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Il futuro è del Fantasy?
Recentemente su io9 è stato pubblicato un post che pensiamo che potrebbe suscitare dibattiti anche qui (io9.com/5418688/is-fantasy-the-new-literature-of-the-future).
Partendo dal presupposto che in questo momento storico la Fantasy, specialmente nella versione Urban Fantasy, vende di più della Fantascienza propriamente detta, gli autori dell'articolo si sono chiesti se questo genere abbia sostituito la SF nell'immaginario del futuro.
Ho pensato non solo di riportarvi quanto scritto nell'articolo, ma di andare oltre.
Mi sono guardato intorno, e considerato che la nostra casa editrice ha un vasto parco di testate dedicate ai "generi", sia online che cartacee, ho pensato di rivolgermi principalmente ai loro redattori e curatori, ponendo loro la provocatoria domanda che dà il titolo all'inchiesta.
Com'è andata lo potete leggere nell'approfondimento che proponiamo oggi, nel quale trovate sia la traduzione del pezzo originale che i pareri di chi ha voluto o potuto esprimersi.
L'approfondimento lo troverete a "siti unificati", per aprire un dibattito che possa essere stimolante per tutti.
Il futuro è del Fantasy?
Commenti
2 Personalmente penso che si tratti principalmente di mode spesso lanciate da un evento scatenante. E' innegabile che il fantasy ha avuto grande spolvero grazie al signore degli anelli di jackson e come il genere horror (anche se horror non è) si è avvalso del successo di twilight per far apparire vampiri ovunque, non mi stupirei se il successo di avatar rilanciasse nuovamente la fantascienza. Da non dimenticare che è bastato il successo al botteghino del film di spider-man per rilanciare tutto il genere "supereroistico"
» postato da l'assassino alle 01:25 del 01-03-2010
3 Concordo con l'assassino. ![]()
» postato da (Alfonso Zarbo) alle 01:54 del 01-03-2010
4 Come dice l'assassino, è tutta una questione di "onda". Avviene per i generi così come per le tematiche (es. vampiri, templari, e via dicendo). Basterebbe uno o due libri/film di fantascienza a fare presa e credo che le cose potrebbero anche cambiare, se non ribaltarsi.
» postato da zephiross alle 08:55 del 01-03-2010
5 La domanda posta nell'articolo, non è "quale genere venderà/avrà più successo in futuro", bensì "quale genere ha maggiore capacità di interpretare la nostra idea di futuro". ![]()
» postato da Kinzica alle 09:12 del 01-03-2010
6 Secondo me la fantascienza, soprattutto quella cinematografica, sta un po' rinascendo. Anche se attinge a piene mani dal fantasy... basta guardare Avatar!
» postato da Apozan alle 10:23 del 01-03-2010
7 Personalmente non ho mai considerato fantasy e fantascienza due generi così distanti tra loro, o meglio così scollegati. Per dare un'idea, è come se fossero i poli di una sfera in cui, preso un libro, si può rappresentare la sua 'categorizzazione' con un bello spillone.
Vicino a un polo ci sarà per esempio il signore degli anelli, vicino all'altro asimov e la fondazione, nel mezzo...bè, ci può stare tutto. Quindi quale che sia l'ottica con cui vediamo il futuro, il dato fondamentale è che vogliamo lasciarci alle spalle questo mondo per qualcosa di 'immaginato', più o meno legato alla realtà e più o meno legato ad una vera visione 'profetica' del futuro.
E poi, anche se dicessimo: questo è il genere che interpreta la nostra idea di futuro, il futuro, quando arriverà, non sarà necessariamente quello sperato/previsto. E allora tutti a scovare dimenticati autori si secondo piano che avevano tirato fuori visioni improbabili (per allora) e a metterli sul piedistallo come grandi profeti della letteratura ![]()
» postato da Barbagianni alle 10:45 del 01-03-2010
8 Anch'io sono d'accordo con l'assassino. Direi che tutt'al più si può discutere del fatto che questi fenomeni e queste mode tenderanno, forse, ad essere sempre più spesso fantasy, perché il fantasy è un genere capace di rivolgersi ad un pubblico molto vario e, considerato che ormai il cinema non ha più barriere "di realizzabilità", è normale aspettarsi un aumento del numero di film di questo tipo (con parallelo fenomeno nell'editoria, ecc.) Speriamo solo che all'aumento numerico corrisponda anche una maggiore attenzione per la varietà e l'originalità...
