Garou, Myricia e il ragazzo


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un muspeling
apprendista incendiario
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MessaggioInviato: Lun 06 Dic 2010 12:09 pm    Oggetto: Garou, Myricia e il ragazzo   

Garou, Myricia e il ragazzo.
9144 caratteri, spazi inclusi.

Seduto davanti al fuoco da campo, lo sguardo immerso nella danza delle fiamme, Garou avvertiva ancora le sensazioni della corsa agitarglisi sotto la pelle. Il cuore che pompava possente in petto, la fatica dei muscoli impegnati sino allo spasimo, la mistura di odori che avevano riempito il suo naso. E poi la notte tutta intorno, le cime innevate dei monti Corruschi tratteggiate appena dal lucore tenue della luna.
Sotto tutto questo, la furia cieca che lo animava. L’esigenza di distruggere.

Sentì su di sé lo sguardo fisso del ragazzo di là dal fuoco. Il ragazzo con un occhio solo.
Garou non riusciva a vederlo per come era, concretamente, in quel momento. Ragazzo era la larva tirata fuori, una luna prima, dal villaggio devastato. Era giuramento: “Tu non morirai!” che confidava di aver mantenuto, almeno quello. Era il corpo che si abbandonava al sonno, bocconi, le braccia distese lungo i fianchi, il capo voltato a sinistra. Un morto.
Per trovarlo poi, al risveglio, abbracciato alla sua spada da drago, infoderata.

«Ourizon?» gli chiese il ragazzo da oltre le fiamme, la voce ancora roca.
Sentendosi arrossire, Garou gli rispose: «Lo sai che andiamo alla montagna, adesso.»
Ecco una promessa che non hai mantenuto.
Serio, come sempre, il ragazzo annuisce e distoglie lo sguardo.
«Mi spiace» dice l’uomo.

E’ tutta colpa di quella striga, Myricia! Ah le sue sorti! Perché doveva andare a scavare nel mio passato?
Perché questo maledetto gufo non la finisce di lamentarsi?
Ti ho promesso gli spettacoli di Ourizon ragazzo, le esibizioni dei cantori, le corse delle bighe e il mare scintillante che le ferite carezza piano.
Volevo regalarti la possibilità di sorridere ancora, ma poi… quella disgraziata!

Le parole che pensava non si tramutarono in parola, come tante altre volte, gli rimanevano racchiuse dietro la barriera dei denti serrati.
Innervosito, il cacciatore afferrò alla cieca un ramo fra quelli raccolti e accatastati di fretta, e lo gettò con rabbia fra le fauci del fuoco.
S’alzarono faville nel breve aprirsi e richiudersi delle fiamme, arcuandosi in un ricciolo di luci gialle rosse e blu per poi tornare al loro normale corso.
Ragazzo alza le spalle e annuisce. Sembra andargli bene.
Ti va bene? Dannazione, ma come ci siamo arrivati a questo punto?

Di nuovo la corsa.
Era fuggito - catturato di nuovo – dal suo passato, la sua maledizione. Le sorti hanno parlato e hanno svelato il segreto che avrebbe dovuto ricordare.
«Non colpirai i miei figli»
Come aveva osato, quella donna empia, pronunziare il comandamento della Signora?
E’ per questo che sono diventato quello che hai visto, Ragazzo. Ti ho deluso? Ti ho spaventato? Ero il grande cacciatore di mostri, il tuo salvatore. E poi l’altra notte, nella macchia di pini neri, mi hai visto tornare alla vecchia forma. Hai visto l’uomo-lupo e la sua sete di sangue. Cosa hai provato? Ti ho spaventato?

Garou provava un crescendo di angoscia, ma l’ultima domanda che si è posto ha un effetto particolare nella sua mente: congela il tempo, blocca la ridda di domande, pensieri e confusi ricordi. Il cacciatore vede, nelle fiamme, vede con la chiarezza del giorno pieno.

La corsa è finita in un faccia a faccia. L’uomo lupo e il ragazzo ferito.
Avrebbe azzannato, dilaniato, squartato qualsiasi essere vivente sul suo cammino, ma non questo. Lo sguardo di Ragazzo, privo di un occhio, troppo magro, troppo serio, lo trafigge come una lancia dalla punta assiderante. Con la furia sotterranea che lo anima nel profondo, l’uomo-lupo si accuccia, protende il muso. Annusa il piccolo umano.
Il ragazzo non ha mostrato paura, non era bloccato da altro che da rapimento.
Con i suoi fantasmi nello sguardo ferito, stringe prima una mano a pugno, poi la distende, e lenta lenta, la protende verso il naso umido. Si fa annusare.
E’ questo che ha cambiato tutto, considera Garou profondamente assorto, non so come, non so bene perché, ma so che io e questo ragazzo siamo legati a un fine comune. Non posso più lasciarlo in un cenobio, non posso continuare la mia vecchia vita. Fino a quando, almeno, non avremo trovato gli autori della strage e non avremo riscosso il credito. Creditori di sangue, tutti e due, questo siamo.

