Delos Store
La libreria
del fantastico
Libri di fantascienza
Libri fantasy
Libri Delos Books
Urania - Editrice Nord
Fanucci - Usato
Collezionismo
Pagamenti con carta di credito, bonifico bancario o bollettino postale - Entra »
Ultime notizie
- FantasyMagazine, il meglio della settimana dal 21 al 27 maggio 2012
- Tributo a Vittorio Curtoni al Premio Italia
- Trattative in corso per produrre Gods of Egypt
- Enchanted
- Invito al massacro
- Pandino Fantasy Books
- Il Dottor House contro Il Fantasma di Canterville
- I BlueNocturne di maggio
- Highlander remake: resterà solo Ryan Reynolds?
- Don Chisciotte. Diario intimo di un sognatore a Milano
In questo canale
- Dalla rete
- Chris Hemsworth: da Thor a Biancaneve
- La LEGO Opening di Games of Thrones
- Superman vs Hulk!
- European Steampunk Convention: l'Associazione Steampunk Italia organizza un pullman
- E' arrivato Speechless Magazine
- Novità sul sito di Geronimo Stilton
- Vi ricordate i "mille lire"?
- I mondi di Chrysalide
- Avengers, la sitcom?
- David e i Mecha-Golia rappresentano l'impegno di Greenpeace
I racconti perduti di Sanctuary

Il logo di Mondi Immaginari
Una selezione, un concorso per racconti è sempre un momento impietoso.
Talvolta si ricevono motivazioni dettagliate, talvolta il silenzio.
Capita per esempio che si venga esclusi solo per motivi di spazio. In questo caso non era stata promessa una motivazioni dei rifiuti.
E' inevitabile che quando si devono selezionare tanti testi non si riesca ad avere materialmente il tempo di dare una risposta circostanziata a tutti.
D'altra parte è volontà, anche incosciente, di ogni scrittore, di ricevere il giudizio dei lettori, voler sapere se le idee del proprio racconto funzionano, o dove non funzionano, e saperlo da più persone possibile.
Il web mette a disposizione, per fortuna degli autori, degli spazi dove potersi esporre, senza filtri. Ecco quindi che Bruno Bacelli ha creato I Racconti Perduti di Sanctuary un'iniziativa di accoglienza (in formato PDF, DOC o di Testo) per i racconti che non hanno passato la selezione dell'antologia curata da Asengard. Il sito è una estensione del blog, Mondi Immaginari.
Come scritto nel sito, l'intenzione è di dare agli autori la possibilità di un confronto con il pubblico.
Bruno garantisce l'impegno a pubblicare puntualmente i racconti che verranno inviati, previa verifica che abbiano partecipato alla selezione di Sanctuary, al seguente indirizzo: bruno_bac@yahoo.com
Al momento contiene il racconto dello stesso Bruno, Khaibit, e Proxima di Angela Di Bartolo. Un terzo racconto dovrebbe essere in via di pubblicazione.
Potete leggere i racconti al seguente link: sites.google.com/site/mondimmaginari/
Notizie correlate
Commenti
(Puoi leggere i commenti precedenti sul forum)
45 Ho letto "La zona Grigia" Impaginato male, infarcito di errori di punteggiatura e pure di qualche frase sconclusionata, mi sono comunque messo di buzzo buono con Word e me lo sono reso un po' più fruibile. In più, 'ndo sta Sanctuary l'autore dovrebbe spiegarmelo... secondo me è un infiltrato! Comunque, la storia non è raccontata male e - nonostante qualche imperizia per allungare il brodo - il ritmo tiene un andamento perlomeno non fastidioso. Certo non mi sono trovato di fronte ad una pietra miliare in fatto di originalità della trama, però devo ammettere che la curiosità di scoprire cosa cacchio ci fosse alla fine del percorso dei protagonisti, mi ha sospinto a lunghi tratti nella lettura e questo fenomeno non è per nulla trascurabile. L'epilogo è orribilmente scontato, ma come ci arriva il racconto è più che soddisfacente. Diciamo che da 1 a 10 un 6.5 io glielo darei
» postato da Olorin alle 11:55 del 13-07-2009
46 «@Ohdrein: il racconto è nato in terza persona, arrivato a metà circa ho pensato fosse più giusto portarlo in prima persona, ma a mio avviso il tempo presente avrebbe tolto fluidità nello stile e nella lettura. La "freddezza" che trovi espressa dal protagonista fa parte dell'immagine nata in commistione tra: essere un elfo immortale al tempo, gli anni passati da reietto ad apprendere dall'esterno solo alcuni tratti genere umano, tra cui su tutti cinismo feroce e pragmatismo quasi da marines, e l'innato legame con una Natura ormai lontana, inquinata e lastricata di cemento. Ho trovato giusto in effetti "robotizzarlo" in certo senso come dici tu, ma in realtà il protagonista ha diversi abbozzi di emozioni che vogliono emergere e lo spingono a perseguire l'idea di ritrovare i collegamenti col suo vero mondo e i ricordi (come il diario del padre ad esempio). Molti di questi sviluppi, così come parte più approfondite di certi aspetti, sono stati sfrangiati via per rientrare nei limiti di caratteri, e allo stesso modo mi sono accorto che la pecca principe resta l'idea alla base nata troppo estesa per avere una buona resa con un racconto di questa portata.» I termini posti dal racconto sono una limitazione, come dici tu, che penalizza l'approfondimento, facendo rendere il narrato meno di quanto si vorrebbe. So che è difficile, ma per rendere bene in questi concorsi occorre concentrarsi su pochi aspetti e limitare la carne da mettere al fuoco.
» postato da Anonimo (DH) alle 12:57 del 13-07-2009
47 Ho letto "Il diario rosso di Tinnaloss".
Racconto che ho trovato piuttosto ordinario, un po' privo di spunti anche perché replica in piccolo ciò a livello dinamico meno mi piace del fantasy 'in grande': sono l'ultimo erede di una razza, parto da qui per andare là a prendere il talismano/libro/arma/gioiello... insomma, non mi ha proprio coinvolto.
Pur uscendo dal discorso inerente l'originalità, la trama mi pare presenti qualche altro baco:
per esempio, tutta la suspance che vorrebbe suscitare la parte di avvicinamento all'obbiettivo, viene spazzata via dalla netta percezione che il protagonista almeno alla penultima pagina del racconto ci arriverà. Cioé, non è che partono in tre e non si sa se tutti ci arriveranno. Qui, se Laeg muore, il racconto è finito e se quindi si dondola da un ascensore sospeso nel vuoto a pagina 11 sulle 17 complessive, è piuttosto sicuro che gli andrà bene.
Ci sono un tot di frasi di cui inoltre non ho compreso la costruzione, ma forse per mia ignoranza. Ne cito una:
«Scartai l'urto spostandomi di lato e l'afferrai al volo per adagiarle la caduta»
Eh?
E poi, quale sarebbe lo svantaggio di avere dei mischioni di razze? Cioè, capisco inquinare con sangue di troll e orchetto la razza umana, ma lo scopo 'malvagio' di modificarla con sangue elfico?
Opinioni, ovviamente. ![]()
» postato da Olorin alle 17:44 del 13-07-2009
48 « per esempio, tutta la suspance che vorrebbe suscitare la parte di avvicinamento all'obbiettivo, viene spazzata via dalla netta percezione che il protagonista almeno alla penultima pagina del racconto ci arriverà. Cioé, non è che partono in tre e non si sa se tutti ci arriveranno.» Beh, questo è vero. Ma resta la tensione di sapere se ce la farà o no a salvarsi e a salvare il prezioso libro...
» postato da Rakanius alle 18:32 del 13-07-2009
49 Come promesso, a partire da stasera leggerò un racconto al giorno; e come è giusto che sia, comincio da quello del "padrone di casa", Khaibit. Dunque, sarò sincero: a lettura ultimata mi sono chiesto "embé?". Il problema l'hai già esposto tu in passato: si sente terribilmente che fa parte di un progetto più ampio. E' un difetto che comprendo benissimo, visto che pure il mio Identità rappresenta una porzione (un flashback per la precisione) di un romanzo in cantiere. Tuttavia, mai come in questo caso la storia a mio avviso è subito troppi tagli. Innanzitutto non si comprendono benissimo le motivazioni dei vampiri (sia di Alex sia di Sara) e in secondo luogo alcune scene sono a mio avviso eccessivamente dilatate. Alla fin fine cosa succede nel racconto? Due personaggi camminano, c'è l'incontro con la vampira e infine lo scontro finale. 12 pagine per così poca carne al fuoco mi sembrano eccessive, soprattutto considerando che non sono riuscito a empatizzare con nessuno dei personaggi. Dal punto di vista tecnico, ho notato qualche D eufonica di troppo, ma nulla che non possa essere corretto dopo un'attenta rilettura.
» postato da Okamis alle 20:57 del 13-07-2009
50 Ehi, dov'è questo Mauro Roma? Ha scritto un RACCONTO FICHISSIMO!
» postato da Die alle 22:05 del 13-07-2009
51 Ola!!
Finalmente sono riuscita anch'io a leggere un po' di racconti.
Dunque,che dire? Ho visto che ci sono già parecchie recensioni dettagliatissime, complimenti,critiche, consigli...
Da parte mia, preferirei non prendere posizioni radicali rispetto a chi ha gareggiato con me. E a maggior ragione dal momento che non sono una visitatrice assidua del forum...
Quindi sarò un po' più sintetica della media. Comunque, se qualcuno volesse un'opinione più ampia sul suo racconto, non ha che da chiedere!!
Ed ecco le mie brevissime osservazioni sui primi quattro racconti che ho letto:
- "Primo Incarico" di Valberici: se ricordo bene, ne ho già parlato di persona a Val. Si percepisce chiaramente che lui si è divertito nel creare il racconto, senza prendersi troppo sul serio. Ha dato libero sfogo alla creatività, impresa tutt'altro che facile. Questo è lo spirito giusto!
- "La notte delle storie" di Lavinia Petti: è originale, ha una poesia tutta sua. E' semplicemente bello! Che altro aggiungere?
- "Proxima" di Angela Di Bartolo: l'incipit mi ha catturata subito. Ha uno stile accattivante, anche un filo aggressivo, il che non guasta. La vicenda è poi un susseguirsi di fughe clamorose e momenti di stabilità apparente. Fosse stato il mio racconto, avrei semplificato: meno episodi, cercando però di mantenere costante il livello iniziale.
- "Identità" di Okamis: complimenti per la scelta del tema! Non è facile costruire un racconto intorno ad argomenti "spinosi", che spesso suscitano polemica.Personalmente avrei scelto toni più grotteschi, avrei creato personaggi un filo più... "cattivi". Un appunto sulla protagonista: per quella che è la mia esperienza, di solito le ragazze vivono i cambiamenti fisici - naturali o come in questo caso indotti - in modo molto più problematico.L'accettazione di un cambiamento fisico non voluto... beh, generalmente è molto meno pacifica!! Un consiglio: occhio ad avverbi e preposizioni. Ogni tanto ne "elargisci" qualcuno di troppo.
Gisella
» postato da PinkCoffee alle 23:01 del 13-07-2009
52 ««
per esempio, tutta la suspance che vorrebbe suscitare la parte di avvicinamento all'obbiettivo, viene spazzata via dalla netta percezione che il protagonista almeno alla penultima pagina del racconto ci arriverà. Cioé, non è che partono in tre e non si sa se tutti ci arriveranno.»
Beh, questo è vero. Ma resta la tensione di sapere se ce la farà o no a salvarsi e a salvare il prezioso libro...»
Già. E' la classica situazione in cui salto secco tutto il racconto e arrivo dritto alle ultime dieci righe, perché tanto so che nel mezzo c'è solo lo scontato dimenarsi con successo del protagonista. ![]()
» postato da Olorin alle 00:47 del 14-07-2009
53 «
Impaginato male, infarcito di errori di punteggiatura e pure di qualche frase sconclusionata, mi sono comunque messo di buzzo buono con Word e me lo sono reso un po' più fruibile.
»
Impaginazione: per errore inviai a Bruno proprio lo stesso pdf del concorso che nell'ultima pagina aveva i miei dati personali. Siccome pubblicarli sarebbe stato sconveniente è stato costretto a re-impaginare tutto in fretta e furia. Me ne dispiaccio, è colpa mia, in effetti il documento scaricabile dal sito non è leggibile, è pure sparita la spaziatura tra le tre parti del racconto! Ho appena spedito a Bruno la versione originale ripulita del superfluo, spero sostituisca la vecchia prima possibile.
