Delos Store
La libreria
del fantastico
Libri di fantascienza
Libri fantasy
Libri Delos Books
Urania - Editrice Nord
Fanucci - Usato
Collezionismo
Pagamenti con carta di credito, bonifico bancario o bollettino postale - Entra »
Ultime notizie
- FantasyMagazine, il meglio della settimana dal 21 al 27 maggio 2012
- Tributo a Vittorio Curtoni al Premio Italia
- Trattative in corso per produrre Gods of Egypt
- Enchanted
- Invito al massacro
- Pandino Fantasy Books
- Il Dottor House contro Il Fantasma di Canterville
- I BlueNocturne di maggio
- Highlander remake: resterà solo Ryan Reynolds?
- Don Chisciotte. Diario intimo di un sognatore a Milano
In libreria La Profezia di Arsalon - Il Sigillo del Male

La Profezia di Arsalon - Il Sigillo del Male
Sarà in libreria dal 10 giugno La Profezia di Arsalon — Il Sigillo del Male, romanzo a quattro mani pubblicato da Alice Montanaro e Gianandrea Siccardi per Newton&Compton.
Entrambi nati nel 1988, Alice Montanaro e Gianandrea Siccardi vivono a Torino, dove la Montanaro studia medicina e Siccardi frequenta la Scuola di Amministrazione Aziendale. Da sempre appassionati di fantasy, hanno completato la stesura de La Profezia di Arsalon quando avevano diciannove anni.
La bandella interna
A Sinderwood il nuovo sovrano di Arsalon sta per essere incoronato. Il giovane Sevrian e l’amico Vikrian sono tra la folla in attesa di acclamare Merv III.Ma a un tratto un lampo verde abbaglia la città: l’Imperatore cade a terra colpito a morte. Chi ha osato sfidare l’Impero? E cosa si nasconde dietro il terribile evento? Il Gran Consiglio accusa i ribelli dello Spredan, una regione vicina e mai del tutto sottomessa al potere del sovrano. Ma è davvero così? L’Impero di Arsalon è in pericolo e Sevrian si trova improvvisamente braccato dalle guardie imperiali senza capirne il motivo. Coinvolto in una serie di intrighi e inganni, in assenza di un potere che regga l’Impero, Sevrian è costretto alla fuga. Sulla sua strada si incroceranno i destini di Chantal, l’affascinante e imprevedibile principessa degli elfi, e di Amir, il più promettente mago dell’Università delle Arti arcane: la storia di Arsalon è giunta a una svolta e per ognuno di loro è arrivato il momento di combattere. Sevrian scoprirà presto l’orrore, la cupidigia, l’efferatezza della guerra, ma insieme al nano Armistad e al folle e imprevedibile Beorg troverà la forza di opporsi. Di resistere. Per sé e per la salvezza di Arsalon.
ISBN 978-88-541-1883-6
Collana Vertigo n. 46
Pagine 432
Euro 14, 90
Notizie correlate
Commenti
2 "Un romanzo fantasy di poetica bellezza e irresistibile avventura" Una frase da Sergio Rocca. Secondo me potrebbe essere un discreto fantatrash, ma prima di esprimermi definitivamente darò un'occhiata. Sul sito di N&C leggo una certa voglia di sottolineare l'età degli autori. "...completa il romanzo a 19 anni appena compiuti..." Cos'è? Scrivere 19 anni non andava bene. "...intraprende questa avventura narrativa a soli 18 anni..."
» postato da Zweilawyer alle 12:15 del 06-06-2010
3 copertina bruttarella e nome dell'elfa pure (poi vabbè a me Chantal suona come nome da pornostar XD). Eviterò sicuramente dato che preferisco a priori roba senza elfi, però almeno non hanno detto che si tratta di un primo capitolo. Se si tratta di roba autoconclusiva direi che è già una buona cosa.
» postato da Agar Cioccolato alle 12:34 del 06-06-2010
4 Certo, certo! Come quel "capolavoro" di Bryan di Boscoquieto! ... I Saggi della Newton sono interessanti, i romanzetti come questo fanno solo capire che considerano il Fantasy come fosse un genere per cerebrolesi o per adolescenti con gli "ormoni impazziti" !
