Cosa significa raccontare ciò che non si vede? Come si può tradurre quel mondo intangibile, ma che percepiamo come vicino e a un passo da noi?

A queste domande hanno provato a rispondere Alessia Amati, autrice de Le Falene di Ursula, e Marco Calvi, illustratore dell’edizione illustrata di Frankenstein o il moderno Prometeo, entrambi pubblicati da ReBelle Edizioni.

L’incontro, moderato da Gabriella Giliberti, critica cinematografica e scrittrice, era ospitato al Book Pride 2026 e intitolato Tradurre l’Invisibile – Tra Parole e Immagine, è diventato un viaggio condiviso nel territorio sottile che unisce paura, meraviglia e creatività.

L’invisibile: un richiamo antico

Il dialogo si apre con una domanda all'apparenza semplice: Cos'è per voi l'invisibile e cosa vi ha attratto fin da quanto eravate bambini? Per Alessia Amati è un'attrazione curiosa, quasi affettiva, il suo immaginario nasce dall'attrazione per tutto ciò che è magico, streghe, fate o presenze che siano.  Fin da piccola ho cercato segni di magia ha affermato. Per me è questo, è una ricerca di qualcosa che non vediamo ma che, secondo me, risiede dentro di noi… è un lasciarsi sorprendere, non avere paura della sorpresa e di quello che non capiamo in generale.Diverso è l'approccio di Marco Calvi, che racconta di un rapporto più inquieto all'invisibile, legato a un sentimento di timore e paura e alla volontà di ricercarne la ragione. È una sfida a trasporre nelle illustrazioni quella sensazione che provavo da bambino, quel misto di timore e fascinazione.

Marco Calvi, Gabiella Giliberti e Alessia Amati all'incontro Tradurre l'invisibile. Book Pride 2026.
Marco Calvi, Gabiella Giliberti e Alessia Amati all'incontro Tradurre l'invisibile. Book Pride 2026.

Attraverso la soglia per riscoprirsi e vivere le storie

L'invisibile che attrae e fa timore, ma che invita a seguirlo, per oltrepassare la soglia e fare quel passo per entrare in un altro modo, attraversando il velo che da questo ci separa.

Per Alessia Amati il luogo-soglia è il bosco, luogo che ridimensiona il tuo essere e che ti permette di iniziare un percorso, in cui perderti e ritrovarti. La stessa sensazione di la prova quanto scrive o legge. Una sensazione provata anche nell'Abbazia di Whitby, nello Yorkshire: Lì ho sentito davvero di attraversare un velo… mi sembrava di essere in mezzo ai fantasmi.Per Marco Calvi, invece, la soglia è sonora: È la musica che mi permette di immergermi nella storia. Mi aiuta a entrare nel lavoro, a viverlo dall’interno.

L'Abbazia di Whitby.
L'Abbazia di Whitby.

La riscoperta del romando gotico e il nuovo mostro

La copertina di Frankenstein illustrato da Marco Calvi, ReBelle Edizioni.
La copertina di Frankenstein illustrato da Marco Calvi, ReBelle Edizioni.

L'invisibile, la soglia, il sovrannaturale, sono tutti aspetti che da sempre accompagnano l'uomo e la scrittura, in particolar modo sono elementi essenziale della letteratura gotica. Genere che in questi anni  sta vivendo una grande rinascita. Al centro vi è la figura del mostro, non più come capro espiratorio, come spiegazione irrazionale e orrenda di ciò che razionalmente non si vuole spiegare (come nelle leggende dei Changeling o nelle morti bianche attribuite alle streghe), ma come specchio di sé e della propria diversità.

Amati ha osservato: Ci immedesimiamo di più nel mostro, nella nostra diversità. È diventato più umano, perché l’umanità ha perso quasi tutto ciò che la definiva tale. È quasi più bello definirsi mostri che essere umani.

Il mostro diventa simbolo delle minoranze come quelle sessuali, religiose, sociali e antidoto alla perfezione tossica imposta dalla società.