Una risata folle lo strappa dal ricordo. La voce, acuta all’inverosimile, della donna lo informa – prima ancora di vederla – che Myricia la striga, si è unita al loro allegro fuoco.
«Pensavi di andare lontano senza me, lupo? » gli chiese.
Lei non era cambiata in nulla da quando l’avevano incontrata, due giorni prima. Era sempre un mucchietto d’ossa infagottato in un largo abito di tela di sacco, sopra il quale pesavano strati su strati di scampoli di abiti. Il grande apparato di capelli neri, non mostrava di temere il vento, infangati come li teneva. La donna indossava uno strano manto di piume, che Garou non le aveva visto portare prima. La brezza fredda della notte le arruffava in continuazione le piume, piume di gufo.

Appurato che il ragazzo era ancora lì, seduto e tranquillo come se niente fosse successo, posta anche una mano sull’elsa della sua lama da drago, Garou si rivolse alla nuova venuta:
«Che sei venuta a fare?»
«Mi unisco a voi!» fece la donna, esibendo il medesimo sguardo da bambina felice che aveva quando gli aveva proposto di leggergli le sorti. Un brutto segno.
«E perché?» fece il cacciatore «Che ti frega di dove andiamo e di cosa facciamo?»
«Oh, ma per il sangue è che vi seguo! Che altro credi?» la donna delle desolazioni si alzò in piedi, mandando un’ondata del suo inconfondibile afrore, «quanta gente credi che vedo io, qua? Quanti di quei pochi seguono il cammino della Madre delle Saette?» ora gli si faceva vicino, piegata in avanti, quasi a premere il suo volto con quello dell’uomo «Sì, non fare quella faccia! Io lo so cosa sei, so che siete tutti e due sul Suo cammino. Voi andate a sistemare le cose, vero? Distruggerete tutto quel che si metterà sul vostro cammino e lascerete dietro di voi una scia di carne trinciata e sanguinante! E’ questo che devo vedere. Vivere, lo voglio tutto!»
A sentirle fare quei discorsi - davanti al Ragazzo - Garou si squietò. Lanciò un rapido sguardo verso il piccolo, che però sembrava essersi coricato per la stanchezza.
Sarà di nuovo a fare il morto, si disse provando un accenno di sollievo.
«Tu sei pazza!» profferì verso Myricia poi, fissandola dal basso verso l’alto, il muso trasmutato già: allungato, ricoperto di pelo grigio e dotato di lunghe zanne affilate «Non mi fido di te, striga! Chi mi dice che non proverai a mangiarti il ragazzo?»
Ridacchiando a denti serrati – una foresta di denti sottili e troppo lunghi per un essere umano -, la donna tornò a sedersi ed esibendo superiorità, fece:
«E credi che potrei mai mettermi contro due cocchi della Folgoratrice? No, sono troppo maledettamente esposta alle sue lunghe dita scintillanti.»

«Falla venire» risuonò la voce roca del Ragazzo, seguita da un’attesa congelata.
Non si era alzato, non sembrava essersi svegliato. Eppure aveva detto la sua.
«Grazie piccoletto! Ah, ma come ti chiami?» fece Myricia.
«Donato»
Donato! E cosa ci voleva per chiederglielo io? L’ha fatto questa qua e lui ha subito risposto! Per me è sempre stato “il ragazzo”!

«Allora? Andiamo a caccia insieme, lupo?»
La donna lo guardava con un’aria che giudicava essere troppo compiaciuta. Non gli piaceva niente.
«Bada solo a non fare giochetti con noi, striga, o non ci saranno malie che potranno salvarti!»
Myricia si mise a ridacchiare con le mani a premersi sullo stomaco vuoto.
«Si mangia!» quasi urlò.
Per tutta risposta si beccò una pietra in mezzo alla fronte, che la stese per qualche tempo, gemente.
Ora forse si può dormire, si disse Garou pulendosi le mani e coricandosi.

