Anche questo aspetto si rinviene con una certa frequenza. E sono ancora i Genesis a tenere banco, anzitutto col gioiellino horror The Musical Box, già anticipato dal titolo dell'album che, in un macabro gioco di parole, converte l'innocua locuzione 'nursery rhyme' (filastrocca infantile) in Nursery Cryme (crimine infantile). In esso, Cynthia (anni 9) sta giocando a croquet con Henry (anni 8) e, con la mazza, stacca di netto la testa dell'amichetto. Più tardi, ella trova il carillon del bimbo, da cui emerge una piccola figura spettrale: Henry è tornato, ma per poco. Il suo corpo, infatti, da novello Dorian Grey, inizia a invecchiare rapidamente. I desideri di una vita si affollano nella sua mente e mentre tenta di convincere Cynthia a "soddisfare il suo romantico desiderio", sopraggiunge la bambinaia, che scaglia il carillon contro l'apparizione, distruggendo entrambi.

Peter Gabriel impersona Henry da vecchio nella favola di the Musical Box
Peter Gabriel impersona Henry da vecchio nella favola di the Musical Box

Nello stesso album c'è la storia assurda, ironica e raccapricciante di Harold The Barrel, che "si era tagliato le dita dei piedi, servendole col tè". Altrove, la band parla di strane metamorfosi. Ci si deve allora spostare in quel ‘Foxtrot’ la cui copertina – vergata dalla splendida mano del grande Paul Whitehead - già richiama, per associazione di idee, la trasformazione bestiale, angosciante e tragica del tristissimo racconto Lady Into Fox di David Garnett (vincitore del più antico premio letterario britannico per il miglior lavoro di letteratura immaginativa, l’Hawthornden Prize).

Qui, il brano Lover's Leap intensifica poeticamente la coloritura di un episodio reale: "una sera - racconta Gabriel - io e mia moglie ci stavamo semplicemente guardando, quando iniziarono ad accadere cose incredibili. Vedevamo, nei nostri volti, altri volti, come se qualcuno fosse entrato in noi e si proiettasse sulle nostre facce... Giurerei che ci fossero delle figure fuori dalla finestra, con dei mantelli bianchi... Alla fine, con le prime cose che mi capitarono, tracciai delle croci, qualcosa che avevo visto fare in qualche film horror. Funzionò". Le parole di Peter rimandano a certe esperienze dei racconti di Mervyn Peake come Danza Macabra, in cui l'entità estranea si impossessa degli abiti dei protagonisti, non importa se già addosso ai medesimi.

Peter Gabriel impersona la Volpe effigiata sulla copertina di Foxtrot
Peter Gabriel impersona la Volpe effigiata sulla copertina di Foxtrot

E a proposito di Peake, come dimenticare un altro classico del gotico-fantastico? La trilogia di Gormenghast, è stata infatti celebrata in più di un’occasione: anzitutto da un’omonima band tedesca di recente formazione, ma, già nel lontano 1973, gli Straubs di Rick Wakemangli avevano reso omaggio con la canzone Lady Fuchsia (LP Burning At The Seams), così come i già citati Fruup avevano intitolato al castello dei Conti di Groan una composizione del loro già menzionato Modern Masquerades.

Vicende spettrali immaginate si rinvengono poi in Modern Masquerades dei Genesis (LP Genesis, '83), assieme a Mother Dear dei  Barclay James Harvestnell'album omonimo ('70). Mentre è nuovamente un episodio reale a dare il 'la' per I Will Walk On Water (LP A Singles Collection, '92) dei Marillion: "Ho vissuto quest'esperienza durante un temporale, mentre mi recavo a uno show a Cardiff" raccontava in proposito il cantante Steve Hogarth, subentrato nell'89 a Fish - "Ho avvertito un'energia che usciva dalla pioggia e veniva verso di me".

