Quello che non va in Harry Potter

In risposta alla nostra intervista pubblicata qualche settimana fa a Paolo Gulisano, con il quale abbiamo fatto una chiacchierata su Harry Potter a seguito degli articoli apparsi sull'Osservatore Romano, Edoardo Rialti, autore del pezzo anti-Potter, ci invia la seguente lettera che, su sua richiesta, pubblichiamo integralmente, nell'ottica di arricchimento del dibattito

Harry Potter in un'illustrazione di Serena Riglietti

In una recente intervista al dott. Paolo Gulisano, che è un mio amico, sono state fornite alcune informazioni ed interpretazioni della "controversia su Harry Potter" nel mondo cattolico che mi hanno spinto a voler fornire al vostro sito anche un mio piccolo contributo, così da perlomeno controbilanciare talune affermazioni che giudico in alcuni casi da me non condivisibili, in altri semplicemente e gravemente erronee. Questi temi occupano la mia riflessione da tanto tempo e sono molto vicini al mio cuore, giacché devo alle grandi storie fantastiche più di quanto mi sarà mai possibile esprimere. Ai miti, alle fiabe, alle leggende devo la formazione di tanta parte della mia persona. Se oggi insegno Letteratura alle Facoltà Teologiche di Firenze e Assisi è solo perché sono convinto che poche cose aiutino l'uomo nel suo cammino come le grandi storie, da Omero a Tolkien, da Beowulf a "Il cavallo rosso" o "Vita e destino". Offro dunque queste mie riflessioni per un sereno dibattito, nel quale c'è sempre da imparare, qualora si abbia la buona volontà di mettersi in discussione e non di scansare gli argomenti altrui.

 

Il dott. Gulisano afferma che Giovanni Paolo II avrebbe espresso "per tramite" di Monsignor Fletwood una sorta di implicito apprezzamento per le opere della Rowling. Questo semplicemente non è vero.

Monsignor Fletwood, durante una conferenza stampa dedicata alla pubblicazione di un documento sulla New Age, per la domanda di un giornalista presente su Harry Potter si è limitato ad affermare che a titolo personale "se aveva ben compreso le intenzioni dell'autrice, costei aiuta i ragazzi a discernere tra il bene e il male." Si tratta dunque del giudizio personale di un prelato, senza alcuna connessione con un più o meno fugace contatto di Giovanni Paolo II con i romanzi della Rowling. Giovanni Paolo II non ha mai detto niente su Harry Potter, mentre due suoi fidati collaboratori, padre Amorth e l'allora cardinal Ratzinger, sì. Io non li ho certo citati come fonti del Magistero, come erroneamente mi attribuisce il dott. Gulisano, ma perché il loro parere è quello di due personalità di straordinario spessore nella vita della Chiesa.

 

Se uno volesse andare a vedere cosa dice davvero il Magistero delle Chiesa sulla magia e l'occulto che costituiscono l'ossatura fondante dei romanzi della Rowling, anche sulla cosidetta "magia bianca" dei personaggi positivi, basterebbe andare a leggere i paragrafi 2116-7 del Catechismo della Chiesa Cattolica:

"Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che "svelino" l'avvenire [Cf Dt 18,10; Ger 29,8 ]. La consultazione degli oroscopi, l'astrologia, la chiromanzia, l'interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium occultano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l'onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo.

 

2117 Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo — fosse anche per procurargli la salute — sono gravemente contrarie alla virtù della religione. Tali pratiche sono ancor più da condannare quando si accompagnano ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all'intervento dei demoni. Anche portare gli amuleti è biasimevole. Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli. Il ricorso a pratiche mediche dette tradizionali non legittima né l'invocazione di potenze cattive, né lo sfruttamento della credulità altrui."

 

Quanto poi ad una maggiore presunta sensibilità di Giovanni Paolo II in materia dei romanzi fantastici della Rowling per le sue doti di poeta rispetto al "freddo" rigore logico-filosofoco di Papa Benedetto, questo mi fa semplicemente sorridere. I pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XIV sono in assoluta continuità, ed il mio cuore, la mia mente, la mia vita non ha certo il problema di scegliere tra questi due grandi e valorosi pontefici. Ratzinger da papa oggi non legge romanzi, ma basta una scorsa superficiale ad uno qualsiasi dei suoi scritti prima o dopo la salita al soglio pontificio per scorgervi i nomi di Dostoevskij, Bernanos, Omero, Camus, Goethe, Dante, Chesterton e Lewis...

 

Ma non è su questo facile aspetto che voglio soffermare la mia critica, ma su un altro punto. L'affermazione del dott. Gulisano potrebbe invece far pensare che l'arte e la filosofia, ossia la bellezza e la verità, possano essere in qualche modo disunite. Sono sicuro che il dott. Gulisano non intendesse dire una cosa del genere, ma certamente egli allora concorderà che una cattiva filosofia non possa mai condurre ad una buona e bella e vera espressione artistica. Non ad una compiutamente e profondamente tale, questo è certo, e più grave sarà la menzogna, peggiore sarà la sua resa artistica, peggiore dal punto di vista morale, non stilistico. Mozart ci ha già ricordato col suo genio straordinario che il male può cinguettare con soave dolcezza i crimini più orrendi, e così confonderci, come vorrebbe fare la sua perfida Regina della Notte.

 

Ogni opera d'arte è anche la rappresentazione visiva di una certa visione del mondo, di un certo modo di guardare alle cose, alle persone, all'universo, al nostro mondo interiore. Una visione filosofica menzognera delle cose produce solo o principalmente una menzogna, magari una bella menzogna, anche nella sua espressione letteraria. Un racconto comunica sempre una certa visione del mondo, non solo nella scelta dei valori e della sua struttura narrativa, ma anche e soprattutto nella scelta delle sue immagini fondamentali. Pensate cosa sarebbe stata la storia di Tolkien senza l'immagine, la semplice immagine degli Hobbit...

 

L'uomo è un essere simbolico, ed in noi i concetti filosofici non sono mai pure astrazioni, ma hanno bisogno di tradursi in immagini visibili, toccabili, esprimibili. Noi conosciamo per immagini. Nessuno di noi riesce a pensare alla bontà disgiungendola dalle immagini visive con le quali egli l'ha vista messa in pratica: una madre che culla un bambino, un padre che muore per salvare il proprio figlio, un medico che cura un ammalato, il sorriso di un amico, e così via. Le immagini di un racconto, quello che decidiamo di far vedere e come, è sempre l'espressione anche di una scelta fiolosofica, di un certo modo di vedere le cose e il mondo. Una certa immagine condizione il nostro pensiero, forma il nostro modo di guardare le cose.

 

Per questo i racconti sono così importanti, specie quando si è bambini, perché è proprio allora che plasmiamo le cooordinate grazie alle quali affronteremo tutta la vita. Proporre una immagine sbagliata come positiva— pensate a tante pubblicià di oggi— vuol dire azzoppare, alle volte gravemente, questo percorso di formazione. Questo è particolarmente vero delle fiabe, perché in esse la scelta delle immagini della narrazione risulta ancora più decisiva che nei romanzi d'ambientazione cosidetta realista. Il grande mondo della fantasia getta una luce più forte sulle cose, ed i contrasti emergono con maggiore nettezza.

 

Tolkien questo l'ha ribadito nel modo più chiaro nel suo saggio "Sulle fiabe" che consiglio a tutti di rileggere e meditare. Un'opera d'arte fantastica, in quanto sub-creazione che attinge le sue ultime possibilità nell'attiva creatrice di Dio, non deve invertire i fondamenti morali della creazione stessa. Ed è precisamente questo che accade in romanzi come Harry Potter; io non sono critico (solo) di certi valori proposti dalla serie nello svolgimento della sua trama, ma della visione del mondo che sta alla base della scelta della stregoneria, della magia, come possibilità positiva per il cammino dell'uomo. Quello che nel mondo secondario della Rowling viene proposto come positivo, l'acquisizione di poteri occulti grazie ad una scuola di magia, che non è affatto un elemento di cornice ma il filo rosso di tutta la serie, nel mondo storico e attuale avrebbe conseguenze orribili e spaventose.

 

Faccio un esempio estremo: sono sicuro che nessuno di noi apprezzerebbe mai un romanzo, magari ben scritto e avvincente, dove ad un gruppo di "cattivi pedofili", violentatori e sanguinari, si contrapponessero dei "buoni pedofili" miti e gentili, che seducono i bambini, ma senza coercizione, né certo apprezzeremmo uno scontro tra "cattivi cannibali" e "buoni cannibali che mangiano solo i cattivi", nevvero? Capite bene perché: l'immagine alla radice del racconto è comunque sbagliata, sfuma l'assoluto morale e ci fa credere che magari certe cose non sarebbero sbagliate sempre e comunque...

 

No: certe cose sono sbagliate sempre e comunque: la pedofilia ed il cannibalismo sono orribili e malvagi in sé, e a mio giudizio, e secondo il giudizio della Chiesa Cattolica che certamente anche il dott. Gulisano condivide appieno, la stregoneria, la magia è una impostura terribile per il cammino dell'uomo, una droga che lo rende schiavo, come ci ricordava Tolkien nell'immagine dei suoi Cavalieri Neri o di Saruman e Denethor. I poteri soprannaturali spettano a Dio e a Dio solo. Non sono mai acquisibili con la forza o l'apprendistato. La magia nella fiabe occidentali è sempre una immagine o della Grazia divina dispensata agli uomini attraverso strumenti e messaggeri altri da sè (Propp li chiamava i "doni" o i "donatori": le fate, le spade magiche...), oppure delle forze diaboliche che insidiano il cammino dell'uomo, ma essa non è mai, mai una tecnica da apprendere, pena le più gravi e spaventose conseguenze di quella che gli antichi greci chiamavno "hybris", la superbia di chi crede di poter fare di sé un dio.

 

Proporre un eroe come Harry Potter vuol dire proporre appunto questa immagine dell'eroe. Egli è il giovane eletto che viene cresciuto in un apprendistato magico, in una scuola dell'occulto. I valori a seguire potranno essere positivi quanto volete (e anche su quelli ci sarebbe da discutere eccome, così come sulla conclusione de "I doni della Morte" che è esattamente l'opposto speculare della fine de "Il signore degli Anelli" e delle "Cronache di Narnia" e del loro messaggio morale), ma il problema sta in questa radice sbagliata, proporre ai lettori come positivo quello che nella vita positivo non è. In Harry Potter la potenza oscura della magia industriale da cui Tolkien ci ha messo in guardia è apparentemente addomesticata a far del bene, ma proprio in questo risiede la menzogna più grave.

 

Tolkien ci propose qualcosa di grande e vero, perché tutti noi possiamo essere Frodo, e Lewis ci ricorda la stessa cosa con i suoi eroi— bambini. Ogni uomo, così com'è, può cambiare il corso del mondo, perché portatore di un valore infinito, sconosciuto a lui stesso. Proporre un giovane che viene invece addestrato nelle arti magiche è una scelta sub-creativa fondamentalmente, fondamentalmente sbagliata; con essa vengono "sedate" le antiche e fondamentali avversioni che la sana tradizione occidentale ha in noi suscitato per secoli contro la manipolazione violenta delle cose e delle persone che è propria della stregoneria, e vengono invece risvegliati l'ambizione e la sete di un conoscenza elitaria, magari a fin di bene... come direbbe Saruman. I libri della Rowling mostrandoci come buono o neutrale in un altro mondo ciò che è assoluatemente cattivo in questo nostro, generano una grave confusione morale.

 

Il neopaganesimo di romanzi come quelli della Rowling presenta errori infinitamente maggiori di quelli del paganesimo antico, che nei suoi geni più acuti ci ha consegnato opere struggenti e fondamentalmente vere. In esso invece convivono gli aspetti deteriori della tarda antichità, una commistione di gnosi cristiana e paganensimo degli ultimi secoli, mescolata a nuove e — apparentemente, perchè l'uomo combatte da sempre con gli stessi nemici dentro e fuori di lui — più recenti menzogne: le formule magiche dei maghi rinascimentali, contro cui già il grande Torquato tasso ci aveva messo in guardia, distanziandosi da Ariosto. In Harry Potter manca vera profondità, perché la sua struttura morale è minata alla base.

 

Una critica ad un romanzo è dunque sempre anche e soprattutto una critica filosofica, giacché bellezza, fascinanzione e verità non sono divisibili né nella vita né nell'arte, pena gravi malformazioni e pericoli. E' sempre il sonno della ragione a generare mostri. Sarebbere bastato questo per dare ulteriore peso alle affermazioni del "filosofo" Ratzinger.

Io sono convinto che un uomo debba vagliare quello che gli sta dinanzi alla luce delle proprie convinzioni e del proprio metro morale. Per quanto mi riguarda sono fortemente persuaso che quanto la Chiesa e le opere più belle della nostra tradizione ci abbiano insegnato sulla magia sia profondamente vero. Insegnare vuol dire trasmettere qualcosa ai volti dei ragazzi che ti fissano, consegnare loro un tesoro bello e vero che viene dal tuo passato, che ha aiutato e illuminato la tua vita e che potra essere decisivo anche per la loro. Queste sono le buone storie che insegno e racconto e cerco di mettere a disposizione in italiano col mio lavoro di traduttore dei grandi scrittori cristiani inglesi e americani, che è la mia occupazione principale e più cara. L'elenco di questi tesori è grande, grazie al Cielo, ma Harry Potter non è certamente tra questi; il suo immaginario simbolico è confuso e pieno di gravi errori. In esso viene proprosto al lettore di parteggiare per una cosa non vera dal punto di vista morale. E questo non è mai un bene, per quanto avvincente possa essere la trama.

 

Grazie per la vostra cortese attenzione, rimango a vostra disposizione per ulteriori chiarimenti e curiosità.

Edoardo Rialti, Firenze

 

PS: il dott. Gulisano ha affermato, non discutendo così le posizioni da me espresse, che l'articolo sull'"Osservatore" era solo un taglia e incolla dagli articoli di Michael O' Brien. In questo modo il dott. Gulisano dimostra di non conoscere bene gli articoli di O' Brien stesso. Certamente devo a O' Brien gran parte dell'impostazione del mio pensiero al riguardo, così come devo a Gabrielle Kuby e Mona Mikhail, importanti e decisive illuminazioni e suggerimenti su questo tema ( e sono sempre felice di citarli e ricordarli), ma la struttura argomentativa del mio saggio si basa sulle categorie fornite dallo scritto di Tolkien "Sulle fiabe", le cui fondamentali citazioni presenti nell'articolo sul pericolo del "mago industrioso e scientifico" non sono rintracciabili negli autori sopracitati, così come al questione del disprezzo per i babbani, gli uomini comuni, sottesa alla proposta di un eroe come Harry Potter, e la differenza tra l'opera anti-religiosa alla Pullmann e quella a-religiosa alla Rowling. O' Brien non si è mai pronunciato su "Eragon", sul quale io invece sono stato fortemente critico, legando alcune fondamentali scelte di Paolini ad altri di Pullmann e della Rowling, in una mia mia più ampia trattazione del problema che è possibile trovare sul sito fiorentino di Didattica e Innovazione Scolastica (DIESSE) oppure su "Lineatempo" online, editi entrambi mesi orsono.

 

Edoardo Rialti insegna Letteratura all Facoltà Teologiche di Firenze e Assisi, dove tiene corsi su Lewis, Tolkien e il valore educativo delle fiabe. E' traduttore e curatore delle opere di Lewis presso le case editrici Marietti e Rizzoli, ed è traduttore delle opere di Thomas Howard e Michael O' Brien. Di sua prossima uscita sono la traduzione e curatela di "Narnia e oltre: i romanzi di C. S. Lewis" di T. Howard, "Dio, l'uomo e Satana" di C. S. Lewis e la traduzione del romanzo "Sophia House" di M. O' Brien.

Autore: Edoardo Rialti - Data: 25 febbraio 2008

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Commenti

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16 Già Meta, ma sembra che parlare di questi problemi sia troppo "demagogico", oppure un luogo comune troppo sfruttato. E non c'è bisogno di andare fuori dall'Italia per trovare sozzerie. Non sono mai abbastanza le campagne informative, ma forse fanno più presa le polemiche su un maghetto occhialuto che ravviva i media. Ciao, Fra

» postato da FrancescoFalconi alle 11:35 del 25-02-2008

17 « E non c'è bisogno di andare fuori dall'Italia per trovare sozzerie.» Anzi... basta andarci per trovarne persino qualcuna in meno :wink: Ops... sto andando OT. :oops: Resto nel solco delle cose importanti. Il maghetto... parliamo del maghetto! :roll:

» postato da metalupo alle 11:40 del 25-02-2008

18 «Grande Rialti!! Ovviamente per chi non è cattolico (come il sottoscritto) è impensabile anche solo avvicinarsi a una tale limpidezza di giudizio, ma per chi almeno un tempo lo fu in maniera radicale (come il sottoscritto) risulta decodificato il messaggio educativo che egli sostiene. L'articolo è rigoroso nella sua chiave di lettura, affascinante e trainante come la dimostrazione di Jourawsky. Ammettere la magia nella vita, è come giustificare il doping nello sport. Cambia la natura di quello che si fa, porta il piano della competizione su altre strade dove, badate, non conta più l'uomo, il suo gesto (gero, portare, perché l'azione umana porta dentro tutto ciò che l'uomo coscientemente e soprattutto, inconsciamente è), il dramma del suo sforzo che impegna tutto l'essere, ma solo l'efficacia della sostanza che egli ha ingerito, si è iniettato e chi più ne ha più ne metta... Nella visione cattolica dove la realtà è l'emanazione costante del divino, che quindi in essa e tramite essa si fa conoscere e conduce l'uomo a sé, saltarne i passaggi, 'imbrogliare' le leggi che la governano, vuol dire perdere di vista l'obbiettivo dell'esistere, vuol dire cedere le armi di fronte alla fatica connaturata all'apprendere. Scoprirne con dedizione e applicazione l'intima natura e decidere come fruirne, che è il lavoro della scienza, è proprio l'opposto. » e' proprio qui che non quoto: la magia in Harry Potter è esattamente come la nostra scienza, non il suo opposto. I maghi di harry Potter sono ne più ne meno che scienziati, che conoscono e comprendono la natura e la usano per i loro scopi, e non c'è imbroglio, anche lì c'è studio e dedizione.

