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Illustratori
a cura di Chiara Codecà

Ian Miller

Diviso tra editoria e cinema, l'affermato illustratore inglese dotato dell'immaginazione di un bambino e del gusto per il grottesco è un personaggio tutto da scoprire

Ian Miller è stato definito, da critici entusiasti, un Hieronymous Bosch dell'era moderna. L'affermazione è un po' forte, visto che Bosch è uno dei più visionari artisti del Rinascimento europeo, ma sotto un certo aspetto potremmo anche dirla limitativa. L'artista inglese, infatti, non si limita ad un solo stile di pittura ma è in grado di spaziare tra soluzioni e atmosfere diverse a seconda del contesto, muovendosi tra libri, riviste e cinema mantenendo un'identità ben leggibile e precisa.

 

L'artista è nato in Inghilterra nel 1946. Sua madre faceva la costumista per i teatri londinesi e questo ha permesso al bambino di muoversi nei meandri dei teatri dell'epoca, nutrendo la propria fantasia e immaginazione con i trucchi, le luci e i costumi di un mondo dove realtà e finzione si fondevano in un unico insieme. Ha iniziato ad amare la pittura all'età di sei anni, quando ha ricevuto in regalo una scatola di pastelli che a distanza di tanti anni è ancora chiara nella sua memoria. Dopo essersi diplomato in pittura nel 1970, negli anni immediatamente successivi Miller ha iniziato a lavorare come illustratore occupandosi sia di editoria che dei disegni preparatori per alcuni film che, purtroppo, non hanno mai visto il completamento. In compenso è stato autore dei disegni di produzione per Wizards e Cool World, due film del regista d'animazione Ralph Baskhi, noto per aver realizzato nel 1978 una parziale versione animata del Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien. Da allora l'interesse di Miller per il mondo del cinema non è mai scemato, tanto da creare alcuni disegni di pre-produzione per l'ormai famosissimo Shrek della Dreamworks.

In anni recenti sono uscite alcune raccolte dei lavori dell'illustratore, autore anche di due graphic novel, The City (1989), realizzata con James Herbert, e Luck in the Head (1991), con M. J. Harrison.

Illustrazioni a parte, Miller vanta una carriera di tutto rispetto anche in altri campi. Ha esposto per più di trent'anni, è stato art editor per una rivista di settore e consulente artistico per la Game Workshop Ltd, oltre ad aver insegnato in diverse scuole d'arte d'Inghilterra.

 

Oggi Miller è ancora curioso come un bambino, con gli occhi bene aperti su un mondo che continua a vedere pieno di meraviglie. Dotato di una fantasia potente e onirica, con un gusto spiccato per i dettagli e gli aspetti inquietanti e grotteschi, l'artista inglese è aperto a tutte possibilità offerte dalla pittura e dalle tecniche più diverse, sebbene inizi sempre ogni suo lavoro a matita, un'abitudine a cui resta fedele.

Recentemente ha detto: "Sono un grande sostenitore dell'uso di media diversi e di un processo eclettico nella realizzazione di un'immagine. Nessun artista dovrebbe sentirsi costretto dal titolo di pittore, scultore, illustratore o designer che sia. La costante ricerca di nuovi orizzonti, di strumenti innovativi e nuovi mezzi di espressione è implicita del processo creativo e non dovrebbe mai essere impedita."

 

La gallery

http://www.fantasymagazine.it/gallerie/181

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Autore: Chiara CodecĂ  - Data: 23 ottobre 2006

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