Grazie per averlo letto e per i commenti. ![]()
» postato da Znheb alle 09:12 del 14-07-2009
54 @Olorin: sui gusti non si discute, mi spiace non aver incontrato i tuoi, anche se la scelta di un eroe che fosse uno dei pochi (a piacere) esseri dotato o speciale era esplicitamente richiesta dal conocorso.
Per quanto invece non capisco il commento sulla frase citata. Non è così criptica calata nel contesto in cui una persona sta cadendo addosso al protagonista e lui si scansa per non trovarsela addosso ma, allo stesso tempo, allunga una mano per non farle spaccare la faccia a terra.
Ti ringrazio comunque di aver speso un minuto a leggere e ad avermi dato un parere sul racconto.
@Die: beh, non manca di difetti ma grazie!! ![]()
» postato da Karmaburning alle 09:32 del 14-07-2009
55 «@Olorin: sui gusti non si discute, mi spiace non aver incontrato i tuoi... omissis...»
comprendo da questo esordio che non sarebbe utile una mia replica.
Dettaglio solo meglio la mia osservazione in merito alla frase citata:
1) Scartai l'urto spostandomi di lato e l'afferrai al volo per adagiarle la caduta;
2) Evitai l'urto spostandomi di lato e l'afferrai al volo per attutirle la caduta;
I due verbi che hai utilizzato non mi sembravano coerenti con i complementi o perlomeno non mi sono parsi di immediata efficacia in termini di lettura.
» postato da Olorin alle 10:45 del 14-07-2009
56 «
@Die: beh, non manca di difetti ma grazie!!
»
Chiarisco meglio, mi rendo conto che la mia uscita precedente non fosse propriamente esaustiva.
No, non manca di difetti. Il mio entusiasmo derivava più che altro dall'aver letto (FINALMENTE!) la storia di qualcuno che ha il gusto del racconto, che non perde la bussola per stare dietro a leziosità inutili o peggio ancora a chissà quali temi aulici o filosofici. O per dare 'proprio quell'effetto lì' o 'proprio quella sensazione là'.
E la prosa è buona. A tratti davvero buona. Ci sono frasi infelici. Quella citata da Olorin è una. Ce ne sono anche altre su cui avresti dovuto tirare una bella riga rossa, ma credo che per ognuna di queste ce ne sia almeno un'altra davvero azzeccata, e magari anche due. Quindi il bilancio è positivo. La storia era finalizzata a un concorso e naturalmente subiva tutte le limitazioni del caso, ma mi piacerebbe vederti alle prese con una storia in cui queste limitazioni non ci sono. Secondo me ci sai fare.
» postato da Die alle 13:35 del 14-07-2009
57 Ho letto 'Primo incarico'
troppo, davvero troppo prevedibile. E' un susseguirsi di dejavu e cliché che alla lunga mi hanno sfiancato nonostante avessi deciso di investire l'ora emmezza di pausa pranzo per leggere il racconto con un po' di calma.
In più, ci sono degli errori di battitura sparsi qua e là culminanti in questo
«"Lo costretta io, non aveva scelta."»
che mi ha lacerato una retina! ![]()
» postato da Olorin alle 16:09 del 14-07-2009
59 «.... mi ha lacerato una retina!
»
E visto che l'altra è di carta, mi sa che adesso sei a livello del polifemo post trattamento di nessuno.
:">
» postato da Albacube alle 16:32 del 14-07-2009
60 @busto: se è riferito a me, grazie!
««.... mi ha lacerato una retina!
»
E visto che l'altra è di carta, mi sa che adesso sei a livello del polifemo post trattamento di nessuno.
:">»
Difatti il messaggio originale era '... la retina non protetta dalla visiera', ma forse l'avremmo capita solo tu e io! ![]()
» postato da Olorin alle 16:35 del 14-07-2009
61 « Impaginazione: per errore inviai a Bruno proprio lo stesso pdf del concorso che nell'ultima pagina aveva i miei dati personali. Siccome pubblicarli sarebbe stato sconveniente è stato costretto a re-impaginare tutto in fretta e furia. » Purtroppo è così, dovevo lavorare su diversi racconti, non mi sono reso conto di che macello il copia-incolla aveva fatto al testo. Rendo giustizia inserendo il nuovo PDF.
» postato da Rakanius alle 17:56 del 14-07-2009
62 « Dunque, sarò sincero: a lettura ultimata mi sono chiesto "embé?".» Ok, ok, mi ero abituato troppo bene. Non ti è proprio piaciuto.
» postato da Rakanius alle 17:57 del 14-07-2009
63 «Purtroppo è così, dovevo lavorare su diversi racconti, non mi sono reso conto di che macello il copia-incolla aveva fatto al testo. Rendo giustizia inserendo il nuovo PDF.»
Grazie! ![]()
» postato da Znheb alle 17:59 del 14-07-2009
64 «« Dunque, sarò sincero: a lettura ultimata mi sono chiesto "embé?".» Ok, ok, mi ero abituato troppo bene. Non ti è proprio piaciuto.» Giusto per evitare fraintendimenti, non è proprio che non mi è piaciuto. Sono semplicemente dell'idea che la forma "racconto" non renda giustizia a quanto da te scritto. Probabilmente, sotto forma o di racconto lungo o di romanzo il mio giudizio potrebbe cambiare radicalmente.
» postato da Okamis alle 18:14 del 14-07-2009
65 Una rapida osservazione: di errori formali e grammaticali ce ne sono, in questi racconti. Alcuni, li ho notati anch'io, gridano vendetta al cielo. Però credo che dovremmo cercare di lasciarli in secondo piano. Questi sono i racconti degli esclusi: se fossero stati selezionati avrebbero ricevuto una ripulita editoriale per apparire perfetti ai lettori del libro. Non intendo con ciò dire che bisogna poterli confrontare con i racconti pubblicati. Però tenete conto che questi testi sono in una versione più cruda. Invito a valutare il contenuto, guardando con occhio benevolo la forma. Questo, nella speranza che non si cominci a fare il gioco al massacro della caccia agli errori di grammatica.
» postato da Rakanius alle 18:20 del 14-07-2009
66 « Giusto per evitare fraintendimenti, non è proprio che non mi è piaciuto. Sono semplicemente dell'idea che la forma "racconto" non renda giustizia a quanto da te scritto. Probabilmente, sotto forma o di racconto lungo o di romanzo il mio giudizio potrebbe cambiare radicalmente.» Giusta la precisazione. E in effetti questo è un errore che ho fatto. Dovevo rinunciare a raccontare questa storia in 30.000 caratteri e pensare a qualcos'altro. Ma volevo partecipare e non ce l'avrei fatta a rispettare i tempi.
» postato da Rakanius alle 18:23 del 14-07-2009
67 « "Proxima" di Angela Di Bartolo: l'incipit mi ha catturata subito. Ha uno stile accattivante, anche un filo aggressivo, il che non guasta. La vicenda è poi un susseguirsi di fughe clamorose e momenti di stabilità apparente. Fosse stato il mio racconto, avrei semplificato: meno episodi, cercando però di mantenere costante il livello iniziale.
»
Grazie della lettura e del commento, Gisella! Non pensavo di avere uno stile aggressivo, ma mi fa piacere che tu lo senta così: in effetti l'obiettivo era quello di far "sentire" la rabbia e l'amarezza del protagonista.
Gli episodi: ti dirò che in origine erano di meno, ma ho dovuto allungare un po' perchè il racconto era troppo corto. Avrei magari dovuto "rimpolpare" gli episodi già esistenti... Tieni conto però che ho raccontato un'intera vita, per cui un po' di "movimento" mi pareva ci potesse stare.
Spero che nel complesso ti sia piaciuto...
Ho letto il tuo "Guarda, la pioggia": è troppo carino! Davvero delizioso. Adesso me lo rileggo e poi lo commento. Purtroppo per ogni racconto mi ci vogliono almeno due letture per dire qualcosa di sensato! Ciao.
Angela
» postato da Ali alle 18:34 del 14-07-2009
68 «
Spero che nel complesso ti sia piaciuto...
»
... Ma certo che mi è piaciuto
La prima metà più della seconda. Comunque sì, pollice in alto!
» postato da PinkCoffee alle 20:11 del 14-07-2009
69 «
Però credo che dovremmo cercare di lasciarli in secondo piano. Questi sono i racconti degli esclusi: se fossero stati selezionati avrebbero ricevuto una ripulita editoriale per apparire perfetti ai lettori del libro.
Non intendo con ciò dire che bisogna poterli confrontare con i racconti pubblicati.
Però tenete conto che questi testi sono in una versione più cruda. Invito a valutare il contenuto, guardando con occhio benevolo la forma. Questo, nella speranza che non si cominci a fare il gioco al massacro della caccia agli errori di grammatica.»
Io non ho partecipato al concorso, quindi intervengo nella discussione da 'esterno' , diciamo così. Non sono d'accordo su tutto quello che hai detto, Rakanius. Io sarei contento che mi venissero segnalati gli errori sintattico grammaticali nei miei lavori, anche con accanimento, e questo non per scatenare risse ma per i seguenti motivi:
1- Si tratta di errori non discutibili nè patteggiabili. Vanno semplicemente eliminati come la gramigna. Punto e basta.
2- Siamo d'accordo che nessuno di noi si chiami Hemingway o Verga, ma i racconti dovevano comunque partecipare a un concorso, per quanto amatoriale, ed eliminare errori che richiedono solo attenzione e non esperienza o gusto stilistico mi sembra il minimo. Per me non regge il discorso del 'sarebbero stati riveduti prima della pubblicazione'. Se avessi partecipato al concorso, mi sarebbero girate le scatole a vedere danneggiato il mio racconto per la presenza di stupidi errori grammaticali. Io lettore dunque ci posso anche passare sopra, ma la giuria di un concorso non lo fa, ed è giusto che sia così. Indi, imparare a correggere questi errori prima di offrirli al pubblico o a una giuria è importante. Se non succede, che almeno la cosa venga sottolineata. Un po' di bruciore al sederino non può fare che bene all'autore dilettante
3- Se un autore si demoralizza perché gli vengono segnalati errori grammaticali, ha proprio sbagliato strada. Possono essere imbarazzanti, a volte, però come ho detto sono anche delle mere stupidaggini, che commettono tutti e che con un pò di attenzione si evitano senza problemi. Se un lettore commenta un racconto tipo: 'Non sono riuscito a finirlo, mi sono dovuto gettare dalla finestra perché non reggevo più la NOIA', ecco... allora questo è un problema di cui preoccuparsi. Non scrivere 'o bevuto' invece di 'ho bevuto'
Chiarito questo, è logico che frasi come: 'Ai visto brutto igniorante, HAHAHA ai scritto nela riga 5 'e' senz'accento!' siano sgradevoli, e gli errori possano essere segnalati con il dovuto garbo.
» postato da Die alle 21:19 del 14-07-2009
70 « Chiarito questo, è logico che frasi come: 'Ai visto brutto igniorante, HAHAHA ai scritto nela riga 5 'e' senz'accento!' siano sgradevoli, e gli errori possano essere segnalati con il dovuto garbo.» Ora ci capiamo. Sui punti che hai listato prima sono del tutto d'accordo (listato? chissà se è un errore grammaticale anche questo...): l'aspirante autore che non sa accettare le segnalazioni e le critiche andrà probabilmente poco lontano. Ma la mia preoccupazione è proprio che non nasca quel tipo di compiacimento che manda in vacca tanto facilmente (se mi perdoni l'espressione) le cose.
» postato da Rakanius alle 00:06 del 15-07-2009
71 Se il riferimento è alla mia retina, vi dirò che sono oftalmicamente sano!
non c'è nessun compiacimento nel far notare certa trascuratezza nell'esercizio della scrittura. Leggere questi racconti richiede qualcosina in più del 'minuto' che mi è stato causticamente attribuito e tale tempo viene investito con la speranza di leggere storie coinvolgenti e di qualità. Io mi limito di solito a rimarcare un solo errore - ma qualche volta sono veri e propri orrori - solo nel caso in cui ne abbia trovati tali e tanti da esasperarmi e rendere la lettura pesante. Principalmente mi concentro sulla trama e sul ritmo del racconto.
A proposito: se ci ho messo davvero un minuto a leggerlo il racconto, probabilmente è perché ... ma è tardi, va! Lasciamo stare. ![]()
» postato da Olorin alle 01:11 del 15-07-2009
72 « Ma la mia preoccupazione è proprio che non nasca quel tipo di compiacimento che manda in vacca tanto facilmente (se mi perdoni l'espressione) le cose.» Lo capisco. Il compiacimento nella critica è deleterio almeno quanto la critica compiacente, siamo d'accordo. Però se ci pensi è vero quello che dice Olorin: nessuno in fondo se la prende per un accento mancante o un carattere digitato scorrettamente, ma al limite per tanti errori di seguito nello stesso testo. E di questo è giusto tenerne conto.