» postato da sesshoumaru alle 11:41 del 25-02-2008

19 Ho letto con interesse l'articolo di Rialti, xche' ho sempre cercato di capire, in modo costruttivo, le critiche mosse dalla Chiesa alla saga di Harry Potter. Non voglio discutere sul senso dell'articolo, sulle citazioni fatte e sugli esempi riportati...ma credo, come ho sempre creduto..e dovro' continuare a credere che nessuno degli illustri personaggi Cattolici, di Chiesa, Cristiani...che hanno speso parole su questi libri, abbia mai centrato affondo il vero significato dei libri. Per me Harry Potter rimane un elogio all'Intenzione, al Libero Arbitrio alla facolta' di scegliere tra il bene e il male; esattamente quello che succede nella vita di tutti i giorni. Credo che si dovrebbe apprezzare questo dell'opera; o forse per la Chiesa questo non e' un tema importante da insegnare ai bambini? credo sinceramente di no. Credo che la Chiesa vera, quella al di fuori degli interessi clericali, quella che fa riferimento soltanto alle parole di gesu' Cristo, dovrebbe apprezzare un romanzo che parla di intenzioni. Avere dei Doni che potrebbero dare potere, malvagita', gloria...e invece utilizzarli solo per fare del bene. Esattamente quello che la vita, e per i Cristiani Dio, ci ha donato e del quale ognuno di noi puo' disporre per creare il proprio futuro e quello degli altri.

» postato da garibo alle 11:41 del 25-02-2008

20 Al di la' del fatto che neppure io sia riuscita ad arrivare in fondo all'articolo, esiste una considerazione ben precisa che mi ferma nel tentativo di una lettura obiettiva e non prevenuta. Ammesso che vi sia, e vi e' sicuramente, una logica dietro queste asserzioni e obiezioni e si possano accettare e cercare di comprendere in linea di principio posizioni cosi' diverse e incompatibili, ammesso di passar sopra ai ragionamenti non certo lineari scelti per difendere le proprie tesi, per non parlare dell'infelicissimo paragone ( persone vicine alla Chiesa che usano come esempio negativo la pedofilia, sarebbero come persone vicine a Bassolino che denigrassero qualcuno parlando di immondizia), rimane un fatto, che non riesco a togliermi dalla testa: non e' credibile, per me, chi si concentra ossessivamente e pervicacemente su alcuni temi in particolare, scagliando biasimo e anatemi, e al tempo stesso trascura di parlare o sorvola o non riversa altrettante energie su temi analoghi ma altrettanto gravi. Questo atteggiamento fa sempre sospettare che vi siano altri motivi, secondi fini dietro la reprimenda, che lo scopo sia in realta' colpire qualcos'altro o qualcun'altro. Nella fattispecie, io credo che quello che alla Chiesa prema negare e' la possibilita' che degli esseri umani, giovani per di piu', scelgano deliberatamente il bene o il male e la via da seguire, che maturino la propria persona e la propria esistenza basandosi solo sulle proprie forze morali e materiali e su valori come la solidarieta', il coraggio e l'amicizia, senza bisogno, e sottolineo senza bisogno, di stampelle ultraterrene. Questo e' il messaggio negativo e pericoloso, secondo loro. Imbastire filippiche contro la magia in generale citando parola per parola regole ecclesiastiche che hanno ancora appiccicato il fumo dei roghi, non solo mi pare poco corroborante ai fini delle giustificazioni che si vogliono portare al proprio pensiero, ma e' addirittura sconcertante, allarmante, agghiacciante, e chiarisce, semmai, la posizione da un altro punto di vista: il tentativo non troppo velato di portare indietro l'umanita' di centinaia d'anni, come anche altre campagne di questi tempi tendono a dimostrare. E peggio ancora: non voler solo "risottomettere" a regole arcaiche i credenti, cosa che in fondo sarebbe affar loro, ma l'intera societa' civile e laica.

» postato da dued alle 11:47 del 25-02-2008

21 «Se ho ben capito, secondo il professor Rialti questo indurrebbe i giovani ad avvicinarsi alla magia nella speranza di poter compiere il bene tramite essa. Qui secondo me c’è un chiaro equivoco di fondo.» no, non c'è nessun equivoco. HP porta i ragazzi in piena mitologia pagana, non c'è traccia di cristianesimo nella saga potteriana (lo so Marina che non sei d'accordo, che vedi il cristianesimo nell'ultimo libro, che non pensi che Rowling sia preparatissima sui miti precristiani e che sappia che Gesù è solo l'ultimo degli dei morti e risorti nel corso dei millenni). Io penso che invece non avrebbe potuto creare quell'ambiente senza una conoscenza approfondita del paganesimo, antico e contemporaneo. In HP il bene ed il male non sono divisi da una barriera, ma si sfumano l'uno nell'altro come nel Tao. Tolkien divide invece nettamente la luce dall'oscurità, senza alba e senza crepuscolo, come viene insegnato dal cristianesimo. Per questo nessun cattolico si è lamentato di SDA mentre in molti hanno avuto da ridire su HP. Il messaggio di HP sulla magia arriva all'inconscio, ed è stato intelligente da parte del Papa e di Paolo Gulisano minimizzare l'impatto, e poco furbo da parte di Rialti far notare ai giovani neopagani (che non credono in Satana, che è un (anti)Dio Cristiano), quanto i cattolici si dimostrino ignoranti sulla stregoneria, e quanta saggezza pagana sia rivelata nelle storie del maghetto. «e' proprio qui che non quoto: la magia in Harry Potter è esattamente come la nostra scienza, non il suo opposto. I maghi di harry Potter sono ne più ne meno che scienziati, che conoscono e comprendono la natura e la usano per i loro scopi, e non c'è imbroglio, anche lì c'è studio e dedizione.» Sono una strega pagana, utilizzo la magia, e quoto questo paragone.

» postato da l'Anto alle 11:47 del 25-02-2008

22 Sarà, ma le mie paure sono molto diverse da quelle del signor Rialti. A me, per esempio, fa paura una visione della vita dove qualsiasi cosa scritta debba essere presa come un valore filosofico. A me fa paura la criminalizzazione della semplice fantasia. Un conto è andare da un mago o fare una seduta spiritica; leggere Harry Potter, se permettete, è diverso. Harry Potter non parla di magia nel senso di magia "vera" od occulta. Si tratta soltanto di fantasia ! Mi fa paura il fatto che si prenda una storia, e gli si attribuiscano significati reconditi ad hoc. Mi fa paura l'intolleranza verso ciò che è diverso da quel che pensiamo. Anche se le cose che Rialti dice su Harry Potter avessero un minimo di verità (e non lo hanno), mi fa paura il fatto che non si possa considerare i lettori (anche giovani) come capaci di discriminare tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, e che si pretenda di imporre ciò che è giusto dall'alto delle proprie posizioni. Lungi da me il criticare la Chiesa e il Cattolicesimo. Però nella Chiesa ci sono diversi pensieri e soprattutto diversi pensatori. Sono presenti pensatori illuminanti, profondi, capaci di toccare l'essenza stessa della vita. Ma ci sono anche stati i pensatori che hanno proposto la santa inquisizione, il bruciare le streghe, la demonizzazione della scienza (e qui risuonano pericolose le parole di Rialti "Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo — fosse anche per procurargli la salute — sono gravemente contrarie alla virtù della religione.") e persino la demonizzazione e la persecuzione degli stessi santi cattolici. PS: Padre Amorth (Amroth è un errore di battitura) ha tranquillamente detto a Porta a Porta di non aver mai letto Harry Potter, però l'ha criticato lo stesso a priori, come temo abbia fatto anche Rialti.

» postato da Incantatore dalle 9 vite alle 11:52 del 25-02-2008

23 « Tolkien divide invece nettamente la luce dall'oscurità, senza alba e senza crepuscolo, come viene insegnato dal cristianesimo. Per questo nessun cattolico si è lamentato di SDA mentre in molti hanno avuto da ridire su HP. » Il cristianesimo identifica il bene e il male senza sfumature, ma li colloca al di fuori del nostro mondo. L'uomo è di sua natura una creatura di mezzo, votata sia al bene che al male, e nella sua possibilità di scegliere risiede il libero arbitrio. Quindi non capisco del tutto il tuo intervento.

» postato da sesshoumaru alle 11:56 del 25-02-2008

24 « Imbastire filippiche contro la magia in generale citando parola per parola regole ecclesiastiche che hanno ancora appiccicato il fumo dei roghi, non solo mi pare poco corroborante ai fini delle giustificazioni che si vogliono portare al proprio pensiero, ma e' addirittura sconcertante» ...yeah! E' l'Ipse Dixit aristotelico ereditato dal medioevo!!! Preciso preciso. Invariato invariato. ... 'notte! <img src=:">

» postato da metalupo alle 12:03 del 25-02-2008

25 Ho visto questa mattina molto presto l'articolo, e avevo scritto una lunga risposta che poi ho evitato di inviare. Mi immaginavo già che sarebbe sorta un'accesa discussione, forse le mie parole rischiavano di fomentare ancora di più le polemiche. La mia è una posizione difficile, perchè sono cattolica praticante, mamma, leggo e scrivo fantasy, mi piaccono i film di Harry Potter, che spesso mi fanno compagnia mentre pulisco casa. La domanda che mi sono posta è: c'è contrasto fra tutte queste cose che sono? Essere sognatrice incallita è una negazione del mio essere cristiana? La risposta è no, è sempre stata no. Credo che nemmeno Rialti intenda dire questo, perchè a quanto mi risulta la Chiesa non si è mai espressa lapidando o attaccando la letteratura fantastica, nè sulle fate (la madrina di cenerentola non è stata bandita, nè la fata dai capelli turchini, nè mi pare altri), nè sulle creature immaginarie che mi piacciono tanto. Credo che il punto sia se Harry Potter rientra o meno nelle letture da proporre ai figli, in base alla linea educativa che si è scelta. Quello proposto è uno spunto di riflessione, non un dogma, perciò mi sento chiamata in causa solo nel momento in cui devo decidere cosa far leggere a mia figlia. Qui in discussione non è neppure il tipo di valori proposti nel libro: sono positivi, senza ombra di dubbio. Ma a monte c'è un problema di cultura, solo perchè La Rowling in parte esce dalla "favola", molto più di molti altri autori fantasy, e utilizza un substrato culturale che è in contrapposizione con la cultura cristiana. Alla fine per me tutto si riduce in una scelta molto semplice: mia figlia, manco a dirlo, è attratta dal genere fantasy. Le ho dato in mano Estasia. Poi avrà la Storia Infinita. Se vorrà Harry Potter, lo leggerà e ne parleremo insieme, in un dialogo aperto e sereno.

» postato da anto73 alle 12:14 del 25-02-2008

26 «Trovo la polemica del tutto sterile. "Fuffa" totale. Voglio dire, con tutti i problemi che ci sono a giro, c'è questo bisogno estremo di sprecare tempo e "inchiostro"?» OT: Trovo interessantissimo anche solo leggere come scrivono Licia e Marina quando sono infervorate. Davvero bravissime sia per contenuto che per stile.

» postato da Incantatore dalle 9 vite alle 12:53 del 25-02-2008

27 « L'uomo è di sua natura una creatura di mezzo, votata sia al bene che al male, e nella sua possibilità di scegliere risiede il libero arbitrio. Quindi non capisco del tutto il tuo intervento.» si può scegliere tra il bene ed il male, o di qua o di là, nessuna via di mezzo.

» postato da l'Anto alle 12:55 del 25-02-2008

28 «« L'uomo è di sua natura una creatura di mezzo, votata sia al bene che al male, e nella sua possibilità di scegliere risiede il libero arbitrio. Quindi non capisco del tutto il tuo intervento.» si può scegliere tra il bene ed il male, o di qua o di là, nessuna via di mezzo.» La via di mezzo è la vita, noi siamo e saremo per tutta la vita una "via di mezzo". Il libero arbitrio è scelta, ma nessuno sarà mai completamente pro o completamente contro. Non basta stare dalla parte della chiesa per essere "buoni" bisogna farlo criticamente e consapevolmente, del resto anche il vangelo mette in guardi contro i "cattivi profeti". Il bene e il male senza se e senza ma esistono, ma non sono qui, ripeto, sono fuori dal mondo. La chiesa non è il bene assoluto, la chiesa non è Dio, e nel momento in cui pretendesse di esserlo, andrebbe oltre il suo ruolo.

» postato da sesshoumaru alle 13:04 del 25-02-2008

29 « Non basta stare dalla parte della chiesa per essere "buoni" bisogna farlo criticamente e consapevolmente, del resto anche il vangelo mette in guardi contro i "cattivi profeti". Il bene e il male senza se e senza ma esistono, ma non sono qui, ripeto, sono fuori dal mondo. La chiesa non è il bene assoluto, la chiesa non è Dio, e nel momento in cui pretendesse di esserlo, andrebbe oltre il suo ruolo.» bè, il discorso diviene complesso...permettimi di pensare che forse <img src=:"> a catechismo non eri il primo della classe ;) La visione cristiana è che il bene sta di qua e il male sta di là, in Cielo come in Terra. Non ce lo vedo un cattolico ad approvare (spoiler in bianco) l'uccisione (o il suicidio, come volete) di Silente. Quindi né Piton né Silente stesso sono completamente "buoni" dal punto di vista dell'etica cristiana. I fedeli cattolici, se non sono completamente buoni, se non si pentono in continuazione e non confessano ad un prete almeno una volta l'anno di ogni "pensiero, parola, opera e omissione" che vadano contro i dettami della Chiesa, vanno a scontar colpe in purgatorio. L'uomo come "creatura di mezzo"...non capisco da cosa di venga questa immagine. L'umanità, per la Chiesa, è al centro dell'universo: siamo tutti figli di Yahwè. Per questo ha tanto lottato contro Galileo.

» postato da l'Anto alle 13:24 del 25-02-2008

30 .... .... .... Ho letto tutto. M'é pure venuto un groppo allo stomaco leggendo il paragone dei maghi coi pedofili. Ma sorvolerò. La magia non esiste. Harry Potter è un LIBRO Fantasy. A molti piace ed è considerato adatto anche ai più giovani. Il resto è nulla. Se qualcuno trova dei problemi in harry potter, significa che probabilmente non ha colto gli altri problemi, quelli REALI, nel mondo REALE. Naturalmente ognuno è libero di avere le sue priorità, ma in base alle priorità che ci si sceglie si può essere giudicati.

» postato da Elgatomoro alle 14:01 del 25-02-2008

31 « e' proprio qui che non quoto: la magia in Harry Potter è esattamente come la nostra scienza, non il suo opposto. I maghi di harry Potter sono ne più ne meno che scienziati, che conoscono e comprendono la natura e la usano per i loro scopi, e non c'è imbroglio, anche lì c'è studio e dedizione.» ... l'atteggiamento è scientifico, cioè l'azione di studiare e ricercare, ma qui si discute la materia. Mi sono a lungo chiesto cosa rendesse un mago più potente di un altro nella saga: fosse stata la conoscenza più approfondita o estesa, allora Hermione dovrebbe essere infinitamente più forte di Harry... così non è. Mi pare che l'autrice tratti della magia come fosse una materia scolastica qualsiasi, durante lo studio della quale si profilano intelligenze e processi di apprendimento diversi e di differente efficacia, il che è molto realistico e scientifico. Ma la materia non lo è. Non confonderei la materia con la procedura nell'affrontarla.

» postato da Olorin alle 14:06 del 25-02-2008

32 Olorin, non ho capito il punto...

» postato da Leida80 alle 14:11 del 25-02-2008

33 «« e' proprio qui che non quoto: la magia in Harry Potter è esattamente come la nostra scienza, non il suo opposto. I maghi di harry Potter sono ne più ne meno che scienziati, che conoscono e comprendono la natura e la usano per i loro scopi, e non c'è imbroglio, anche lì c'è studio e dedizione.» ... l'atteggiamento è scientifico, cioè l'azione di studiare e ricercare, ma qui si discute la materia. Mi sono a lungo chiesto cosa rendesse un mago più potente di un altro nella saga: fosse stata la conoscenza più approfondita o estesa, allora Hermione dovrebbe essere infinitamente più forte di Harry... così non è. » Ho visto all'università persone impegnarsi ben più di altre negli studi, per poi raggiungere risultati discreti mentre altri che si impegnavano meno ottenevano risultati ottimi. Detto ciò, Hermione non è affatto più debole di harry, Harry è semplicemente più portato per alcune magie chiave in cui la velocità o la bacchetta di cui si è dotati sono determinanti, ma lì non conta la bravura o la conoscenza, non solo. La "potenza" di Hermione esce fuori nelle pozioni ad esempio, lì conta solo la dedizione e lo studio, e lì Hermione straccia tutti. Di nuovo, non vedo molta differenza tra la scienza nostra e la magia di harry potter.