Con The Uninvited Guest (LP Seasons End, '89), invece, i Marillion sembrano apparentemente trattare di un 'alter ego', oppure della coscienza, come testimonierebbe la citazione, nel testo, del Banquo shakespeariano. Ma successivamente, John Helmer, paroliere co-autore del pezzo, ha dichiarato una matrice molto più dark, che deriverebbe dal racconto di Edgar Allan Poe The Mask Of The Red Death: “In esso un cui un principe si rinchiude nel proprio castello trascorrendo il tempo in banchetti con gli amici, in attesa che la tremenda epidemia che sta affliggendo i suoi possedimenti si estingua. Ma la Morte assume una forma umana incappucciata di rosso e porta via il principe e i suoi ospiti. Ho pensato che fosse un'ottima metafora per descrivere la reazione di alcuni di fronte all'AIDS: qualcosa che non ti colpirà se ti chiudi nella tua torre d'avorio".

Sempre Poe è il riferimento del già citato Alan Parsons Project, sia in Tales Of ('76) Mistery And Immagination- in cui la voce narrante è nientemeno che quella di Orson Welles e in cui si incontrano eloquenti titoli come The Raven o The Fall Of The House Of Usher (quest'ultima oggetto anche di un album solo dell'ex Van Der Graaf Generator Peter Hammill) - che nel bellissimo The Turn Of A Friendly Card ('79), attraverso lo strumentale The Gold Bug.

La copertina di The Hound Of The Baskervilles di Nolan & Wakeman
La copertina di The Hound Of The Baskervilles di Nolan & Wakeman

Il già citato duo Nolan&Wakeman porta invece alla ribalta un altro maestro del brivido, Arthur C. Doyle, traducendo in musica il celebre The Hound Of The Baskervilles (2002), anche se, a volte, le melodie sono un po’ troppo ariose per catturare l’atmosfera di lugubre mistero che permea il suo corrispondente letterario.

Ancora in casa prog, vanno inclusi i Pallas, che nella loro The Ripper (LP Arrive Alive, '81) investigano il lato più sensazionalistico dell'orrore, portandolo in scena con l’efficace mimica, un po’ truculenta, del cantante Euan Lawson. I Renaissance si dedicano invece allo sdoppiamento della personalità caro a Robert L. Stevenson, aprendo l’album Azur D’or (’79) con una track ispirata a Jeckyll & Hyde.

A chiudere la galleria, una rapida citazione per l'outsider Kate Bush, artista progressiva solo se si considera la prima accezione del termine cui si accennava in apertura di articolo. Ella, assieme al Peter Gabriel post Genesis, è infatti una dei pochissimi artisti rock fuoriclasse e atemporali che riescono a essere sempre innovativi e a generare punti che poi, per anni, fanno scuola a schiere di musicisti. Nella sua bellissima inedita Experiment IV, (’86) narra di un laboratorio segreto dove numerosi scienziati sono occupati a metter a punto, su commissione dei militari, un’arma micidiale: “Solo in teoria sappiamo quello che stiamo facendo… Ci dissero che tutto quello che volevano era un suono che potesse uccidere qualcuno a distanza, così procedemmo… Dalle grida piene di dolore delle madri [partorienti – NdR] fino alle urla di terrore, le registrammo e le immettemmo nella nostra macchina…”. La canzone era accompagnata da un video splendido e inquietante, che mostrava come il suono killer fuggisse dal laboratorio dopo aver ucciso tutti gli occupanti e, sotto le sembianze di una bella ragazza (impersonata dalla stessa Kate), chiedesse un passaggio con l’autostop per andare in città. Il filmato si fermava furbescamente qui, facendo presagire una strage imminente di proporzioni ancor più vaste di quella che l’Experiment fuggiasco si lasciava alle spalle.

Il tributo più recente in ambito horror è infine quello dedicato dalla PFM al vampiro più famoso, il conte Dracula. Alla sua figura la band ha dedicato l'ultimo disco (omonimo, uscito lo scorso inverno). Di Cioccio e soci ne hanno ideato anche una trasposizione teatrale (http://www.horrormagazine.it/notizie/1721/).