare della propria esperienza artistica e di come aver lavorato al doppiaggio di numerosi cartoni animati, in particolare nella serie anime Naruto (infatti è anche la voce ufficiale di Naruto Uzumaki), lo abbia sensibilmente aiutato a capire come approcciarsi con un personaggio complesso come Sheldon, in particolare con la capacità di quest'ultimo di parlare a velocità sorprendenti, e con contenuti di un certa complessità e spessore.
Tuttavia Sheldon non influisce nella vita di Leonardo, che ammette di avere come il personaggio che doppia qualche mania ossessivo compulsiva come anche l'essere logorroico (non ce ne siamo accorti…!), e apprezza di Jim Parsons la capacità di parlare con gli occhi, soprattutto, che esprimono prima ancora che parli. “È un attore che con poco dà tantissimo”, ha affermato, con una certa ammirazione.
In effetti anche i partecipanti alla conferenza stampa si sono dimostrati maggiormente interessati a lui, ricoprendolo di domande, complimenti, richieste di foto e autografi.
In effetti già dai tempi di Friends, almeno a mia memoria, si tratta di un sistema a volte un po’ discutibile e che non sempre ha portato grandiosi risultati che poi, andati a sommarsi a traduzioni e adattamenti poco efficaci o talvolta del tutto opinabile per non dire fuori dal mondo, che hanno spesso contrariato il pubblico al punto di decidere di dedicarsi alla visione in lingua originale. In The Big Bang Theory è vero che si è sempre cercato di “raddrizzare il colpo”, anche se i tempi verbali continuano a essere un optional (anche nell’episodio inedito andato proposto alla conferenza stampa non c’è stata traccia dell’uso dei congiuntivi).
Leonardo a onor del vero riesce a essere convincente nel prestare la voce a Sheldon, sicuramente più del temporaneo supplente Emiliano Coltorti che lo sostituì per cause di forza maggiore. Di certo, negli anni ha mostrato un certo miglioramento nell’approcciarsi al personaggio e non stride rispetto all’originale. Anche Gabriele riesce a essere abbastanza in parte nell’accostarsi a Leonard-Johnny, rispettandone anche alcune sfumature, come anche riesce a fare Alessio Buccolini nel prestare la voce a Raji Koothrappali.