» postato da sesshoumaru alle 14:20 del 25-02-2008

34 « ... l'atteggiamento è scientifico, cioè l'azione di studiare e ricercare, ma qui si discute la materia. Mi sono a lungo chiesto cosa rendesse un mago più potente di un altro nella saga: fosse stata la conoscenza più approfondita o estesa, allora Hermione dovrebbe essere infinitamente più forte di Harry... così non è. .» Non è la conoscienza intellettuale che fa il grande Mago, quella serve solo a trasmettere le tecniche. Hermione, che è per metà babbana, non può essere più potente del figlio di due grandi maghi. Scientifico, secondo me.

» postato da l'Anto alle 14:26 del 25-02-2008

35 « Non è la conoscienza intellettuale che fa il grande Mago, quella serve solo a trasmettere le tecniche. Hermione, che è per metà babbana, non può essere più potente del figlio di due grandi maghi. Scientifico, secondo me.» Voldemort era il figlio di una quasi Maganò e di un Babbano... Per il resto, mi limito ad un No Comment. Se non si riesce ancora a distinguere la realtà dai libri che parlano di fatti reali e da libri di FANTASIA che parlano di eventi FANTASTICI. Beh, allora a mio parare mancano le basi per intavolare una qualunque discussione.

» postato da gwenny alle 14:40 del 25-02-2008

36 «« ... l'atteggiamento è scientifico, cioè l'azione di studiare e ricercare, ma qui si discute la materia. Mi sono a lungo chiesto cosa rendesse un mago più potente di un altro nella saga: fosse stata la conoscenza più approfondita o estesa, allora Hermione dovrebbe essere infinitamente più forte di Harry... così non è. .» Non è la conoscienza intellettuale che fa il grande Mago, quella serve solo a trasmettere le tecniche. Hermione, che è per metà babbana, non può essere più potente del figlio di due grandi maghi. Scientifico, secondo me.» Cacchio, co sta frase hai distrutto una grossa fetta della morale di Harry Potter! :D Più volte la Rowling ha ripetuto che essere "purosangue" non implica essere maghi superiori, è una delle morali più ribadite nei libri.

» postato da sesshoumaru alle 14:47 del 25-02-2008

37 31 In quanto cattolico convinto e praticante mi sento chiamato in causa dalle dichiarazioni del prof. Rialti. Tanto per cominciare non mi sembra che fra le regole di composizione di un libro FANTASY vi sia quella di inserire un messaggio o una ideologia come vuole sostenere il prof. altrimenti non si tratterebbe di Fantasy. inoltre sembra che il nostro Letterato abbia confuso le fiabe con i fantasy. Harry potter non è una FIABA. non è una FAVOLA e quindi non deve aver per forza una morale, anche se il prof leggendo l'intera saga potrebbe trovarne di morali come l'amicizia, il rispetto, il dovere, l'onestà, l'umiltà, l'amore, la tolleranza, l'uguaglianza, ecc. Devo dire amaramente che se il prof. Rialti non riesce a leggere fra le righe di Harry Potter è perchè ha una mentalità oscurantista da Santa Inquisizione. E vorrei ricordare anche che Gesù ha detto "Scegliete" non "Sottomettetevi". Quello è allah.................che dice Sottomettetevi. Harry potter è un romanzo FANTASY, che parla di un mondo FANTASY che non esiste! e questo è ben chiaro ai suoi lettori. Dirò anche che tutti i testi e gli autori citati da Rialti, da me letti per passione, sono pieni di Magia Bianca vista come positiva....Gli Istari come Gandalf e gli elfi come Elrond nel signore degli anelli che cosa sono? SANTI? e poi nelle cronache di Narnia l'armadio non nasce proprio dal legno in cui furono seppelliti due anelli maggici fatti da un STREGONE? un parente del prof KIRKE? dirò in definitiva usando pa role del Vangelo di nostro Signore:"date a Cesare quel che è di Cesare" e "non giudicate e non sarete giudicati" . Si occupi il prof di altri problemi inerenti alla lettura, per esempio del perchè sempre meno giovani leggon o del perchè la società infantile è in crisi affetta da problemi come il Bullismo, ecc invece che di CRITICARE L'OPERATO ALTRUI. Meno male che il santo uffizio è stato chiuso perchè se no la Rowling veniva messa al rogo e Harry Potter bollato come Proibito!

» postato da (Alessandro Indiana) alle 14:52 del 25-02-2008

38 « E vorrei ricordare anche che Gesù ha detto "Scegliete" non "Sottomettetevi". Quello è allah.................che dice Sottomettetevi.» Ohibò, dove di preciso ?

» postato da sesshoumaru alle 15:04 del 25-02-2008

39 Paragonare Harry ad un pedofilo lo trovo assurdo e molto insensato...Il problema è che le persone sono tirate nei loro pensieri e specialmente alcuni cattolici (fanatici direi io) non riescono a vedere il bello di Harry... l'amicizia, l'amore, la voglia di un mondo migliore...MI dispiace che questo non sia arrivato al professore perchè è un peccato...Inoltre volevo dire che paragonare il genio di J.K.Rowling a quello di Tolkien e Lewis(autori che adoro!) credo sia un po' riduttivo poichè i tempi cambiano ed è giusto così.

» postato da (Danilo Inchiappa) alle 15:14 del 25-02-2008

40 ... inoltre sono sorpreso dell'ingenuità del popolo dei lettori e scrittori seppur di libri fantasy (nel senso di letteratura che concede alibi, non nel senso che sia di serie B!). Non è solo la saggistica che orienta le teste della gente e nemmeno il trattato storico. Quando uno si cimenta con tali opere, sa di confrontarsi con idee, teorie, interpretazioni del reale e tutta la sua forza conoscitiva viene scientemente attivata, soprattutto la parte critica, le difese immunitarie intellettuali. Quando si legge fantasy ho l'impressione che sia come per alcuni supermanager che vengono a giocare a calcetto. 'Tanto sto solo giocando' e tutte le sovrastrutture comportamentali vengono accantonate. L'IO esce allo scoperto così com'è. Non è raro vedere persone impeccabili sul lavoro diventare 'maranza' da periferia in campo... Uguale nel leggere questa letteratura. 'Tanto è solo fantasia' e giù tutte le difese... siamo sicuri che nulla passi di un modo di pensare la vita discutibile quando veicolato in modo così subdolo?

» postato da Olorin alle 15:20 del 25-02-2008

41 « Più volte la Rowling ha ripetuto che essere "purosangue" non implica essere maghi superiori, è una delle morali più ribadite nei libri.» infatti. Io non ho detto questo. Non è detto che un purosangue sia superiore. Ho detto invece che un mezzo babbano è normale che non abbia i poteri di un Silente o un Potter; quando capita che un'anima inesperta si ritrova con poteri superiori, nascono i Voldemort.

» postato da l'Anto alle 15:21 del 25-02-2008

42 «« E vorrei ricordare anche che Gesù ha detto "Scegliete" non "Sottomettetevi". Quello è allah.................che dice Sottomettetevi.» Ohibò, dove di preciso ?» bè, Islam significa sottomissione.

» postato da l'Anto alle 15:23 del 25-02-2008

43 «Devo dire amaramente che se il prof. Rialti non riesce a leggere fra le righe di Harry Potter è perchè ha una mentalità oscurantista da Santa Inquisizione.» Scusa Alessandro, ma ti assicuro che sei tu che non riesci a leggere tra le righe.

» postato da l'Anto alle 15:24 del 25-02-2008

44 Lo so che a volte è difficile, ma cerchiamo di non uscire dall'argomento dell'intervento e di non allargare la discussione a tutte le religioni e le filosofie. Grazie Franz

» postato da franz alle 15:28 del 25-02-2008

45 «... inoltre sono sorpreso dell'ingenuità del popolo dei lettori e scrittori seppur di libri fantasy (nel senso di letteratura che concede alibi, non nel senso che sia di serie B!). Non è solo la saggistica che orienta le teste della gente e nemmeno il trattato storico. Quando uno si cimenta con tali opere, sa di confrontarsi con idee, teorie, interpretazioni del reale e tutta la sua forza conoscitiva viene scientemente attivata, soprattutto la parte critica, le difese immunitarie intellettuali. Quando si legge fantasy ho l'impressione che sia come per alcuni supermanager che vengono a giocare a calcetto. 'Tanto sto solo giocando' e tutte le sovrastrutture comportamentali vengono accantonate. L'IO esce allo scoperto così com'è. Non è raro vedere persone impeccabili sul lavoro diventare 'maranza' da periferia in campo... Uguale nel leggere questa letteratura. 'Tanto è solo fantasia' e giù tutte le difese... siamo sicuri che nulla passi di un modo di pensare la vita discutibile quando veicolato in modo così subdolo?» Non mi pare si stia dicendo questo. Del resto Rialti attacca dicendo che è fuorviante che la magia sia presentata in modo positivo. La risposta generale non è "chissene, tanto è fantasia". La risposta è: la Rowling non sta facendo l'apologia delle sedute spiritiche, e non sottintende neppure che per essere vincenti nella vita occorre padroneggiare il voodoo. La risposta è: si tratta di una metafora, che veicola messaggi non riducibili a "che figa la magia occulta". Rialti accenna en passant che Harry Potter non è accettabile sul piano morale anche prescindendo dalla magia, ma non specifica meglio questa sua affermazione. Non si può quindi rispondere a questa critica. Nessuno però qui sta dicendo che la Rowling può dire quel che vuole tanto è fantasy. Si passasse sul piano della "morale della favola", sarei ben lieta di discettare sui significati più profondi di HP.

» postato da Leida80 alle 15:29 del 25-02-2008

46 Qui si cerca veramente di superare i limiti. Mi chiedo come sia possibile arrivare da un romanzo ad teorie filosofiche e teoriche di così alto livello...Si parla di un libro che ha catturato tutti i generi di lettori di tutto il mondo.La publicazione di Harry è seconda solo alla bibbia e non ricordo se a volte l\'abbia superata. Adesso parlare di occulto e magia oscura o addirittura di veicolare l\'individuo lo trovo troppo eccessivo! Prendo per esempio il Codice Da Vinci, cari miei è un romanzo! Io da cattolico credente lo so che la magia non esiste, che solo Dio può far certe cose e l\'uomo è un essere limitato com\'è giusto che sia.... Io invece credo che le istituzioni religiose in questo caso siano un po\' intimorite perchè i bambini preferiscono leggere Harry che magari il libro del catechismo... Inoltre volevo rispondere al fatto dei purosangue e mezzibabbani...Nel mondo di zia Jo il livello di magia dipende da diversi fattori: coraggio, prontezza di spirito, fede nei propri principi. La bacchetta è secondaria come arma; un esempio lampante è Neville. Ricorderemo tutti che lui stesso senza la fiducia in se stesso non era capace di fare nulla...Anche Riddle è stato un grande mago perchè combatteva per quello che credeva giusto, anche se è l\'antitesi del giusto...

» postato da (Dippet ) alle 15:39 del 25-02-2008

47 "sono sicuro che nessuno di noi apprezzerebbe mai un romanzo, magari ben scritto e avvincente, dove ad un gruppo di "cattivi pedofili", violentatori e sanguinari, si contrapponessero dei "buoni pedofili" miti e gentili, che seducono i bambini, ma senza coercizione, né certo apprezzeremmo uno scontro tra "cattivi cannibali" e "buoni cannibali che mangiano solo i cattivi", nevvero? Capite bene perché: l'immagine alla radice del racconto è comunque sbagliata, sfuma l'assoluto morale e ci fa credere che magari certe cose non sarebbero sbagliate sempre e comunque..." Con queste parole il signor Rialti fa un suo esempio per poter spiegare, sotto il suo punto di vista, quanto c'è di male nei libri di Harrt Potter. Basta questo per capire quanto abbia torto. In tutta la sua convinzione non ha ancora capito che Harry Potter non porta un bambino a cercare la magia nella realtà. Questo per un semplice motivo: NON ESISTE LA MAGIA. Ma dai! E che novità è questa! E' assurdo comparare la sua visione negativa della magia con la visione (penso per tutti) negativa della pedofilia. Il bambino che legge di pedofilia affronta un argomento che è riscontrabile nella realtà. Il bambino che legge Harry Potter questo non lo farà mai. Non troverà mai la magia. Magari fantasticherà, indosserà un bel costume di Harry Potter con i suoi amichetti e si metteranno a fare duelli immaginari. Immaginari, appunto. Il bambino sa che quando gioca corre con la fantasia. Il bambino sa che tutto ciò non è vero. Ma non lo sa Rialti. Eh ma vabbè, direbbe lui, vienimi a dire che la magia non è mai stata una credenza popolare e pagana realmente esistenete in questo mondo! E io rispondo: è vero. C'è stata. Ma uso non a caso il passato per dire che è scomparsa. E comunque resta una credenza e non un dato di fatto. La pedofilia è un dato di fatto. Eh ma l'oroscopo ed i veggenti dove li metti? Ribadirebbe lui. Oroscopo e veggenti? Sono questi la magia comparabile a quella di Harry Potter? Nossignore. Oroscopi e veggenti sono solo per la gente che ci crede (sbagliando). Non sarà certo Harry Potter a dire a noi che gli Oroscopi dicono il vero. E' UN FANTASY!!!! E' una fiaba. Una storia che ha come scopo sia il divertire, che l'appassionare, che il trasmettere dei messaggi (e non certo quelli spiegati dal signor Rialti) ma soprattutto far volare la fantasia! Questa ultima mia affermazione la sottolineerei se potessi. C'è bisogno nella vita di rifugiarsi nella fantasia. Ancora di più nei bambini. Non siamo a parlare di saggi educativi. Parliamo di storie, di romanzi che dovrebbero divertire e non mandare in pappa il cervello con riflessioni inutili sul loro paganesimo insito e cose così. Signore degli Anelli VS Potter Bella cavolata anche questa. Il romanzo di Tolkien è perfettamente conforme al cristianesimo e quello della Rowling no perchè nel primo il distacco tra bene e male è netto mentre nel secondo no. MA DOVE?! Non abbiamo forse anche in Tolkien quella magia, tanto criticata, usata contro il nemico? Non stiamo parlando delle stesse cose? Eh ma in Tolkien c'è il male che tenta il bene. Perchè in Harry Potter no? "la magia è una impostura terribile per il cammino dell'uomo, una droga che lo rende schiavo, come ci ricordava Tolkien nell'immagine dei suoi Cavalieri Neri o di Saruman e Denethor" ancora parole del signor Rialti che non condivido. Da questa frase si denota quanto il carissimo Rialti non abbia nemmeno letto il romanzo di Tolien che tanto decanta. Denethor non è schiavo della magia (vista come droga) ma schiavo del potere. IL POTERE!! E' questa la vera droga! Saruman, Sauron, i Nazgul e tutti i cattivi che volete sono schiavi del potere! La magia non c'entra niente, la magia è solo il mezzo. Come in Harry Potter. Nel Signore degli Anelli non abbiamo forse la magia usata dalla parte del male come anche dalla parte del bene? E dove finisce allora questa "droga" quando a sparare incantesimi è Gandalf o Frodo attraverso manufatti elfici se non gli Elfi stessi? Lo dico io dove finisce: nel nulla perchè non è mai stata intesa come droga. Abbiamo parallelamente la stessa situazione che in harry Potter. Magia usata nel bene contro magia usata nel male. Ovviamente, poi, nel romanzo della Rowling la magia avrà un peso maggiore che in Tolkien ma per il semplice fatto che è la struttura portante di tutta la trama. Ha detto bene Licia (con al quale condivido tutte le sue opinioni): "La magia nei libri della Rowling è lo sfondo, l'ambientazione" E' così. QUESTA è la differenza fra i due romanzi. Ci sarebbero infinite cose da dire ancora ma penso di aver dato un mio esaustivo parere comunque.