» postato da Laeryn alle 11:41 del 01-03-2010
9 Entrambi i generi sono in continua evoluzione. Il fantasy di stampo tolkeniano non è più sulla cresta dell'onda, se così vogliamo dire, perché il fantastico sta virando su altri temi come l'urban, il new gothic, il weird. Idem la fantascienza, quella classica alla Asimov. Essenzialmente siamo in un periodo in cui, a prescindere dalle mode, i generi letterari si stanno rinnovando contaminandosi gli uni con gli altri. E ne sono felice, perché io personalmente di orchi ed elfi non ne potevo più. De gustibus, ovviamente.
» postato da FrancescoFalconi alle 12:12 del 01-03-2010
10 Alternanze e ciclicità. Questo a mio avviso è il rapporto tra fantasy e fantascienza, periodi dove uno è più in voga dell'altro e viceversa; sono generi che non muoiono mai, si può dire che ritornatno sempre. Magari si evolvono, mutano e si vestono con le abitudini del tempo che attraversano, ma il loro spirito rimane. Ci sono tante sfaccettature di questi generi, ma nessuno scompare del tutto. Alcuni ad esempio che il fantasy con spadoni in stile medievale sia al crepuscolo, che adesso vada più l'urba; poi arriano scrittori come Erikson e rinverdiscono il genere. E' successa la stessa cosa anni fa nei film, quando quelli epici sembravano destinati a scomparire ed ecco che Mel Gibson fa Braveheart. Quindi niente scompare: alle volte bisogna solo attendere che ci siano i tempi adatti perchè ritorni.
» postato da Anonimo (DH) alle 12:50 del 01-03-2010
11 «La domanda posta nell'articolo, non è "quale genere venderà/avrà più successo in futuro", bensì "quale genere ha maggiore capacità di interpretare la nostra idea di futuro".
»Ritengo che non sia tanto una questione di genere quanto una questione di scrittore. Il genere più in voga al momento avrà sicuramente un numero maggiore di scrittori che cercheranno di interpretare il futuro quindi maggiore capacità, io ne faccio una questione matematica ![]()
» postato da l'assassino alle 13:15 del 01-03-2010
12 Riposto pari pari cio' che ho scritto sul forum di fantascienza.com. ---------- Su questo argomento mi sono "rotta le corna" tante e tante volte, da esserne sfinita. Personalmente ritengo che il genere sia un mezzo, dipende da come lo si usa. Che all'interno del genere "fantastico" vi siano dei sottogeneri, fantasy, fantascienza, horror, onirico ecc ecc, a volte ben definiti, a volte sfumati e contaminati. Ma comunque sottogeneri di un genere solo, il, diciamo "non-realismo". Questa non sara' una definizione da esperto, sara' rozza ed empirica, ma a me basta, per quel che attiene all'atto pratico di lettrice e scrittrice di genere fantastico. Tra l'altro sono in buona compagnia: per esempio poco tempo fa, in una intervista sul sito della Lipperini, Joe Lansdale diceva piu' o meno la stessa cosa. Invece noto spesso che qui da noi in Italia esistono molti appassionati lettori e/o scrittori di un sottogenere, soprattutto fantascienza, che lottano disperatamente per rivendicarne unicita' e purezza, e possibilmente superiorita', ammettendo, se del caso, solo alcune contaminazioni e non altre. E' una posizione legittima. Ma non e' la mia, e, appunto, sono stanca di scornarmi con sfibranti discussioni in materia, che ultimamente hanno sfiorato spiacevoli risvolti di disagio personale. Preferisco reagire piu' serenamente alla mia maniera. Cioe', scrivendo quello che ho voglia di scrivere, senza preoccuparmi di che roba sia.