» postato da Die alle 01:52 del 15-07-2009
73 «Leggere questi racconti richiede qualcosina in più del 'minuto' che mi è stato causticamente attribuito ...
A proposito: se ci ho messo davvero un minuto a leggerlo il racconto, probabilmente è perché ... ma è tardi, va! Lasciamo stare.
»
Guarda che hai frainteso apertamente, non era mia intenzione dire nulla di caustico con quella frase, né tanto meno alludere ad una lettura superficiale. E' stato un semplice modo di dire per ringraziarti del tempo speso. Se poi hai da aggiungere altro al tuo commento non c'è nessuno che va di fretta.
@Die: ti ringrazio doppiamente dei complimenti e dell'incoraggiamento.
Di storie extra-concorso e senza limitiazioni ne ho scritta qualcuna, sono più esercizi che altro, ma lo scopo è quello di fare qualcosa che stia veramente in piedi (ed evitare ulteriori danni a retine sconosciute
Ps: Olorin, scherzo eh?! Non te la prendere).
» postato da Karmaburning alle 09:34 del 15-07-2009
74 Ho letto 'Arsenico'.
Innanzitutto devo dire che con Sanctuary non c'entra nulla, per cui anche con 'I racconti perduti di Sanctuary' non dovrebbe c'entrare.
Dato che ormai però l'ho letto, tanto vale esprimere il mio parere.
A parte l'incipit, l'ho trovato un bel racconto. La figura del protagonista mi ha ricordato fin troppo quella de 'Il Corvo', però la sua vicenda mi ha comunque intrigato sia per la credibilità degli eventi che si susseguono, sia per il ritmo e lo stile con cui vengono narrati. Quindi, in questo senso, faccio i miei complimenti all'autrice.
A proposito di stile, da qui
«John sentiva le palpebre farsi pesanti, e il suo mondo si tinse di nero.»
a qui
«La mano di John corse automaticamente alle ferite che gli squarciavano il petto, ed incontrò solo la pelle liscia e perfettamente sana, come se non gli fosse mai accaduto nulla.»
non è opportuno il cambio di punto di vista che viene applicato. Di più, è molto fastidioso proprio a causa del fatto che tutta la storia è narrata dal punto di vista di una figura molto forte nel cui modo di pensare il lettore si immedesima volentieri per poi vedersi catapultato dall'altro lato della scala di valori.
Si potrebbe trovare, a mio parere, il modo di raccontare anche questo passaggio per come Arsenico lo vedrebbe.
Poi, l'espressione 'Ci mancava solo questa' presente nel passaggio, era già stata usata proprio da Arsenico in occasione dell'incidente al porto, Troppa assonanza tra due personaggi fondamentalmente agli antipodi. E comunque usare due volte la stessa frase di commento senza connotarla, chessò, come un intercalare, è poco elegante.
Segnalo anche qui tutta una serie di sviste ortografiche e grammaticali su cui, dato l'appello all'indulgenza postato più sopra, soprassiedo. Non citerò tra l'altro, nemmeno una delle costruzioni di frasi senza capo né coda che sarebbero da 3 meno meno... ![]()
» postato da Olorin alle 14:16 del 15-07-2009
75 «Ho letto... »
Perchè non mandi anche il tuo? Visto che l'hai scritto, così anche gli altri potranno scass...ops criticare la tua opera. ![]()
» postato da G.C. alle 14:29 del 15-07-2009
76 A proposito di stile, da qui «John sentiva le palpebre farsi pesanti, e il suo mondo si tinse di nero.» a qui «La mano di John corse automaticamente alle ferite che gli squarciavano il petto, ed incontrò solo la pelle liscia e perfettamente sana, come se non gli fosse mai accaduto nulla.» non è lecito il cambio di punto di vista che viene applicato. Di più, è molto fastidioso proprio a causa del fatto che tutta la storia è narrata dal punto di vista di una figura molto forte nel cui modo di pensare il lettore si immedesima volentieri per poi vedersi catapultato dall'altro lato della scala di valori. Scusa Olorni, magari sono un pincipiante e di tecnica narrativa non ne so granchè, ma come cambia qui il punto di vista? Mi sembra sempre lo stesso...vorrei capire..visto che sto diventando scemo con sto Narratore Onnisciente e tutto il resto..
» postato da busto alle 16:08 del 15-07-2009
77 Sì, forse 'lecito' è un po' forte per le mie competenze, più corretto sarebbe dire 'opportuno' - difatti l'ho corretto anche nel post!.
In questo caso però mi pare molto intuitivo. Faccio un esempio:
«"Arsenico li vedeva, nascosto nell'ombra delle tende cremisi del soppalco.
Non erano in molti, ma non valeva la pena di rischiare.
Lyo e Ginger erano accanto a lui; il suo udito era tanto fine che poteva quasi sentire il battito dei loro cuori
...
Forse per lei era troppo presto, pensò Arsenico."»
«"come Arsenico se ne rese conto presto"» che è pure una delle frasi dubbie
«"Arsenico sperò vivamente che il suo incantesimo per il teletrasporto fosse migliorato: l'ultima volta si era materializzata al centro della fontana del Nettuno al Parco cittadino,ed era novembre".»
Allora il narratore è saldamente piazzato nella testa di Arsenico. E' il punto di vista di Arsenico che sta sostenendo. Anche perché MAI entra nelle teste degli altri. Racconta sempre giustamente quello di cui il suo punto di vista può accorgersi, può intuire o vedere.
Tranne che in quel punto lì dove improvvisamente si ritrova a descrivere quel che prova John...
Adesso spero che intervenga qualche tecnico sopraffino citando fonti ufficiali e autorevoli nel merito e che non mi spu§§ani eccessivamente! ![]()
» postato da Olorin alle 16:51 del 15-07-2009
78 Ho letto "Guarda, la pioggia". Un racconto veramente gradevole: scritto benissimo, delicato e fine, e con la grazia naturale di una bella fiaba. Mi piacciono molto sia l'incipit che il finale, con l'immagine deliziosa della piccola Beth e dei suoi giocattoli. Bella l'idea dell'oggetto magico che passa come un testimone dalla madre alla figlia rinnovando la magia, e anche certe immagini, come quella delle creature magiche appollaiate nella notte tra gli edifici di Sanctuary. Malgrado i tocchi di dramma, su tutto il racconto aleggia un sorriso. Praticamente perfetto. Brava Gisella, complimenti!
Angela
» postato da Ali alle 17:18 del 15-07-2009
79 Allora il narratore è saldamente piazzato nella testa di Arsenico. E' il punto di vista di Arsenico che sta sostenendo. Anche perché MAI entra nelle teste degli altri. Racconta sempre giustamente quello di cui il suo punto di vista può accorgersi, può intuire o vedere.
Tranne che in quel punto lì dove improvvisamente si ritrova a descrivere quel che prova John...
Adesso spero che intervenga qualche tecnico sopraffino citando fonti ufficiali e autorevoli nel merito e che non mi spu§§ani eccessivamente!
[/quote
Torno sulla questione perchè mi sta a cuore...cioè mi interessa capire bene..
Premetto che non ho ancora letto il racconto...e magari non mi ci raccapezzo tra le citazioni di Olorin..quelle che riporti nel secondo post mi sembrano tutte a posto come punto di vista...credo di aver capito che sono queste che non combaciano con quelle del primo post e che riguardavano John e non quindi quelle di John tra loro e quelle di Arsenico tra loro...se le cose stanno così sono d'accordo con te..
Ogni discussione sul punto di vista sveglia tutti i miei dubbi
» postato da busto alle 18:17 del 15-07-2009
80 Esattamente. Tutto il racconto è impostato con la focalizzazione del narratore nel personaggio di Arsenico, tranne che per quel breve excursus nella testa di John che a me personalmente stona.
Leggilo il racconto e poi dimmi se anche a te pare così. ![]()
» postato da Olorin alle 18:26 del 15-07-2009
81 «Esattamente. Tutto il racconto è impostato con la focalizzazione del narratore nel personaggio di Arsenico, tranne che per quel breve excursus nella testa di John che a me personalmente stona. » Visto che l'ho letto anch'io provo a dire la mia su questo punto. Ci possono essere dei motivi per cambiare punto di vista, sia pure in una sola breve occasione in tutto il racconto. Potrebbe essere il momento buono, dopo il lungo racconto nel racconto, per inquadrare da un altro PDV il personaggio di Arsenico. Per farci vedere il "loggiano," che emozioni prova in questo incontro. Però il cambio di punto di vista non è a mio parere gestito benissimo e l'occasione per arricchire il racconto o l'immagine di Arsenico è in buona parte sprecata. Perciò sono d'accordo: forse (dico forse perché a prima vista mi sembra probabile, ma dovrei trovare il tempo di provarci...) si poteva fare tutto quanto con un punto di vista soltanto. Quanto al fatto che il racconto c'entra poco con Sanctuary l'avevo scritto, del resto aveva partecipato alla selezione e non è l'unico che ha l'aria di essere stato "forzato" tanto o poco per rientrare nel concorso.
» postato da Rakanius alle 20:17 del 15-07-2009
82 «
Quanto al fatto che il racconto c'entra poco con Sanctuary l'avevo scritto, del resto aveva partecipato alla selezione e non è l'unico che ha l'aria di essere stato "forzato" tanto o poco per rientrare nel concorso.»
scusami Rakanius, non leggo i commenti prima di postare il mio per non farmi influenzare. In merito all'attinenza del racconto con l'ambientazione del concorso, mi trovo quindi allineato a quanto da te già espresso in precedenza ![]()
» postato da Olorin alle 22:13 del 15-07-2009
83 @ Olorin: ... di niente, figurati. Era solo un chiarimento. Un applauso lo devo dedicare a Eleonora Rossetti per L'Eredità dell'Abisso, un racconto dove ho trovato una grande capacità nell'uso del linguaggio, una vena, direi quasi, poetica, un senso di ineluttabilità del destino assieme a una grande malinconia. Ineluttabilità è un'impressione personale, perché a me è sembrato ovvio, da un certo momento in poi, come la storia sarebbe andata a finire, ma questo non me l'ha guastata. L'uso dell'ambientazione non è stato messo in primissimo piano, però è presente (Loggia compresa) senza l'impressione di forzature. Quello che mi ha lasciato incerto è l'uso del punto di vista, in alcune occasioni non mi era chiarissimo chi stava parlando o agendo. Diamo un'occhiata (se avete già letto il racconto)... non per mettermi a fare io il maestro con la matita rossa, proprio dopo aver invitato gli altri all'indulgenza, ma perché il PDV è argomento sempre degno di attenzione per chi scrive: alla metà di pagina 6 le azioni sono del ragazzo, Gabriel, il PDV è senz'altro suo e così potrebbe sembrare anche quando vengono descritte le azioni dell'ashran protagonista (l'ashran lo fissò a lungo ecc...). Ma in quell'ultimo paragrafo senza preavviso i pensieri diventano quelli dell'ashran: "un miscuglio di sentimenti che non gli erano sconosciuti e che percepì perfettamente nella voce del giovane". E subito dopo a pag. 7 c'è la domanda: «Come fai a sapere come mi chiamo?» Domanda da parte di Gabriel, ma a questo punto il lettore è disorientato, deve stare molto attento e andare a logica, perché gli stacchi del PDV sono repentini e non esplicitati in nessun modo. Non dico che non si capisca, ma è difficile da leggere. Credo che il racconto, già bello secondo me, sarebbe perfetto se revisionato aggiustando questo problema.
» postato da Rakanius alle 23:29 del 15-07-2009
84 «»
Innanzitutto grazie, Rakanius, sono lusingata dal tuo commento e molto contenta che tu abbia apprezzato il racconto
.
Ho provato a rileggere la parte che mi hai segnalato e in effetti il cambio di PDV non è fluido come avrei voluto.
Quella, ammetto, è stata la parte più difficile: il botta e risposta tra Gabriel e l'ashran. Volevo cercare di far trasparire i sentimenti di entrambi, e come l'uno appariva agli occhi dell'altro. Quando ho scritto la scena che mi hai segnalato, me la son figurata come l'attimo in cui i due si fronteggiano, e volevo far emergere la reazione di ciascuno, alla vista dell'altro, i loro pensieri e le loro impressioni, mettendoli a confronto. Forse trasformando meglio i due paragrafi che introducono l'incontro riesco ad amalgamare il tutto senza saltare da un punto di vista all'altro... proverò a sistemarlo.
