Non è la prima volta che sei ‘vittima’ di un’intervista per Fantasy Magazine: in passato avevamo parlato di te in veste di proprietaria della libreria padovana Il Lupo Rosso, mentre ora ti ritroviamo come autrice di una saga fantasy. Cosa è cambiato nell’ultimo periodo?

Credo che ad essere cambiata maggiormente in questo periodo sia stata unicamente io. Sia il lavoro al Lupo Rosso che quello legato alla Saga di Amon mi hanno in un certo senso messa di fronte a responsabilità e impegni che prima non avevo e che comunque hanno cambiato parecchio il mio modo di pensare e di essere, diventato forse meno ingenuo e infantile rispetto al passato. Insomma credo di essere semplicemente cresciuta e maturata sia come persona che come autrice.

Ti definiresti più una ‘libraia che scrive romanzi’ o una ‘scrittrice che vende libri’?

Direi “una libraia lettrice con il vizio di scrivere troppo.” Mi sembra strano essere chiamata (o chiamarmi) una scrittrice, un po’ perché in fondo so di avere ancora molta strada da fare e tanto da imparare, un po’ perché  diventarlo è sempre stato il mio desiderio più grande fin da quando avevo tredici anni e ancora adesso mi sembra quasi incredibile l’essere riuscita ad avvicinarmi così tanto a quel sogno.   

L’Evocatore non è il tuo primo romanzo: in che misura l’esperienza accumulata con Black Angel e i numerosi racconti che hai scritto in passato ti ha aiutata?

Direi che l’esperienza ottenuta con Black Angel per me è stata fondamentale. Mi ha permesso di conoscere meglio la realtà editoriale Italiana e capire i limiti della mia scrittura e quindi di migliorarla grazie anche al confronto con gli altri. Inoltre mi ha permesso anche di conoscere delle persone meravigliose che hanno saputo darmi tanto sostegno in momenti non sempre facili e che sono diventate, per me, come una seconda famiglia.

Come è nato il progetto della Amon Saga? Di quanti volumi sarà composta?

Il progetto della Saga di Amon è nato da una proposta che mi era stata fatta di provare a scrivere un romanzo che avesse come protagonista un evocatore di demoni.  L’idea di base ha iniziato subito a ronzarmi per la testa e quel giorno stesso, mentre ero sull’autobus, sono nati i personaggi di Daniel, l’evocatore protagonista e Baal, il demone che lo segue, così come sono ancora adesso nel romanzo. Col tempo, la storia è diventata molto più complessa di quanto avessi pensato all’inizio, portandomi a sviluppare sia il background storico che la simbologia e i rituali in maniera più dettagliata e approfondita. Al momento, comunque, la Saga di Amon sarà composta da tre volumi, poi, chissà… ho ancora così tanto da raccontare su quel mondo che al momento non mi sento di escludere niente per il futuro.

Ti sei ispirata a un autore/genere/filone in particolare?

Per la creazione del mondo di Amon mi sono prevalentemente ispirata alla demonologia cabalistica, all’antico paganesimo e alla moderna wicca, ma a dire il vero non ho pensato ad alcun autore o genere in particolare anche perché ho cercato di svuotare la mente da qualsiasi influenza esterna nel momento della stesura. 

Quale progetto [a parte il dominio del mondo] si ‘nasconde’ dietro gli Scrittori Sommersi?

La copertina, realizzata da Sara Forlenza, di L'Evocatore, primo volume della Amon Saga
La copertina, realizzata da Sara Forlenza, di L'Evocatore, primo volume della Amon Saga
È ovvio: il dominio dell’universo. No, scherzi a parte il gruppo degli Scrittori Sommersi nasce con il preciso scopo di creare una rete di collaborazione e reciproca promozione tra autori emergenti ed esordienti. Ci sono molti scrittori di talento in Italia, che purtroppo non riescono a farsi notare come invece meriterebbero e noi sfruttiamo il web (attraverso quindi il nostro sito internet e i principali social network) come principale risorsa per dare loro una mano a farsi conoscere. Attualmente oltre alle attività per la promozione delle nostre due antologie, vengono regolarmente pubblicate le recensioni del nostro gruppo di lettura e si è da poco concluso il primo concorso letterario  da noi indetto che porterà alla pubblicazione sul nostro sito di un Ebook con i migliori racconti  pervenutici.

Cosa consiglieresti a un autore italiano esordiente?

L’unica cosa che mi sento di poter consigliare è di non arrendersi mai di fronte a chi cerca di sviarti da ciò che ami davvero. Certo all’inizio non si può pretendere di arrivare subito al grande editore. Sono la prima a credere che “la gavetta” sia importante soprattutto per conoscere la realtà editoriale in cui ci si muove, ma se si ama davvero la scrittura e se si ha davvero fiducia nelle proprie storie, allora penso che l’occasione di vederle pubblicate, prima o poi, arriva.  L'importante è essere sempre comunque fedeli a se stessi e alla propria passione cercando in ogni caso di mantenere i piedi per terra.