Il mattino venne gelido e pieno di dolori alle ossa. Il fuoco era ridotto a braci fumiganti. Qualcosa gli impediva di muoversi. Era un peso con un proprio, tenue, calore. Scosse la testa per recuperare lucidità, si guardò verso il ventre e lì lo trovò.
Donato.
Rimase bloccato in una posizione assai scomoda, a fissare incredulo il ragazzo che ancora dormiva abbracciato a lui.
«Ma quanto siete carini» la voce spassionata giungeva da un fagotto sormontato da un cespuglio di capelli incrostati.
Garou mostrò i denti alla striga e posò piano una mano sulla spalla del ragazzo.
Quando questo si destò e aprì verso di lui il suo occhio superstite, il cacciatore gli disse che era ora di mettersi in cammino.

Poco prima di mezzogiorno, trovarono l’ultima deviazione che poteva portare verso la costa. Garou, mentre sfilavano lenti sulla salita pietrosa, fissa la via che digradava verso oriente con il cuore gravido di languore.
Lontano, il mare era una striscia di azzurro intenso. Davanti a loro, invece, le vette delle montagne erano velate da pesanti coltri di nubi grigio-nere. Ogni tanto rotolava verso di loro il bubbolio di tuoni distanti.
Siamo proprio un bel gruppo, considerò fra sé e sé il cacciatore, un ragazzino più morto che vivo, un grosso uomo-lupo non troppo sveglio, e una divoratrice di carcasse. Chiunque dovessimo affrontare potrebbe morire di paura, prima ancora che del morso della mia spada.
Sollevato dal pensiero, Garou riprese il cammino ridacchiando sommesso.
uljanka
Sua Luminosa Oscurità
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MessaggioInviato: Lun 06 Dic 2010 17:18 pm    Oggetto:   

Stampato e in lettura con tanto di matita in mano.
E io, che sono Tenebra, altro non posso vedere se non la Luce, e perciò sono la Luce.

Quando qualcuno dice 'io non credo nelle fate' da qualche parte una fata ride e prepara il suo fucile.
Bran
servitore di due padroni
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MessaggioInviato: Dom 12 Dic 2010 10:55 am    Oggetto:   

letto, ma necessino una rilettura prima di commentare
Nipote di Pick e di Julia ///
-Riuscite a vedere qualcosa?-
-Sì, cose meravigliose-

Lord Carnavon & H. Carter, 26 novembre 1922
un muspeling
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MessaggioInviato: Dom 12 Dic 2010 13:27 pm    Oggetto:   

Bene!
Attendo le valutazioni tue, di Uljanka e di tutti gli altri! Non siate timidi! Very Happy
uljanka
Sua Luminosa Oscurità
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MessaggioInviato: Mer 15 Dic 2010 23:01 pm    Oggetto:   

Il mio commento arriverà domani in mattinata. Chiedo scusa.
E io, che sono Tenebra, altro non posso vedere se non la Luce, e perciò sono la Luce.

Quando qualcuno dice 'io non credo nelle fate' da qualche parte una fata ride e prepara il suo fucile.
un muspeling
apprendista incendiario
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MessaggioInviato: Mer 15 Dic 2010 23:19 pm    Oggetto:   

Bene, attendo il tuo - e non solo - con impazienza! Very Happy
uljanka
Sua Luminosa Oscurità
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MessaggioInviato: Gio 16 Dic 2010 12:25 pm    Oggetto:   

Più che un racconto grezzo quanto ho letto mi sembra uno studio riguardo a temi da sviluppare con più calma in un opera successiva, più ampia.
Quello che apprezzo veramente è l’atmosfera del racconto, che è notturna magica. E’ un mediterraneo poco solare, il tuo, dove sono vivi oscuri riti di metamorfosi e di rinascita.
La compresenza di nomi francesi, latini e italiani fa pensare a una commistione di culture che potrebbe verificarsi solo in aria italica. La mia fantasia malata immagina che il tutto possa svolgersi in una zona subalpina, di vaga influenza provenzale, ma è solo una fantasia malata, ovvio...
L’immaginazione del lettore viene stuzzicata, e poi tutto è lasciato in sospeso. Leggerei volentieri un prosieguo della vicenda, ovverosia una sua versione più lunga, e più libera nel tema.

Stile: 3
Non posso che lodare la tua ricerca di uno stile asciutto e diretto, ma non sempre le tue frasi brevi e tronche sono concentrate attorno al mot just e spesso si usa l’anafora, la reiterazione.