Comunque sia, grazie ancora, farò tesoro dei consigli ![]()
» postato da zephiross alle 00:15 del 16-07-2009
85 L'Eredità dell'Abisso.
Un buon racconto, ben scritto e che dipana la sua trama con coerenza. Ci sono un paio di riferimenti eriksoniani che balzano all'occhio con forza, ma utilizzare citazioni o agganci ad altri autori non li vedo una cosa negativa se ben immersi nel contesto.
Più che sulla lotta Loggia/Diversi, tutto ruota sul tema del passato che ritorna e l'impatto della rivelazione che porta con sé, ma la cosa non mi disturba, anzi è congeniale.
Poetico, dantesco. Ottima la scelta di porre le basi del racconto fantasy su entità serafine che vegliano sul varco tra mondo umano e quello abissale, invece del cliché di razze più conosciute e sfruttate: elfi, nani, orchi. Qualcuno potrà asserire che è una storia già sentita e usata, ma questo conta relativamente. Conta invece come è stata narrata. Ed è stato fatto bene.
Se dovessi proprio trovare una pecca, mi soffermerei sulle risposte che dà Gabriel all'Ashran: battute che ricalcano luoghi comuni. Avrei cercato invece di trasmettere nelle sue risposte diffidenza e timore senza dubbio, ma anche un certo senza di titubanza dovuto a una inconsueta e inspiegabile familiarità con l'essere che gli stà davanti.
E' solo una mia impressione ma visto i toni usati in tutto il racconto, le sue parole stridono un pò con l'atmosfera epica che hai usato. Forse ci voleva un piccolo tocco goethiano
Comunque è evocativo. Insomma, un lavoro ben fatto ![]()
» postato da Anonimo (DH) alle 00:33 del 16-07-2009
86 «L'Eredità dell'Abisso. »
I miei ringraziamenti anche a te, Ohdrein
Come dicevo un post più in alto, il dialogo tra Gabriel e l'ashran è stata la parte più difficile. In effetti nel dialogo traspare, forse, la mia predilezione di quest'ultimo rispetto all'altro personaggio.
PS: mi puoi dire quali sono i riferimenti eriksoniani? Me tapina, Erikson non l'ho ancora letto!
*si cosparge il capo di cenere e invoca perdono*
» postato da zephiross alle 00:58 del 16-07-2009
87 «Ho letto "Guarda, la pioggia". Un racconto veramente gradevole: scritto benissimo, delicato e fine, e con la grazia naturale di una bella fiaba. Mi piacciono molto sia l'incipit che il finale, con l'immagine deliziosa della piccola Beth e dei suoi giocattoli. Bella l'idea dell'oggetto magico che passa come un testimone dalla madre alla figlia rinnovando la magia, e anche certe immagini, come quella delle creature magiche appollaiate nella notte tra gli edifici di Sanctuary. Malgrado i tocchi di dramma, su tutto il racconto aleggia un sorriso. Praticamente perfetto. Brava Gisella, complimenti!
Angela»
Grazie Ali
La verità è che per Sanctuary stavo scrivendo qualcosa di completamente diverso, una di quelle trame un po' più complesse, che vanno studiate bene... insomma il classico fantasy.
Mentre stavo sviluppando uno dei personaggi femminili secondari, è nata Myria. Mi sono accorta quasi subito che Myria era un personaggio che aveva qualcosa in più degli altri e che forse poteva anche "vivere" indipendentemente dal resto della storia.
A quel punto, non mi sono fatta problemi a cestinare il lavoro (tanto!) che avevo già fatto. Difficilmente mi affeziono a quello scrivo!
Ho iniziato e finito "Guarda, la pioggia" in pochissimo tempo. Di pancia, praticamente.
Per ora devo dire che sono abbastanza soddisfatta del risultato!! ![]()
» postato da PinkCoffee alle 11:03 del 16-07-2009
88 ««L'Eredità dell'Abisso. »
I miei ringraziamenti anche a te, Ohdrein
Come dicevo un post più in alto, il dialogo tra Gabriel e l'ashran è stata la parte più difficile. In effetti nel dialogo traspare, forse, la mia predilezione di quest'ultimo rispetto all'altro personaggio.
PS: mi puoi dire quali sono i riferimenti eriksoniani? Me tapina, Erikson non l'ho ancora letto!
*si cosparge il capo di cenere e invoca perdono*»
Abbiamo trovato l'Erikson Italiana
Battute a parte, i riferimenti, almeno per me, sono:
-Il potere richiama potere
-L'utilizzo di un mazzo dei tarocchi.
-La cicatrice di Gabriel che prude per l'avvicinarsi dell'Asrhan (mi ha ricordato Toc il Giovane che, a causa della perdita di un occhio per un'ustione, sente la ferita prudere quando avverte qualcosa di magico o di insolito).
I primi due punti sono presenti in Erikson, questo però non vuole dire nulla: sono detti o usanze comuni in vari popoli (lo scrittore, antropologo e archeologo, li conosce bene) presenti al di fuori dai suoi romanzi.
Ma mi è venuto in mente subito questo scrittore. Anche per il tuo modo di scrivere; gli si avvicina molto. Ed è una cosa positiva, dato che per me questo autore è sinonimo di qualità e profondità
Ti consiglio di leggerlo. Secondo me ti piacerà ![]()
» postato da Anonimo (DH) alle 13:05 del 16-07-2009
89 «
-La cicatrice di Gabriel che prude per l'avvicinarsi dell'Asrhan (mi ha ricordato Toc il Giovane che, a causa della perdita di un occhio per un'ustione, sente la ferita prudere quando avverte qualcosa di magico o di insolito).
»
In effetti è una cosa che uso spesso (senza abusarne però) nei miei scritti. Uno dei miei protagonisti ha una cicatrice sul palmo, causata da un'arma "magica", che sanguina in una particolare situazione.
Il mazzo dei tarocchi l'ho visto come unico espediente per descrivere l'ineluttabile, illustrando la ripetizione della stessa sequenza di carte nel corso degli anni. E anche per esprimere lo stato d'animo dell'ashran, la sua storia, o meglio, come vive la sua stessa situazione.
«
Anche per il tuo modo di scrivere; gli si avvicina molto. E per me è una cosa positiva, dato che per me questo autore è sinonimo di qualità e profondità
Ti consiglio di leggerlo. Secondo me ti piacerà
»
Addirittura...
ops:
Beh non posso che ringraziarti nuovamente sia per l'apprezzamento che per il consiglio.
Stavo puntando la Caduta di Malazan da un po'. Mi sa che sarà la mia lettura estiva. Sabato farò un salto alla Feltrinelli a fare scorta ![]()
» postato da zephiross alle 13:23 del 16-07-2009
90 «
Stavo puntando la Caduta di Malazan da un po'. Mi sa che sarà la mia lettura estiva. Sabato farò un salto alla Feltrinelli a fare scorta
»
E che scorta
Avrai l'estate piena, ma con questo acquisto vai sul sicuro
Ricordati però di staccare ogni tanto, per mangiare e uscire: c'è il rischio che una volta iniziato, non ti fermi più. Erikson sa prendere
Per quanto riguarda il tuo modo di scrivere, il mio più che un complimento, era la costatazione di una realtà ![]()
» postato da Anonimo (DH) alle 13:33 del 16-07-2009
91 "Fuori dal Tempo". Secondo me contiene delle buone idee, anche se non nuove. Viaggi nel tempo, paradossi temporali, la profezia che si autodetermina: cose viste in tanti film e libri, ma questo non mi disturba, il tema riesce sempre ad affascinarmi.
Il problema, a mio parere, è nel "montaggio" del racconto, in quei flash-back non sempre chiari (io almeno mi sono un po' confusa). Forse sarebbero più efficaci se fossero più brevi, meno particolareggiati rispetto al resto della narrazione, proprio per "staccare" di più. Alcuni concetti vengono ripresi più volte, come se l'Autore sentisse la necessità di spiegare bene tutto. Per il mio gusto di lettrice il tono è un po' "asettico", c'è poca emozione.
Avrei trovato più "intrigante" (anche se difficile da gestire) un finale ambientato nella Sanctuary "attuale", anziché la descrizione dell'incidente. Qualcosa tipo il passaggio diretto dall'allarme che suona nel tunnel, alla Sanctuary del presente dove si sente un'esplosione.
L'ho letto comunque con piacere. Una curiosità: perché si chiamano "Consigliori"?
Angela
» postato da Ali alle 18:53 del 16-07-2009
92 «
E che scorta
Avrai l'estate piena, ma con questo acquisto vai sul sicuro
Ricordati però di staccare ogni tanto, per mangiare e uscire: c'è il rischio che una volta iniziato, non ti fermi più. Erikson sa prendere
»
Ho seguito il tuo consiglio e ho ordinato il primo volume
«
Per quanto riguarda il tuo modo di scrivere, il mio più che un complimento, era la costatazione di una realtà
»
ops: ![]()
» postato da zephiross alle 10:44 del 17-07-2009
93 «Ho seguito il tuo consiglio e ho ordinato il primo volume
»
Ottimo
Lo scoglio più difficile sono le prime cento pagine, possono disorientare un pò, ma merita andare avanti. I libri successivi poi migliorano sempre ![]()
» postato da Anonimo (DH) alle 12:55 del 17-07-2009
94 La notte delle storie.
Bella l'idea di una storia dove i protagonisti narrano una storia. Bella l'atmosfera e l'intreccio dei racconti che oltre a mostrare le vicende personali dei personaggi, mostrano la storia di Sanctuary. Un dipanarsi di storie i cui fili si intrecciato e vanno a formare un disegno su un telaio più grande.
Piacevole il riferimento iniziale del dipinto alle divinità per condurre al finale con il loro ingresso. Il tutto è stato ben architettato e realizzato, oltre che ben scritto.
Un altro ottimo racconto, che da perduto ora si può dire ritrovato, dato che piò essere letto
Complimenti! ![]()
» postato da Anonimo (DH) alle 15:40 del 17-07-2009
95 Uh...
Solo adesso, scaricandomi i vari racconti di Sanctuary, ho visto il link a questa discussione!
« "Fuori dal Tempo". Secondo me contiene delle buone idee, anche se non nuove. Viaggi nel tempo, paradossi temporali, la profezia che si autodetermina: cose viste in tanti film e libri, ma questo non mi disturba, il tema riesce sempre ad affascinarmi.
Il problema, a mio parere, è nel "montaggio" del racconto, in quei flash-back non sempre chiari (io almeno mi sono un po' confusa). Forse sarebbero più efficaci se fossero più brevi, meno particolareggiati rispetto al resto della narrazione, proprio per "staccare" di più. Alcuni concetti vengono ripresi più volte, come se l'Autore sentisse la necessità di spiegare bene tutto. Per il mio gusto di lettrice il tono è un po' "asettico", c'è poca emozione.
Avrei trovato più "intrigante" (anche se difficile da gestire) un finale ambientato nella Sanctuary "attuale", anziché la descrizione dell'incidente. Qualcosa tipo il passaggio diretto dall'allarme che suona nel tunnel, alla Sanctuary del presente dove si sente un'esplosione.
L'ho letto comunque con piacere. Una curiosità: perché si chiamano "Consigliori"? Smile
Angela
»
Ero curioso di sapere cosa potevano pensare persone esterne di questo orrore scritto, e la critica di Angela non può farmi altro che piacere.
I flashback purtroppo non potevano essere più corti proprio perchè, come hai ben evidenziato tu, mi premeva spiegare bene alcune cose.
L'incastro e il montaggio del racconto in effetti può apparire ostico, ma nel bene o nel male credo (spero) di aver dato al tutto un senso più o meno di compiutezza.
Ho usato il termine "Consigliori" perchè mi piaceva. E' il termine siciliano che Mario Puzo utilizza ne "Il Padrino" per indicare i vari consiglieri delle famiglie mafiose.
---------------------------------
Per quanto riguarda gli altri racconti.
Per il momento ho letto solo Proxima e La notte delle Storie
Proxima mi è piaciuto molto. Sia per lo stile delicato e al tempo stesso incisivo, sia per la storia in sè. Se fosse un romanzo, credo che lo comprerei!
La notte delle Storie pure mi è piaciuto molto. L'ho trovato molto gaimaniano e ho molto apprezzato questa "decameronata" fantastica. Peccato per le storie brevi, per ognuna di loro ci sarebbe voluta una megastoria a parte! ![]()
» postato da sommobuta alle 16:17 del 17-07-2009
96 «Uh...
Solo adesso, scaricandomi i vari racconti di Sanctuary, ho visto il link a questa discussione!
Ero curioso di sapere cosa potevano pensare persone esterne di questo orrore scritto, e la critica di Angela non può farmi altro che piacere.
I flashback purtroppo non potevano essere più corti proprio perchè, come hai ben evidenziato tu, mi premeva spiegare bene alcune cose.