» postato da (Lorenzo Righi) alle 15:40 del 25-02-2008

48 Io non credo che il problema sia la magia in HP, se fosse così quasi tutta la letteratura fantastica andrebbe bruciata tra questi anche Narnia e il signore degli anelli. Il problema è che in realtà Harry Potter è un libro morale, di una morale umana, universale, Laica, senza avere la presunzione d'essere l'unica morale esistente. Harry Potter è il libro di una signora, che parla di una società che per quanto sia di fantasia è molto simile alla nostra, ma sopratutto alla società esistente della Germania nazista degli anni 20 e 30. Harry è un libro pericolo perchè mette in discussione, molte cose tra cui: i professori che si rivelano essere quello che non sono, i governi che negano le verità ai propri cittadini o inseguono le persone sbagliate. In Harry Potter gli eroi sono gli emarginati, i diversi, i mazzosangue, i figli di due culture. La Morale di HP è sull'amore in grado di cambiare le cose, sulle nostre scelte e sul modo in ci cambiano; è bellissima la frase di Silente: "Dovremo scegliere fra ciò che è giusto e ciò che è facile" è una frase per i nostri tempi così relativi e moralmente discutibili. HP è un libro femminista e non perchè è scritto da una donna, ci sono molti personaggi femminili forti come: Hermione una ragazza intelligente, in un mondo che vuole le ragazze essere tutte veline, Luna un'anticonformista che fa le sue scelte senza seguire il branco. Allora qual'è il problema? Il problema per la chiesa è che non vuole un'altra morale che possa fargli concorrenza. Alcuno dirà che è solo un romanzo fantasy cosa c'è di male, il problema è che parla a dei ragazzi. I libri, i film, o i fumetti se sono buone letture come Harry, entrano dentro la persona e la influenzano anche da grande, ma non è un influenza per forza negativa. Mi ricordo l'influenza che ebbe su una generazione gli anime come Goldrake, a far capire che la guerra e la violenza provocano morte e distruzione. Lo stesso potrebbe fare Harry per i nuovi adulti, la Row ha fatto vedere nei suoi libri la differenza tra il bene e il male, ma ha fatto vedere come questi due elementi possono essere simili. Harry e Voldemort sono simili in molte cose, ma sono le loro scelte a renderli diversi. Harry ha degli amici, fra tutti Ron ed Hermione e non è solo, a differenza di Voldemort. Voldemort è il risultato della mancanza d'amore quando si è bambini, della ricerca del potere, dell'immortalità e di una superiorità nei confronti di alcuni su altri. E' un peccato che la chiesa cattolica abbia fatto di Harry una lettura troppo superficiale, a differenza invece della chiesa anglicana che di recente ha usato i libri della Row anche nel catechismo, facendo sua la celebre massima: "Se non puoi batterli fatteli amici." Finisco il mio intervento dicendo che la chiesa attualmente ha paura, e si vede proprio in queste battaglie, sente il suo primato minacciato da altre morali, da altre fedi, allora si chiude a riccio con il risultato di fare muro contro muro, e d'andare contro il mondo a cui invece dovrebbe aprirsi e capirlo di più. Questo modo di fare fa la felicità di certe frange estremiste (i nostri talebani), ma allontana i tanti, tantissimi fedeli che vedono molte cose che non vanno o che non trovano risposte alle loro domande. Al professor Rialti voglio dire se pensa d'aver fatto un buon lavoro con i due articoli contro-Harry? Per me come i molti interventi qui hanno dimostrato ha solo fatto la figura di un ignorante (perchè ignora quello di cui parla), di un'oscurantista, e di un retorico che cerca di spostare la sua critica su argomenti che conosce molto meglio. Dopo questo intervento professore, forse lei crede d'aver fatto un servizio alla chiesa in realtà, ha solo confermato quello che i critici della chiesa dicono da anni. Di cattivissimo gusto l'intervento sulla pedofilia, argomento molto serio, e anche argomento su cui la chiesa farebbe meglio a non dire molto visto gli scandali dei preti pedofili in sud america, stati uniti e irlanda, e il modo in cui il magistero e intervenuto a occultare tutto, ma sto andando OT. L'ultima cosa per rispondere a Allessandro, il santo uffizio non ha mai chiuso i battenti, e solo che in una società occidentale e democratica come la nostra non può più intervenire come un tempo, ricordiamoci che l'attuale papa Benedetto XVI era un inquisitore.

» postato da (david_gray ) alle 15:50 del 25-02-2008

49 Sono una opersona di fede, con una profonda spiritualità. Sono un pagano. Nella mia ricerca spirituale pratico attività che Rialti definirebbe certamente "stregoneria". Oggi ho scoperto che la mia moralità equivale a quella di un pedofilo o di un cannibale (paragone già utilizzato in passato dalla Chiesa, quello con la pedofilia, per stigmatizzare l'omosessualità; evidentemente rispetto e senso della decenza sono andate perse, da quelle parti, molto tempo fa). Sono disgustato, offeso nel profondo e senza parole per commentare quel passaggio. Vorrei però tranquillizzare Rialti: della magia che lui tanto teme, nella Rowling non vi è traccia. In Harry Potter la magia è disposizione naturale e tecnica, che nulla ha a che vedere con spiritualità o pratiche occulte di alcun tipo. E il confronto con Tolkien, semplicemente, non sta in piedi: nelle sue pagine la magia è posseduta sia dai "buoni" che dai "cattivi", guarda caso, come in Harry Potter. E se l'obiezione si basa sulla chiarezza morale del Professore, se qualcuno non riesce a vedere le sue sfumature, i conflitti e le ambiguità nel Signore degli Anelli (e ce ne sono), può sempre leggersi il Silmarillion.

» postato da Domenico Marino alle 15:53 del 25-02-2008

50 Mah, secondo me si sta facendo tanta, tanta confusione... Da cristiano convinto, mi sento di quotare quanto detto qualche post fa «Dopo la lettura di questo lungo dibattito desidero aggiungere una piccola cosa: a livello generale, personalmente, non ho nulla da dire davanti alla preoccupazione che, attraverso alcuni suoi esponenti, la Chiesa avanza per proteggere chi potrebbe trovarsi fragile e indifeso di fronte a cose più grandi di lui. E' vero: il fascino del magico può degenerare e diventare l'anticamera dell'occulto e di certe pratiche disumanizzanti ... ma non dimentichiamoci che nella Chiesa sono state pronunciate anche parole come "Vagliate tutto e trattenete il buono" e che il buono si nasconde veramente dappertutto! Grazie al cielo la Chiesa è madre ma non di quelle ansiose che rincorrono i figli con la canottiera di lana e che prima o poi finiscono esauste dall'analista :). La Chiesa è una madre sana che prepara i gnocchi a mezzogiorno, lascia scorazzare i suoi figli nei campi, li aspetta alla sera per rimboccargli le coperte o per elargire qualche scapellotto se questi hanno fatto delle biricchinate, ma non è una mamma ansiosa e soffocante: chi pensa diversamente non ha ancora fatto esperienza di questa sana maternità e, ahimè, ha avuto a che fare solo con persone che fanno delle loro paure un dogma collettivo. A prescindere, resta il fatto che una persona sana sa stare di fronte alla realtà e alla fantasia senza grossi problemi, altrimenti dovremmo dibattere anche sulla opportunità o meno di leggere Cenerentola con una tal fata Smemorina che in qualche modo, tra una magia e l'altra, ha cresciuto generazioni di bambini ... Sinceramente non conosco nessuno che leggendo Harry Potter ha sentito la necessità di ammalarsi di occulto: se a qualcuno è accaduto non è certo per colpa di Harry Potter ma di una predisposizione che sarebbe potuta saltar fuori anche leggendo Topolino ... Io ringrazio comunque i protagonisti di questo dibattito perchè hanno messo in luce questioni importanti su cui vale la pena meditare per non perdere di vista la bellezza e l'inesorabile positività del reale.» La Chiesa non pretende, come detto da troppe persone, di vietare la lettura di un libro, la visione di un film o quant'altro. Semplicemente ci tiene a sottolineare quale siano i rischi di certe letture. Capisco anche il motivo per cui molti qua gridano allo scandalo affermando che "la magia non esiste". Ciò che vuoldire la Chiesa è un altra cosa: quello che per noi sembra scontato, può non esserlo per un bambino, un ragazzino. Ovvero, come diceva qualcuno (forse Licia), la Chiesa vuole mettere in guardia i genitori. Con questo, non vuo, dire: "Non leggete Harry Potter, o andrete all'inferno", ma "I rischi della lettura di Harry Potter sono: ...." Poi, è logico che in ogni libro ci siano spunti di riflessione. Io stesso, di ogni racconto conservo un messaggio che mi serve in QUESTA vita. Mi spiace molto che la gente giusichi con pregiudizio la Chiesa, pensando che si scagli contro al proprio libro preferito. Il fatto è semplicemente che ciò non avviene. E reputo inutile il discorso sui "problemi più grossi" che la Chiesa dovrebbe fronteggiare....

» postato da Pavel Nedved alle 16:02 del 25-02-2008

51 Volevo precisare ancora una cosa, quando dicevo che a rendere poco credibili certe prese di posizione della Chiesa e' anche la scelta dei bersagli. In effetti, come giustamente dice qualcuno, ci si scaglia contro cio' che puo' far paura. E a far paura al Vaticano e dintorni, di questi tempi, e' la nascita di idee e morali(non ideologie o religioni!) libere, originali e condivisibili. Il riportare i riflettori sull'essere umano, anziche' sul trascendente. La sconvolgente scoperta che si possano trovare valori apprezzabili, morali, sociali, civili, anche dentro di se' e nel quotidiano e nel rapportarsi agli altri. La banalita' del male, il suo intrecciarsi con il bene. L'ambiguita' dell'esistere. Il coraggio di affrontare questa lotta senza istruzioni codificate e prestabilite. In una parola, sono molto piu' spaventati dal crearsi di una "moralita' laica", non religiosa ne' ideologica, che dal dilagare dell'immoralita' ipocrita fra molti che ancora si dichiarano cattolici. E' quello, il degrado della societa' di cui si dovrebbe aver paura. Non il "preoccupante laicismo" di cui tanto parlano. A meno che la paura non sia piu' per la perdita di potere che di valori. Se fossi un religioso, un educatore davvero attento, di questi tempi mi preoccuperei molto, molto di piu', per quanto attiene alla maturazione dei ragazzi, della "filosofia" che sta dietro i libri di Moccia, per non dire del mondo purtroppo reale che vi e' raffigurato, e ri-purtroppo, esaltato, rispetto a quella di HP.

» postato da dued alle 16:11 del 25-02-2008

52 « Vorrei però tranquillizzare Rialti: della magia che lui tanto teme, nella Rowling non vi è traccia.» Ciao Domenico, sono pagana anch'io. Credo che di spiritualità pagana ce ne sia molta invece. Certo si tratta di miti, e raccontati ai ragazzini per di più, ed è, IMO, il loro inconscio che recepisce il messaggio prima della loro coscienza. Come quando ai bambini cattolici si racconta che Gesù bambino porta i doni al Solstizio, o ai bambini pagani si narra di come Teseo sconfisse il minotauro. Lo so che Rowling non si dichiara pagana, ma ne conosco molti di pagani che nascondono la propria spiritualità, quindi non escludo niente.

» postato da l'Anto alle 16:18 del 25-02-2008

53 « In una parola, sono molto piu' spaventati dal crearsi di una "moralita' laica", non religiosa ne' ideologica, che dal dilagare dell'immoralita' ipocrita fra molti che ancora si dichiarano cattolici.» ciao Dued :) bell'intervento. Sono d'accordo, perchè laico e pagano sono parole che, IMO, vanno bene insieme.

» postato da l'Anto alle 16:23 del 25-02-2008

54 Ciò che vuoldire la Chiesa è un altra cosa: quello che per noi sembra scontato, può non esserlo per un bambino, un ragazzino. Ovvero, come diceva qualcuno (forse Licia), la Chiesa vuole mettere in guardia i genitori. E' tristemente vero che oggi ci sono molti bambini/adolescenti lasciati da soli in balìa di ciò che li circonda, libri, televisione, internet che sia. Purtroppo è un problema di fondo della nostra società, come genitore ti confermo in prima persona che spesso è difficile essere sempre presenti o capire sempre quali possano essere i dubbi che i nostri figli possano avere di fronte a delle opere di fantasia. Ma, e qui sta il succo del mio discorso, c'è una ENORME differenza fra il ricordare il ruolo educativo e di mediazione fra il mondo e le orecchie e gli occhi dei ns figli, che noi "grandi" dovremmo assumere, e l'affermare che la saga di Harry Potter è potenzialmente pericolosa, fuorviante. Quello che io penso, leggendo la lettera che ha dato il via a questa ennesima discussione sull'argomento, è che troppo spesso gli interventi della Chiesa o di chi per essa assumono un tono della serie "quello che dico io è l'unica verità". E' naturale e sacrosanto che una istituzione religiosa, un credo condiviso da milioni di persone, abbia la facoltà di dire la sua su quello che gli pare. Ci mancherebbe. Ma può farlo tenendo sempre a mente che NON è l'unica religione o l'unico credo; deve farlo controllando i toni, tenendo conto dell'intelligenza delle persone che ascoltano/leggono e, soprattutto, dando una scala di priorità ai problemi che i religiosi dovrebbero affrontare. E qui cito la tua frase: "E reputo inutile il discorso sui "problemi più grossi" che la Chiesa dovrebbe fronteggiare...." Non è inutile. Se per uno qualsiasi di questi problemi la Chiesa avesse stato speso eguale sforzo, eguali menti all'opera di quelle che si sono messe al lavoro per mettere in luce tutto ciò che di sbagliato c'è in HP....si sarebbero fatti dei passi da gigante. E aggiungo anche che se fossero tutti aperti e positivi come tu e l'autrice del post che tu stesso citi sarebbe una Chiesa migliore. :wink: (anche se non la mia, dato che pure io sono pagana)

» postato da Castalia alle 16:24 del 25-02-2008

55 «La Chiesa non pretende, come detto da troppe persone, di vietare la lettura di un libro, la visione di un film o quant'altro. Semplicemente ci tiene a sottolineare quale siano i rischi di certe letture. Ciò che vuoldire la Chiesa è un altra cosa: quello che per noi sembra scontato, può non esserlo per un bambino, un ragazzino. Ovvero, come diceva qualcuno (forse Licia), la Chiesa vuole mettere in guardia i genitori. Con questo, non vuo, dire: "Non leggete Harry Potter, o andrete all'inferno", ma "I rischi della lettura di Harry Potter sono: ...."» Potrebbe anche starci se il discorso abbracciasse molte altre cose, tra cui internet e la televisione. Perché i rischi risiedono (e per me in misura maggiore) anche in questi due canali... violenza, pedofilia, omicidi... falsi valori, falsi dei... Eppure non mi pare (correggetemi se sbaglio) che la Chiesa abbia mai discusso di tali canali come sta facendo con Harry Potter. Forse che la violenza non è l'antitesi dell'Amore che il Vangelo predica? «"E reputo inutile il discorso sui "problemi più grossi" che la Chiesa dovrebbe fronteggiare...." Non è inutile. Se per uno qualsiasi di questi problemi la Chiesa avesse stato speso eguale sforzo, eguali menti all'opera di quelle che si sono messe al lavoro per mettere in luce tutto ciò che di sbagliato c'è in HP....si sarebbero fatti dei passi da gigante. E aggiungo anche che se fossero tutti aperti e positivi come tu e l'autrice del post che tu stesso citi sarebbe una Chiesa migliore. » D'accordissimo su tutto. «Volevo precisare ancora una cosa » Post da incorniciare, secondo me ha centrato il nocciolo della questione.

» postato da Perrin Aybara alle 16:31 del 25-02-2008

56 Quando dicevo inutile, intendevo dire che non perchè ci sono certi problemi, allora la Chiesa debba tacere su altri problemi "minori"...tutto qua :wink:

» postato da Pavel Nedved alle 16:33 del 25-02-2008

57 «Potrebbe anche starci se il discorso abbracciasse molte altre cose, tra cui internet e la televisione. Perché i rischi risiedono (e per me in misura maggiore) anche in questi due canali... violenza, pedofilia, omicidi... falsi valori, falsi dei... Eppure non mi pare (correggetemi se sbaglio) che la Chiesa abbia mai discusso di tali canali come sta facendo con Harry Potter. Forse che la violenza non è l'antitesi dell'Amore che il Vangelo predica? » Se capisco bene, intendi dire che la Chiesa non condanna violenza, pedofilia, omicidi...? O ho capito male? :roll:

» postato da Pavel Nedved alle 16:36 del 25-02-2008

58 Quello che nel mondo secondario della Rowling viene proposto come positivo, l'acquisizione di poteri occulti grazie ad una scuola di magia, che non è affatto un elemento di cornice ma il filo rosso di tutta la serie, nel mondo storico e attuale avrebbe conseguenze orribili e spaventose. Bah! Ma l'autore di questo lungo intervento si è mai reso conto che la magia non esiste? E che, ogni volta che viene immaginata, può essere immaginata in modo diverso? Capisco che esista veramente un piccolo gruppo di persone che va a dire messe nere nei cimiteri, brucia croci rovesciate, e compie altre pratiche poco raccomandabili (e per di più cretine), ma il fatto che qualsiasi accenno ad un argomento fantastico come la magia debba essere accostato con il peggio immaginabile in materia, mi pare pretestuoso. Questo indipendentemente dal libro argomento del dibattito.

» postato da Rakanius alle 16:41 del 25-02-2008

59 «Se capisco bene, intendi dire che la Chiesa non condanna violenza, pedofilia, omicidi...? O ho capito male? :roll:» No no, per carità! Intendevo dire che, a meno che mi sia passato sotto il naso senza accorgermene, la Chiesa non ne ha mai "fatto un caso" come sta succedendo per HP. Esistono tantissime cose che influiscono negativamente sull'educazione dei giovani (e molte, ahimè, con ottimi risultati) ma non mi pare che se ne occupi allo stesso modo.

» postato da Perrin Aybara alle 16:51 del 25-02-2008

60 Ah, ok...capito. Boh, secondo me (resta un mio parere), la Chiesa insiste molto su Harry Potter (come insistette a suo tempo con Il codice da vinci, ad esempio) per il grande effetto mediatico avuto dalla saga. Come dire, "il rischio è più alto"...

