Il 25 giugno 2015 uscirà per Runa Editrice, La Stagione del Ritorno, romanzo fantasy epico di Angela Di Bartolo.

Così lo presenta nel suo comunicato stampa l'editore: "Un fantasy non convenzionale rivolto a lettori che amino immergersi in mondi complessi, lettori in cerca non solo di evasione, ma anche di stimoli di riflessione sui grandi temi dell’esistenza umana."

Il romanzo è già prenotabile sul sito www.runaeditrice.it.

Dall'Introduzione

Con mano elegante e sicura, e uno stile che spesso diventa musicale, Angela Di Bartolo, nel suo romanzo fantastico La Stagione del Ritorno, ci accompagna attraverso le Terre d’Oriente, un mondo realistico e conflittuale dalle caratteristiche rinascimentali e mediterranee, a riscoprire antichi valori di un tempo ormai lontano, ma quanto mai immortali.

L’autrice rielabora in modo personale i temi caratteristici del fantasy classico. Il viaggio, per esempio, è per i protagonisti anzitutto un percorso nella propria interiorità, in cui il dominio e il sacrificio di sé sono alla fine le carte vincenti. La coscienza del male li tormenterà a lungo e la vera vittoria, semmai la guerra possa avere dei veri vincitori, sarà il ritorno alla propria umanità. Per nessuno di loro sarà facile. Avranno bisogno di umiltà e coraggio per superare il dolore e la colpa, per ritornare ad amare e a vivere.

Il racconto stesso è percorso da una vena di malinconia: il tempo che passa, la giovinezza e la vita destinate a finire sono una sorta di fil rouge cui si contrappongono i valori della memoria e della solidarietà verso gli altri, quali strumenti per superare la morte e la finitezza dell’individuo.

La narrazione, che di tanto in tanto apre squarci su un lontano passato, pone di volta in volta in primo piano uno o più personaggi e gli eventi vengono visti attraverso gli occhi di questi in una serie di trame e di sottotrame, oltre alla vicenda principale, che coinvolgono un gran numero di attori e comparse: soldati e servitori, osti e re, contadini e creature magiche, benevole o alleate della Gelida Ombra.

Uno dei temi portanti dell’opera è quello della risposta dell’individuo di fronte al problema del male. Malgrado l’influsso di un’entità che manipola menti e cuori, gli uomini restano responsabili delle loro scelte, scelte peraltro non prive di contraddizioni: nessuno è del tutto innocente, pochi sono del tutto perfidi. Colpa e nostalgia di innocenza, caduta e redenzione sono i poli fra i quali i personaggi sono costantemente obbligati a muoversi.

Analogamente agli individui, ognuna delle nazioni in guerra ha ragioni e colpe, ferocia e pietà si ritrovano da entrambe le parti. Sull’uno e sull’altro fronte, la ragion di stato impone agli individui laceranti conflitti di coscienza.

Di incredibile bellezza sono le descrizioni che scaturiscono dalla penna di Angela Di Bartolo dei paesaggi e delle città; e lo sguardo sognante rimane incantato innanzi alla natura spesso lussureggiante di valli e fiumi, ma altre volte dura e aspra delle montagne innevate o degli aridi deserti che l’autrice ci fa vivere in questo lungo viaggio.

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