L'incastro e il montaggio del racconto in effetti può apparire ostico, ma nel bene o nel male credo (spero) di aver dato al tutto un senso più o meno di compiutezza.
Ho usato il termine "Consigliori" perchè mi piaceva. E' il termine siciliano che Mario Puzo utilizza ne "Il Padrino" per indicare i vari consiglieri delle famiglie mafiose.
---------------------------------
Proxima mi è piaciuto molto. Sia per lo stile delicato e al tempo stesso incisivo, sia per la storia in sè. Se fosse un romanzo, credo che lo comprerei!
»
Benvenuto nella discussione, Angelo!
Chissà se anche altri dei magnifici 13 si faranno vivi da queste parti
Sai, all'inizio pensavo che "Consigliori" fosse una svista! Poi ho visto che ce n'erano troppe e ho capito che non poteva essere... Non si finisce mai di imparare!
Quanto al bisogno di "spiegare", lo conosco bene! A volte devo farmi violenza per stringere e sfoltire, ma di solito ne vale la pena.
Sono proprio contenta che il mio "Proxima" ti sia piaciuto. Il tuo commento mi fa molto piacere, grazie!
Angela
» postato da Ali alle 18:09 del 17-07-2009
97 "L'ultimo interrogatorio": l'ho trovato scorrevole, avvincente, sono in un attimo arrivata in fondo per la curiosità.
Buona l'idea del persecutore perseguitato, ma forse andava chiarita un po' di più, soprattutto nel finale. In effetti, non l'ho capito bene: non so, mi sembra lasciato in sospeso. Cosa succede dopo l'avvenuta presa di coscienza di Streife? Forse bisognava almeno accennare alle sue intenzioni: cosa farà, ora che sa chi è? Continuerà a perseguitare i reietti, si metterà dalla loro parte? Altra cosa che non ho capito: cos'è che uccide il sicario Melchisedech? (in quel momento Streife è fuori uso per una nuova fitta micidiale...).
Bella l'ambientazione nella città superba e decadente. Per vari piccoli particolari l'atmosfera mi ricorda il film "Atto di forza" con Schwarzenegger.
Qualche imprecisione nel linguaggio, ma resta una lettura gradevole (ma che antipatico quel Streife!). Le mani degli Autori sono ben amalgamate: se non lo avessi saputo, non avrei mai pensato che fossero tre. Bravi!
Angela
» postato da Ali alle 18:20 del 17-07-2009
98 Io me li sto stampando tutti per leggermeli con calma nel weekend.
A breve posterò anche i miei commenti ![]()
» postato da zephiross alle 19:28 del 17-07-2009
99 Adesso è arrivato anche il racconto di Olorin e così siamo a quattordici! Anche se è superfluo ricordo il link http://sites.google.com/site/mondimmaginari/ e ovviamente vi prego di segnalare se qualche link non funziona, e simili problemi... grazie
» postato da Rakanius alle 20:14 del 17-07-2009
100 Ho provato a convincere la mia ragazza il brano da lei scritto. Chissà che non si arrivi entro breve a 15 racconti ^_^
» postato da Okamis alle 20:17 del 17-07-2009
101 Ne ho letti altri 3!!
Come per i precedenti, cercherò di essere breve.
Purtroppo ho un po' il vizietto di "immaginare" come avrei sviluppato io le varie idee... spero mi perdonerete
:">
- "Khaibit" di Bruno Bacelli --> Dimmi se sbaglio. Tu hai inventato dei personaggi che ti intrigavano parecchio, e poi li hai inseriti in una storia. Tecnica valida, molto utilizzata penso (anch'io comincio spesso in questo modo). Però... non è che forse una parte di quelle caratteristiche che hanno reso quei personaggi interessanti ai tuoi occhi... come dire... non sono passate dall'immaginazione al foglio di carta?
- "Baltar & Kraken" di Igor Cavallero --> Le coppie 'protagonista e spalla', sono un classico. Formula collaudata, che funziona: più che la storia in sè, la differenza la fanno i personaggi e le dinamiche che si instaurano tra loro. Per questo motivo, sulla caratterizzazione di Baltar e Kraken io mi sarei sbilanciata molto di più. Avrei optato per il grottesco, in questo caso. Forse avrei tentato addirittura un... urban fantasy umoristico?!
... e per finire, questione un po' più spinosa.
- "U-E" di Olorin --> Il tuo racconto è precisino-precisino. Non avevamo dubbi, eheheh... Hai previsto tutto a monte. Hai incastrato bene i vari pezzettini, in perfetto stile 'campione di Tetris'. Hai selezionato un numero ponderato di ingredienti, inserendo anche una seria motivazione di carattere, diciamo così, sentimentale. Hai usato un fraseggiare e un lessico di un certo tipo. E alla fine hai ricontrollato tutto meticolosamente, e hai ucciso ad uno ad uno gli eventuali errori supersiti. Tutti, eh? Che dire. Racconto formalmente perfetto. Nessun difetto oggettivo rilevato. Eppure, nonostante il lavoro di lima che chiaramente c'è stato - e tanto di cappello! - ho trovato l'insieme un po'... freddino. Pochissimo coinvolgimento emotivo, perlomeno da parte mia, con tutto che la trama ruota attorno a un dramma familiare. Certamente, come hai sottolineato nei tuoi interventi precedenti, avere un metodo è importante. Però, sai cosa? A volte mi sembra che un pizzico di sana entropia non possa che fare bene ai racconti. Quando nella mente di un lettore scatta quel qualcosa che lo porta oltre l'idea del "leggo, semplicemente leggo" - come ridere di gusto, o avere paura, o sentirsi all'improvviso uno stupido con gli occhi lucidi... beh, è a quel punto che l'obiettivo può considerarsi raggiunto. E allora si può anche passare sopra a una piccola imprecisione formale! Peace, in ogni caso
Gisella
» postato da PinkCoffee alle 00:15 del 18-07-2009
102 «"L'ultimo interrogatorio": l'ho trovato scorrevole, avvincente, sono in un attimo arrivata in fondo per la curiosità.
Buona l'idea del persecutore perseguitato, ma forse andava chiarita un po' di più, soprattutto nel finale. In effetti, non l'ho capito bene: non so, mi sembra lasciato in sospeso. Cosa succede dopo l'avvenuta presa di coscienza di Streife? Forse bisognava almeno accennare alle sue intenzioni: cosa farà, ora che sa chi è? Continuerà a perseguitare i reietti, si metterà dalla loro parte? Altra cosa che non ho capito: cos'è che uccide il sicario Melchisedech? (in quel momento Streife è fuori uso per una nuova fitta micidiale...).
Bella l'ambientazione nella città superba e decadente. Per vari piccoli particolari l'atmosfera mi ricorda il film "Atto di forza" con Schwarzenegger.
Qualche imprecisione nel linguaggio, ma resta una lettura gradevole (ma che antipatico quel Streife!). Le mani degli Autori sono ben amalgamate: se non lo avessi saputo, non avrei mai pensato che fossero tre. Bravi!
Angela»
Grazie per averlo letto innanzitutto e per il tuo parere..
Il personaggio di Streife in effetti è un pò il boomerang di se stesso..subito dopo che fu ideato fummo invasi da mille dubbi ed in verità credo che esca un pò fuori dai limiti previsti dal bando del concorso, così come già evidenziato da Olorin mi pare..
Altro problema è il finale..avrebbe richiesto maggiore chiarezza, ma il limite dei caratteri era un'altra spada di Damocle..cmq si sarebbe appesantito molto quindi abbiamo deciso di lasciare un pò di mistero sul futuro dell'inquisitore( cmq se leggi bene c'è un'ultima dichiarazione di Streife al suo superiore che fa intendere qualche sviluppo).
Melchisedech, se ci fai caso, muore in un modo molto particolare che ti dovrebbe far pensare a qualcuno visto in azione poco prima..e da lui che arriva l'aiuto insperato..anche se non si vede di persona (da tale cosa si possono intuire altri sviluppi).
Il lavoro a 6 mani è stato piuttosto complicato..anche se in definitiva pure divertente..
Grazie ancora, sono contento che per te sia stata una lettura avvincente.
» postato da busto alle 00:22 del 18-07-2009
103 Ho letto un po' di racconti, cominciamo a dare le prime impressioni a lettura "a caldo".
Comincio già col dire che mi sono piaciuti, alcuni di più o meno per un aspetto o un altro, ma tutti quanti mi hanno tenuto inchiodata a leggere fino al finale.
PS: attenzione, presenza di SPOILER.
- KHAIBIT: l'idea dell'Anima e dell'Ombra mi è piaciuto parecchio. Ci sono alcune frasi nel racconto dal potere talmente evocativo da farmi venire la pelle d'oca. Il racconto scorre liscio, lo stile è buono. Più che altro il potere stesso del protagonista viene quasi messo in secondo piano, se non per i momenti in cui vede la vampira e in cui comunica con il Maestro morente. I personaggi si sviluppano un po' a sé stanti. Volendo, si poteva usare il tema del Khaibit e della reincarnazione (anche se nel finale è come se accadesse) in maniera più incisiva nel racconto.
- PRIMO INCARICO: scorrevole anche se in alcuni punti l'uso eccessivo delle virgole mi ha disorientato. Come già detto per Khaibit, forse il dono di preveggenza del personaggio non è stato sfruttato al massimo. E' quasi come se passasse in secondo piano: avrei preferito un maggiore confronto fra la protagonista ed Eleas. Il finale mi è parso un po' "frettoloso"; comunque, tirando le somme è stata una lettura gradevole
- LA NOTTE DELLE STORIE: è forse il migliore letto finora. L'intreccio è fantastico, ogni personaggio è legato da un filo invisibile agli altri, un filo che il lettore sospetta anche se in maniera latente e poi si risolve genialmente nel finale. Lo stile è buono, pulito, asciutto, nessuna descrizione ampollosa. Complimenti
- PROXIMA: me lo sono letto due volte, dal tanto che mi è piaciuto. Hai un linguaggio molto profondo, e sai descrivere le situazioni dando il giusto peso alle azioni che tratteggiano la psiche del personaggio. Qui ho sentito davvero il volto oscuro di Sanctuary; la persecuzione, il diverso, la fuga dei reietti, la crudeltà del prossimo. La scelta del centauro è singolare ed è sviluppata abbastanza bene. Ottimo lavoro
- ARSENICO: l'ambientazione di Sanctuary spicca poco (a parte la presenza del Loggiano e del Vampiro) ma il racconto in sé mi è piaciuto. La storia di Arsenico mi ha colpito parecchio. La scena della morte del padre (IMHO eh, ce ne sono tantissime che mi hanno preso) forse è la migliore dal punto di vista emotivo, più che altro perché mi ha preso davvero alla sprovvista. Devo far leggere questo racconto a un mio amico: a lui piacciono i vampiri e in un GDR interpreta proprio un vampiro "veggente" ![]()
» postato da zephiross alle 11:57 del 18-07-2009
104 « - "Khaibit" di Bruno Bacelli --> Dimmi se sbaglio. Tu hai inventato dei personaggi che ti intrigavano parecchio, e poi li hai inseriti in una storia. Tecnica valida, molto utilizzata penso (anch'io comincio spesso in questo modo). Però... non è che forse una parte di quelle caratteristiche che hanno reso quei personaggi interessanti ai tuoi occhi... come dire... non sono passate dall'immaginazione al foglio di carta?» Non ho capito molto bene il senso del commento (il racconto o i personaggi non sono interessanti, mi par di intendere). Comunque rispondo: a parte il personaggio di Sara che non ha tempo e spazio per dispiegarsi, ho detto di essi quello che pensavo di dire... Una nota a parte per U-E: non mi pare che questo racconto, che è stato online solo per qualche ora, facesse parte della selezione Asengard (che era la condizione fondamentale per essere inseriti nei Racconti Perduti, anche se non è "vietato" correggere i racconti o rivederli prima di mandarli a me). L'autore non mi risponde. Questa situazione era accaduta anche per un altro racconto un po' di giorni fa (un racconto che non ho pubblicato sul sito). Domanda: di questi racconti doppiamente perduti cosa dovrei fare? Che ne pensate?
» postato da Rakanius alle 12:35 del 18-07-2009
105 « - KHAIBIT: l'idea dell'Anima e dell'Ombra mi è piaciuto parecchio. Ci sono alcune frasi nel racconto dal potere talmente evocativo da farmi venire la pelle d'oca. Il racconto scorre liscio, lo stile è buono. Più che altro il potere stesso del protagonista viene quasi messo in secondo piano, se non per i momenti in cui vede la vampira e in cui comunica con il Maestro morente. I personaggi si sviluppano un po' a sé stanti. Volendo, si poteva usare il tema del Khaibit e della reincarnazione (anche se nel finale è come se accadesse) in maniera più incisiva nel racconto. » Grazie. E' un commento lusinghiero... però mi farebbe comodo, per trarre frutto del tuo apprezzamento, sapere quali sono quelle frasi così potenti.
