In contemporanea con la presentazione del film al Comic-Con di San Diego, la Paramount Pictures ha aggiornato il sito ufficiale di Beowulf con un'area download, in cui sono disponibili gli ormai immancabili miniavatar e wallpaper, e i link al sito ufficiale del videogioco e al primo trailer, visualizzabile con quick time in tre diverse risoluzioni.

Con un sottofondo di corni il cui lugubre e greve suono accompagna la navigazione in tutto il sito, il filmato si apre con il giovane e coraggioso eroe assetato di gloria e potere (Ray Winstone) che emerge dalle acque. Alla luce di una torcia e di un corno che irradia una luce dorata innaturale si distunguono le pareti di roccia di una caverna sotterranea, l'antro di una creatura potente e malvagia, un'orco dalla bellezza sensuale e conturbante, disposta a offrire a quel misero mortale la corona del più grande regno sulla terra, forza e giovinezza eterna in cambio di un figlio da generare insieme.

All'opera di seduzione portata avanti da questo essere dalle fattezze demoniache, si alternano immagini di distruzione, della distruzione portata nella dimora di re Hrothgar (Anthony Hopkins) dal mostruoso Grendel (Crispin Glover), fotogrammi da scene di battaglia con frecce che oscurano i cieli e cavalieri lanciati al galoppo, e drammatici primi piani di re Hrothgar, della regina Wealhtheow (Robin Wright Penn) e del guerriero Unferth (John Malkovich).

Sebbene alcune immagini siano davvero spettacolari questo primo trailer dell'ultima fatica di Robert Zemeckis lascia alquanto perplessi. La produzione ha promesso un film dai toni scuri, violento e sensuale, un'atmosfera mitica resa ancora più eterea dalla scelta di stendere sulla vicenda una patina dorata. In realtà gli spettatori si sono trovati davanti a un papocchio dal deludente sapore di plastica, in cui i personaggi denunciano un'inespressività da videogioco e la computer grafica rende innaturali i movimenti di uomini e di strani cavalli che sembrano pony un po' troppo cresciuti.

C'è da chiedersi: è davvero questa la frontiera del nuovo cinema?