» postato da Pavel Nedved alle 16:55 del 25-02-2008

61 Salve a tutti, parto da una citazione all'inizio proprio dell'intervento del dott. Rialti: "Offro dunque queste mie riflessioni per un sereno dibattito, nel quale c'è sempre da imparare, qualora si abbia la buona volontà di mettersi in discussione e non di scansare gli argomenti altrui." Mi sembra che in questo caso, leggendo i vari commenti, forse non manca la "buona volontà di mettersi in discussione", ma si vuole "scansare argomenti altrui". Intanto io da semplice appassionato lettore delle opere di Tolkien (vera e propria ossatura dello studio di Rialti), mi sono molto trovato concorde nella sua interpretazione di questo autore. Ma non lo dico io, mi sembra che lo dica lo stesso Tolkien, nelle sue lettere ("la realtà in trasparenza"). Leggendo queste missive al figlio che era in guerra, mi sembra di aver capito molto più dell'opera e del pensiero di Tolkien. Per questo inviterei gran parte delle persone che hanno commentato di andare a leggerle. E forse cambierebbero idea su quel che dice Rialti. E forse si accorgerebbero che la magia in tolkiern usata da elfi è una cosa ben diversa da quella usata in HP con significati simbolici (ancora questo termine) ben diversi. Certo ognuno rimane colpito da diverse cose e certo uno può avere interpretazioni diverse, ma quando a dire il significato è proprio chi l'ha scritto, bè forse uno dovrebbe cambiare giudizio. Questo era solo introduttivo per capire, credo, parte della formazione culturale di Rialti e quindi vedere in una diversa ottica quello che dice. Chi nei suoi commenti ha richiamato oscuri scenari di Santa Inquisizione, Roghi ecc ecc, dimostra a mio avviso intanto di non sapere bene di cosa sta parlando (storicamente parlando) e inoltre forse di non avere valide argomentazioni da opporre sullo stesso campo (come invece ho letto in altri commenti). Non sarò certo io a fare una difesa dell'Inquisizione, dico solo che storicamente è stata una cosa ben diversa da quello oggi passa come mentalità comune, anche se ci sono stati molti eccessi che ne hanno alimentato varie leggende nere. Chi non vede tutto questo dramma e pensa che in fondo ci siano altri problemi da affrontare per la Chiesa, vorrei far notare due cose: La prima, banalissima è che stiamo parlando di questo. Se pensate che non sia importante, perché state leggendo questo articolo? La seconda è che la Chiesa è cattolica (vale a dire universale). Questo vuol dire che per sua natura ha la possibilità di dare un giudizio su tutto (poi ognuno verifichi per se la giustezza o meno di tale giudizio), e può mettere bocca su ogni aspetto della realtà, dalle guerre preventive ai romanzi di HP. Molto giustamente ha notato Olorin "siamo sicuri che nulla passi di un modo di pensare la vita discutibile quando veicolato in modo così subdolo?" Questa affermazione chiarisce perfettamente il problema di fondo. Chi di voi ha letto 1984 di Orwell si dovrebbe rendere conto in maniera più acuta del fatto che il 90% dei giudizi che noi diamo non sono "nostri", sono indotti dalla mentalità dominante, mentalità in cui siamo immersi e da cui autori come Paolini, Rowling, Brown pescano a piene mani. Su "Eragon" non mi soffermo molto. Dico solo che la storia di un ordine di Cavalieri che difendevano la pace e sono stati traditi e sterminati da uno di loro, fino a che non è arrivato un giovane eroe, mi ha dato una strana sensazione di già visto... La mia domanda provocatoria è: cosa pensa un bambino se si accorge di essere un Babbano??? Cosa sarebbe Harry Potter senza i suoi poteri??? Certo uno può pensare che il messaggio sia quello di tirar fuori le proprie virtù nascoste (per chi ama le citazioni bibliche i famosi "talenti"), e voglio sperare che anche l'autrice lo pensasse, ma il rischio è quello invece di farti sentire un "diverso", quando invece non ce la fai con i tuoi talenti. Rischiamo di fare dei ragazzi dei rassegnati a vita (e direi che già prima di HP sono stati fatti danni, basta guardarsi in giro), di persone che "avrebbero dovuto essere grandi, ma". Invece chi di voi è padre sa perfettamente che la cosa più bella per un figlio è di essere amato per come è, punto e basta. Chi può dare 10 darà 10, chi 100, 100. Ma ripeto il rischio che vedo ora è quello di dire che per avere successo devi essere in un certo modo. E soprattutto devi essere con particolari poteri o predestinato. Spero di non aver fatto troppa confusione, di aver contribuito come posso a questa discussione. Concludo questo intervento sperando che chi ha letto questa risposta si domandandi cosa ci sia di giusto in quello che dice Rialti, cosa che avrà il pregio, vi assicuro, di far apprezzare ancora di più anche l'opera di Rowling, proprio perchè la si vedrà per quello che essa realmente è, sia nei suoi aspetti positivi sia in quelli negativi.

» postato da (Luke ) alle 17:00 del 25-02-2008

62 «Salve a tutti...» Detto in termini comprensibili (le mie spiegazioni non sono mai troppo esaustive), quello che penso anch'io...

» postato da Pavel Nedved alle 17:05 del 25-02-2008

63 "Io sono convinto che un uomo debba vagliare quello che gli sta dinanzi alla luce delle proprie convinzioni e del proprio metro morale..." E non è detto, anzi non è per niente scontato , oggigiorno, che codesti valori debbano per forza essere quelli cristiani; intanto! Ma onde evitare polemiche inutili, vorrei semplificare il mio pensiero in tal modo: non è certo dalla Rowling o dalla magia come vita quotidiana che i ragazzini di oggi traggono confusione: e non è da questo elegante filosofeggiare sull'opera Harry Potter che trarremo i lumi necessari per rinascere a nuova vita... Io penso che l'uomo debba IMPARARE per conto proprio, a costo di sbagliare mille volte, a distinguere bene e male in tutto ciò con cui viene a contatto... A parte questo, il citato Tolkien stesso, aldilà delle belle lezioni sulla negatività della magia, va contro uno dei principi fondamentali del BENE cristiano: per Tolkien non vi è redenzione dal Male, e non vi è perdono per gli empi. Il male va distrutto in qualunque sua forma. Quanto alla magia industriosa, ci siamo forse scordati della fiala e della scatoletta di terra di Galadriel? O delle mani di guaritore del Re? Insomma, non guardiamo le cose troppo specificamente, è ovvio che al microscopio qualsiasi verniciatura risulta un pò strisciata... E soprattutto, se leggiamo i saggi di Tolkien, non scordiamoci di ciò che l'autore stesso può non essersi reso conto di aver trasmesso... Chiunque scrive sa di cosa parlo. La bellezza di Harry Potter non sta tanto nella distinzione tra bene e male, per me... Sta nel fatto che ci insegna qualcosa di molto più importante del discernimento: ci insegna che dovunque arriviamo nella vita, lo facciamo per NOSTRA scelta: Harry Potter insegna soprattutto la difficoltà, l'amarezza, ma pure la bellezza del saper scegliere la propria strada, i propri ideali, ma soprattutto saper scegliere quando è il momento di ascoltare e quando è il momento di farsi valere.

» postato da conca_80 alle 17:15 del 25-02-2008

64 « La mia domanda provocatoria è: cosa pensa un bambino se si accorge di essere un Babbano??? Cosa sarebbe Harry Potter senza i suoi poteri??? Certo uno può pensare che il messaggio sia quello di tirar fuori le proprie virtù nascoste (per chi ama le citazioni bibliche i famosi "talenti"), e voglio sperare che anche l'autrice lo pensasse, ma il rischio è quello invece di farti sentire un "diverso", quando invece non ce la fai con i tuoi talenti. Rischiamo di fare dei ragazzi dei rassegnati a vita (e direi che già prima di HP sono stati fatti danni, basta guardarsi in giro), di persone che "avrebbero dovuto essere grandi, ma". Invece chi di voi è padre sa perfettamente che la cosa più bella per un figlio è di essere amato per come è, punto e basta. Chi può dare 10 darà 10, chi 100, 100. Ma ripeto il rischio che vedo ora è quello di dire che per avere successo devi essere in un certo modo. E soprattutto devi essere con particolari poteri o predestinato. » Non sono affatto daccordo. Basta vedere come procede e termina il libro, la vittoria dei nostri su Voldemort è figlia anche, o sopratutto, di Neville, un personaggio che non è mai stato particolarmente brillante a scuola, che non mostra grandi capacità come mago, che è sempre stato sfigato nel rapporto con gli altri. Altro personaggio chiave è Hermione, che non è predestinata a niente ma che fa un figurone in tutta la storia, è semplicemente una che si applica. Alla fine del libro tutti hanno successo, e Harry non si ritrova in una situazione "superiore" agli altri.

» postato da sesshoumaru alle 17:25 del 25-02-2008

65 « Non mi pare si stia dicendo questo. Del resto Rialti attacca dicendo che è fuorviante che la magia sia presentata in modo positivo. La risposta generale non è "chissene, tanto è fantasia". La risposta è: la Rowling non sta facendo l'apologia delle sedute spiritiche, e non sottintende neppure che per essere vincenti nella vita occorre padroneggiare il voodoo. La risposta è: si tratta di una metafora, che veicola messaggi non riducibili a "che figa la magia occulta". Rialti accenna en passant che Harry Potter non è accettabile sul piano morale anche prescindendo dalla magia, ma non specifica meglio questa sua affermazione. Non si può quindi rispondere a questa critica. Nessuno però qui sta dicendo che la Rowling può dire quel che vuole tanto è fantasy. Si passasse sul piano della "morale della favola", sarei ben lieta di discettare sui significati più profondi di HP.» quoto il fatto che non sia attribuibile alla Rowling l'intento di indirizzare il lettore verso i pericoli elencati dall'articolista. Difatti credo che scrittore ed editore cerchino solo di immettere nell'opera il meglio della morale più ampiamente diffusa tra i potenziali acquirenti 8) Il fatto della magia, pur essendo pretestuoso nella concezione di 'libro' che esponi, in realtà determina un'assenza. L'unico bisogno che esprimono i protagonisti delle vicende è quello di un incantesimo più potente, perduto, un escamotage (si scrive così?) utile per l'occasione, una soluzione pronta per ogni problema, persino la morte (la pietra filosofale!). Un mondo dove l'ineluttabile non esiste perché la magia offre sempre la via d'uscita a discapito di ogni coerenza del reale. come coerenza e coesione del reale, l'articolo vede solo il Disegno di Dio, Dio stesso, cosa che farà sorridere o storcere il naso ai più (anche a me, lo ammetto) In questo caso questa coerenza è spazzata via, questa 'presenza' è spazzata via, tanto che mi sono trovato a chiedermi per quale motivo, alla fine, a 'sto Voldemort venisse atrribuito tutto il torto del mondo! ... un mondo dove fondamentalmente il riferimento morale è cancellato e la moralità si potrebbe quindi tutta reinventare..

» postato da Olorin alle 17:25 del 25-02-2008

66 «dovunque arriviamo nella vita, lo facciamo per NOSTRA scelta» Niente di più sbagliato, a mio modesto parere...

» postato da Pavel Nedved alle 17:27 del 25-02-2008

67 Che dire, ho letto con interesse gli articoli ed i commenti. Non sono d\'accordo con l\'articolo di Rialti uscito sull\'Osservatore Romano e con la sua risposta qui pubblicata per molti motivi già usciti da vari commenti. Volevo solo puntualizzare due cosette che mi pare sfuggano a molti commentatori: 1- nelle varie denigrazioni della chiesa Cattolica che \"acutamente\" assumono il suddetto Rialti e le sue scarse qualità visive a portatore del pensiero universale della chiesa Cattolica Romana si omette di dire che in effetti l\'articolo originale sull\'Osservatore Romano era accoppiato con quello di Paolo Gulisano il cui tenore presumo fosse ben diverso (purtroppo se sono riuscito a trovare l\'articolo originale di Rialti sulla rassegna stampa di cinematografo.it, così non è stato per l\'articolo gemello), l\'autore è comunque cattolico ed il giornale ha pubblicato entrambi gli articoli. Il Vaticano ha molti problemi, su questo non si discute, ma per una volta che attraverso il suo organo di stampa ufficiale fa le cose quasi per bene è quasi ironico come persone che si dichiarino di mente aperta non esitino comunque a gettare fango ed a vedere le cose in modo altrettanto miope. 2- qualcuno ha accennato al fatto che la chiesa si dovrebbe occupare delle cose \"veramente importanti\", ora mi chiedo cosa c\'è di più importante dell\'educazione soprattutto dei giovani? Se poi lo fa in maniera che non ci piace è anche colpa di chi pansa che ci siano cose più importanti. Scusate se sono andato un po\' Out Topic ma mi sembrava che si cominciasse un po\' troppo a sparare sulla croce (rossa).

» postato da (Massi ) alle 17:27 del 25-02-2008

68 « 2- qualcuno ha accennato al fatto che la chiesa si dovrebbe occupare delle cose \"veramente importanti\", ora mi chiedo cosa c\'è di più importante dell\'educazione soprattutto dei giovani?» Niente, o quasi. Ma è quando si comincia a ragionare su cosa sia importante puntare l'attenzione ai fini dell'educazione dei giovani, che sorgono i problemi.

» postato da metalupo alle 17:32 del 25-02-2008

69 « 1- nelle varie denigrazioni della chiesa Cattolica che \"acutamente\" assumono il suddetto Rialti e le sue scarse qualità visive a portatore del pensiero universale della chiesa Cattolica Romana si omette di dire che in effetti l\'articolo originale sull\'Osservatore Romano era accoppiato con quello di Paolo Gulisano il cui tenore presumo fosse ben diverso (purtroppo se sono riuscito a trovare l\'articolo originale di Rialti sulla rassegna stampa di cinematografo.it, così non è stato per l\'articolo gemello), l\'autore è comunque cattolico ed il giornale ha pubblicato entrambi gli articoli. » Così come ha fatto FantasyMagazine. Non capisco la puntualizzazione e chi avrebbe omesso di dire cosa. P.s. nessuno vuole sparare sulla Croce Rossa, solo esprimere opinioni e capire il significato di alcune posizioni. Mi pare che fino a questo momento, a parte un paio di interventi di poco sopra le righe, si stia discutendo civilmente.

» postato da franz alle 17:35 del 25-02-2008

70 Io non capisco dove sta il problema, sinceramente... :roll: (Poi, magari, sono ottuso io :wink: ) La Chiesa dice che per una buona educazione dei giovani certe letture non debbano essere fatte. Se poi uno ci crede, bene. Altrimenti, amen.

» postato da Pavel Nedved alle 17:36 del 25-02-2008

71 io ora vorrei porre a tutti i gentili interlocutori di questa interminabile discussione una breve riflessione: per quanto sarete ancora disposti a perdere tempo sulle invettive di un'altro che pensa sempre di credersi il portavoce del giusto e del vero ? guardacaso sempre un docente universitario. sempre loro con la parola in bocca.. quando e' che i grandi dottori della "casta accademica" non la pianteranno di credersi di avere sempre e solo loro una verita' indiscutibile a portata di mano ? quando e' che cominceremo a distaccarci definitvamente dalla loro retorica di linguaggi e ideologie preconfezionate (indipendentemente se stanno con einstein o con ratzinger) ? mi rivolgo ora alla redazione di delos: quando e' che si potra' cominciare a concepire un sito, un blog o un ente culturale on-line che faccia lanciare temi di discussione e confronto a gente semplice e capace di ragionare col proprio libero arbitrio ?

» postato da (Art McLord) alle 17:40 del 25-02-2008

72 «Io non capisco dove sta il problema, sinceramente... :roll: » Non credo si tratti di 'problema'. Penso invece che sia un'occasione di approfondimento e confronto su una tematica che vede, evidentemente, pareri opposti.

» postato da franz alle 17:40 del 25-02-2008

73 «Che dire, ho letto con interesse gli articoli ed i commenti. Non sono d\'accordo con l\'articolo di Rialti uscito sull\'Osservatore Romano e con la sua risposta qui pubblicata per molti motivi già usciti da vari commenti. Volevo solo puntualizzare due cosette che mi pare sfuggano a molti commentatori: 1- nelle varie denigrazioni della chiesa Cattolica che \"acutamente\" assumono il suddetto Rialti e le sue scarse qualità visive a portatore del pensiero universale della chiesa Cattolica Romana si omette di dire che in effetti l\'articolo originale sull\'Osservatore Romano era accoppiato con quello di Paolo Gulisano il cui tenore presumo fosse ben diverso (purtroppo se sono riuscito a trovare l\'articolo originale di Rialti sulla rassegna stampa di cinematografo.it, così non è stato per l\'articolo gemello), l\'autore è comunque cattolico ed il giornale ha pubblicato entrambi gli articoli. Il Vaticano ha molti problemi, su questo non si discute, ma per una volta che attraverso il suo organo di stampa ufficiale fa le cose quasi per bene è quasi ironico come persone che si dichiarino di mente aperta non esitino comunque a gettare fango ed a vedere le cose in modo altrettanto miope. 2- qualcuno ha accennato al fatto che la chiesa si dovrebbe occupare delle cose \"veramente importanti\", ora mi chiedo cosa c\'è di più importante dell\'educazione soprattutto dei giovani? Se poi lo fa in maniera che non ci piace è anche colpa di chi pansa che ci siano cose più importanti. Scusate se sono andato un po\' Out Topic ma mi sembrava che si cominciasse un po\' troppo a sparare sulla croce (rossa).» hey, ma a me dove mi metti!!!!

