Grendel, la suite ispirata all'antico poema Beowulf, è il componimento più lungo (17 minuti e 40 secondi) e controverso della produzione dei Marillion.  Amata dai fan, specialmente quelli della prima ora, e guardata ormai con imbarazzo dalla band, per via del forte tributo ai primi Genesis chiaramente avvertibile in essa, Grendel è una delle prime canzoni che si sono avvalse di un testo di Fish. L'ormai ex cantante della band iniziò infatti a lavorarci poco dopo il suo ingresso nell'organico, mentre parte della musica era già stata scritta prima del suo arrivo e inclusa in un componimento di circa otto minuti intitolato The Tower.

Questo nostro piccolo viaggio, suddiviso in tre parti, si occuperà della nascita e della presentazione on stage di questo pezzo, degli elementi cui si ispira e della comparazione di questi ultimi rispetto alla sua lirica.

Tutto cominciò...

...Durante il gelido inverno del 1981. Fish, da poco arruolato ufficialmente nei ranghi dei Marillion, stava leggendo, all'epoca, il Grendel di John Gardner (volume sul cui contenuto  ci diffonderemo nella prossima puntata). Il libro gli era stato prestato dal chitarrista Steve Rothery, il membro con cui egli aveva maggiormente legato all'interno del gruppo. Affascinato da quella lettura, l'intento che si delineò ben presto nella mente del cantante fu dunque quello di trasferire nella lirica della canzone il ribaltamento di prospettiva operato dallo scrittore americano. Mentre infatti nel poema Beowulf la storia è narrata dal punto di vista degli uomini, nel libro di Gardner la vicenda è raccontata dall'ottica del mostro.

Grendel è stata registrata come retro del 12" realtivo al primo singolo realizzato dalla band, Market Square Heroes, ma non è mai stata inclusa in un album da studio. Nello stesso 12" compare anche un terzo pezzo, Three Boats Down From the Candy. La EMI, nel 1988, li ha poi inseriti tutti e tre nell'antologia B-Sides Themselves e quindi nella versione remaster del primo album, Script For A Jester's Tear. Il 12", prodotto da David Hitchock (già con Caravan e Genesis) e registrato, a cavallo fra l'ultima settimana di settembre e la prima di ottobre del 1982 ai Park Gate Studios di Battle (località vicino ad Hastings),  richiese estenuanti sessioni per essere completato in tempo.

Data la complessità di Grendel, Hitchcock consigliò al gruppo di iniziare a lavorare proprio da lì, lasciando le altre due canzoni per un momento successivo. Il compito si rivelò però più arduo del previsto e Grendel richiese così tanto che alla fine, alle iniziali due settimane concordate con la EMI per la registrazione del 12", dovette aggiungersene una terza ai Wessex Studios per le rifiniture.

"Mi ricordo molto bene  le ultime ore di sessioni a Battle" - rievoca Mark Kelly nella biografia ufficiale del gruppo firmata da Mick Wall. "Il nostro ultimo giorno lì era una domenica, stavano per buttarci fuori dagli studios perché qualcun'altro li avevai prenotati per il lunedì seguente, così dovemmo lavorare durante la notte. E io la mattina seguente dovevo sposarmi! Così non solo tutti lavorarono come pazzi per terminare, ma io entrai anche nel panico per il matrimonio, cercando di finire tutti i miei pezzetti per essere in grado di prendere il treno per Aylesbury. Si fecero circa le tre del mattino e io non ero nemmeno prossimo a concludere e tutti sentivamo la testa esplodere per la mancanza di sonno. Camminavamo in giro come zombie cercando di registrare questa maledetta musica. Alla fine terminai attorno alle cinque del mattino, uscii dagli studios, andai direttamente in stazione e comprai il biglietto per Aylesbury".

Si va in scena

La rappresentazione di questa suite è uno dei capisaldi della teatralità di cui Fish andava giustamente famoso. Per interpretare la spaventosa parte del mostro quando esso fa la sua comparsa alla Reggia di re Hrothgar, il cantante indossava un elmo che gli celava il viso fino alla bocca e che è diventato il Simbolo dei Simboli della storia marillica.