C’è chi finge di essere perfetto e chi ammette di non esserlo. Nella diversità troviamo una comunità. ha replicato Calvi, che ritrova questa dinamicità anche nel lavoro fatto per illustrare Frankenstein: Quando ho letto il romanzo ho percepito tutti i personaggi come orrendi, tranne due: la Creatura, che è un bambino, un foglio bianco, ed Elizabeth. Ho cercato di riportarlo nelle illustrazioni. Volevo che il lettore, guardando la Creatura, pensasse: ‘Questo è quello brutto? E tu che lo chiami mostro… ti sei visto allo specchio?’

Marco Calvi all'incontro Tradurre l'invisibile. Book Pride 2026.
Marco Calvi all'incontro Tradurre l'invisibile. Book Pride 2026.

Le Falene di Ursula: riscrivere la leggenda

La copertina de Le falene di Ursula di Alessia Amati, ReBelle edizioni.
La copertina de Le falene di Ursula di Alessia Amati, ReBelle edizioni.

Anche Alessia Amati, nel suo romanzo Le falene di Ursula ha voluto cercare di riscattare la figura del diverso. Il libro nasce dalla figura leggendaria di Mother Shipton, una delle streghe più celebri d’Inghilterra (la caverna dove si narra sia nata è la più antica attrazione turistica del Paese) e si muove tra folklore e ombre dello Yorkshire. Tra gli elementi più suggestivi c’è l’incontro con un cane d’ombra dagli occhi rossi, tradizionalmente presagio di sventura.

L'autrice ribalta la prospettiva: Mi sono chiesta: e se fosse qualcosa che non potevano comprendere? Chi è il vero mostro? Quello additato come tale o chi decide che lo è?

La statua nella caverna di Mother Shipton.
La statua nella caverna di Mother Shipton.

Così il romanzo racconta fra affetti e la magia delle piccole cose, la presa di coscienza di sé e della propria “non mostruosa” diversità.

Alessia Amati all'incontro Tradurre l'invisibile. Book Pride 2026.
Alessia Amati all'incontro Tradurre l'invisibile. Book Pride 2026.

La figlia di Rappaccini: un altro ribaltamento

La copertina de La figlia di Rappaccini, ReBelle edizioni.
La copertina de La figlia di Rappaccini, ReBelle edizioni.

Anche La figlia di Rappaccini di Nathaniel Hawthorne, illustrato da Marco Calvi per ReBelle Edizioni propone un rovesciamento simile.  La  “mostruosità” viene proiettata su Beatrice, considerata velenosa e innaturale, quando in realtà è l’unico personaggio puro della storia. L’uso del colore rafforza questa lettura: non il verde acido del veleno, ma toni rossi: il rosso è il colore del fiore più velenoso, quello più diverso. Il rosso diventa simbolo di passione, indipendenza e diversità. Beatrice è rossa, Beatrice è diversa, Beatrice è reale.

Parole e immagini: un’alleanza per sollevare il velo

Così le illustrazioni e i colori dialogano con il testo, riempono gli spazi lasciati volutamente in ombra. L'illustratore non replicare pari passo quanto scritto, ma deve esprimere ciò che le parole non riescono ad dire, colmando così i vuoti, che neanche lo stesso autore è riuscito a riempire.

Parole e immagini, insieme costituiscono storie che si intrecciano e quando collaborano, creano storie capaci di sollevare il velo dell’invisibile e permettere al lettore di attraversarlo.

Gabriella Giliberti all'incontro Tradurre l'invisibile. Book Pride 2026.
Gabriella Giliberti all'incontro Tradurre l'invisibile. Book Pride 2026.

Tradurre l'invisibile

In conclusione, tradurre l’invisibile non significa svelarlo, ma renderlo percepibile. Dare forma a ciò che vibra ai margini del reale. Scrivere e illustrare storie, è un modo per permettere al lettore di attraversare la soglia e per confrontarsi con la propria realtà e mostruosità.