Fiabe e leggende Studio Ghibli premiato al Romics 2026: Kappalab ci ha raccontato in esclusiva le radici dell’immaginario
Il volume di Ippei Otsuka pubblicato da Kappalab conquista il Premio Cultura del Racconto per Immagini 2026 al Romics. Nel commento in esclusiva per FantasyMagazine, inviatoci dal direttivo della casa editrice bolognese, emerge il valore di un percorso culturale iniziato quarant’anni fa per raccontare ciò che esiste dietro manga, anime e immaginario dello Studio Ghibli.
Il Premio Cultura del Racconto per Immagini 2026 assegnato a Fiabe e leggende Studio Ghibli di Ippei Otsuka, pubblicato da Kappalab, non rappresenta soltanto un riconoscimento importante per un libro dedicato all’immaginario dello Studio Ghibli.
È anche il riconoscimento di un percorso culturale che Kappalab porta avanti da decenni: raccontare non solo manga e anime, ma tutto ciò che esiste dietro quelle opere. Le radici narrative, il folklore, le fonti letterarie, i riferimenti culturali e l’immaginario che hanno contribuito a costruire opere oggi considerate fondamentali.
Il volume di Otsuka, infatti, non si limita a celebrare i film di Hayao Miyazaki e Isao Takahata, ma ne ricostruisce le origini attraverso fiabe, racconti popolari e leggende che hanno influenzato l’universo creativo dello Studio Ghibli.
E proprio su questo aspetto si concentra la dichiarazione inviata direttamente da Andrea Baricordi, del direttivo di Kappalab, :
Quando abbiamo saputo che il Premio Cultura del Racconto per Immagini era stato assegnato a Fiabe e leggende Studio Ghibli pubblicato da Kappalab, siamo stati davvero felici.Ma davvero davvero.
Prima di tutto perché il libro di Ippei Otsuka ha ottenuto un riconoscimento di questo genere grazie una giuria di reale pregio; in secondo luogo perché si tratta di un ‘premio molto bello’, tanto per rubare un commento semplice ma perfettamente descrittivo di alcuni colleghi, autori e operatori del settore che ci hanno inviato i loro complimenti.
Va un po’ a chiudere un cerchio (che in realtà contiamo di mantenere molto aperto) relativo al nostro lavoro iniziato alla fine degli anni Ottanta – quando ancora non eravamo noti come i ‘Kappa boys’ – e proseguito senza sosta fino a oggi. Un cerchio che abbiamo iniziato a tracciare grazie a quella voglia di raccontare ciò che c’è ‘dietro’ i manga e gli anime, una voglia e una necessità con cui quarant’anni fa abbiamo dato il via alla scoperta di un mondo narrativo che non riusciva a penetrare nel nostro Paese, spesso ostacolato per timori ingiustificati dagli stessi editori italiani.
In questo caso specifico, quella voglia di raccontare e scoprire non ci arriva attraverso la pubblicazione di manga, e nemmeno attraverso articoli e dossier, bensì grazie ai veri e propri racconti – alcuni dei quali difficilissimi da reperire – che hanno dato origine ai capolavori dello Studio Ghibli.
Verrebbe da dire che è grazie a questo tipo di riconoscimento che siamo incoraggiati a proseguire su questa linea, ma in realtà avevamo già in programma altri libri di questo genere (e altri ne avevamo già pubblicati), e prova ne è che il prossimo libro di Ippei Otsuka, Fiabe e leggende anime giapponesi era già stato annunciato molto prima del premio.
Da sinistra Massimiliano De Giovanni, Andrea Baricordi, Barbara Rossi, Andrea Pietroni
Dunque, siamo felici sotto ogni punto di vista. Quando i premi sono ‘belli’, non può essere altrimenti.
Andrea Baricordi
Barbara Rossi
Massimiliano De Giovanni
Andrea Pietroni
Il riconoscimento assegnato durante Romics assume quindi un valore che va oltre il singolo volume.
Premia un’idea precisa di editoria culturale. Un lavoro che non si limita a pubblicare opere amate dal pubblico, ma prova a ricostruirne le fondamenta narrative e culturali, riportando l’attenzione sulle storie che hanno ispirato immagini ormai entrate nell’immaginario collettivo.
E forse, da appassionata dello Studio Ghibli, è proprio questo l’aspetto che colpisce di più. Perché quei film li abbiamo amati tutti per le immagini, per le atmosfere, per i personaggi.
Ma riscoprire le storie che esistevano prima — le fiabe, il folklore, i racconti che hanno contribuito a renderli ciò che sono — restituisce a quell’immaginario una profondità ancora maggiore.
Ed è bello vedere premiato chi, da anni, sceglie non soltanto di pubblicare opere, ma anche di raccontarne le radici.