» postato da Rakanius alle 12:40 del 18-07-2009
106 «
Domanda: di questi racconti doppiamente perduti cosa dovrei fare? Che ne pensate?»
Non puoi aprire una sottosezione nella tua vetrina e lasciarli ugualmente? In fondo sono sempre letture piacevoli e servono per confrontare i vari stili di scrittura! ![]()
» postato da sommobuta alle 12:46 del 18-07-2009
107 «Una nota a parte per U-E: non mi pare che questo racconto, che è stato online solo per qualche ora, facesse parte della selezione Asengard (che era la condizione fondamentale per essere inseriti nei Racconti Perduti, anche se non è "vietato" correggere i racconti o rivederli prima di mandarli a me). L'autore non mi risponde. Questa situazione era accaduta anche per un altro racconto un po' di giorni fa (un racconto che non ho pubblicato sul sito). Domanda: di questi racconti doppiamente perduti cosa dovrei fare? Che ne pensate?» Come hai già spiegato per questa tua iniziativa, vale per i racconti partecipanti per il bando Sanctuary. Quindi occorre attenersi a tali semplici regole.
» postato da Anonimo (DH) alle 13:45 del 18-07-2009
108 ««
- KHAIBIT: l'idea dell'Anima e dell'Ombra mi è piaciuto parecchio. Ci sono alcune frasi nel racconto dal potere talmente evocativo da farmi venire la pelle d'oca. Il racconto scorre liscio, lo stile è buono. Più che altro il potere stesso del protagonista viene quasi messo in secondo piano, se non per i momenti in cui vede la vampira e in cui comunica con il Maestro morente. I personaggi si sviluppano un po' a sé stanti. Volendo, si poteva usare il tema del Khaibit e della reincarnazione (anche se nel finale è come se accadesse) in maniera più incisiva nel racconto.
»
Grazie. E' un commento lusinghiero... però mi farebbe comodo, per trarre frutto del tuo apprezzamento, sapere quali sono quelle frasi così potenti.»
"L'umanità è come un cane rabbioso che vorresti poter consolare o aiutare, perché sai che soffre, ma non ti avvicini perché ti metteresti in pericolo, perché è pazzo. E feroce."
Questa praticamente l'ho scritta andando a memoria, mi è rimasta impressa davvero.
Più in generale, specie nella parte iniziale, sono le frasi (troppo spezzettate e frammentarie per scriverle tutte, hanno senso e colore nell'insieme, nel contesto in cui sono piazzate) in cui il protagonista descrive le persone, come le considera, come le percepisce. Non solo con il proprio potere, ma anche come le considera a livello umano, sociale.
Inoltre, non so perché, ma l'immagine del protagonista che riesce a scorgere la Khaibit che lascia il corpo mi dà una strana sensazione che non so spiegare ![]()
» postato da zephiross alle 16:54 del 18-07-2009
109 «PROXIMA: me lo sono letto due volte, dal tanto che mi è piaciuto. Hai un linguaggio molto profondo, e sai descrivere le situazioni dando il giusto peso alle azioni che tratteggiano la psiche del personaggio. Qui ho sentito davvero il volto oscuro di Sanctuary; la persecuzione, il diverso, la fuga dei reietti, la crudeltà del prossimo. La scelta del centauro è singolare ed è sviluppata abbastanza bene. Ottimo lavoro
»
Grazie davvero, Zephiross!
Sono molto contenta che il mio racconto ti sia piaciuto, e che tu vi abbia trovato profondità e caratterizzazione psicologica: sono caratteristiche che ricerco sempre, sia nei miei scritti che in quelli degli altri. Sono felice di essere riuscita a trasmettere il volto oscuro di Sanctuary: è sempre bello constatare che la "telepatia" della scrittura (per dirla con S. King) ha funzionato. In fondo è questo che tutti noi ricerchiamo scrivendo, no?
Grazie per la lettura e per il commento, Eleonora!
Angela
» postato da Ali alle 17:34 del 18-07-2009
110 «
Melchisedech, se ci fai caso, muore in un modo molto particolare che ti dovrebbe far pensare a qualcuno visto in azione poco prima..e da lui che arriva l'aiuto insperato..anche se non si vede di persona (da tale cosa si possono intuire altri sviluppi).
»
Credo di aver capito chi è l'assassino del sicario! (mi avete fatto impazzire...). Magari ci sarei arrivata prima se aveste dato qualche piccolo indizio per i "tardi" come me, (tipo: "Streife sentì una presenza aleggiare intorno a sé, potente e oscura..."
).
Se ho ben capito, lo sconosciuto si fa catturare per tirare Streife dalla sua parte, giusto? E a questo punto penso anche di sapere cosa farà Streife in futuro, anche se l'ultima frase che lui dice al suo capo ("Sentirà ancora parlare di me") non elimina l'ambiguità.
Ok, il giallo non fa per me...
Angela
» postato da Ali alle 17:40 del 18-07-2009
111 "Arsenico" è piaciuto anche a me, anche se con Sanctuary c'entra ben poco. Ho cominciato a leggerlo e non mi potevo più staccare, tanto è scorrevole e avvincente.
Mi piace molto il personaggio di Arsenico, ironico, generoso con nonchalance, indurito dai secoli ed eternamente ragazzo.
Molto bella la parte centrale, profonda e drammatica, anche se slegata dal resto. Bella l'idea dei poteri del protagonista che sono più un problema che un vantaggio (concetto, questo, presente anche in altri di questi Racconti Perduti).
La parte finale, quella che segue la guarigione del "Loggiano" mi sembra che raffreddi l'emozione del racconto. Io l'avrei concluso prima, con l'immagine di Arsenico che si allontana nella notte.
Bel racconto, comunque: magico!
Angela
» postato da Ali alle 17:45 del 18-07-2009
112 ««
Domanda: di questi racconti doppiamente perduti cosa dovrei fare? Che ne pensate?»
Non puoi aprire una sottosezione nella tua vetrina e lasciarli ugualmente? In fondo sono sempre letture piacevoli e servono per confrontare i vari stili di scrittura!
»
Anche io proporrei una categoria a parte.
Lo scenario di Sanctuary non è "proprietà esclusiva" dei partecipanti al concorso, ma mischiare le cose disturberebbe il "riconoscimento" dei vari autori.
La lista di partecipanti e relativi titoli è già stata pubblicata?
» postato da spacechili alle 17:58 del 18-07-2009
113 «
Non ho capito molto bene il senso del commento (il racconto o i personaggi non sono interessanti, mi par di intendere). Comunque rispondo: a parte il personaggio di Sara che non ha tempo e spazio per dispiegarsi, ho detto di essi quello che pensavo di dire...
»
Mi spiego meglio. Trovo che nei tuoi personaggi ci siano degli spunti interessanti, soprattutto per come li hai descritti. Li hai pensati bene, si percepisce leggendo. Però il racconto nell'insieme mi dà un'idea di "non finito". E' per questo che mi sono chiesta se per caso avessi deciso di eliminare dei dettagli che però avevi in mente!
«
Una nota a parte per U-E: non mi pare che questo racconto, che è stato online solo per qualche ora, facesse parte della selezione Asengard.
»
Ops. Sono stata fin troppo veloce!
ops:
«
Domanda: di questi racconti doppiamente perduti cosa dovrei fare? Che ne pensate?»
Non inserirli nella raccolta. Altrimenti avrebbe dovuto chiamarsi "I racconti che avvrebbero potuto essere Sanctuary"!!
Gisella
» postato da PinkCoffee alle 18:36 del 18-07-2009
114 « ..... "L'umanità è come un cane rabbioso che vorresti poter consolare o aiutare, perché sai che soffre, ma non ti avvicini perché ti metteresti in pericolo, perché è pazzo. E feroce." Questa praticamente l'ho scritta andando a memoria, mi è rimasta impressa davvero. Più in generale, specie nella parte iniziale, sono le frasi (troppo spezzettate e frammentarie per scriverle tutte, hanno senso e colore nell'insieme, nel contesto in cui sono piazzate) in cui il protagonista descrive le persone, come le considera, come le percepisce....» Ti ringrazio. Anche da te ho un po' la conferma che l'incipit è stata la parte migliore, dovrò lavorarci sopra...
» postato da Rakanius alle 18:48 del 18-07-2009
115 « Anche io proporrei una categoria a parte. Lo scenario di Sanctuary non è "proprietà esclusiva" dei partecipanti al concorso, ma mischiare le cose disturberebbe il "riconoscimento" dei vari autori. La lista di partecipanti e relativi titoli è già stata pubblicata?» Dunque, penso che farò come suggerisci tu, anche se attenderò per un giorno o due altre opinioni. Non tutti sono d'accordo con l'inclusione di "nuovi venuti." Non posso che prenderne atto, e dedicare a questi uno spazio a parte, separato. Quanto alla lista dei partecipanti, con l'aiuto di Luca Azzolini ho il modo di fare le verifiche ma mi è stato chiesto di non divulgare alcun elenco. Complimenti a PinkCoffee che ce l'ha fatta comunque a leggere un racconto extra-Sanctuary prima che mi accorgessi del mio errore (sono comunque in attesa di chiarimenti dall'autore. Se ci fosse stato un cambio di titolo?).
» postato da Rakanius alle 18:57 del 18-07-2009
116 « Mi spiego meglio. Trovo che nei tuoi personaggi ci siano degli spunti interessanti, soprattutto per come li hai descritti. Li hai pensati bene, si percepisce leggendo. Però il racconto nell'insieme mi dà un'idea di "non finito". E' per questo che mi sono chiesta se per caso avessi deciso di eliminare dei dettagli che però avevi in mente! » Diciamo che da racconto a sé stante è diventato prologo di una storia più lunga e complessa, proprio perché gli argomenti introdotti erano un po' troppi. Ci sono situazioni che dovranno essere chiarite, sicuramente un conflitto drammatico che è appena iniziato... E comunque il finale dà l'idea di un seguito, volutamente. Come ho scritto in un precedente post, mi son fatto prendere la mano. Ma a quel punto non potevo scrivere un altro racconto per Sanctuary, non avrei avuto tempo.
» postato da Rakanius alle 19:00 del 18-07-2009
117 «Domanda: di questi racconti doppiamente perduti cosa dovrei fare? Che ne pensate?» U-E ho fatto in tempo a scaricarlo ma non l'ho ancora letto. Per me può stare in questo topic solo se ha partecipato alla selezione ufficiale Sanctuary.
» postato da by Ax alle 19:33 del 18-07-2009
118 ««Domanda: di questi racconti doppiamente perduti cosa dovrei fare? Che ne pensate?»
U-E ho fatto in tempo a scaricarlo ma non l'ho ancora letto.
Per me può stare in questo topic solo se ha partecipato alla selezione ufficiale Sanctuary.»
Idem per me. Scaricato ma non letto. Se fa parte del concorso di Sanctuary mi sta bene, altrimenti tutto quanto perderebbe di senso ![]()
» postato da zephiross alle 19:41 del 18-07-2009
119 Uh, zephiross, dimenticavo di scrivere che ho letto 'L'eredità dell'Abisso'.
Mi è piaciuto lo stile e l'atmosfera, così come la scorrevolezza e la serietà nell'approcciare la storia. Il protagonista alato mi ha ricordato un po' Yagharek di Perdido Street Station (China Miéville), soprattutto per il senso di cupa malinconia che accompagna le sue azioni e i suoi pensieri.
Un'altra cosa che ho apprezzato è il fatto che mostri quello che accade senza perderti nel raccontarlo: in questo, la prima parte del racconto è significativa, parte in cui lasci svolgere l'azione ai protagonisti (l'Ashran e la vecchia dei tarocchi) senza dare troppe spiegazioni, ma lasciando intuire a chi legge ciò che nasconde il dialogo. Una tecnica che a me piace particolarmente e che troverai in ogni romanzo di Erikson... dato che hai deciso di provarlo; le prime 200 pagine de 'I giardini', seppur con uno stile più grezzo rispetto ai successivi volumi, sono straordinarie da questo punto di vista.
A quando un tuo romanzo?
» postato da by Ax alle 20:12 del 18-07-2009
120 « Il protagonista alato mi ha ricordato un po' Yagharek di Perdido Street Station (China Miéville), soprattutto per il senso di cupa malinconia che accompagna le sue azioni e i suoi pensieri. »
Anche questo manca alle mie letture, rimedierò appena potrò
Grazie comunque per aver letto il racconto e per averlo commentato
«A quando un tuo romanzo?»
