Creature fantastiche
a cura di Fabio Vaghi

Non solo vampiri: le Fate Rumene

Entità positive o negative, le Iele sono manifestazioni della natura che permeano la cultura popolare rumena


The Fairy Dance di Robert Alexander Hillingford
La Romania è una terra dalle tinte forti, ricca di leggende antiche e creature sinistre. Non solo vampiri ma, dai Carpazi al Danubio e dalla Montenia al Maramures, una folta popolazione di esseri magici vive ancora nelle tradizioni popolari, nelle ricorrenze religiose, nelle attività di tutti i giorni.

Particolarmente nutrita è la colonia delle fate: le Iele (o Ielele), ovvero “Loro”, “Le Signore”.

 

Le Iele sono entità femminili che permeano (o meglio infestano) i diversi aspetti del quotidiano: una sorta di spirito vitale e soprannaturale frammentato in molteplici manifestazioni. Darne una visione esaustiva è oltremodo complesso, le Signore sono eteree e sfuggenti, volano con il vento e si nascondono nelle acque più profonde, a volte sono benevole, ma guai ad attraversare senza il dovuto rispetto il loro cammino…

Queste fate rumene hanno molto delle Ninfe, Naiadi e Driadi greche nonché dei Sidhe irlandesi, tuttavia mostrano tratti peculiari.

Non amano la solitudine, e vivono in comunità di numero dispari, simili a veri e propri sciami: descritte sia come spiriti virginali (Zane), sia come donne splendide dotate di seduzione irresistibile, le Iele abitano l’aria, l’acqua, la terra e il sottosuolo, ballano in cerchio sotto la luna, nude e adornate da campanelli trasparenti, a volte abbigliate con leggere cotte di anellini metallici e pietre preziose. Gli uomini costituiscono spesso il loro divertimento, perché le difese contro questi esseri misteriosi e inafferrabili sono assai poche.

 

Gli incantesimi delle Iele vengono intessuti con il canto e la danza, e sono talmente potenti da bruciare il suolo, lasciando all’alba cerchi scuri dove ricrescono erbe strane e funghi velenosi.

A volte, la notte, è possibile scorgerle sui prati, sulle cime degli alberi sacri (il nocciolo e il melo) o sul bordo di stagni e ruscelli; oppure incontrarle ai crocevia e presso i resti di fuochi abbandonati. Ma se qualcuno osa attardarsi a guardarle, o peggio, ne imita per scherzo le movenze, tutta la loro furia si scatena: il canto delle Iele ha il potere ipnotico delle Sirene, e il ballo chiamato Hora Ielelor conduce alla follia e alla morte.

 

Un’importanza magica particolare è associata ai nomi.

“Iele” è in realtà un termine collettivo e rituale, perché il nome vero, quando è conosciuto, raramente viene usato: pronunciarlo equivale a un’evocazione, e per questo occorre un ottimo motivo.

Alle “Signore” ci si rivolge quindi con vari appellativi, per ingraziarsele o per metterne in risalto la natura più oscura: le Dolci, le Bianche, le Amorose, le Valorose, le Belle, le Potenti, le Sante, le Radiose, le Buone, ma anche le Malvagie, le Incantatrici, le Oscure, le Streghe; oppure con altri titoli che ne sottolineano i poteri come le Tempestose, le Fertili, le Signore dell’Aria, le Danzatrici.

 

 

Tra le più conosciute troviamo le Valve, spiriti custodi mutaforma nonché entità malefiche e devastatrici.

Le Valve Bianche stanno a guardia di torrenti e foreste, di grotte e miniere, di tesori e antiche rovine, proteggono i giorni della settimana e allontanano le pestilenze

le Valve Nere sono spesso raffigurate come vecchie dall’aspetto repellente, simili alla Muma Padurii (Madre della Foresta) che vive nei boschi e ricorda la strega di Hansel e Gretel nonché la Baba Yaga russa.

Le Sanzienele o Dragaice prendono il nome dal fiore giallo della sânzianã, e sono Iele benevole protettrici della fertilità, del raccolto e delle giovani donne. Senziene indica la festa ad esse dedicata: il giorno di S. Giovanni, ovvero il solstizio d’estate.

Le Vintoasele o Vântoase sono Iele del vento, molto simili alle Vila slave, capaci di sollevare vortici di polvere e scatenare tempeste; le loro punizioni colpiscono interi villaggi, e uno dei loro effetti malefici è quello di rapire il senno ai bambini. L’unica protezione possibile è data dalla misteriosa “erba del vento”.