» postato da Olorin alle 17:48 del 25-02-2008

74 «io ora vorrei porre a tutti i gentili interlocutori di questa interminabile discussione una breve riflessione: per quanto sarete ancora disposti a perdere tempo sulle invettive di un'altro che pensa sempre di credersi il portavoce del giusto e del vero ? guardacaso sempre un docente universitario. sempre loro con la parola in bocca.. quando e' che i grandi dottori della "casta accademica" non la pianteranno di credersi di avere sempre e solo loro una verita' indiscutibile a portata di mano ? quando e' che cominceremo a distaccarci definitvamente dalla loro retorica di linguaggi e ideologie preconfezionate (indipendentemente se stanno con einstein o con ratzinger) ? mi rivolgo ora alla redazione di delos: quando e' che si potra' cominciare a concepire un sito, un blog o un ente culturale on-line che faccia lanciare temi di discussione e confronto a gente semplice e capace di ragionare col proprio libero arbitrio ? » Esiste il forum proprio per questo motivo, per dar voce a tutti. Non capisco, vuoi che fantasy magazine pubblichi sulla home page le "lettere aperte" di chiunque ?

» postato da sesshoumaru alle 17:50 del 25-02-2008

75 «Su "Eragon" non mi soffermo molto. Dico solo che la storia di un ordine di Cavalieri che difendevano la pace e sono stati traditi e sterminati da uno di loro, fino a che non è arrivato un giovane eroe, mi ha dato una strana sensazione di già visto...» Luke, come evidenziano molti saggi di semiologia, questa storia, o cmq storie con moduli affini, non è stata copiata solo da Paolini ma da chiunque imbastisca un racconto fantastico dagli albori dell'umanità (Tolkien compreso). Mai sentito parlare di viaggio archetipo dell'eroe? ;) Ad ogni modo non mi pare fosse un discorso sull'originalità o meno di HP o chi per esso, quindi cosa c'entra Paolini o cosa c'entrano i deja vu delle trame fantasy con il dsicorso che si sta facendo? « La mia domanda provocatoria è: cosa pensa un bambino se si accorge di essere un Babbano??? Cosa sarebbe Harry Potter senza i suoi poteri??? » Luke, SE - e sottlineo se, visto che ogni volta che qualcuno fa quest'affermazione (Rialti compreso) mi viene da pensare a una risposta negativa - hai letto HP, ti sarai accorto che LA MAGIA E I POTERI STRAORDINARI NON SERVONO A NULLA. Non servono a Voldemort, anzi, gli si ritorcon contro, nè tantomeno a Harry, che "salva il mondo" ricorrendo a un atto che potrebbe fare anche un qualsiasi babbano, se posto nelel sue condizioni (non scendo in dettaglio altrimenti spoilero): il sacrificio di sé per gli altri. Non so, anche questa cosa mi pare già vista da qualche altra parte... Oh, toh, che caso, ma non stava nel Vangelo? 8) « - nelle varie denigrazioni della chiesa Cattolica che \"acutamente\" assumono il suddetto Rialti e le sue scarse qualità visive a portatore del pensiero universale della chiesa Cattolica Romana si omette di dire che in effetti l\'articolo originale sull\'Osservatore Romano era accoppiato con quello di Paolo Gulisano il cui tenore presumo fosse ben diverso (purtroppo se sono riuscito a trovare l\'articolo originale di Rialti sulla rassegna stampa di cinematografo.it, così non è stato per l\'articolo gemello), l\'autore è comunque cattolico ed il giornale ha pubblicato entrambi gli articoli. Il Vaticano ha molti problemi, su questo non si discute, ma per una volta che attraverso il suo organo di stampa ufficiale fa le cose quasi per bene è quasi ironico come persone che si dichiarino di mente aperta non esitino comunque a gettare fango ed a vedere le cose in modo altrettanto miope. » Massi, mi sa che di questa discussione hai perso una puntata ;): se vai a vedere nelle interviste di FM scoprirai che Paolo Gulisano ha dichiarato che l'Osservatore aveva affidato a lui solo la disamina su HP; poi, resosi conto che era troppo morbida, ha voluto controbilanciare con un avviso opposto. Dunque, tanto di cappello se l'idea fosse stata subito quella di avere due voci opposte, pollice estremamente verso invece a una politica intellettualmente disonesta come quella che corregge il tiro in corsa come ha fatto nei fatti l'Osservatore.

» postato da Marina alle 17:51 del 25-02-2008

76 acc... e dire che volevo ben ricordare che FantasyMagazine aveva ben fatto notare la cosa, sorry franz . nè volevo denigrare il tono della discussione, volevo solo far notare come alcune opinioni avessero, e dessero giudizi, a partire da una visione non totale

» postato da (Massi ) alle 17:56 del 25-02-2008

77 in effetti Marina mi ero perso questa parte, vabbè niente da dire allora

» postato da (Massi ) alle 17:59 del 25-02-2008

78 salve, so che più la conversazione avanza meno ci si ascolta, però voglio proprio dire la mia. trovo che i detrattori (come me) di harry potter si trovino regolarmente in svantaggio a causa di interventi al limite del ridicolo che fanno le "personalità di spicco" ad esempio della chiesa. si fa presto a dare addosso ad un intervento infondato. detto questo, dirò che ciò che non mi piace di harry potter non è certo la magia (anche se effettivamente mi ritrovo in alcuni interventi che condannavano questo mondo nel quale alcuni sono più fichi di altri per diritto di nascita - harry potter sopra tutti. inoltre riflettete sul fatto che nel signore degli anelli l'eroe non è certo gandalf, ma un misero hobbit) il motivo per cui secondo me harry potter non è una "lettura edificante" è l'idea di fondo che disobbedendo, mentendo e in fin dei conti giustificando ogni mezzo (l'omicidio, anche - nell'ultimo libro le maledizioni senza perdono fioccano di brutto anche dai buoni) con il fine si ottenga la vittoria. e molto altro ma dopo scrivo troppo.

» postato da (Lupo Alberto) alle 18:41 del 25-02-2008

79 « il motivo per cui secondo me harry potter non è una "lettura edificante" è l'idea di fondo che disobbedendo, mentendo e in fin dei conti giustificando ogni mezzo (l'omicidio, anche - nell'ultimo libro le maledizioni senza perdono fioccano di brutto anche dai buoni) con il fine si ottenga la vittoria. e molto altro ma dopo scrivo troppo.» E su questo mi trovi d'accordo, se ne è discusso nell'apposito canale. Ma in HP, non sono le maledizioni senza perdono lanciate nei momenti d'ira a vincere ;)

» postato da Palin alle 19:08 del 25-02-2008

80 ehm... senza l'imperio mi spieghi come facevano alla gringott... e questo è solo un esempio....

» postato da (Lupo Alberto) alle 20:02 del 25-02-2008

81 «ehm... senza l'imperio mi spieghi come facevano alla gringott... e questo è solo un esempio....» Se è ne è parlato abbastanza e non voglio spoilerare, ma quel che è stato fatto alla gringot è inutile per come poi va a finire :)

» postato da Palin alle 20:07 del 25-02-2008

82 « quoto il fatto che non sia attribuibile alla Rowling l'intento di indirizzare il lettore verso i pericoli elencati dall'articolista. Difatti credo che scrittore ed editore cerchino solo di immettere nell'opera il meglio della morale più ampiamente diffusa tra i potenziali acquirenti 8) Il fatto della magia, pur essendo pretestuoso nella concezione di 'libro' che esponi, in realtà determina un'assenza. L'unico bisogno che esprimono i protagonisti delle vicende è quello di un incantesimo più potente, perduto, un escamotage (si scrive così?) utile per l'occasione, una soluzione pronta per ogni problema, persino la morte (la pietra filosofale!). Un mondo dove l'ineluttabile non esiste perché la magia offre sempre la via d'uscita a discapito di ogni coerenza del reale. come coerenza e coesione del reale, l'articolo vede solo il Disegno di Dio, Dio stesso, cosa che farà sorridere o storcere il naso ai più (anche a me, lo ammetto) In questo caso questa coerenza è spazzata via, questa 'presenza' è spazzata via, tanto che mi sono trovato a chiedermi per quale motivo, alla fine, a 'sto Voldemort venisse atrribuito tutto il torto del mondo! ... un mondo dove fondamentalmente il riferimento morale è cancellato e la moralità si potrebbe quindi tutta reinventare..» Dissento. L'ineluttabile è il sale di Harry Potter. Esempio: la morte di Sirius. Harry non la accetta, Harry spera in cuor suo (e il lettore fa lo stesso) che Sirius Ritornerà. Ma Sirius non ritorna. È morto. Punto. Peggio ancora: sta bene dove sta. I morti stanno bene dove stanno, e non vogliono tornare. Sirius non torna sotto forma di fantasma nel quadro perchè sarebbe da codardi: una vita non vita. La morte è ineluttabile, ed è un'esperienza che tutti devono fare. Sostanzialmente la fa anche Harry, per dire. Non so, io non vedo alcun sovvertimento dell'ordine naturale e divino in una cosa del genere. Anzi... Sul fatto che l'assenza di Dio implichi che la morale non esiste, beh, è un punto di vista, ma che non condivido. Conosco atei che hanno la loro morale, a volte persino più rigida di quella di un credente. E del resto, ho sempre trovato triste un cristiano che non compie il male perchè "sennò poi c'è l'inferno". La mia personal visione della fede prevede che il fatto che Dio dica "non si fa" è solo uno degli elementi che un credente mette sul piatto quando decide di non peccare. Credere è anche aderire profondamente al disegno morale divino, sentirlo dentro quasi a prescindere dalla propria fede in Dio. O almeno, ripeto, nella mia vita è così che funziona. Se poi tu non capisci perché uno che che usa i propri fedeli come meri oggetti, che uccide per il gusto di farlo, che disprezza profondamente chi non è come lui sia un personaggio negativo, beh, credo sia un tuo grosso problema...

» postato da Leida80 alle 20:08 del 25-02-2008

83 Visto che è stato già detto tutto, non sto a ripetere. Dico solo che quoto praticamente tutti tranne Olorin e qualche ospite talebano oltranzista. Buffa quella cosa della chiesa che fa gli gnocchi. Meno buffa quell'opinione di Luke (mi pare) sull'Inquisizione. Molto meno buffa. Comunque, ancora non ho capito se Rialti ha letto il libro o no. Forse quando associava H P ai pedofili pensava al reverendo Lewis Carroll. Cris

» postato da Kinzica alle 21:08 del 25-02-2008

84 credere = 'non dover fare qualcosa' è un modo puerile, nel senso etimogico del termine, di vedere la fede. Quelli che conosco io, credono perché cercano. Le morali umane, per quano rigorose, anzi, crudeli, non mi interessano. Sono fallibili come i loro pensatori... e forse io sono più bravo a inventarne!!! Per quanto concerne le morti in HP, sono ineluttabili solo.. per scelta!! chi vuole torna in varie forme: fantasmi, imagini nei quadri, specchi. Harry viene dissuaso dal richiamare in vita qualcuno, ma solo per lo scarso risultato otenuto dai precedenti esperimenti. Ma la morte è solo uno degli aspetti delle aberrazioni di HP...

» postato da Olorin alle 21:14 del 25-02-2008

85 «credere = 'non dover fare qualcosa' è un modo puerile, nel senso etimogico del termine, di vedere la fede. Quelli che conosco io, credono perché cercano. Le morali umane, per quano rigorose, anzi, crudeli, non mi interessano. Sono fallibili come i loro pensatori... e forse io sono più bravo a inventarne!!! Per quanto concerne le morti in HP, sono ineluttabili solo.. per scelta!! chi vuole torna in varie forme: fantasmi, imagini nei quadri, specchi. Harry viene dissuaso dal richiamare in vita qualcuno, ma solo per lo scarso risultato otenuto dai precedenti esperimenti. Ma la morte è solo uno degli aspetti delle aberrazioni di HP...» Olorin, TUTTO il fantasy è così... Cris

» postato da Kinzica alle 21:21 del 25-02-2008

86 ok era 'etimologico'

» postato da Olorin alle 21:22 del 25-02-2008

87 « Olorin, TUTTO il fantasy è così... Cris» ... e qui ci ricollegheremmo infatti alle perplessità che ho appunto espresso in altro thread in merito a tutto il fantasy :wink:

» postato da Olorin alle 21:26 del 25-02-2008

88 OT/Capisco. Vuoi fare un conversione di massa in territorio di infedeli? :D Cris

» postato da Kinzica alle 21:45 del 25-02-2008

89 <img src=:"> <img src=:"> <img src=:"> non credo proprio!!! Il primo che da convertire sarebbe proprio il sottoscritto. :wink:

» postato da Olorin alle 22:16 del 25-02-2008

90 E' stata una fatica ma ce l'ho fatta! :D Ho letto tanto la lettera di Rialti quanto gl'interventi avvenuti sino a ora. Posso dire di concordare Profondamente con gl'interventi di Dued e di Gray. Sì, queste critiche e queste gazzarre tirate su contro bersagli che fanno pensare "ma non avete altro a cui pensare?" danno l'impressione di gerarchie in affanno, per comprensione e per sindorme d'assedio. Peccato che la debolezza non sia solo degli autoproclamatisi unici portatori di Verità e Morale, ma anche della nostra classe dirigente intera, che dico? Del sitema paese in toto! :roll: Pertanto, a qualcuno che fa la voce grossa perché si sente sempre più ignorato, rispondo altri (credenti o meno..............) che si precipitano a innalzare vecchi gonfaloni e a precipitarci in un dibattito culturale/politica da prereferendum su divorzio e aborto. In taluni casi, abbiamo potuto tristemente appurare, che le debolezze convergenti hanno creato disastri legislativi, come la legge (ideologica) sulla fecondazione assistita. Non sto a dirvi di che altro si parla ora. Dove si finirà di questo passo proprio non lo so :roll: Come rispondere al signor Rialti? Beh innanzitutto si aggiorni sulle teorie psicologiche: siamo in era di psicosintesi e i freudianesimi scricchiolano oramai... (e se qualcuno vuole discutere, in altra sede, su cosa era a suo tempo l'inquisizione, prego, sono il pane per i vostri denti! :twisted: ) Inoltre Tolkien e il suo saggio sulle fiabe, tanto citato, bah... io sono un patito di Tolkien, si badi. Ritengo ancora che abbia scritto il miglior Fantasy moderno, da Morris a Miéville incluso, Detto questo, la sua visione del mondo non è La verità. Il suo saggio sulle fiabe è buono, ma non l'unico possibile e altri di buoni e forse miglori se ne possono fare. Mi sembra chiaro, a questo punto, che non concordo affatto con la lettera, la sua impostazione, diverse cose dette (e quelle sulla pedofilia sono solo uno degli elementi... e poi da che pulpito! :roll: ), mi rimane solo una cosa da dire: Qual'ora ri troviate l'appoggio del braccio secolare, come ai - vostri - bei tempi, vietate, vietate pure! Vogliamo altri sillabi! Altri Indici! Forza dimostrateci come siete ancora la Vecchia Cricca Oscurantista! Continuate così! E il fascino del "proibito" rendere il Fantasy Irresistibile! :evil: PS: le ho notate solo io le diverse distrazioni di scrittura nella lettera del prof?

» postato da un muspeling alle 22:23 del 25-02-2008

91 è solo una piccola restrizione mentale...e poi quale "mente geniale" crede davvero che la magia esiste dopo aver letto un ROMANZO FANTASY con protagonista un ragazzino...cioè davvero se qualcuno ci crede per questo allora è un suo problema neuro-psicologico...e per quanto riguarda i bambini;bene...se togliamo loro anche la fantasia,il sogno e la speranza(fattori che,si sa,sfumeranno crescendo),riusciremo nell'intento di farli nascere direttamente adulti.