Quando? Non so ma il tentativo c'è. Sto scrivendo come una dannata in ogni momento libero. Porto avanti 3 romanzi contemporaneamente (condividono la stessa ambientazione) e di uno, proprio in questo momento, sto concludendo il cap.19 che sigla la fine della prima parte. Speriamo! ![]()
» postato da zephiross alle 20:22 del 18-07-2009
121 "La Zona Grigia": anche questo racconto c'entra ben poco con Sanctuary (intesa come città), eppure ha il suo fascino. Sarà perché adoro i grandi alberi, e la descrizione dell'alberone mi ha emozionata. Anche l'immagine della città abbandonata mi piace molto. (Tra parentesi, l'idea che per alcuni gli alberi siano una minaccia non è così peregrina, basta vedere certe vergognose potature in città...).
Mi sembra meno credibile la rivelazione dell'identità di Ellenia: non so, mi sembra poco coerente col resto. Forse occorreva qualche accenno di ambiguità in precedenza, giusto per rendere più plausibile il colpo di scena. Mi piacciono anche l'ultimo personaggio (lo Spirito della Natura?) e il finale sereno.
Lo stile è scorrevole, tiene viva l'attenzione fino alla fine. Bel messaggio ecologico.
Angela
» postato da Ali alle 18:14 del 20-07-2009
122 «"La Zona Grigia": anche questo racconto c'entra ben poco con Sanctuary (intesa come città), eppure ha il suo fascino. Mi sembra meno credibile la rivelazione dell'identità di Ellenia: non so, mi sembra poco coerente col resto.»
Grazie di aver letto il racconto.
Devo confessare che in realtà era molto più lungo, manca la parte in cui i personaggi si avvicinano alla zona grigia attraversando i quartieri abitati di Sanctuary e alcuni episodi proprio sulle reazioni di Ellenia all'interno della nebbia, ma sono stato costretto a tagliare dei pezzi non indifferenti perché il numero di pagine si stava gonfiando come una mongolfiera.
Spoilerino: la creatura che salva la vita al protagonita l'ho immaginata come una delle ultime driadi al mondo che, come la Natura, opera molto lentamente e manifesta la sua forza su scale temporali più ampie di quelle umane. Ecco perché è riuscita a generare la zona grigia quasi senza che nessuno se ne accorgesse. Inoltre volevo inserire un messaggio "positivo" in una ambientazione, per me, angosciante: una immensa città che ricopre un mondo... Gasp!
» postato da Znheb alle 09:01 del 21-07-2009
123 Perdonate il ritardo della mia risposta ma fino a questo momento ero impantanata fra gli odiosi esami di luglio, e soltanto adesso ho potuto iniziare a leggere alcuni racconti. In primis ringrazio chi ha commentato "La notte delle storie" e mi ha dato segnalazioni e spunti illuminanti. Secondo, ho letto due racconti che mi sono davvero piaciuti: "L'eredità dell'Abisso" e "Proxima"
L'EREDITA' DELL'ABISSO: è un racconto che merita un paio di letture prima di essere capito a pieno, specie per il continuo spostamento del punto di vista che a volte ha delle pecche, come se ci fosse una telecamera che si muove troppo velocemente da i pensieri di un personaggio ad un altro, anche se magari questo dipende dalla brevità della storia. Fra l'altro il racconto procede per enigmi, espediente non sempre semplice ma veramente affascinante: a ogni pagina sembra di dover incastrare vari pezzi di un puzzle. Un altro "difetto" è la scarsa presenza di Sanctuary: potrebbe essere ambietato un pò ovunque.
Per il resto, l'ho trovato scritto davvero bene, con un ampio uso di metafore, cosa che a volte dall'alto giudicano male, ma che personalmente mi ha molto colpito per la forza evocativa. Bella la figura dell'ashran e l'idea di accennare alla sua storia attraverso le carte. Come suggerisce Gabriel, l'ashran "incanta con le parole", ed è una cosa che Eleonora sa decisamente fare. Brava!
PROXIMA: anche questo scritto benissimo (alla faccia di chi dice che gli esordienti in Italia non sanno dove mettere mano). Sanctuary è davvero protagonista qui: vengono elencati posti, strade, quartieri, anche se tutto scorre con estrema rapidità. Va bene per i luoghi, di cui viene fornito giusto un assaggio che permette all'immaginazione di sbizzarrirsi, però in certi punti è la storia stessa a correre troppo. Forse avrei messo in mezzo più creature fantastiche, al di là di nani ed elfi, ma ovviamente questa è una scelta soggettiva.
Mi ha dato molto l'idea di una favola che si erge a difesa della natura, ma sempre in un modo gradevolmente velato. Carina l'idea dell'angelo alla fine. Ottimo lavoro!! ![]()
» postato da jenny88 alle 12:16 del 22-07-2009
124 «........ Secondo, ho letto due racconti che mi sono davvero piaciuti: "L'eredità dell'Abisso" e "Proxima"
.................
PROXIMA: anche questo scritto benissimo (alla faccia di chi dice che gli esordienti in Italia non sanno dove mettere mano). Sanctuary è davvero protagonista qui: vengono elencati posti, strade, quartieri, anche se tutto scorre con estrema rapidità. Va bene per i luoghi, di cui viene fornito giusto un assaggio che permette all'immaginazione di sbizzarrirsi, però in certi punti è la storia stessa a correre troppo. Forse avrei messo in mezzo più creature fantastiche, al di là di nani ed elfi, ma ovviamente questa è una scelta soggettiva.
Mi ha dato molto l'idea di una favola che si erge a difesa della natura, ma sempre in un modo gradevolmente velato. Carina l'idea dell'angelo alla fine. Ottimo lavoro!!
»
Bentornata, Lavinia! Tutto bene con gli esami?
Grazie della lettura e del commento! Sono molto contenta che il mio racconto ti sia piaciuto! La storia scorre in fretta? Temevo il contrario! Ti dirò che ho un po' ricercato quest'effetto di rapidità, trattandosi di un personaggio che nei suoi ultimi istanti tira le somme di un'intera vita. Quanto alle creature, non mi sono sbizzarrita perché volevo una Sanctuary il più possibile realistica.
Dici bene, è anche una favola sulla natura, disprezzata e schiacciata dagli uomini. In effetti, per creare il personaggio di Nostos mi sono rifatta ai Centauri della mitologia greca, passionali e istintivi, in sintonia profonda con la natura in contrapposizione alla razionalità degli uomini. Qui la natura è vista appunto attraverso gli occhi di Nostos, è emarginata e oppressa come lo è lui, ma la "natura" viene anche intesa come realtà interiore, come verità ed essenza profonda, e anche in questo senso la natura viene coartata dagli uomini. La missione dell'Angelo sarà aiutarli a ritrovare se stessi, e la capacità di nutrire sentimenti di solidarietà e comprensione per gli altri.
Dopo aver letto tutti i racconti sono proprio d'accordo con te, ce ne sono di molto belli e scritti bene. Ma anche quelli meno forti tecnicamente hanno tutti qualcosa che li rende attraenti: un'idea, un'immagine, una storia particolare. È stata una bella esperienza leggerli!
Angela
» postato da Ali alle 18:00 del 22-07-2009
125 «
L'EREDITA' DELL'ABISSO: è un racconto che merita un paio di letture prima di essere capito a pieno, specie per il continuo spostamento del punto di vista che a volte ha delle pecche, come se ci fosse una telecamera che si muove troppo velocemente da i pensieri di un personaggio ad un altro, anche se magari questo dipende dalla brevità della storia. Fra l'altro il racconto procede per enigmi, espediente non sempre semplice ma veramente affascinante: a ogni pagina sembra di dover incastrare vari pezzi di un puzzle. Un altro "difetto" è la scarsa presenza di Sanctuary: potrebbe essere ambietato un pò ovunque.
Per il resto, l'ho trovato scritto davvero bene, con un ampio uso di metafore, cosa che a volte dall'alto giudicano male, ma che personalmente mi ha molto colpito per la forza evocativa. Bella la figura dell'ashran e l'idea di accennare alla sua storia attraverso le carte. Come suggerisce Gabriel, l'ashran "incanta con le parole", ed è una cosa che Eleonora sa decisamente fare. Brava!
»
Grazie per il commento, jenny
sono contenta che ti sia piaciuto.
In effetti sì, Sanctuary è presente come scenario più che apparire come parte attiva della storia (a parte la presenza della Loggia, con Gabriel).
Mi sono concentrata maggiormente sulla figura dell'ashran, che sinceramente adoro: così tanto potere e così tanta malinconia
Sto quasi pensando di sviluppare l'idea per un racconto lungo (o un romanzo breve
:"> ) e concedergli maggiore spazio e azione.
» postato da zephiross alle 20:02 del 22-07-2009
126 Ho letto La Zona Grigia di Mauro Cappelli: è senza dubbio un racconto scritto molto bene, con una buona vena narrativa e capacità di costruire l'aspettativa. Il tema che va a esplorare non è in contraddizione con l'ambientazione di Sanctuary né con il concetto che i racconti debbano essere di urban fantasy, ma la natura molto particolare di questa storia va forse un po' ai limiti. Ho trovato piacevole com'è stata (spoilerino) costruita l'inquietudine che a poco a poco si impadronisce dei due personaggi nella missione. Colpo di scena finale un po' ovvio ma creato con abilità. Il tradimento (altro spoiler) di Ellenia è un po' troppo repentino. Certo, servirebbe più spazio per renderlo più adeguatamente.
» postato da Rakanius alle 23:00 del 22-07-2009
127 «
Mi sono concentrata maggiormente sulla figura dell'ashran, che sinceramente adoro: così tanto potere e così tanta malinconia
Sto quasi pensando di sviluppare l'idea per un racconto lungo (o un romanzo breve
:"> ) e concedergli maggiore spazio e azione.»
Il tuo ashran è davvero emozionante: voglio leggere il tuo romanzo breve! (o anche lungo, va bene lo stesso). Buon lavoro!
Angela
» postato da Ali alle 08:23 del 23-07-2009
128 «Mi sono concentrata maggiormente sulla figura dell'ashran, che sinceramente adoro: così tanto potere e così tanta malinconia
Sto quasi pensando di sviluppare l'idea per un racconto lungo (o un romanzo breve ) e concedergli maggiore spazio e azione
»
Faresti bene, è un personaggio che colpisce moltissimo. Anche il nome è bello: ricorda qualche creatura antica e leggendaria, ha un suono decisamente magico. Dovresti dargli una seconda possibilità!!
«Bentornata, Lavinia! Tutto bene con gli esami? »
Sono miracolosamente sopravvissuta a una sessione infernale, grazie
«In effetti, per creare il personaggio di Nostos mi sono rifatta ai Centauri della mitologia greca, passionali e istintivi, in sintonia profonda con la natura in contrapposizione alla razionalità degli uomini.
»
Harry Potter docet! Guarda, per la loro conformazione fisica, la loro saggezza e anche la loro violenta impulsività e il loro istinto alla vendetta, ho sempre visto i centauri come il punto d'incontro fra umanità e naturalità, e la tua scelta di far sentire proprio la sua voce è stata calzante.
Ok, ora eccone un altro ripescato dal "dimenticatoio": Guarda la pioggia.
E' dolcissimo! Non molto originale, ma tiene incollato. L'ho trovato molto scorrevole, non risente affatto dei limiti di lunghezza: le cose succedono al punto giusto, non ha voluto a tutti i costi riempirlo e affogarlo di eventi, e questo dà al lettore l'impressione di leggere un capitolo di qualche (bel) romanzo. Il modo in cui descrive la magia è incantevole, sembra di ascoltare un'autrice bambina che crede seriamente e disperatamente nelle sue stesse bugie. E' una favola sulla magia, sull'amore e sulla magia dell'amore.
Comunque finora sono sorpresa... chissà che lavoraccio deve aver fatto Luca per scegliere il vincitore. Però magari devo aspettare di leggerli tutti, i racconti, prima di parlare...
» postato da jenny88 alle 10:42 del 23-07-2009
129 «
Il tuo ashran è davvero emozionante: voglio leggere il tuo romanzo breve! (o anche lungo, va bene lo stesso). Buon lavoro!
Angela»
«Faresti bene, è un personaggio che colpisce moltissimo. Anche il nome è bello: ricorda qualche creatura antica e leggendaria, ha un suono decisamente magico. Dovresti dargli una seconda possibilità!! »
Grazie per l'incoraggiamento, ci sto facendo seriamente un pensiero
l'unica cosa che mi blocca è sempre la mancanza di tempo!