 

Fate o demoni, quindi? Entrambe le cose. Il folklore rumeno ci offre la possibilità di osservare il “piccolo popolo” — presente in ogni cultura — nella sua forma più selvaggia e originale, sicuramente privo di quelle leziosità shakespeariane che ne hanno edulcorato l’indole tutto sommato ambigua.

Le Iele sono manifestazioni della natura, e come tali vengono percepite: buone o cattive, da adorare come piccole divinità ma comunque da temere. Ad esempio, se non vengono adeguatamente festeggiate nelle ricorrenze a loro dedicate, la vendetta sarà implacabile.

 

Nel giorno di Rusalii si celebra la Pentecoste ortodossa e anche la festa (pagana e sicuramente pre-cristiana) in cui le Signore si radunano pericolosamente vicino agli umani. Il velo tra il mondo reale e quello fatato si attenua e, accanto ai riti gioiosi e propiziatori per l’arrivo della buona stagione ve ne sono altri nati dalla paura ancestrale verso ciò che non è possibile capire e quindi dominare.

In questa giornata così permeata dal sovrannaturale occorre una particolare danza tutelare che allontani l’influsso malefico delle “Signore”, assicurando nel contempo salute e fertilità al villaggio: il Cãlus.

 

 

I Cãluşari (danzatori del Cãlus) sono in numero dispari e rigorosamente maschi, con una gerarchia precisa di ruoli.

Interessante è la figura del Nebun (il muto), che indossa una maschera dipinta, impugna una spada tinta di rosso e porta un fallo di legno rosso legato alla cintura. Simbolo del potere magico del gruppo, radunato in un posto segreto fuori dal villaggio, è un drappo di lino bianco legato a un palo e decorato con aglio, artemisia e steli di grano verde.

Il Calus (probabilmente diminutivo di cal, cavallo) ricorda molto la Morris Dance anglosassone: ogni cãluşar impugna un bastone, e le figure eseguite richiedono particolare abilità e resistenza.

Una sorta di combattimento tra maghi guerrieri e streghe, un duello d’incantesimi intrecciati a passi di danza e tintinnio di campanelli, cadenze rituali e scongiuri.

 

Le Iele sono strettamente legate alle celebrazioni della vita come al culto dei morti. Non a caso i loro giochi si svolgono prevalentemente in luoghi “maledetti”, teatro di avvenimenti violenti come omicidi o suicidi.

Sorelle altrettanto oscure del Re degli Elfi di Goethe, queste Erlkönigin portano presagi nefasti ma — a differenza delle Banshee irlandesi — sono visibili e udibili solo dal diretto interessato. La loro veste bianca e la duplice personalità, chiara e oscura, ricordano antiche divinità come la greca Alphito (dea del grano ma anche di terribili malattie) o la gallese Cerridwen, dimostrando ancora una volta che il mito possiede radici comuni o tende inevitabilmente a ibridarsi.

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Autore: Cristina Donati - Data: 17 febbraio 2009

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Commenti

1 Ottimo e Interessante articolo! Dovrò fare attenzione, d'ora in poi, a lamentarmi delle solite fate fatine e fatonze... <img src=:">

» postato da un muspeling alle 20:56 del 18-02-2009

2 O Sapientissima Kinzica! Mi bullavo tutta con il nome delle Sanziene nel thread sugli "Elfi disdicevoli" e tu tiri subito fuori dal cappello questo articolo stupefacente. Bravissima! (Una sola cosa, il Nebun non è il Muto, è il Folle).

» postato da uljanka alle 21:35 del 18-02-2009

3 Splendido, grazie Kinzica :)

» postato da l'Anto alle 21:04 del 04-03-2009

4 «Splendido, grazie Kinzica :)» ^______^ grazie a te, a Muspeling e a Uljanka che l'avete letto! Sono felice che vi sia piaciuto. :D

» postato da Kinzica alle 22:42 del 04-03-2009

5 Articolo molto bello, ora so qualcosa anche sulle fate rumene, complimenti :D

» postato da Sivrielle alle 22:45 del 05-03-2009

6 darebbe fastidio ai rumeni se le inserissi in un mio racconto? grazie mi hai dato un bello spunto

