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L'impatto Harry Potter
Sono stati recentemente diffusi i dati di uno studio, effettuato su un campione di Americani fra i 5 e i 17 anni, commissionato da Scholastic in riferimento all'anno 2006 e all'impatto che il maghetto di J.K. Rowling ha avuto sulle abitudini di lettura dei giovanissimi.
Le risultanze ci rivelano anzitutto che non solo ne ha beneficiato l'affezione alla lettura, cosa ormai già nota, ma anche il rendimento scolastico (65% del campione). Per quanto riguarda il primo aspetto, su 500 ragazzi intervistati, più della metà ha dichiarato che, prima di Harry Potter, non aveva mai letto un libro per svago mentre, per il secondo aspetto, i miglioramenti sono stati riscontrati soprattutto fra i maschi, i quali solitamente, nei test d'esame, totalizzano punteggi inferiori a quelli delle femmine.
A corredare lo studio ci sono anche dichiarazioni di genitori (di cui la metà si sono detti a loro volta lettori della serie) e di addetti ai lavori quali insegnanti e bibliotecari, che hanno contribuito a illustrare i pregi della saga. Ad esempio, il fatto che lo stile della Rowling sia una via di mezzo appetibile anche per gli studenti elementari, visto che non è paragonabile al Signore degli Anelli ma non è nemmeno piatto e semplificato come lo sono certi libri pensati per l'infanzia.
Inoltre, alcune delle tematiche trattate toccano corde profonde nei bambini: il fatto di essere speciali, di saperla più lunga di certi adulti, di partire da uno stato di povertà e di guadagnare ricchezza strada facendo.
Al successo di Harry Potter fra i più giovani ha contribuito anche lo spirito di emulazione verso i più grandi, oppure il fatto di sentirsi parte di un gruppo proprio per via di quel denominatore comune rappresentato dalla lettura della saga. In quest'ultimo caso la percentuale tocca addirittura il 63% dei ragazzi e il 44% delle ragazze intervistati.
Dal canto loro gli insegnanti, pur non arrivando a inserire i volumi di Harry Potter nel programma scolastico, data anche la loro lunghezza, ne attingono però in modo 'ausiliario' nel corso della normale attività didattica: ad esempio, passi dei libri vengono studiati per far comprendere agli allievi le differenze fra discorso diretto e indiretto, oppure per focalizzare la lezione su elementi storico-mitologici, oppure ancora per arricchire il vocabolario degli studenti, o infine per sollecitare riflessioni su tematiche umanistiche quali il Bene contro il Male e spunti scientifici quali i viaggi nel tempo (in quest'tulimo caso, con evidente riferimento alla trama del Prigioniero di Azkaban.
A tutta riprova della richezza e versatilità dell'opera letteraria di J.K. Rowling.
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