Vedo alcune bizzarrie sintattiche, che danno una percezione di fraseggio difficile, involuto.

Citazione:
Il grande apparato di capelli neri, non mostrava di temere il vento, infangati come li teneva.


“Infangati” sembrerebbe apposizione di capelli, ma il soggetto della frase è “Il grande apparato” . La frase appare contorta, pur nella sua brevità

Citazione:
Era il corpo che si abbandonava al sonno, bocconi, le braccia distese lungo i fianchi, il capo voltato a sinistra. Un morto.
Per trovarlo poi, al risveglio, abbracciato alla sua spada da drago, infoderata.


Usando una serie di frasi con soggetto non espresso sarebbe meglio che tutte le preposizioni avessero un soggetto comune.

Altrove a “scricchiolare” è la conscecutio temporum – come nella frase seguente, appesantita anche da una ripetizione.

Citazione:
Le parole che pensava non si tramutarono in parola, come tante altre volte, gli rimanevano racchiuse dietro la barriera dei denti serrati.


Qui vedrei meglio un “gli rimasero”.

Citazione:
Garou provava un crescendo di angoscia, ma l’ultima domanda che si è posto ha un effetto particolare nella sua mente: congela il tempo, blocca la ridda di domande, pensieri e confusi ricordi. Il cacciatore vede, nelle fiamme, vede con la chiarezza del giorno pieno.


Troppo disinvolto il passaggio dal passato al presente. E ancora ripetizioni.

Trama: 3
La tua storia ha i suoi punti forti nelle singole scene. La folle corsa che si conclude nella nascita dell'amicizia tra il lupo e il ragazzo. L'apparizione della strega, folle creatura vestita di stracci e dai capelli infangati. La dolcezza inattesa dell'abbraccio dei due compagni di fuga. Sono elementi sufficienti per risvegliare la fantasia del lettore ma la loro forza è soffocata dall'assenza di una vera e propria trama.
Ovvero, se c’è non è affatto chiara, e si ha l’impressione che gli eventi cruciali delle vicende dei nostri eroi si verifichino prima la storia qui narrata ovverso si verificheranno dopo.

Equilibrio della narrazione: 4
La struttura è semplicissima. La scena è unitaria in quanto a tempo e azione. Tutto si svolge in una notte, con la breve interruzione del flashback riguardo alla fuga.

Registro: 5.
Apprezzo la laconicità dei tuoi personaggi, accostata all'espressività quasi aulica della voce narrante.
Interessante l’utilizzo di alcuni termini dialettali come

Citazione:
Garou si squietò.


che fa tanto narrazione in vernacolo alla Camilleri.

Di rara efficacia alcune espressioni

Citazione:
la donna delle desolazioni


Citazione:
rotolava verso di loro il bubbolio di tuoni distanti.


Efficacia della comunicazione: 2
Il testo lascia la bocca asciutta al lettore. Sono troppi i nodi irrisolti.
Perché il mannaro e il fanciullo si recano alla montagna? Quali sorti ha rivelato loro la strega, per costringere Garou a cambiare strada? Chi è questa dea folgoratrice e in che modo si esprime il suo culto?
Non è chiara la natura del "ragazzo", per esempio, e il suo rapporto con Garou. Nella loro amicizia si potrebbero rinvenire dei tratti fin troppo teneri.
La strega è una creatura del tutto grottesca e suscita una certa ilarità. Non si capisce come questa megera dai tratti quasi clowneschi possa suscitare vero panico in un personaggio come Garou (che tra l'altro riesce a mettere ko la megera alla prima occasione).
L'unica figura di cui riesci a trasmettere la potenza, della quale sento il "respiro" è il buon licantropo, ma le sue reminescenze e le sue impressioni sono stroppo sfuggenti, per costituire uno scheletro saldo per una storia del tutto soddisfacente.
E io, che sono Tenebra, altro non posso vedere se non la Luce, e perciò sono la Luce.

Quando qualcuno dice 'io non credo nelle fate' da qualche parte una fata ride e prepara il suo fucile.
un muspeling
apprendista incendiario
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MessaggioInviato: Gio 16 Dic 2010 14:07 pm    Oggetto:   

Grazie per il tuo commento Gabriella! Very Happy
Purtroppo sono impegnatissimo oggi e non posso risponderti in modo esauriente. Oltretutto non vorrei dire troppo prima che gli altri iscritti al contest si siano pronunziati.