» postato da hachiko 7777 alle 15:07 del 15-03-2009

7 «darebbe fastidio ai rumeni se le inserissi in un mio racconto? grazie mi hai dato un bello spunto» Non vedo perchè. Darebbe fastidio agli inglesi se tu parlassi di Mago Merlino? :wink: @ Sivrielle: Grazie! ^__^

» postato da Kinzica alle 16:10 del 15-03-2009

8 Bell'articolo, ne avevo sentito parlare quando sono stato in un villaggio rurale e sperduto della romania per un progetto di archeologia sperimentale. Il folklore in quelle zone è ancora molto sentito (sopratutto nelle realtà rurali), mi è capitato di assistere a manifestazioni religiose e feste che avrei voluto conosce meglio. Intanto grazie per questo articolo! :D

» postato da Bran alle 17:11 del 15-03-2009

9 «Bell'articolo, ne avevo sentito parlare quando sono stato in un villaggio rurale e sperduto della romania per un progetto di archeologia sperimentale. Il folklore in quelle zone è ancora molto sentito (sopratutto nelle realtà rurali), mi è capitato di assistere a manifestazioni religiose e feste che avrei voluto conosce meglio. Intanto grazie per questo articolo! :D» Grazie a te Bran! :D Ho avuto modo di iniziare a conoscere il folklore rumeno e lo trovo affascinante, per vari motivi. Ho in mente un altro articolo, ispirato da fonti "informate sui fatti". Inquietante come certi rituali siano tutt'altro che estinti. :roll: :wink:

» postato da Kinzica alle 18:55 del 15-03-2009

10 Bellissimo post. Sapreste indicarmi qualche riferimento bibliografico o link, per approfondire?

» postato da spacechili alle 20:59 del 29-04-2009

11 «Bellissimo post. Sapreste indicarmi qualche riferimento bibliografico o link, per approfondire?» Ciao Spacechili e grazie ^___________^. Te li mando domani in PM. Però la maggior parte sono in rumeno.

» postato da Kinzica alle 21:49 del 29-04-2009

12 ««Bellissimo post. Sapreste indicarmi qualche riferimento bibliografico o link, per approfondire?» Ciao Spacechili e grazie ^___________^. Te li mando domani in PM. Però la maggior parte sono in rumeno.» Grazie mille Kinzica e scusami per il ritardo della risposta. Guarderò i link con grande piacere. Ho visto un Libro della Newton & Compton che parla delle leggende transilvane. Lo conosci? Lo consigli?

» postato da spacechili alle 16:12 del 18-05-2009

13 « Ho visto un Libro della Newton & Compton che parla delle leggende transilvane. Lo conosci? Lo consigli?» Ti riferisci a "Miti e leggende della Transilvania"? Lo conosco, ma non l'ho letto. Una delle tante cose che sono lì ad attendere... Considera che ho approcciato questo folklore in modo poco "cattedratico", ascoltando racconti di gente del posto. Comunque, sembra un libro interessante. Ciauz ^__^

» postato da Kinzica alle 22:14 del 18-05-2009

14 Sì, mi riferivo a quello. Appena lo leggo, ti posto un giudizio, così ricambio la gentilezza dei link. Grazie ancora! 8)

» postato da spacechili alle 23:29 del 18-05-2009

15 Bell'artcolo!! Davvero interessante. Wow, sarebbe piaciuto anche a me ascoltare racconti della gente del posto °.°

» postato da Agatha alle 16:10 del 12-06-2009

16 bello questo post....cmq io sono rumena e posso dirvi che ci credo molto(purtroppo)in queste cose...fate,streghe o qualsiasi cosa siano...ho assistito a diverse cose strane,magie,pozioni per far innamorare due persone,ma per fortuna fino ad ora non ho ancora visto vampiri o qualche lela....spero di leggere ancora i vostri racconti...un abraccio a tutti

» postato da (ramona albis) alle 01:13 del 30-09-2010

17 Grazie Ramona ^__^. Ho in cantiere un'altro articolo sul folklore rumeno, spero di finirlo a breve ^__^. E' un argomento un po' più cupo delle fate. :wink:

» postato da Kinzica alle 21:43 del 01-10-2010

18 Io sn rumena,mi devo complimentare con kinzica nemmeno io lo sapevo,e vorrei dire a hakilo 7777,nn ci da fastidio tanto nn e mica che ci rubate la casa cosi x dire anzi e molto meglio perche ti abbiamo dato spunto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

» postato da (ionela michela fulga) alle 23:23 del 11-04-2011

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