Con addosso l'inquietante accessorio, il cantante prendeva un 'malcapitato' fra il pubblico e mimava l'atto di sgozzarlo e di assaggiarne il sangue. Detto così sembra tutto molto cruento, ma in realtà l'intervento di Fish sull'ospite era molto delicato e interamente mimato. Per contro, il fan di turno sapeva cosa lo aspettava e stava tranquillamente al gioco.

Se volete avere una chiara visione della scena, potete riviverla attraverso il video EP che contiene sia Grendel che la canzone intitolata The Web (presente sul primo album del gruppo). Ma ecco come, nel tour program dello Script For A jester's Tear tour '83, lo stesso Fish descrive questo 'rito': "La trasposizione della canzone sul palco coinvolge uno degli spettaori nella 'macellazione' teatrale, a simboleggiare la frustrazione della creatura nei confronti di Dio e dell'uomo. Il contatto inatteso fra musicisti e pubblico sul palco, a mio parere, centra l'attenzione su un livello quasi personale, molto più di quanto non farebbe, per esempio, uno scenario tridimensionale. Per qualcuno è forse semplicemente spettacolare, per altri (e soprattutto per la 'vittima') un efficace sistema per rammentare la realtà".

Fish ha sempre sostenuto che l'elmo usato durante i concerti dell'epoca  fosse un'esatta copia (in plastica e vetroresina) del celebre Elmo Reale ritrovato a Sutton Hoo. Si tratta di un sito archeologico scoperto nel 1939 nel Suffolk, in cui fu ritrovata un'intera barca equipaggiata per il viaggio ultraterreno del monarca ivi seppellito (che si pensa essere il re dell'East Anglia Rædwald, morto nel 624 d.C.). L'elmo, che faceva parte del corredo funerario, si puo' ammirare oggi al British Museum di Londra

Il reperto e' in una grossa teca divisa a meta': davanti c'è il manufatto originale, come appare nella foto qua sopra,  mentre dietro c'e'  la magnifica ricostruzione che appare qua sotto e che mostra come doveva apparire in tutto il suo antico splendore, prima che il Tempo operasse la sua impietosa azione corrosiva.
  Come si può confrontare dalle foto, in realtà l'elmo di Grendel è una buona imitazione a colpo d'occhio, ma dire che sia una copia esatta è un'affermazione azzardata, e lo si vede subito dal fatto che l'elmo di Fish ha la parte frontale piu' alta rispetto all'originale e manca in accuratezza per quanto riguarda alcuni dettagli, come per esempio le decorazioni superiori e le arcate sopracciliari molto più incurvate.

Nel 1998, quando Fish si trovò in una grave crisi finanziaria perché l'etichetta indipendente che aveva fondato (la Dick Bros) e lo studio di registrazione che aveva costruito e affittato ad altri musicisti non avevano portato gli introiti sperati e dunque il suo bilancio era seriamente in deficit. Per arginare l'emorragia, Fish mise all'asta 124 articoli fra T-shirt, costumi e accessori di scena, incluso questo fascinoso cimelio. Il prezzo base con cui il cantante lo mise all'asta era di 200 sterline. Alla fine, dopo un serrato testa a testa con altri compratori, fu aggiudicato, per circa due milioni di lire, a un fan milanese, che lo conserva 'religiosamente' ancora oggi.

I Marillion hanno eseguito Grendel dal vivo sino al 1983 e hanno smesso perché, come ebbero a dichiarare, la canzone "è troppo vecchia e non rappresenta più la band". Ma ancora durante i concerti odierni, ogni tanto, il chitarrista Steve Rothery si lancia, fra una accordatura e l'altra, nell'inconfondibile arpeggio iniziale della canzone, ben sapendo di provocare un tuffo al cuore dei fan di vecchia data. Il tutto dura sempre una manciata di secondi, a metà fra il serio e il faceto, fra l'omaggio ai tempi passati e l'ironia verso la troppa nostalgia.   Grendel è stata quindi riproposta nel 1996 durante il primo tour degli Arena, progressive band formata dal batterista Mick Pointer che fu altresì fondatore dei Marillion, poi estromesso dalla sua stessa band per motivi di sopravvenuti limiti tecnici.