» postato da (Emanuele I) alle 23:19 del 25-02-2008

92 «(...) Il fatto della magia, pur essendo pretestuoso nella concezione di 'libro' che esponi, in realtà determina un'assenza. L'unico bisogno che esprimono i protagonisti delle vicende è quello di un incantesimo più potente, perduto, un escamotage (si scrive così?) utile per l'occasione, una soluzione pronta per ogni problema, persino la morte (la pietra filosofale!). Un mondo dove l'ineluttabile non esiste perché la magia offre sempre la via d'uscita a discapito di ogni coerenza del reale. come coerenza e coesione del reale, l'articolo vede solo il Disegno di Dio, Dio stesso, cosa che farà sorridere o storcere il naso ai più (anche a me, lo ammetto) In questo caso questa coerenza è spazzata via, questa 'presenza' è spazzata via, tanto che mi sono trovato a chiedermi per quale motivo, alla fine, a 'sto Voldemort venisse atrribuito tutto il torto del mondo! ... un mondo dove fondamentalmente il riferimento morale è cancellato e la moralità si potrebbe quindi tutta reinventare..» oltre a quotare chi ha già risposto su questo stesso post, vorrei farle gentilmente notare che persino il crisitianesmo stesso (per non dire ogni altra religione e ogni mitologia passata, prente o futura) si fonda sulla speranza umana di sfuggire all'ineluttabile a mezzo di escamotage quali la speranza della vita dopo la morte, la speranza di una qualche vita MIGLIORE di questa, o di un qualunque tipo di premio, una in cui i cattivi sono puniti e i buoni premiati, ecc ecc ... tutto questo cosa sarebbe se non una speranza che "offre sempre la via d'uscita a discapito di ogni coerenza del reale" ?? di fatto ogni fiaba, mito, leggenda, racconto fatastico e religione sono vie di fuga dal reale, e si alimentantano delle speranze umane di fuggire al grigiore dell'inellutabile sorte umana...e ci sono racconti o relgioni che lo fanno tentando di instillare il buono e il valoroso che c'è nel lettore, mentre altri tendono solo a nusrisi di adeptie adulatori beoti (e mi riferisco a sette e fattucchierate strane e\o discutibili assai!) e ci tango a far notare che per 3/4 del nostro pianeta ciò che noi reputiamo religione è, ai loro occhi, un racconto di fantasia..."bello, per l'amor del cielo, pieno di bei messaggi, ma nulla a che vedere con il mio dio, che è il solo, l'unico e il vero"...dicono!!. Solo perchè questo specifico testo entra leggermente in collisione con alcune concezioni generate da un universo voluatamente voluto inelutabile secondo logich e eleggi stabilite (si presume!) dal tuo dio, non significa che non sia pienamente accetabile all'interno di altre logiche di fantasia. quindi la domanda è: stiamo comabattendo una presunta minaccia di magia e satanizzazione generale dei pargoli, o è piuttosto la libertà di esprimersi secondo canoni anche solo leggermente differenti da quello che dovremmo cosiderare come sacrosanto che rode in questa faccenda?

» postato da nemea alle 23:32 del 25-02-2008

93 « In questo caso questa coerenza è spazzata via, questa 'presenza' è spazzata via, tanto che mi sono trovato a chiedermi per quale motivo, alla fine, a 'sto Voldemort venisse atrribuito tutto il torto del mondo!» per lo stesso motivo per cui satana è il principe dlele tenebre nel vangelo: perchè è l'incaranzione SIMBOLICA di tutti mali e i dolori! ciò, ovviamente, non significa che le cose stiano letteralmente così: sarebbe davvero bello poter attribuire le colpe di morte, dolore e malattie a un solo essere nell'universo (sarebbe stupendo!) peccato che le cose siano più complicate di così! (sempre per la serie: le fiabe sono un conto, la realtà è ben altro!) idem con patate per voldemot! «... un mondo dove fondamentalmente il riferimento morale è cancellato e la moralità si potrebbe quindi tutta reinventare..» magari! sarebbe bellissimo! :D d'altro canto se non avessimo mai cambiato la nostra moralità nel corso della storia del'umanità, non sarebbe mai neppure potuto nascere il concetto di un unico dio infinitamente buono e misericordoso (un passo avanti evoluzionistico rispetto ai credi precedneti!) e i concetti di rispetto della vita, ma staremmo ancora qui a immolare i promogneiti maschi e le vergini agli dei! perchè temere i cambiamenti?

» postato da nemea alle 23:38 del 25-02-2008

94 Nemea, in generale sono d'accordo con il tuo pensiero, ma non capisco questo: « per 3/4 del nostro pianeta ciò che noi reputiamo religione è, ai loro occhi, un racconto di fantasia..."bello, per l'amor del cielo, pieno di bei messaggi, ma nulla a che vedere con il mio dio, che è il solo, l'unico e il vero"...dicono!!. » Non conosco nessuna religione o filosofia (tranne le religioni Giudaico-Cristian, che oltretutto venerano lo stesso Dio), che pensi che il proprio Dio sia l'unico. Puoi farmi esempi? Le religioni gnostiche non definiscono "fantasia" bensì "miti" le storie degli Dei morti e risorti (Dionisio, Attis, Mitra, Gesù, ecc). Ok che ci vuole fantasia per costruire un mito :), ma il messaggio che inviano è molto profondo.

» postato da l'Anto alle 08:54 del 26-02-2008

95 « Le morali umane, per quano rigorose, anzi, crudeli, non mi interessano. Sono fallibili come i loro pensatori... e forse io sono più bravo a inventarne!!! Per quanto concerne le morti in HP, sono ineluttabili solo.. per scelta!! chi vuole torna in varie forme: fantasmi, imagini nei quadri, specchi. Harry viene dissuaso dal richiamare in vita qualcuno, ma solo per lo scarso risultato otenuto dai precedenti esperimenti. Ma la morte è solo uno degli aspetti delle aberrazioni di HP...» Olorin, il tuo punto di vista mi incuriosisce e mi piacerebbe che spiegassi meglio alcuni concetti. In HP non ti interessa la morale o ritieni non ci sia (o sia contraria a qualche precetto)? Per quanto riguarda la morte, o le morti, quasi in tutta la letteratura per l'infanzia e nella fiaba sono 'ineluttabili per scelta'. La nonna viene divorata dal lupo (intera!), e poi estratta dalle viscere della bestia (intera e arzilla).

» postato da franz alle 09:18 del 26-02-2008

96 «Nemea, in generale sono d'accordo con il tuo pensiero, ma non capisco questo: « per 3/4 del nostro pianeta ciò che noi reputiamo religione è, ai loro occhi, un racconto di fantasia..."bello, per l'amor del cielo, pieno di bei messaggi, ma nulla a che vedere con il mio dio, che è il solo, l'unico e il vero"...dicono!!. » Non conosco nessuna religione o filosofia (tranne le religioni Giudaico-Cristian, che oltretutto venerano lo stesso Dio), che pensi che il proprio Dio sia l'unico. Puoi farmi esempi?» bè, puntualizziamo: 1) ho riassunto ENORMENTE il discorso (anch e se ammetto di essere arrivata all'eccesso con l'imprecisione) ma l'ho fatto solo perchè volevo epsrimere che la relgione che il soglio di roma rappresenta in terra è solo una piccola percentuale rispetto agli infiniti e svariegati punti di vista dell'umanità presente, ma anche passata! tutto lì! era solo un esempio! questo l'ho fatto perchè in genere, quando anche solo oso porre sullo stesso piano le parole "racconto di fantasia" con "religione cattolica" ecco che mi partono contro i missili terra-aria e le madezioni in latino!! :D ho solo voluto giocare d'anticipo ricordando che gli uomini che i cattolici rappresentano sono solo una misera fettina rispetto a tutte le altre della storia dell'umanità! 2) bè, se vogliamo fare i pignoloni :wink: , oltre al giudesimo-crisitnesimo c'è l'islam (l'altro gradne monoteismo) e anche gli indù, in realtà, guai a chiamarli politeisti! persino nelle mitologie egizie e greco-romane si possono trovare accenni an un monoteismo implicito simile a quello induista, con svariegati accenni ad Uno originario, ecc ecc poi ci sono le filosfie orienatli che non si basano su una vera divinità, ma solo su precetti di umani messaggi! e non li chiamerei proprio politeismi. «Le religioni gnostiche non definiscono "fantasia" bensì "miti" le storie degli Dei morti e risorti (Dionisio, Attis, Mitra, Gesù, ecc). Ok che ci vuole fantasia per costruire un mito :), ma il messaggio che inviano è molto profondo.» altra premessa: io sono una che pensa che il più grande libro fantasy mai scritto non sia il signore degli anelli, ma la bibbia! e questo te lo dico con il massimo candore e senza sapere quale sia il tuo pensiero (nè quello di chi possa leggere) perchè non stò insunando, nè giudicando nè, tantomento, codannando niente e nessuno! se leggendo tu (o un altro credente) la possa prendere come un offesa, sappia fin da ora che me dispaice tantissmo se si sente offeso, ma che non è assolutamente mia intezione offendere o ferire con questa esternazione! è solo la mia opinione! per me è un dato di fatto come dire che il sole sorge ad est! non c'è la minima velatura di cattiveria in tutto ciò! (stò sempre giocando d'anticipo U_U) fatta questa doverosa premessa, se vuoi stiamo qui a discutere di religioni e fantasy fino alla fine dei tempi... ma non credo sia il caso :roll: ... ho DOVUTO essere sintetica per ovvie questioni di contesto! ma se ci tieni ad una doverosa precisazione, sappi che sono d'accordo con te sulle questioni dei messaggi. sintetizzando posso dirti che mi sono fatta un'idea pressochè chiara degli schemi uttati per catalogore quello che possiamo racchiudere nel grande scatolone del "fanatstico": partendo dalle fiebe (che sono sicuramente al gradino più basso) si arirva fino ai miti (religione, laddove sono ancora praticati e diffusi come messaggi veritieri) e nel mezzo ci sono tutte le sfumature della leggenda e della saga (legata a vicende storiche rispetto alla leggenda). indubbiamente tutte queste categorie sono frutto di fantasia (e con questo ribadisco che non voglio offendere!)... o meglio: si nutrono di SIMBOLI e ICONE per esprmire, rappresentare e trasmettere! Jung, frazer e altri grandi pensatori hanno dichiarato ciascuno a modo suo, che l'inconscio (o i messaggio esoterici) sono epsirmibili (e trasmisisbili) solo attraverso l'universo dei simboli. ma i simboli (=i racconti fantsia) sono solo la nave che traghetta il lettore verso la meta (=il messaggio), non certo il messaggio in sè! detto questo credo che la grande differneza dal gradino più basso (=fiaba) la gradno più alto (=mito/religone). oltre alla lunghezza e alla coplessità della narraizone, credo che siano diversi anche nel tipo stesso di messaggio che portano: le fiabe, in genere epsrimono insegnamenti educativi e socialmente utili (es. cappucceto rosso amonniva le ragazzine ad aggirarsi da sole), mentre i miti esprimono i profondi e sofisticati concetti della ricerca del Sè e della formulazione dell'Io umano. ben altro paio di maniche rispetto agli ammonimenti per la vita nel collettivo. quindi sona ossolutamente cocorde con te che i miti hanno messaggi molto profondi! anzi: fondamentali per ogni uomo che voglio trovare la propria individualità! E' anche vero che ci sono fiabe che esprimono concetti profondi di ricerca del sè (come il cavaliere che slava la dama dal drago, o vicenversa, la principessa che svela il principe baciando il rospo... oppure il risveglio dell'io nella bella addormentata ecc ecc) ma, appunto, pare che queste fiabe abbiano radici in religioni preesistenti (pagane) riformulate e tramandate sotto nuova forma, ma identico messaggio! come, dall'altra parte, è vero che molti messaggio che riguardano il profndo dell'io umano di molte religioni, possono essere traviati e sviliti rendendoli solamente un messaggio per guidare le società e regolarne i comportamntemi collettivi! abbastanza svilente per un messagggio che partiva da presupposti ben più nobili e complessi!!! allora, mi sono comrpenduta?? :wink: »

» postato da nemea alle 14:17 del 26-02-2008

97 « allora, mi sono comrpenduta?? :wink: »» <img src=:"> sì, e sono d'accordo con te. « 2) bè, se vogliamo fare i pignoloni :wink: , oltre al giudesimo-crisitnesimo c'è l'islam.» :) per religioni giudaico-cristiane si indendono appunto il giudaismo, il cristianesimo e l'islam che ha le stesse origini abramitiche. L'induismo è un'altra cosa, e il suo monoteismo è oggetto di lunghe discussioni,anche se personalmente sono d'accordo che per i maestri induisti "Tutto è Uno".

» postato da l'Anto alle 15:27 del 26-02-2008

98 ... mi riconduco ad un caso semplice: il mio! :wink: Anch'io come più o meno tutti quelli che frequentano i siti letterari, mi sono cimentato nello scrivere racconti brevi, poi una decina di novelle più strutturate e per finire, udite udite, un libro! (che non ho mai pensato di pubblicare né, oggi come oggi, pubblicherei mai). Perché ho scritto? Per i soldi? (sì sì sì) Per la fama? (sì sì sì) Per necessità di spressione di un talento (quale...)? Mi pareva piuttosto, di poter dire qualcosa a delle persone. Per come stavo vivendo, per la speranza e l'energia che avevo dentro, mi sembrava proprio di poter trasferire qualcosa di 'buono' a qualcuno. Qualcosa di buono riguardante la vita, il concepire sé e la vita. Adesso non più. In ogni caso, esiste argomento più interessante? e non rispondete di 'NO' tutti in coro solo per affossare il mio discorso! E il fantasy, come ho già detto da qualche altra parte nel forum, trattando di elementi che vedono l'uomo liberarsi dai vincoli della realtà, entra pesantemente proprio nel merito della concezione che l'uomo stesso ha di sé, nello scopo che vede per la sua esistenza e che quasi tutti gli scrittori che ho affrontato finora limitano alla sconfitta del malvagio di turno... malvagio poi, perché? Premettendo che la Rowling non mi pare un genio filosofico in grado di esprimere una concezione dell'uomo totalmente rispondente e appagante nè quindi, almeno volontariamente, l'opposto, noto però che, proprio in questo senso, lascia nell'opera un buco in cui s'insinua facilmente l'elemento mellifluo del magico, del potere dell'uomo sulle cose e, soprattutto, sul proprio destino esaurendo così, per quanto mi riguarda, il classico filone del 'da dove veniamo, perché ci siamo, dove stiamo andando' che ingenuamente incuriosisce, stavolta, me. Quindi la pecca che denuncio è un'assenza di posizione in merito ad una tematica assoluta e fondamentale, che poi, in questo caso, viene colmata da ciò che più si avvicina alla sua medesima natura misteriosa ma con un'origine ontologica di ribellione alla propria condizione totalmente contrapposta ad essa che solo Lucifero: la magia. P.S. Il Malvagio, visto che nemea lo cita, finora inarrivabile per qualunque creazione letteraria, è, per quanto mi riguarda, colui che nega all'uomo la piena realizzazione di sé, l'arrivo a quel 'nonsoché' che per tutta la vita uno sente come mancante. Ma siccome nessun autore pone attenzione a quale sia un'ipotesi plausibile e oggettiva della realizzazione dell'uomo...

» postato da Olorin alle 15:51 del 26-02-2008

99 ... che solo Lucifero ha messo in pratica...

» postato da Olorin alle 15:55 del 26-02-2008

100 «altra premessa: io sono una che pensa che il più grande libro fantasy mai scritto non sia il signore degli anelli, ma la bibbia! e questo te lo dico con il massimo candore e senza sapere quale sia il tuo pensiero (nè quello di chi possa leggere) perchè non stò insunando, nè giudicando nè, tantomento, codannando niente e nessuno! se leggendo tu (o un altro credente) la possa prendere come un offesa, sappia fin da ora che me dispaice tantissmo se si sente offeso, ma che non è assolutamente mia intezione offendere o ferire con questa esternazione! è solo la mia opinione! per me è un dato di fatto come dire che il sole sorge ad est! non c'è la minima velatura di cattiveria in tutto ciò! (stò sempre giocando d'anticipo U_U)» Non mi sento offeso, chiaramente, ma ci tengo a farti sapere come la penso io riguardo a ciò che dici, citando una parte del libro che sto leggendo su Lewis ("C.S. Lewis / Tra Fantasy e Vangelo" di Paolo Giulisano): "L'esito del razionalismo è un uomo che ha sconfitto il mistero e che quindi lo teme (...) Tolto dunque di mezzo il Mistero, sopravvive il misterioso, come una degenerazione. E' la magia che compare in Lewis come un orribile forza finalizzata al dominio, al potere sugli uomini e sulla natura (...) Bisogna dunque tornare alla realtà e, anche se può apparire paradossale, ciò può avvenir attraverso il recupero del mito. Lewis espose le considerazioni suscitategli dale letture di Chesterton e dalle conversazioni con Tolkien in un breve saggio, dal titolo suggestivo Myth became Fact (Il Mito divenne Fatto). Tolkien gli aveva rvelato che il Vangelo era il Mito per eccellenza, che non era venuto per abrogare tutte le altre leggende, ma per santificarle (...) Il corollario posto da Lewis alle appassionate riflessioni del collega e amico fu questo: il Mito è divenuto un fatto, un accadimento reale, verificabile, documentabile, incontrabile (...) I miti non sono bugie, inganni, gli aveva insegnato Tolkien: creando un mito, praticando la mitopoiesi e poolando il mondo di elfi, draghi e spiriti maligni, l'uomo realizza di fatto il progetto di Dio e riflette un minuscolo frammento della vera luce" Lascio un link anche alla traduzione del brev saggio Myth became Fact: http://www.ildomenicale.it/eradigitale_articolo.asp?id_articolo=48

