La vita del pastore George (Hugh Jackman) è apparentemente semplice. Cura il suo gregge di pecore con amore. A ciascuna di loro ha dato un nome, e ogni sera legge loro pagine dai suoi amati libri gialli. Quello che non sa è che le pecore comprendono quello che gli legge, e ne sono appassionate. Quando viene ucciso, perché anche, e forse soprattutto, un uomo mite e retto può avere dei nemici in paese, le pecore iniziano a indagare, cercando, nei modi più rocamboleschi, di mettere all'attenzione degli umani le prove che questi non riescono a trovare.

Pecore sotto copertura
Pecore sotto copertura

Di tutti i film e serie TV che in questi ultimi anni hanno rivitalizzato il "whodunit", ovvero "Il giallo alla Agatha Christie", il romanzo Glenkill di Leonie Swann è stato uno dei più originali. Non un racconto di animali umanizzati e antropomorfizzati, ma un giallo raccontato dal punto di vista delle pecore, che osservano la natura umana dall'esterno, con sguardo forse ingenuo, ma che per questo mette meglio in luce le nostre miserie.

L'adattamento cinematografico, diretto da Kyle Balda (Minions) e scritto da Craig Mazin (Chernobyl) conserva il medesimo spirito. Allo stesso tempo, la perizia e l'esperienza nell'animazione di Balda consente di superare l'ostacolo che avrebbe potuto rendere poco credibile il passaggio da pagina scritta a film. 

Pecore sotto copertura
Pecore sotto copertura

Le pecore non sono un semplice dettaglio decorativo, ma il vero motore visivo e narrativo del film: creature fotorealistiche, costruite con un lavoro di animazione e VFX di notevole precisione, capaci di muoversi e reagire con la naturalezza di animali reali pur esprimendo una gamma di personalità ben distinte. Il risultato nasce da un accurato studio delle greggi autentiche, dalla scansione di esemplari reali e da una cura quasi maniacale per il pelo, per il movimento del corpo e per la sincronizzazione con le voci degli interpreti. È proprio questa combinazione tra verosimiglianza e caratterizzazione a rendere credibile il punto di vista del film: le pecore non “imitano” l’umano, ma restano sempre pecore, eppure diventano progressivamente soggetti emotivi, comici e investigativi a tutti gli effetti.

Pecore sotto copertura
Pecore sotto copertura

Il cast umano, composto da figure tipiche della struttura narrativa del whodounit, dal poliziotto incapace, ai rivali in affari, donne misteriose e figli segreti, diventa di supporto, funzionale alla vicenda, della quale sono protagoniste le pecore. Spiccano il poliziotto "scemo" interpretato da Nicholas Braun, protagonista di una progressiva evoluzione, la figlia di George, interpretata da Molly Gordon e, seppure il resto del cast non demeriti, una sempre brillante Emma Thompson nel ruolo di una cinica avvocata.

La sceneggiatura è abile nel mescolare i toni, dal tragico e tenebroso, con momenti da commedia, quando non comici, senza distonie, intrattenendo con piacere lo spettatore.