Le tue indicazioni le trovo spesso centrate e di sicuro sono molto interessanti, ma mi esprimerò a tempo debito. Wink
nisana
Tai'shar Malkier
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Località: Cosmere
MessaggioInviato: Gio 16 Dic 2010 23:43 pm    Oggetto:   

Ed ecco Nisana, un po' in ritardo e non molto precisa per assoluta e totale mancanza di tempo.
Io ho inteso questo racconto come il prologo di un romanzo, o qualcosa del genere, è giusto? Perché, altrimenti, mi sembra un po' poco compiuto come opera in sè.
Comunque
Stile: 2
Per un motivo preciso, che non riesco proprio a farmi piacere: il passaggio da passato a presente non mi sembra sempre motivato (penso al paragrafo 3, inizia al passato, finisce al presente ma non riesco a vederne la ragione).
Altro aspetto che non mi piace: Garou pensa in maniera molto "poetico-retorica" (il mare scintillante che le ferite carezza piano), ma nel modo di parlare con la striga è molto terra terra.
Anche la striga passa da un linguaggio sgrammaticato a un'espressione corretta, verso la fine.
"Il grande apparato di capelli neri, (virgola da togliere, direi) non mostrava di temere il vento, infangati come li teneva." Il passaggio da singolare a plurale è un po' stridente, no?
Al secondo paragrafo, c'è un "era giuramento.", che non ho ben capito.
C'è anche un brusco abbassamento di stile, verso la fine, quando la striga "si becca in fronte" una pietra.

Trama: 3
Un po' sulla fiducia, appunto perché penso che si tratti dell'inizio di qualcosa di più ampio. Così, però, mi ha lasciato troppo sulle spine! Vorrei approfondire meglio i personaggi!
Vita prima della morte. Forza prima della debolezza. Viaggio prima della destinazione.
nisana
Tai'shar Malkier
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Località: Cosmere
MessaggioInviato: Gio 16 Dic 2010 23:47 pm    Oggetto:   

Seconda parte!
Equilibrio della narrazione: 4
Non ho molto da dire, mi sembra ben equilibrato, non metto 5 ancora una volta perché mi aspetto qualcosa per il futuro!
Registro: 3
Per le differenze tra il modo di pensare e di parlare dei personaggi e per la caduta del "si beccò". Per il resto, mi sembra fatto bene, anche se dici di non averlo "limato"
Efficacia della comunicazione: ?
Faccio ancora fatica a valutare questa voce: il testo mi comunica un'atmosfera, delle sensazioni, quindi, se è questo che devo valutare, per me la sufficienza c'è, anche se i personaggi, un po' solo abbozzati, rimangono in sospeso.
Vita prima della morte. Forza prima della debolezza. Viaggio prima della destinazione.
un muspeling
apprendista incendiario
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MessaggioInviato: Ven 17 Dic 2010 0:03 am    Oggetto:   

Grazie anche a Te Nisana! Very Happy

La voce "comunicazione" serve per valutare quant'è chiara la trama e il suo senso, se hai capito di cosa voleva parlare il racconto (o meno, certo).

Quanto all'inquadramento di questo prematurerrimo pargolo mio, sì, è un estratto (più che un anticipazione, la vicenda è iniziata da prima in realtà) di un mio progetto di romanzo alle prime battute.

Dato il periodo a dir poco turbolento (ed è un eufemismo, questo Rolling Eyes) non avevo altro per mano di utile. Confused
un muspeling
apprendista incendiario
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MessaggioInviato: Sab 18 Dic 2010 11:58 am    Oggetto:   

C'è nessun altro che voglia commentarmi il pargorozzo? Bran? GC?
G.C.
Apprendista Mago
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Località: Rivendell
MessaggioInviato: Mar 21 Dic 2010 11:34 am    Oggetto:   

Arrivo, spero oggi, ma forse domani.
un muspeling
apprendista incendiario
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MessaggioInviato: Mar 21 Dic 2010 11:39 am    Oggetto:   

Ti aspetto, tranquillo! Very Happy
Bran
servitore di due padroni
Messaggi: 4590
Località: Era Hyboriana (Trento)
MessaggioInviato: Mar 21 Dic 2010 14:56 pm    Oggetto:   

anche il mio commento è in arrivo, da questa settimana sono in disoccupazione natalizia quindi avrò tutto il tempo per dedicarmi alle cose serie Cool
Nipote di Pick e di Julia ///
-Riuscite a vedere qualcosa?-
-Sì, cose meravigliose-

Lord Carnavon & H. Carter, 26 novembre 1922
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