» postato da dued alle 13:39 del 01-03-2010
13 « Personalmente ritengo che il genere sia un mezzo, dipende da come lo si usa. » Prendo spunto da questa tua frase. Il fantasy o lo fantascienza vengono visti spesso come lettura d'evasione, può anche essere ma è limitativo; accade invece che il genere possa essere invece un modo universale per far conoscere certe tematiche. Dico universale perchè il messaggio che si vuole mostrare è tenuto fuori da un contesto storico e quindi attualizzabile in qualsiasi tempo. Purtroppo la storia viene spesso dimenticata, sono pochi quelli che la studiano e i significati delle epoche vanno perdute, e così gli uomini si ritrovano a commettere gli stessi errori senza accorgersene (vedere ciò che succedeva ai tempi del Re Sole e quello che accade adesso nel nostro paese); ma un libro, possedente un significato, parla a chiunque e in qualunche periodo. Basta pensare alla Divina Commedia o al Gabbiano Jonathan Livingston. C'è da dire che i libri possono essere specchio del tempo in cui si vive, dare mostra di ciò che si vive in un certo periodo storico. Si può essere consapevoli o inconsapevoli, come succede nel secondo caso con Twilight: l'autrice ha voluto scrivere una cosa e non volendo ha mostrato la nostra epoca. ( disquisizione sul vampiro di Marco Tonetti).
» postato da Anonimo (DH) alle 14:01 del 01-03-2010
14 « C'è da dire che i libri possono essere specchio del tempo in cui si vive, dare mostra di ciò che si vive in un certo periodo storico. Si può essere consapevoli o inconsapevoli, come succede nel secondo caso con Twilight: l'autrice ha voluto scrivere una cosa e non volendo ha mostrato la nostra epoca. ( disquisizione sul vampiro di Marco Tonetti).» Corretto. Forse così si spiega perché oggi come oggi il genere heroic fantasy sia in una fase calante. Perché i lettori non cercano più l'epica, o almeno non lo fanno come sette/otto anni fa. E perché invece una Meyer sia al culmine. Il discorso di Milena è condivisibile, ma i vari "sottogeneri" del fantastico hanno delle sfumature importanti e dei focus che rispecchiano parte distinte dei lettori d'oggi. Motivo per cui sono stati tirati in ballo, non tanto per un mero gusto di classificazione
» postato da FrancescoFalconi alle 14:47 del 01-03-2010
15 «
Il discorso di Milena è condivisibile, ma i vari "sottogeneri" del fantastico hanno delle sfumature importanti e dei focus che rispecchiano parte distinte dei lettori d'oggi. Motivo per cui sono stati tirati in ballo, non tanto per un mero gusto di classificazione»
Infatti ho specificato di aver dato una definizione rozza, ne' ho mai ritenuto di sostenere che le classificazioni siano inutili o non servano a orientare o a rispecchiare gusti precisi.
E' che la mia e' una reazione pratica alle molte volte in cui ho visto tali distinzioni usate come clave o come bisturi per tagli e ammaccature piu' o meno violente su cio' che si voleva escludere, distinguere, allontanare, anziche' come meri strumenti operativi di discussione costruttiva fra opinioni diverse.
Non so se mi spiego. Probabilmente no. ![]()
» postato da dued alle 15:05 del 01-03-2010
16 Secondo me sì ![]()
» postato da Barbagianni alle 15:18 del 01-03-2010
17 «
E' che la mia e' una reazione pratica alle molte volte in cui ho visto tali distinzioni usate come clave o come bisturi per tagli e ammaccature piu' o meno violente su cio' che si voleva escludere, distinguere, allontanare, anziche' come meri strumenti operativi di discussione costruttiva fra opinioni diverse.
Non so se mi spiego. Probabilmente no.
»
Probabilmente sì ![]()
» postato da Anonimo (DH) alle 15:38 del 01-03-2010
18 Il futuro è del fantasy?
Se penso alla fantasy che circola principalmente in Italia o comunque la più letta fatta di vampiri sdolcinati, adolescenti prescelti, amuleti macici e affini, la mia risposta sarebbe: spero di no.
Poi penso ad autori come Gaiman, Miéville, VanderMeer i quali vengono generalmente associati alla fantasy ma che di fatto rappresentano già un'evoluzione del genere: urban, weird, steampunk o squidpunk (cercate su google :wink
. Comunque si voglia chiamare questa evoluzione, più che dare visioni del futuro spesso presentano visioni alternative del presente non prive di considerazioni sociali o politiche (Miéville) e alienazioni (VanderMeer).
D'altro canto non credo che la fantascienza abbia smesso di rappresentare il futuro, o meglio, di interpretare il presente ambientandolo in un futuro lontano. Basterebbe leggere Brasyl o River of Gods di McDonald per avere visioni realistiche di futuri altamente tecnologici e descrizioni di società con continui riferimenti all'attualità.