Tra due giorni andrò in vacanza, per fortuna, e avrò tutto il tempo per rifletterci ![]()
» postato da zephiross alle 12:53 del 23-07-2009
130 Nella calura, e soprattutto nel superlavoro di questo fine luglio, le mie letture proseguono anche se un po' a rilento. Ho letto Fuori dal Tempo di Angelo Cavallaro. Una storia che parte abbastanza regolare, diciamo, nel solco di quelle che erano le indicazioni fornite dall'ambientazione. Quindi (attenzione da qui SPOILER) con un occhio rivolto al potere e a chi lo esercita (la famosa Loggia qui in versione decisamente grintosa contro i diversi) e un occhio ai ribelli che vivono nascosti ma hanno ancora delle frecce al loro arco. La trama si serve di un grandissimo potere magico che potrebbe radicalmente cambiare le cose. E in questo frangente inserisce uno scontro classico, diciamo un duello, tra due protagonisti, avversari acerrimi la cui battaglia sembra diventata anche personale. Conclusione a sorpresa, amara assai. Mi è piaciuto l'uso del viaggio nel tempo, e anche se c'è troppa carne al fuoco per la lunghezza consentita, il racconto è piacevole. Una certa difficoltà nel passaggio logico tra le scene: si "stacca" su un'altra situazione e il lettore deve per qualche riga riprendere il filo e capire dove si inserisce. Può essere peculiarità voluta dall'autore o può essere difficoltà espositiva non notata nella revisione, non saprei, dal momento che ho seguito facilmente la logica del racconto e non la definirei necessariamente un errore o un'imperfezione. Un dubbio: come si può danzare freneticamente con un boccale di birra in mano? I Racconti Perduti di Sanctuary sono sempre qui... http://sites.google.com/site/mondimmaginari/
» postato da Rakanius alle 22:34 del 29-07-2009
131 Ah! Voi, crudeli! Così, senza rimorsi né ripensamenti, mi eiettate fuoribordo tra i flutti infestati di letali creature selaci!
Non so se sopravviverò al dolore di rimanere escluso da codesta appassionante contesa tra 'esclusi', ma... vorrà dire che al mio ritorno sarò lettore tremendamente spietato! ![]()
» postato da Olorin alle 16:29 del 30-07-2009
132 «Ah! Voi, crudeli! Così, senza rimorsi né ripensamenti, mi eiettate fuoribordo tra i flutti infestati di letali creature selaci!
Non so se sopravviverò al dolore di rimanere escluso da codesta appassionante contesa tra 'esclusi', ma... vorrà dire che al mio ritorno sarò lettore tremendamente spietato!
»
Olorin.
Ti credevamo disperso in una piega spazio-temporale...
» postato da spacechili alle 16:36 del 30-07-2009
133 «Ah! Voi, crudeli! Così, senza rimorsi né ripensamenti, mi eiettate fuoribordo tra i flutti infestati di letali creature selaci!
Non so se sopravviverò al dolore di rimanere escluso da codesta appassionante contesa tra 'esclusi', ma... vorrà dire che al mio ritorno sarò lettore tremendamente spietato!
»
Vox populi, carissimo. Io l'avevo buttata lì: che ne facciamo di questi altri racconti? ... ma poiché in tempi non sospetti avevo stabilito certi criteri... ![]()
» postato da Rakanius alle 21:37 del 30-07-2009
134 Ho letto 'identità'
Premesso che il racconto mi pare veramente curato, parto con una serie di 'appunti personalissimi' che mi sono saltati all'occhio durante la lettura:
«Forse intuendone i sentimenti, la Kaspian decise di rimanere vicino alla ragazza ancora per alcuni minuti, fino a che questa non si addormentò di nuovo. Solo allora si alzò, lasciandola sola a sprofondare tra le nebbie.»
Il 'punto di vista' si sposta da un personaggio all'altro già nella parte precedente – sarà pure corretto a livello formale anche se a me risulta comunque fastidioso - ma la frase evidenziata, mi pare una stonatura vera e propria. Potevo comprenderla se il naratore l'avesse formulata quando parlava dal punto di vista di Niyàd nel momento in cui si fosse sentita abbandonata.
L'articolo LA prima del cognome Kaspian, che si ripete lungo il racconto, mi sembra molto dialettale e comunque troppo colloquiale come espressione. Mai sentito dire "LO Smith entrò dalla porta ..."
«Una lunga colonna di vetture stava venendo passata al setaccio dalle forze dell'ordine.»
... tremendo a leggersi
«tamburellando con le punte dei denti »
Non l'ho capita...
«Intanto l'asfalto si srotolava sotto le ruote dell'auto, »
Io la trovo molto forzata come immagine.
«Dentro di sé, Niyàd si domandava quale potesse essere la meta, ma non osava chiederlo. In fondo, qualunque destinazione sarebbe stata indifferente. Ormai tutto ciò per cui valeva la pena vivere era stato lasciato alle spalle: i suoi genitori, la sua casa, la sua identità. Nemmeno il pensiero di poter essere catturata dagli Inquisitori la spaventava più. In fondo come si poteva uccidere una persona in verità già morta? E poi che cosa avrebbe mai potuto fare la Kaspian per lei? Trovarle un altro nome con cui passare indenne al posto di blocco successivo? E per quello dopo ancora? Non era stato proprio per sfuggire a quel tipo di vita che i suoi genitori l'avevano portata alla clinica? No, non avrebbe avuto paura il giorno in cui l'avrebbero catturata, perché quella sarebbe stata la dimostrazione che qualcosa di lei ancora viveva, che non era soltanto un ammasso di carne e nervi modellato come argilla o un nome fasullo su di una tessera magnetica.
Al quarto giorno di fuga, Eve entrò in un quartiere popolare; di quale settore non aveva importanza: a Sanctuary le baracche hanno tutte lo stesso nome »
Mi pare un ginepraio di 'chiedersi', 'non importare' e 'indifferente' poco incisivo se il suo intento era quello di definire la situazione interiore di Niyàd
« All'interno l'aria era stantia e pregna di un forte odore di muffa. »
'pregna' lo trovo forzato, forse 'intrisa' era più banale ma meno 'grondante'
«l'ingresso della casa che si apre »
Forse è 'la porta' d'ingresso ad aprirsi...
Sottopongo poi un quesito all'autore:
« ... il giorno in cui l'avrebbero catturata; »
e
«quando la Loggia l'avesse rintracciata. »
Stesso costrutto, tempo verbale differente...
«Rimase immobile per alcune ore, scordandosi persino di mangiare»
Scordarsi di mangiare per alcune ore o saltare addirittura un pasto, non è una cosa così insolita o drammatica
«L'occhio metallico studiò in maniera inopportuna le due ospiti »
Cosa vuol dire 'inopportuna'? Ha guardato nelle loro scollature e sotto le gonne?
«Non era mai stata molto brava a confortare la gente. »
Ma come!!!???? Niyàd, una paziente, non viene messa nelle 'mani migliori' dal primario?
In generale l'ho trovato un racconto scritto bene ma fondato su un'idea un po' priva di nerbo. Inoltre vi colgo solo con un vago richiamo a Sanctuary se non per un ripetersi dei termini che il bando citava. L'ambientazione in realtà è poco determinante e questa storia potrebbe riguardare una ragazza cinese che per passare indenne i controlli dell'ufficio immigrazione, deve mutarsi in occidentale... ![]()
» postato da Olorin alle 18:14 del 05-08-2009
135 Ho ricominciato le mie letture dei Racconti Perduti prendendo in mano finalmente Guarda, la Pioggia di Gisella Gallenca. Un bel racconto intimista, visto dal punto di osservazione di una persona privilegiata, un giovane il cui padre appartiene alla Loggia: lui però sa interessarsi a quello che, attorno a lui, resta vivo di un mondo fatato che perde sempre più terreno. Il protagonista riesce a entrare in contatto con una strana ragazza, una creatura incantata che saprà dissipare le bugie in cui è stato allevato. Un racconto in cui il fantastico muore e rinasce, e le vicende tristi concedono un lieto fine. Bello. I racconti perduti di Sanctuary sono sempre qui: http://sites.google.com/site/mondimmaginari/
» postato da Rakanius alle 20:59 del 16-09-2009
136 «Ho ricominciato le mie letture dei Racconti Perduti prendendo in mano finalmente Guarda, la Pioggia di Gisella Gallenca.
Un bel racconto intimista, visto dal punto di osservazione di una persona privilegiata, un giovane il cui padre appartiene alla Loggia: lui però sa interessarsi a quello che, attorno a lui, resta vivo di un mondo fatato che perde sempre più terreno.
Il protagonista riesce a entrare in contatto con una strana ragazza, una creatura incantata che saprà dissipare le bugie in cui è stato allevato.
Un racconto in cui il fantastico muore e rinasce, e le vicende tristi concedono un lieto fine. Bello.
»
Uao. Grazie Rakanius!!
![]()
» postato da PinkCoffee alle 09:06 del 17-09-2009
137 Sono l'autore di "Baltar & Kraken". Volevo solo dire a tutti quelli che l'hanno letto che ho pubblicato il mio primo libro "Il Mistero del Sigillo degli Elfi", di cui proprio Baltar & Kraken sono fra i protagonisti. Chi ha pensato che il racconto fosse parte di qualcosa di più ampio, aveva perfettamente ragione; in effetti può benissimo integrarsi nel libro come un viaggio aggiuntivo dei due guerrieri. E' disponibile in libreria oppure direttamente su internet. Oppure visitate il mio sito... Grazie per i commenti, sia positivi che negativi.
» postato da (Igor Cavallero) alle 18:03 del 06-10-2010
138 Ehilà, chi si rivede! I Racconti Perduti! Bei tempi... Bravo Igor, complimenti e auguri per la pubblicazione! Ma il tuo sito qual è?
» postato da Ali alle 22:42 del 06-10-2010
139 Grazie mille... il mio sito è tripla w punto cavalleroigor punto it... se cerchi il mio nome lo trovi come prima ricerca su google. L'ho aggiornato in questi giorni... ci trovi anche un'intervista! Dateci un occhio e datemi qualche suggerimento...
» postato da (Igor Lord Aslan Cavaller alle 10:09 del 07-10-2010
140 @Igor: complimenti! Vedrò di leggerlo al più presto.
Anche il mio ashran sta incontrando l'esperienza del romanzo
Ho tardato un po' per via dell'ambientazione, che ho dovuto un po' studiare e "ricostruire" (non potevo certo usare Sanctuary!).
Dalla prossima settimana, dopo aver lavorato su trama, personaggi e tutto, si inizia a scrivere
:">
» postato da zephiross alle 11:03 del 07-10-2010
142 Il libro era già scritto quando ho partecipato al concorso. Nel libro, B. & K. fanno 4 viaggi, così avevo pensato di scriverne uno in più per Sanctuary. Sapevo benissimo che la storia mi sarebbe venuta senza un finale, però non avevo molto tempo e, come al solito, ho lasciato spazio all'ispirazione. Grazie per i complimenti e... non mollare!
» postato da (Igor Lord Aslan cavaller alle 16:45 del 07-10-2010
143 «Sono l'autore di "Baltar & Kraken". Volevo solo dire a tutti quelli che l'hanno letto che ho pubblicato il mio primo libro "Il Mistero del Sigillo degli Elfi", di cui proprio Baltar & Kraken sono fra i protagonisti. » Congratulazioni!
» postato da Rakanius alle 23:06 del 08-10-2010
Puoi continuare la discussione sul forum


44 @Ohdrein: il racconto è nato in terza persona, arrivato a metà circa ho pensato fosse più giusto portarlo in prima persona, ma a mio avviso il tempo presente avrebbe tolto fluidità nello stile e nella lettura. La "freddezza" che trovi espressa dal protagonista fa parte dell'immagine nata in commistione tra: essere un elfo immortale al tempo, gli anni passati da reietto ad apprendere dall'esterno solo alcuni tratti genere umano, tra cui su tutti cinismo feroce e pragmatismo quasi da marines, e l'innato legame con una Natura ormai lontana, inquinata e lastricata di cemento. Ho trovato giusto in effetti "robotizzarlo" in certo senso come dici tu, ma in realtà il protagonista ha diversi abbozzi di emozioni che vogliono emergere e lo spingono a perseguire l'idea di ritrovare i collegamenti col suo vero mondo e i ricordi (come il diario del padre ad esempio). Molti di questi sviluppi, così come parte più approfondite di certi aspetti, sono stati sfrangiati via per rientrare nei limiti di caratteri, e allo stesso modo mi sono accorto che la pecca principe resta l'idea alla base nata troppo estesa per avere una buona resa con un racconto di questa portata.
» postato da Karmaburning alle 11:41 del 13-07-2009