» postato da Pavel Nedved alle 16:56 del 26-02-2008

101 per amor di sintesi cito solo l'essenziale «(...) I miti non sono bugie, inganni, gli aveva insegnato Tolkien: creando un mito, praticando la mitopoiesi e poolando il mondo di elfi, draghi e spiriti maligni, l'uomo realizza di fatto il progetto di Dio e riflette un minuscolo frammento della vera luce" » assolutamente stravero! :D e chi mai ha parlato di "bugie" o "inganni"... soprattutto in ragione del fatto che mi sembra siam tutti d'accordo con la veridicità dei messaggi! :wink: «P.S. Il Malvagio, visto che nemea lo cita, finora inarrivabile per qualunque creazione letteraria, è, per quanto mi riguarda, colui che nega all'uomo la piena realizzazione di sé, l'arrivo a quel 'nonsoché' che per tutta la vita uno sente come mancante. Ma siccome nessun autore pone attenzione a quale sia un'ipotesi plausibile e oggettiva della realizzazione dell'uomo...» sono d'accordo ... ma non completamente! un vero Malvagio che cacatalizzi in sè veramente la contrapposizione al concetto di Uomo (volutamente con la maiuscola), è raro oggigiorno... ma rendiamoci pur sempre conto che questo resta un libriccino per ragazzi, non è certo il nuovo vangelo gnostico: Voldermort non se la cava poi così male!! e non credo che nussuno abbia la pretesa della summa verità rivelata da Harry Potter, altro motivo per cui critiche stilistiche sulla povertà e mediocrità dei concetti del libro (critica che condivido pienamente) lascia comunque il tempo che trova

» postato da nemea alle 20:48 del 26-02-2008

102 Stamattina ho dato una occhiata veloce veloce ai giornali (così mi disinformo un po' :roll: ). Strano... sarò stato distratto ma oggi non ho trovato nessuna esternazione ufficiale di alti prelati su come dobbiamo vestirci, cosa dobbiamo mangiare, cosa dobbiamo pensare. Tramano qualcosa di terribile. Mi sto preoccupando! <img src=:">

» postato da metalupo alle 09:41 del 29-02-2008

103 Ho letto l'articolo e ho letto i vostri primi commenti, con i quali non posso che concordare. Non so se c'è stato qualche commento a favore dell'autore.....dubito cmq. E non so se qualcuno abbia già scritto un pensiero simile al mio. Secondo me, la Chiesa è ostile a Harry Potter per un motivo semplicissimo. La magia è solo un pretesto. Ci sono favole e romanzi pieni di magia ma non sono mai stati messi all'indice. In Harry Potter i protagonisti fanno affidamento su se stessi sostengono la verità e sono osteggiati dall'ordine precostituito (il ministero della magia). L'ordine della fenice sviluppa un pensiero indipendente, non è assoggettato al ministero. C'è una frase molto bella nei "Doni della morte". "Eccolo di nuovo: scegliere che cosa credere. Lui voleva la verità" pag. 175 ed. salani. La scienza ricerca la verità. La religione è basata nella fede in qualcosa. Non c'è una ricerca. La Chiesa è un ordine pre costituito. Esistente e resistente nei secoli. Insegnare ai ragazzi a ricercare la verità e a sviluppare un pensiero indipendente li trascina fuori la sfera d'influenza della Chiesa. L'ordine precostituito è animato dalla conservazione e sacrifica la verità per sopravvivere. La Chiesa ha negato tante cose nel corso dei secoli, l'eliocentrismo, l'evoluzionismo, perchè essere messa in discussione significa minare la sua esistenza.

» postato da (Ida Bosso) alle 15:22 del 19-03-2008

104 « La scienza ricerca la verità. La religione è basata nella fede in qualcosa. Non c'è una ricerca. La Chiesa è un ordine pre costituito. Esistente e resistente nei secoli. Insegnare ai ragazzi a ricercare la verità e a sviluppare un pensiero indipendente li trascina fuori la sfera d'influenza della Chiesa. L'ordine precostituito è animato dalla conservazione e sacrifica la verità per sopravvivere. La Chiesa ha negato tante cose nel corso dei secoli, l'eliocentrismo, l'evoluzionismo, perchè essere messa in discussione significa minare la sua esistenza. » Ottimo. E quoto... ma vado anche oltre, sottolineando una frase: « L'ordine precostituito è animato dalla conservazione e sacrifica la verità per sopravvivere.» Ho sempre avuto l'impressione (e oggi via via una convinzione) che l'ordine cosituito a un certo punto della verità se ne infischia anche nell'altro senso. Cioè, paradossalmente potrebbe capitare persino che una cosa falsa ma erroneamente avvertita dai più come "verità", se contrasta con i piani dell'ordine costituito verrà contrastata a sua volta dall'ordine costituito... e da esso dichiarata (giustamente) come "falsa". Magari persino con argomentazioni corrette. E' un aspetto sottile... difficile da cogliere. E' un aspetto che solo un pubblicitario può cogliere. La chiesa si è modernizzata. La chiesa ragiona e agisce da pubblicitario. Questa è la grande rivoluzione operata dal pontefice precedente... che il linguaggio dei "media" lo capiva profondamente, e ha insegnato anche a altri gerarchi della chiesa ad afferrarlo. Ossia, quello che per la chiesa conta oggi del fenomeno HP è che: 1)E' popolarissimo fra i giovani (una intera nuova generazione che sarà l'ossatura della società di domani) 2)Al momento sembra (alla chiesa) che HP sia portatore di messaggi in contrasto con la speranza di mantenere un buon grado di proselitismo fra i giovani (e quindi, quando questi cresceranno, fra tutta la popolazione). Se un domani uscisse un sondaggio che dimostrasse scientificamente che HP avvicina i giovani alla chiesa, dati statistici alla mano e contro ogni aspettativa... la Rowling verrebbe prontamente ricevuta in Vaticano a reti unificate. E tutte le argomentazioni incomprensibili anti-Potter verrebbero accantonate in un attimo. E' il numero che conta! :wink: Insomma. Se uno chiede l'eutanasia per se stesso (staccatemi le macchine) e chiama i giornalisti per fare del suo dramma una battaglia civile che possa essere utile a altri casi come il suo... viene sepolto senza messa e in terreno sconsacrato perchè "suicida". Se un altro, pochi mesi dopo, chiede l'eutanasia per se stesso (staccatemi le macchine) e NON chiama i giornalisti, ma quelli vengono lo stesso da lui e ne fanno un caso nazionale mantenuto però solo sul piano di dramma umano e non di battaglia civile di principio, costui viene sepolto CON messa e in terreno CONSACRATO (non era "suicida"... era spacciato!). E mi spiace di non ricordare i nomi dei due poveretti, per dare più sostanza all'esempio. Non scandalizzatevi quando vi rendete conto che chi attacca HP non l'ha letto. Non c'è nulla di scandaloso. Il contenuto di HP non è più importante, a questo punto! :wink:

» postato da metalupo alle 17:58 del 19-03-2008

105 Io non mi stupivo e non mi stupisco, ne rimango semplicemente nauseato! :ko

» postato da un muspeling alle 21:29 del 19-03-2008

106 « E mi spiace di non ricordare i nomi dei due poveretti, per dare più sostanza all'esempio. » Non ti preoccupare, li ricordiamo noi.....non si possono dimenticare

» postato da Bran alle 21:54 del 19-03-2008

107 «Secondo me, la Chiesa è ostile a Harry Potter per un motivo semplicissimo. La magia è solo un pretesto. Ci sono favole e romanzi pieni di magia ma non sono mai stati messi all'indice. In Harry Potter i protagonisti fanno affidamento su se stessi sostengono la verità e sono osteggiati dall'ordine precostituito (il ministero della magia). L'ordine della fenice sviluppa un pensiero indipendente, non è assoggettato al ministero. C'è una frase molto bella nei "Doni della morte". "Eccolo di nuovo: scegliere che cosa credere. Lui voleva la verità" pag. 175 ed. salani. La scienza ricerca la verità. La religione è basata nella fede in qualcosa. Non c'è una ricerca. La Chiesa è un ordine pre costituito. Esistente e resistente nei secoli. Insegnare ai ragazzi a ricercare la verità e a sviluppare un pensiero indipendente li trascina fuori la sfera d'influenza della Chiesa. L'ordine precostituito è animato dalla conservazione e sacrifica la verità per sopravvivere. La Chiesa ha negato tante cose nel corso dei secoli, l'eliocentrismo, l'evoluzionismo, perchè essere messa in discussione significa minare la sua esistenza. » D'accordo in pieno con questo pensiero, aggiungerei che per me l'unica cosa sacra è il diritto a informarsi, indagare, crearsi le proprie opinioni e giudicare da solo se un libro sia degno di essere letto, un film visto ecc. Sono io che ho il cervello per leggere il primo volume della saga, ad esempio, e decidere se mi piace o no, se voglio continuare o no; così come posso decidere che la storia mi attira ma non il suo messaggio, o viceversa. Da quando in qua bisogna leggere solo libri che ci danno ragione? E' una presunzione e una chiusura mentale che non sopporto, la base di ogni negazione al dialogo e di ogni fondamentalismo; è' un rifiuto a conoscere la molte sfaccettature della realtà, per restare chiusi in una rassicurante "bidimensionalità" fatta di soli bianchi e neri. E poi, citando il mio amato Oscar Wilde, "non esistono libri morali o immorali, esistono solo libri scritti bene o scritti male" :D

» postato da Aislinn alle 08:20 del 20-03-2008

108 ... Se poi consideriamo che, secondo Borges, la metafisica è un ramo della letteratura fantastica, allora è chiaro: siamo nel campo della concorrenza letteraria :wink:

» postato da Aislinn alle 08:35 del 20-03-2008

109 «... Se poi consideriamo che, secondo Borges, la metafisica è un ramo della letteratura fantastica, allora è chiaro: siamo nel campo della concorrenza letteraria :wink:» E come non concordare? :D

» postato da un muspeling alle 08:56 del 20-03-2008

110 «Ho letto l'articolo e ho letto i vostri primi commenti, con i quali non posso che concordare. Non so se c'è stato qualche commento a favore dell'autore.....dubito cmq. E non so se qualcuno abbia già scritto un pensiero simile al mio. Secondo me, la Chiesa è ostile a Harry Potter per un motivo semplicissimo. La magia è solo un pretesto. Ci sono favole e romanzi pieni di magia ma non sono mai stati messi all'indice. In Harry Potter i protagonisti fanno affidamento su se stessi sostengono la verità e sono osteggiati dall'ordine precostituito (il ministero della magia). L'ordine della fenice sviluppa un pensiero indipendente, non è assoggettato al ministero. C'è una frase molto bella nei "Doni della morte". "Eccolo di nuovo: scegliere che cosa credere. Lui voleva la verità" pag. 175 ed. salani. La scienza ricerca la verità. La religione è basata nella fede in qualcosa. Non c'è una ricerca. La Chiesa è un ordine pre costituito. Esistente e resistente nei secoli. Insegnare ai ragazzi a ricercare la verità e a sviluppare un pensiero indipendente li trascina fuori la sfera d'influenza della Chiesa. L'ordine precostituito è animato dalla conservazione e sacrifica la verità per sopravvivere. La Chiesa ha negato tante cose nel corso dei secoli, l'eliocentrismo, l'evoluzionismo, perchè essere messa in discussione significa minare la sua esistenza. » Forte! Scommetto che adori Christopher Paolini...

» postato da Olorin alle 16:28 del 20-03-2008

111 « Forte! Scommetto che adori Christopher Paolini...» Forte! Seguendo questa tua logica inferenziale scommetterei che tu adori e basta. :roll:

» postato da Julia alle 08:55 del 21-03-2008

112 «« Forte! Scommetto che adori Christopher Paolini...» Forte! Seguendo questa tua logica inferenziale scommetterei che tu adori e basta. :roll:» ... humm... così dai per scontato che io abbia un'opinione negativa di Paolini... non è forse un magnifico esempio di "pregiudizio", questo? 8)

» postato da Olorin alle 16:04 del 22-03-2008

113 Sinceramente non conosco Christopher Paolini.... ma facendo una ricerca del suo nome su Internet ho scoperto che è lui l'autore di Eragon e non ho letto il libro né guardato il film. Non mi affascinava la trama.

» postato da (Ida Bosso) alle 13:26 del 27-03-2008

114 «Sinceramente non conosco Christopher Paolini.... ma facendo una ricerca del suo nome su Internet ho scoperto che è lui l'autore di Eragon e non ho letto il libro né guardato il film. Non mi affascinava la trama.» ... allora hai la mia stima a livello di gusti letterari e cinematografici... :wink: ...

» postato da Olorin alle 13:59 del 27-03-2008

115 So che questa discussione è stata portata avanti ad oltranza ma dopo aver letto l'articolo e tutti i commenti non resisto alla tentazione di aggiungere qualche personale considerazione. Ho letto molti commenti interessanti, altri piuttosto sommari, alcuni parecchio discutibili... Mi ci vorrebbe troppo tempo e "inchiostro" per rispondere anche solo ad alcuni degni di nota, perciò vorrei concentrarmi sull'articolo, cercando di prenderlo per quello che è, senza divagare eccessivamente. Dibattere sul perchè la Chiesa consideri immorale la stregoneria (e qui si potrebbe anche dibattere sul concetto stesso di stregoneria), anche se usata a fin di bene, mi pare inutile ai fini del discorso. E' un dato di fatto e in quanto non cattolica non mi interessa né confermarlo né confutarlo. Mi piacerebbe fare notare invece che v'è insito un errore di metodo nella prima argomentazione del professor Rialti: il Magistero della Chiesa fa riferimento alla pratica della magia, non alla sua rappresentazione narrativa! Per quanto riguarda la seconda argomentazione, quella cioè circa la bellezza e la verità, ecc ecc Per chi come il professore abbia una concezione assoluta di Verità, il discorso può apparire convincente. Ma non tutti ragionano secondo lo stesso sistema filosofico. Ognuno di noi può leggere il libro e decidere se (al di là dell'ovvia finzione) si tratta di verità, bellezza, menzogna, immoralità... Tutte le storie propongono un'interpretazione della realtà. Ammesso che si riconoscano concetti universali di giusto e sbagliato, il rischio di proporre come giuste immagini sbagliate (o come sbagliate immagini giuste) è sempre presente. Ma c'è poi un ulteriore livello, quello dell'interpretazione di queste immagini che permette al singolo di percepire secondo coscienza ciò che di giusto e ciò che di sbagliato c'è in queste immagini. Quale sia il cammino positivo per l'uomo non spetta a lei deciderlo come non spetta a me né a nessun altro. A lei spetta decidere quale sia il suo di cammino positivo, come io deciderò il mio. L'esempio che fa mi appare decisamente fuoriluogo. Ma anche se qualcuno decidesse di scrivere un libro su "pedofili cattivi" e "pedofili buoni", non mi preoccuperei di vietarlo (certo non lo farei leggere a dei bambini): prenderei semplicemente atto del fatto che una simile concezione morale sarebbe profondamente diversa dalla mia. Punto. Ha detto bene chi ha citato Oscar Wilde, non esistono libri immorali. Il fatto che la materia di un libro possa essere moralmente discutibile non rende immorale il libro in sé. Parentesi: il cannibalismo immorale in sé? E che mi dice di casi come quelli di sopravvissuti di disastri aerei che mangiano i resti dei propri compagni morti per non morire anche loro? Se avessero rinunciato all'unica fonte di sostentamento non si sarebbero deliberatamente consegnati alla morte? Non è il suicidio immorale secondo i dogmi cattolici? Io preferisco la carne di maiale, comunque... La hybris poi mi sembra un elemento decisamente non applicabile a Harry Potter in quanto manca l'elemento divino. Tutti i valori di HP sono esclusivamente umani. La magia in HP è fondamentale solo a livello immaginifico e narrativo, a livello morale è estremamente marginale. " I libri della Rowling mostrandoci come buono o neutrale in un altro mondo ciò che è assoluatemente cattivo in questo nostro, generano una grave confusione morale." a parte che mi piace ribadire che stabilire cosa sia buono o cattivo spetti al proprio codice etico, ma generano confusione morale solo in chi non è in grado di separare il mondo fantastico e il mondo reale. Uno scrittore fantasy non solo non è tenuto a ricalcare le regole del mondo reale, ma non avrebbe senso che lo facesse, verrebbe a mancare quella sovversione carnescialesca che è vitale per il genere. Ciò che a me pare grave non è l'espressione di una morale più o meno valida più o meno profonda più o meno sommaria più o meno discutibile ecc (non mi interessa discutere di meriti e pecche - sicuramente tante - in HP) in un libro, ma quanto l'ostinazione a inquadrare e filtrare ogni cosa tramite un unico punto di vista, quello cattolico, affermato come verità assoluta. A mio modesto parere non è pericoloso dare a un bambino un possibile diverso punto di vista. Quello che mi pare pericoloso è dargliene UNO SOLO. E questo vale anche per gli adulti. E' avere propinata una sola mentalità, un solo mondo possibile, che condiziona le menti e che può essere fonte di problemi.(perchè il solo mondo possibile non è quello patriarcale-cattolico-bianco-etero-scuola-lavoro-matrimonio-figli-morte.) La conoscenza non può essere una cosa negativa. Leggere un libro non significa adottarne il codice morale. Significa conoscerlo e avere la possibilità di vagliare questo codice, adottarne alcune cose buone se ve ne sono e ricordare quelle negative per guardarsene. Impedire o anche solo sconsigliare alla gente di leggere un libro non è mai una protezione ma sempre una costrizione. Il vero pericolo sono l'ignoranza e l'oscurantismo, non un libro fantasy scritto in maniera decente (che non è una cosa da sottovalutare ai nostri giorni) e che ha portato milioni di bambini abituati a solo tv (quella sì che è piena di immoralità...) e videogame a prendere in mano una storia cartacea. Quella sì che è magia...

» postato da (Silvia Sammarelli) alle 15:26 del 07-04-2008

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