Questa teoria secondo la quale il futuro sia nel fantasy - in termini di letteratura dominante e di intepretazione dei tempi che verranno - mi sembra più dettata dal mercato: ora sembra che il fantasy tiri più della fantascienza.
Scrivo "sembra" perchè comunque la fantascienza mi sembra ancora abbastanza vitale sia come genere letterario (benchè sugli scaffali nostrani si vedano poche novità) sia e soprattutto come genere televisivo.
Cinematograficamente Start Trek ed Avatar hanno rinfrescato il genere ma probabilmente sarebbe utile un bel film di fantascienza tratto da un romanzo - com'è accaduto con Il Signore degli Anelli ma anche con Harry Potter - per dare un nuovo lustro alla fantascienza.
Poi molto prosaicamente penso che ora il fantasy sia anche abbastanza di moda: molti di più ne leggono quindi molti di più ne scrivono. Sui risultati più o meno dignitosi non mi pronuncio (anche se talvolta basta leggere certe quarte di copertina o estratti di capitoli per farsi un'idea).
» postato da Melian alle 16:15 del 01-03-2010
19 Il punto è che, andando oltre tutti i gimmick magici o tecnologici, il fantasy riesce a parlare molto del presente attraverso le relazioni umane o la politica. Per quel che riguarda il futuro, la metterei in parità. Proprio perchè non ci sono squadre separate e lo slipstream è sempre più frequente.
» postato da spacechili alle 16:44 del 01-03-2010
20 Il fantasy puro riavrà sicuramente di nuovo un apice quando uscirà al cinema "Lo Hobbit", senza pensare alle varie serie o miniserie che stanno uscendo in America, Merlin e altre molto famose (mi sembra di aver letto qualcosa su "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco). Al momento il fantasy nei suoi generi sta spopolando al cinema e secondo me avrà ancora più successo, grazie alle nuove tecnologie per gli effetti speciali il fantasy sta avendo il suo momento di maggior successo
» postato da (Giacomo Cirri) alle 17:22 del 01-03-2010
21 «Il fantasy puro »
E qui si aprì la fossa delle Marianne... ![]()
» postato da G.C. alle 17:34 del 01-03-2010
22 ««Il fantasy puro »
E qui si aprì la fossa delle Marianne...
»
forse intendeva tradizionale ![]()
» postato da Anonimo (DH) alle 18:08 del 01-03-2010
23 La fantascienza rappresentava il sogno del futuro negli anni 50, 60 e 70. Un futuro ipertecnologico con la curva del progresso che aumenta in modo esponenziale rispetto al tempo. In tempi più recenti ci si è accorti che questo futuro ipertecnologico probabilmente non esiste (o non esisterà per parecchi anni), che la curva del progresso è sinuosa e può portare in strade inaspettate (ci sono libri di sf anni 50-60 dove esistono super robot senzienti, ma per comunicare si usano ancora le cabine del telefono, e una cosa come internet non viene nemmeno immaginata). Insomma, secondo me ci si è disinamorati del futuro e del concetto di progresso come evoluzione che tende al miglioramento (almeno tecnologico). Oggi sembra più "verosimile" una storia che parla di maghetti, draghi e vampiri piuttosto che di astronavi e di viaggi iper-luce.
» postato da Bran alle 20:27 del 21-05-2010
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1 Bè, se consideriamo che SHANNARA -una delle saghe fantasy per eccellenza più famose di sempre- è in realtà ambientato non in un 'universo immaginario' ma sulla nostra Terra del futuro... bè... direi che abbiamo un esempio perfetto di 'fantasy fantascientifico' o 'fantascienza fantasy' xD Tra l'altro sebbene nei primissimi romanzi -la Trilogia- il riferimento al nostro mondo è solo accennato, man mano questa caratteristica viene fuori in maniera più decisiva, specie ne "Il Druido di Shannara" e in tutto il ciclo "Il Viaggio della Jerle Shannara". Per non parlare de "La Genesi di Shannara", prequel di tutta la saga ambientato proprio al tramonto della 'nostra' epoca e all'alba di quella che porterà alla formazione delle Quattro Terre (il 'setting' di Shannara)
» postato da Lorix alle 00:52 del 01-03-2010