Stan Lee, il fumettista noto per aver ideato Spider-Man, I Fantastici Quattro, gli X-Men e decine di personaggi Marvel, è morto all'età di 95 anni.

Lo ha comunicato a Variety l'avvocato della figlia.

Lee era stato ricoverato al Cedars Sinai Medical Center per un'emergenza medica ed è stato subito dichiarato morto.

All'autore sopravvivono due figli. La moglie Joan era morta l'anno scorso in seguito a un ictus.

Questa, nell'estrema sintesi, la pagina finale della vita di un uomo che ha contribuito a creare gran parte dell'immaginario del ventesimo secolo e di questo scorcio di ventunesimo.

Lo ha fatto creando, insieme a Jack Kirby, i Fantastici Quattro, testata che debuttò nel  novembre 1961. Un gruppo di eroi diverso da quelli visti sino a quel momento. 

Quando agli inizi degli anni '60 Stanley Lieber, questo il vero nome di Lee, si mise in testa di riportare i supereroi della Marvel (ex Timely) nelle edicole, aveva a disposizione un vasto parco di personaggi: Capitan America, La Torcia Umana, Sub-Mariner e molti altri. Ma non gli sembravano adatti al nuovo gusto del pubblico, che non si immedesimava più nei "superuomini" senza difetti.

Il paradigma che Lee e i suoi collaboratori escogitarono fu quello dei "supereroi con superproblemi", ossia persone che dall'acquisizione o dal nascere con i superpoteri ricevono sia facoltà eccezionali, che un adeguato numero di problemi derivanti proprio da tali poteri. Anzi, il più delle volte gli svantaggi sono più dei vantaggi.

Per introdurre questa nuova mentalità, tra i temi caldi di quella che è stata definita la Silver Age dei Comics, Lee & soci inventarono quindi nuovi personaggi.

I Fantastici Quattro furono il primo esperimento in tal senso. Il loro inaspettato successo fu il trampolino di lancio per altri personaggi, dei quali i più famosi sono stati per decenni Spider-Man, creato insieme a Steve Ditko, che debuttò nel 1962 su Amazing Fantasy 15, e gli X-Men, ideati nuovamente insieme a Jack Kirby nel 1963. Ma se questi sono sicuramente i personaggi più noti al grande pubblico, grazie al Marvel Cinematic Universe il grande pubblico ha conosciuto Iron Man, Captain America (che non fu inventato da lui, ma che contribuì a rilanciare), Thor, lo S.H.I.E.L.D., il supereroe cieco Daredevil (insieme a Bill Everett), Pantera Nera e tanti altri. Ben pochi di quelli visti al cinema in questi anni non sono dovuti al suo apporto creativo.

Tutti personaggi problematici: adolescenti incompresi, scienziati in crisi, playboy cardiopatici, avvocati ciechi e dei decaduti. Tutte persone che dai superpoteri hanno più svantaggi che vantaggi, anzi i superpoteri mettono in crisi anche la loro vita privata.

Parlo di apporto creativo perché è ormai acclarato che il lavoro di creazione e scrittura della Marvel di primi anni '60 si basava su una stretta collaborazione tra Lee e il disegnatore di turno. La leggenda vuole che Lee raccontasse una sinossi delle storie, magari mimando l'azione, e che poi i disegnatori realizzassero le tavole secondo questi racconti, per poi fare apporre da Lee i dialoghi.

Il cosiddetto "metodo Marvel".

Leggende, forse, con un qualche fondo di verità.

Il suo apporto non è mai stato dimenticato, mentre per quello dei disegnatori è dovuto passare molto tempo.

Ma non è tempo di rivangare polemiche.

A 95 anni la morte di Stan Lee è un evento atteso, molti forbiti articoli che trovate in rete saranno sicuramente stati preparati da tempo, i cosiddetti coccodrilli.

Io non ne ho preparati. Se volete sentire un bel racconto di cosa è stata quella parte della vita di Stan Lee e della Marvel, vi invito ad ascoltare i podcast della trasmissione radio Vite che non sono la tua del ciclo Marvel Men.

Li sono ben racconte le origini, gli esordi di Lieber che, da nipote raccomandato dell'editore Martin Goodman della Timely Comics (poi diventata Marvel) ha saputo trovare un suo spazio, costruendo la sua storia, la sua leggenda personale, durata fino a oggi, con una notorietà anche presso il pubblico del cinema, grazie agli immancabili cameo di ogni film Marvel, l'ultimo dei quali penso vedremo l'anno prossimo, nel seguito di Avengers: Infinity War.

Il mio pensiero è quindi anche personale, da fan Marvel da sempre. Ringrazio Stan Lee per tutto quello che mi ha dato con le sue storie. Se sono qui a scrivere queste righe è anche a causa di tutte le emozioni che ho provato nel leggerle.

Storie che rimarranno parte di me e parte dell'immaginario di tutto il mondo per sempre, perché non moriranno mai.

Addio Stan. Excelsior!

Il cordoglio della rete

Ovviamente cominciano a fioccare le reazioni, ufficiale e non.

Allego la prima che ho visto, di Bob Iger presidente della Disney, ma di certo con l'hashtag #StanLee in queste ore sarà difficile contarle.