Quanto può spingersi oltre il giornalismo prima di trasformarsi nello spettacolo che vorrebbe raccontare? È la domanda al centro di Primetime, il film diretto da Lance Oppenheim e interpretato da Robert Pattinson, in arrivo oggi nelle sale con I Wonder Pictures.

Il debutto statunites ha intanto richiamato l’attenzione sul film: secondo i dati riportati nel comunicato di distribuzione, Primetime ha incassato oltre 19 milioni di dollari nel primo fine settimana, e al momento in cui scriviamo ha superato i 42 (Fonte BoxOfficeMojo). Un risultato che, nelle cifre diffuse, rappresenta il terzo miglior esordio domestico nella storia di A24, alle spalle di Backrooms e Civil War e davanti a Marty Supreme. Sempre secondo il comunicato, si tratta anche del miglior week-end d’apertura per un film interpretato da Pattinson e distribuito dallo studio.

Sinossi

La storia si apre nel 2006, quando il giornalista Chris Hansen, interpretato da Pattinson, si prepara a lasciare il segno con To Catch a Predator. Il controverso format utilizza operazioni sotto copertura e telecamere nascoste per smascherare predatori sessuali, trasformando gli incontri e il successivo confronto con il conduttore in un appuntamento televisivo capace di attirare un pubblico sempre più vasto.

Mentre il programma diventa un fenomeno nazionale e Hansen acquista lo status di celebrità, il confine fra informazione, giustizia e intrattenimento comincia a sfumare. La promessa di denunciare il male si intreccia con il bisogno di mostrarlo, alimentando un circuito in cui cronaca e voyeurismo finiscono per confondersi.

È su questa tensione che si concentra il film: non soltanto il funzionamento di un programma controverso, ma anche le contraddizioni dell’uomo che ne diventa il volto. La notorietà, in questo racconto, non è semplicemente un traguardo professionale: porta con sé un prezzo personale e interrogativi sempre più difficili da eludere.

Robert Pattinson protagonista e produttore

Pattinson affianca al ruolo principale quello di produttore. Nel cast figurano Merritt Wever, Skyler Gisondo e la cantautrice Phoebe Bridgers, mentre fra i produttori compare anche Ari Aster.

Diretto da Lance Oppenheim, scritto da Ajon Singh e prodotto da A24, Primetime affronta il potere dei media attraverso una storia in cui la denuncia pubblica diventa spettacolo e il successo rischia di oscurare le ragioni da cui tutto è cominciato.

Recensione

Primetime

Primetime

Articolo di Martina Grusovin Lunedì, 12 ottobre 2026

Primetime parte da uno spunto interessante e attuale per riflettere sulla spettacolarizzazione della cronaca, ma non riesce fino in fondo a trasformare le sue intuizioni in un discorso davvero compiuto.

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