Nel 2016 Oceania, film di animazione che Disney indica cinquantaseiesimo classico prodotto dalla sua fondazione, si guadagnò in sala un ottimo successo di critica e di pubblico, guadagnando ottime cifre al botteghino, incassando oltre 643 milioni di dollari al botteghino (Fonte BoxOfficeMojo). Fu prodotto anche un sequel, Oceania 2, di maggiore successo, con oltre un miliardo di dollari di incasso globale (Stessa fonte), uscito nel 2024 come rielaborazione di un progetto di serie TV.
La storia di Oceania ha protagonista la giovane Vaiana Waialiki, figlia del capo dell'isola polinesiana di Motunui, che intraprende una missione per salvare l'ecologia compromessa dell'isola e dell'intero pianeta Terra. La missione consiste nel riportare al suo posto un amuleto magico sottratto mille anni prima da un semidio mutaforma, Maui. Vaiana chiederà in realtà aiuto a Maui, liberandolo dall'isola in cui è stato posto per punizione dagli dei, privato dei suoi poteri e della sua arma, un amo magico.
Dopo aver aggirato la resistenza di suo padre a farla navigare per i mari, Vaiana dovrà aiutare il riluttante Maui a ritrovare i suoi poteri, il suo amo e la fiducia in se stesso, affrontando scene pericolose ad alta tensione, fino alla risoluzione finale.
Oceania in versione live action, ovvero con attori reali, diretto da Thomas Kail, si avvale dello stesso sceneggiatore del primo film, Jared Bush, affiancato da Dana Ledoux Miller. Il film segue pedissequamente la traccia del materiale originale.
Se nel primo film Maui era doppiato da Dwayne Johnson, nel live action è lo stesso attore che interpreta il personaggio. Al posto della doppiatrice originale Auliʻi Cravalho, ora quasi ventiseinne, è stata scelta per il ruolo di Vaiana la giovane Catherine Lagaʻaia, classe 2006, più vicina come età al personaggio.
La vicenda del film è praticamente la stessa, scena per scena, almeno in una impressione che si ha senza volersi mettere a rivedere i due film in comparazione.
Nella storia dei remake live action dei classici Disney di animazione prodotti dagli anni '90 a oggi sono stati seguiti vari approcci: con Tim Burton ha proposto delle reinterpretazioni personali di Alice nel Paese delle Meraviglie e Dumbo; con Maleficent abbiamo assistito al ribaltamento di prospettiva, con la storia raccontata dal punto di vista della "cattiva"; più recentemente in Lilo & Stitch ci siamo trovati davanti a un film che rendeva più credibili dettagli del film precedente che, funzionanti in un film di animazione, sarebbero stati meno credibili in un live action. Un caso anomalo è stato quello de Il Re Leone, un remake "live" in senso molto lato, perché in realtà realizzato con una CGI fotorealistica, che però manteneva la stessa storia con gli stessi passaggi narrativi, restituendo allo spettatore che non aveva voglia di mettersi a cogliere le differenze, o non ricordava tutti i passaggi del primo film, un fastidioso effetto fotocopia.
Da un punto di vista narrativo Oceania si inserisce in questa categoria, restituendo lo stesso effetto, con differenze minime, date da nuovi brani originali di Lin-Manuel Miranda, Opetaia Foaʻi e Mark Mancina, oltre a una colonna sonora originale composta da Mancina. In più, se è più presente una parte live action, con attori umani e tanti paesaggi polinesiani, è anche vero che la CGI è usata massicciamente per molte delle minacce che affronteranno i nostri eroi, nonché per il simpatico pollo HeiHei e, soprattutto, per il coprotagonista della storia, l'Oceano, la cui animazione CGI dell'acqua all'epoca fu una pietra miliare, un vero e proprio avanzamento tecnologico.
Il lavoro compiuto da scenografi, costumisti, da chi ha scelto le location e in generale da tutti coloro che hanno lavorato al comparto visivo è allo stato dell'arte, ma l'impressione che arriva è che sia "limitato" a riprodurre tutto quanto era stato studiato e preparato per il film di animazione. Probabilmente anche questa è stata un'impresa, ma è difficile percepirla come tale, nonostante un costo produttivo stimato di 250 milioni di dollari, superiore a quello dei primi due film, che era rispettivamente di 150 e 175 milioni.
Questa fedeltà, visiva e narrativa al film originale, che forse è anche uno dei suoi pregi produttivi, di contro proprio si trasforma allo stesso tempo nel suo peggior difetto, perché non sembra a questo punto sensato andare al cinema a cercarlo, a fronte del bel film originale disponibile su Disney+, a noleggio su altre piattaforme o in residue edizioni home video. Un film ancora fresco e coinvolgente dopo dieci anni.
Concludendo, non si può affermare che sia un brutto remake, o in generale un brutto prodotto, perché il film riesce a non danneggiare tutto quanto di buono c'era nel materiale originale, ma la percezione è che se nulla toglie è anche vero che nulla aggiunge.

















