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Disney-Marvel: le conseguenze
La più grande casa produttrice di fumetti è stata acquisita dalla Disney, che tra film e cartoni animati, strisce e parchi a tema è una della maggiori industrie dell'intrattenimento nel mondo. Perché è successo? E cosa ci dobbiamo aspettare d'ora in poi?
LeggiDal Giappone alla Finlandia, le immagini di Harry Potter nel mondo
Le copertine delle varie edizioni internazionali di Harry Potter raccontano un universo multiculturale stupefacente
LeggiLino Aldani e la Fantasy Italiana
Un'indagine a ritroso nelle origini della Fantasy italiana, partendo dall'escursione nel genere di uno dei più grandi scrittori del nostro paese.
LeggiChi detesta il Cavaliere Oscuro?
Non è andata molto bene per il film di Nolan, 8 candidature, ma a parte quella di Heath Ledger, nessuna nelle categorie più prestigiose. Sulla base di alcune riflessioni pubblicate da SciFi Wire, aggiungiamo qualche considerazione in più.
LeggiRitorno a Narnia – Intervista a Andrew Adamson
Arriva nelle sale il secondo film tratto dai libri di C.S. Lewis. Marco Spagnoli intervista il regista di Le Cronache di Narnia Il Principe Caspian
LeggiGabriele Dell'Otto e i suoi supereroi tra fumetti, cinema e videogiochi
Il trentaduenne disegnatore romano Marvel e Dc racconta le sue passioni e come è nata la sua prima copertina per un videogioco
LeggiI draghi – Parte VI: fuoco e fiamme sul grande schermo
Dai meravigliosi reami della fantasia umana, sono arrivati grazie alle tecnologie digitali una gran quantità di draghi al cinema. E ancora tanti ne vedremo nei prossimi anni. Ecco i bestioni sputafuoco più famosi
LeggiLa rosa di Bagdad
Il film di Anton Gino Domeneghini – Italia – 1941/1949 è il primo lungometraggio a cartoni europeo
LeggiIan Miller
Diviso tra editoria e cinema, l'affermato illustratore inglese dotato dell'immaginazione di un bambino e del gusto per il grottesco è un personaggio tutto da scoprire
LeggiAmleto
E’ il re dell’empireo teatrale; sta al palcoscenico come Madame Bovary sta al romanzo, come Rossella O’Hara sta al cinema, come Topolino sta ai cartoons e frà Martino alla canzone. Possiamo dire che non si può immaginare che ne sarebbe stato della drammaturgia, se Shakespeare non l’avesse inventato; se non ci fosse stato quell’ “essere o non essere” citato spesso e spessissimo a sproposito
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