Richard Morgan
Richard Morgan

Avevamo molta aspettativa per l’arrivo nelle nostre librerie dell’edizione italiana di The Cold Commands ( Esclusi, pubblicato da Gargoyles Books), il secondo libro della trilogia Una Terra a misura d’Eroi. Dunque... bentornato in Italia e nelle nostre pagine web, Richard! 

Grazie molte!

In Esclusi incontriamo nuovamente i tre straordinari protagonisti di Sopravvissuti (The Steel Remains): Ringil, Egar e Archeth. Sopravvissuti alle loro rispettive esistenze, alla Guerra contro le Lucertole e alle loro guerre personali, alle società e agli scenari post-bellici, alle ferite nascoste nelle loro anime e a tutti i nemici (dai del tutto umani ai presunti semi-divini Dwenda) contro cui si sono battuti nel primo romanzo della saga.

Con cosa si vanno a confrontare, stavolta?

In qualche modo, tutti e tre i protagonisti devono affrontare sfide similari; devono misurarsi con lo stesso irrisolto disgusto per sé stessi e il senso di mancanza di direzione che è subentrato dopo gli atti eroici da loro compiuti conflitti precedenti. Ringil è impegnato in una selvaggia e sanguinosa vendetta per quanto è successo a sua cugina, ma c’è da chiedersi che cosa realmente lo stia guidando; Archeth continua a consigliare l’imperatore meglio che può e a cercare modi per trattenere il proprio dolore, derivante dall’essere stata abbandonata dal suo popolo; ed Egar è, diciamolo piuttosto francamente, annoiato, quindi alla ricerca di alleviare la monotonia per mezzo di occasionali atti di violenza. Nel frattempo, dietro le quinte, le divinità e altre creature meno facilmente definiti stanno tramando...

Intreccio narrativo a parte, c’è qualche differenza di rilievo tra Sopravvissuti ed Esclusi, oppure questo secondo romanzo è stato scritto in una logica di continuità a 360°?

Beh, Esclusi è un pochino più lungo di Sopravvissuti

No, seriamente, Esclusi è quanto di più vicino ad un sequel che io abbia mai scritto. Si stratta dello stesso mondo, con gli stessi personaggi, ed è un’estensione della stessa trama generale. Puoi reimmergerti direttamente nella storia come se non l’avessi mai lasciata.

Uno dei temi di questo romanzo è il fondamentalismo e la religione di tipo dogmatico come centro di potere e di controllo della società, anche nella sua rivalità con il potere temporale dello stato (l’imperatore, nel caso della tua saga). Ma è anche interessante sottolineare le differenze tra i due approcci alla religione e al potere che ne deriva, rappresentate nel romanzo dal moderato Hanesh Galat in contrapposizione con l’integralista Pashla Menkarak.

Sì, i libri sono stati sempre destinati a portare temi relativi al mondo contemporaneo e ovviamente tale rapporto tra il potere temporale e quello religioso è decisamente una questione da prima pagina, in questi giorni. Volevo che la mia Sword & Sorcery potesse sentirsi rilevante, che avesse qualcosa da dire sul mondo reale, piuttosto che sui Gradi Temi Mitici, come Dovere, Potere ed Eroisimo.

E, chiaramente, all’interno della cerchia professionale del personale religioso non troviamo solo stronzi misogini (solo circa il 90%,; -) ), quindi sembrava il momento adatto per introdurre un piacevole prete moderato. E mostrarvi quanto inevitabilmente accade anche ai tipi come lui…

Quanto tempo hai investito nell’elaborare il contesto sociale di Yhelteth e dell’Impero?

Tendo a non spendere troppo tempo nella costruzione del mondo in testa alla fase di scrittura. Preferisco inventare in corsa, creare lo sfondo per ciò che sta accadendo su base fortuita, anche se legata all’evento; allo stesso modo in cui in un teatro le luci puntate sull’attore vanno ad illuminare piccole parti di scenario dietro di lui mentre si muove sul palco. Ovviamente, in qualche punto devi andare a razionalizzare ciò che hai creato, tirarti giù delle note, porti dei limiti nel narrato successivo in modo che la continuità regga; ma ciò riguarda ciò che faccio nella sua intera portata. Qualsiasi altra cosa la sentirei come inutilmente costrittiva.

