Venerdì 26 settembre  2014 a Milano si è svolto un piccolo evento storico: la prima conferenza stampa della Sergio Bonelli Editore. Nonostante i tanti anni sul mercato, la casa editrice punto di riferimento per tutto il fumetto italiano non aveva, infatti, mai indetto una conferenza stampa. È il primo segno di un cambiamento, anche piuttosto grande, che sta avvenendo all’interno della storica casa editrice.

La location e la data non sono certo lasciate al caso. Il Blue Note, noto locale di musica di Milano, infatti, era particolarmente amato da Sergio Bonelli, al punto da invitare spesso i suoi collaboratori a passarvi le serate per discutere le decisioni editoriali. Il 26 di settembre, inoltre, porta con sé due importanti ricorrenze: l’anniversario dell’uscita del primo numero di Dylan Dog, nell’ormai lontano 1986 e della morte di Sergio Bonelli nel 2011.

Proprio a quest’ultimo è dedicato il primo annuncio della giornata, cioè la nascita di una nuova sezione del sito ufficiale della casa editrice dedicata alla storia, la vita e le creazioni del fondatore. E sempre da lui si comincia con un video introduttivo che alterna foto d’epoca di Sergio Bonelli, di sua moglie e della sua famiglia, alle copertine dei tanti albi e dei tanti primi numeri che la casa editrice ha portato nelle edicole.

Nonostante l’orario, un venerdì mattina lavorativo, tanti sono i presenti in sala, almeno un centinaio di persone. Ovviamente ci sono rappresentanti delle riviste cartacee e digitali di settore, ma la platea si allarga fino ai canali tematici di YouTube da una parte e alla carta stampata generalista, con inviati di alcuni quotidiani, dall’altra. Si inizia con una piccola presentazione di cosa sia la Sergio Bonelli Editore e di quale sia la sua vita ed importanza editoriale sottolineando la sua nascita come impresa familiare e come questa impronta rimanga tutt’ora.

Esaurite le formalità si entra nel vivo.

Al momento di presentare coloro che parleranno, ecco il primo colpo di scena. In sala, infatti, è presente anche Tiziano Sclavi. Chi lo conosce bene è emozionato, sa cosa significhi il fatto che si faccia vedere in pubblico, ma lui non è da meno. Quando sale sul palco appare imbarazzato, quasi come un pesce fuori d’acqua. Chi si aspettava un discorso sulla sua creatura, sull’importanza di questo giorno, rimane deluso, da lui solo poche parole: <<Sono qui per passare il testimone di Dylan Dog a Roberto Recchioni>>. Poche ma importanti, perché sembrano segnare un distacco forse definitivo dal personaggio che lo ha reso celebre, nonostante tutti si sprechino in commenti e inviti a tornare a scrivere. L’intervento di Sclavi dura solo pochi minuti, poi torna a sedersi in un angolo, lontano dai riflettori.

I presenti sul palco sono diversi per ruolo e per annunci: Roberto Recchioni, Gianfranco Manfredi, Mauro Marcheselli, Alessandro Ravani, Vincenzo Sarno e Giovanni Russo. Le personalità, però, non si limitano a quelle sul palco perché, quasi a voler sottolineare l’importanza storica dell’evento, mescolati al pubblico ci sono tantissimi autori e disegnatori della Sergio Bonelli Editore; solo per citarne alcuni: Castelli, Enoch, Mammuccari, Medda, Simeoni, Ruju, Serra.

Adam Wild
Adam Wild
Si inizia da Manfredi e dalla presentazione dell’ultimo nato in casa Bonelli: Adam Wild. Dopo le esperienze con Magico Vento, Volto Nascosto e Shangai Devil, l’autore ha affermato di aver voluto puntare su un personaggio più classico, più genuinamente ‘bonelliano’. Per sua stessa definizione, Adam Wild è un avventuriero nel solco dei personaggi incarnati al cinema da Errol Flynn (i baffetti, infatti, non sono un caso), un uomo che ricerca l’avventura per l’avventura, un liberatore di schiavi e un esploratore, che ama vivere la vita fino in fondo, senza troppe fisime mentali: che ama, lotta e, qualche volta, si prende una sbronza. Un personaggio, quindi, più positivo e ottimista, ma anche più leggero, rispetto a quelli che Manfredi ha scritto nel suo recente passato. L’ambiente in cui si muove è l’africa sub-equatoriale a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, un paesaggio piuttosto nuovo per i personaggi Bonelli e in passato visitato solo da Mister No in maniera estemporanea.

Secondo Manfredi, se più classiche saranno le storie e i personaggi, diverso sarà il caso per quanto riguarda i disegni. Sulle pagine di Adam Wild, infatti, si alterneranno tanti nomi nuovi, tra cui molti stranieri (quattro serbi e due brasiliani), forze fresche e giovani, in alcuni casi del tutto esordienti in Italia, per cercare nuovi stili e nuovi modi di rappresentare le storie.