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Primo articolo pubblicato il 21 luglio 2005
Ultimo articolo pubblicato il 21 luglio 2005

C’è cosa più imbarazzante che presentarsi da sé? Si rischia di cadere nell’autocelebrazione (pratica mortificante quanto l’autofustigazione) a ogni parola, o peggio, nella modestia esagerata di chi vorrebbe dire e invece crede più elegante glissare. Molto più semplice è descriversi nel fisico. Dunque, io peserei circa un quintale per un metro e ottanta. 43 di piede, 54 giacca, 50 (o 52) pantaloni. Però la cosa, messa così, rischia di essere noiosa. Allora parlerei dei sogni. C’è stato un tempo che ho sognato di essere un attore, perché credevo che la loro morte non passasse inosservata. Molto meno di quella di un impiegato, comunque. Era morto da poco John Wayne e la Tv ne parlava molto. La cosa mi colpì. Da adulto rifletto spesso su questo strano desiderio che mi portò a ipotizzare una vita possibile partendo da considerazioni sulla morte. Peraltro amo moltissimo la vita. Credo che solo chi ha pensato cose tanto sceme della morte possa amare la vita il giusto.

(MM)

Racconti

Ouroboros

di Mauro Mirci - La nostra vita è esistita. Lei, io, la nostra casa. Anche il nostro tempo è esistito, pure se il tempo è un concetto che ormai mi sfugge e stinge nella mia memoria. C'era Maura. La sua immagine... Leggi il racconto>