In Sopravvissuti, si aveva l’impressione che, dei tre protagonisti, Ringil fosse in qualche modo quello con il riflettore un po’ di più puntato addosso. Qui, invece, mi pare che tu abbia dato lo stesso spazio ai tre…

In realtà, no. Esclusi segue una dinamica molto simile a Sopravvissuti, con la narrazione incentrata su Ringil sparsa alternativamente ai capitoli su Egar e a quelli su Archeth. Quindi la ripartizione è la stessa. Ma penso che forse quello che è successo stavolta è che le tre narrazioni sono legate in modo molto più stretto, e ciò che accade ai singoli personaggi si riflette intimamente sugli altri due. In Sopravvissuti i tre seguono le loro strade in modo del tutto personale, che poi li condurrà verso una riunione finale, punto culminante (e previsto, anche se non da loro) verso la fine del libro. In Esclusi le cose sono un tantino più complicate…

Anche Esclusi è arricchito da un eccellente cast di coprotagonisti, che ci dà l’opportunità di approfondire la conoscenza di alcuni interessanti tizi già incontrati (come l’imperatore Jhiral) e alcune new entry (quali il Timoniere Anasharal, o l’amante di Egar, Ishgrim…).

Grazie. Certo, una delle cose che tendono a verificarsi quando scrivi in una forma a finale aperto, nel modo da me adottato, è che i personaggi secondari crescono e prendono vita propria; inizi a vederci nuove profondità, e possibilità narrative che prima non c’erano. E la gran cosa di questa scrittura con aspetti di indeterminatezza è che sei – più o meno – libero di seguire queste nuove e inaspettate fila. È poi un po’ un incubo assicurarti che si vadano ad intessere tutte quante in un insieme coerente! 

In questo secondo episodio, c’è un maggior coinvolgimento dei Timonieri…

Certo, come per i personaggi secondari umani, ci accorgiamo che c’è qualcosa di più su di loro di quando si percepisca ad occhio nudo.

Suppongo che la Corte Oscura sarà particolarmente in scena in The Dark Defiles, il romanzo  conclusivo della trilogia…

The Dark Defiles
The Dark Defiles
Sì, The Dark Defiles propone anche un nuovo membro della Corte, che è molto più spaventoso di quanti abbiamo visto sinora in azione. E finalmente iniziamo a scorgere il reale potere che sta dietro alla Corte.

Leggendo articoli e discussioni varie circa Sopravvissuti ed Esclusi, è piuttosto usuale trovare commenti circa la presenza del sesso nei tuoi romanzi fantasy. Ma io vorrei chiederti di parlaci di un aspetto che forse appare meno evidente ad alcuni, ma sono sicuro sia invece del tutto palese a molti altri: la trilogia A Land fit for Heroes è anche una storia che parla di sentimenti, e d’Amore... Certamente non l’amore delle favole, tutt’altro… Ma è, in ogni caso, anche un’intensa storia d’amore. 

Il sesso ovviamente attira un sacco di commenti, sia positivi che negativi: si tratta di sesso gay ed è molto visuale e icastico, una combinazione alla quale un sacco di persone appaiono proprio incapaci di far fronte (anche se molte di loro sembra non abbiano invece avuto problemi quando hanno letto simili descrizioni esplicite di sesso eterosessuale negli altri miei romanzi, o se per questo nemmeno con quelle – perché ce ne sono pure lì – presenti nello stesso “Sopravvissuti”!). Ma c’è stata una tendenza, certamente tra i detrattori, ad omettere completamente la dimensione emozionale. Nondimeno, i romanzi della saga A Land fit for Heroes parlano di perdita e desiderio, e tale brama assume varie forme. I personaggi sono tutti, in un modo o nell’altro, degli alienati, e tale alienazione in molti ribolle internamente portando ad una solitudine dolorosa. I vari antidoti che i protagonisti trovano per lenire tale pena – droga, sesso, amicizia, violenza estrema – formano la spina dorsale narrativa dei romanzi. E sì, si può affermare che tutte le risposte sono ancorate a qualche forma d’amore, o di dolore per l’amore perduto.

Ora, una nuova attesa… Quando The Dark Defiles uscirà anche in Italia?

Questa è veramente una bella domanda, ma dovresti porla al mio editore italiano!

Ricordiamo che abbiamo parlato del primo romanzo con Richard Morgan al seguente link.

Una terra a misura d’Eroe. E di Scrittore... Intervista a Richard K. Morgan

Una terra a misura d’Eroe. E di Scrittore... Intervista a Richard K. Morgan

Articolo di Fabio Novel Mercoledì, 28 novembre 2012

L'autore noto in Italia per i suoi technothriller ci parla della sua avventura nella fantasy, con il suo stile schietto e colloquiale.

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