» postato da AnnaMaria DeCurtis alle 13:48 del 06-06-2010
5 Ragazzi, ma voi l'avete letto? Io l'ho preso venerdì perché la copertina mi ispirava e me lo sono letto in 3 giorni! Devo ammettere che mi è piaciuto un sacco... finalmente un fantasy che non è solo donne piagnone o eroi forzuti. Stavo per perdere le speranze nel fantasy italiano, ma questo non posso che giudicarlo positivamente.
» postato da (Giovanni Cacioppo) alle 19:53 del 06-06-2010
6 Mah, titolo banale che più banale non si può, copertina che sembra fatta da uno alle prime armi con Photoshop (lo so che un libro non si giudica dalla copertina, ma in fin dei conti è pur sempre il biglietto da visita di un'opera), party comporsto dal classico trittico "guerriero, elfo, mago" (+ nano a seguire, giusto per non farsi mancare nessun bel cliché ^_^), trama che sa di già sentito a un chilometro di distanza... Insomma, tutti gli ingredienti per l'ennesimo fantatrash
PS: Solo a me nel leggere "Il giovane Sevrian e l'amico Vikrian" è venuto in mente il famoso Pdor, figlio di Kmer, della tribù di Istarr! ^_^
» postato da Okamis alle 20:12 del 06-06-2010
7 «
PS: Solo a me nel leggere "Il giovane Sevrian e l'amico Vikrian" è venuto in mente il famoso Pdor, figlio di Kmer, della tribù di Istarr! ^_^»
no, se devo dirla onestamente mi devo accodare
:">
» postato da Marina alle 20:25 del 06-06-2010
8 «Ragazzi, ma voi l'avete letto?
Io l'ho preso venerdì perché la copertina mi ispirava e me lo sono letto in 3 giorni! »
Scusa, ma come hai fatto a comprarlo il 4 giugno e leggerlo che uscirà solo il 10 giugno?? Mi illumini ??? ![]()
» postato da AnnaMaria DeCurtis alle 10:05 del 07-06-2010
9 ««Ragazzi, ma voi l'avete letto?
Io l'ho preso venerdì perché la copertina mi ispirava e me lo sono letto in 3 giorni! »
Scusa, ma come hai fatto a comprarlo il 4 giugno e leggerlo che uscirà solo il 10 giugno?? Mi illumini ???
»
Un post che comincia con "Ragazzi" seguito da un proclama di entusiasmo al 99% è autopromozione o di un'agenzia di stampa o, più probabilmente in questo caso, dell'autore stesso o tutt'al più di qualche suo amico.
S*
» postato da S* alle 10:53 del 07-06-2010
10 «copertina bruttarella e nome dell'elfa pure (poi vabbè a me Chantal suona come nome da pornostar XD).» Io conosco una che si chiama Chantal e per quanto sia una ragazza molto carina, non è esattamente una pornostar...
» postato da Palin alle 10:56 del 07-06-2010
11 ««copertina bruttarella e nome dell'elfa pure (poi vabbè a me Chantal suona come nome da pornostar XD).» Io conosco una che si chiama Chantal e per quanto sia una ragazza molto carina, non è esattamente una pornostar...» sì, ma personalmente ci sono alcuni nomi che, al di là delle persone che poi li portano, a me suonano da pornostar XD Cose come Chantal, Yessica, Lorna, Maruska, Tanya, Samantha, Luana mi han sempre "saputo" di nomi italiani d'arte per certe attrici... Poi vabbè conosco addirittura una Moana che non fa ne ha i requisiti per darsi al cinema osè, però il nome mi sa i pornostar lo stesso. Poi al di là di questo trovarmi qualcuno che in un mondo alternativo si chiama con un normale nome francese o Marco o Giampiero mentre gli altri han nomi a random fantasy-style mi suona male.
» postato da Agar Cioccolato alle 11:44 del 07-06-2010
12 Ho piluccato il prologo online, ma non ce l'ho fatta ad andare più in là di pagina otto. Boh, magari poi sono libri che vendono pure, non saprei, però ragazzi che tristessa... ![]()
» postato da Die alle 12:46 del 07-06-2010
13 Ciao a tutti! Sono Gianandrea Siccardi, l'autore del libro. Se avete qualche curiosità o domanda, posso rispondervi su facebook o sul blog gianandreaealice.blogspot.com Vi risponderò il prima possibile
» postato da (Gianandrea Siccardi) alle 13:04 del 07-06-2010
14 Non posso fare a meno di chiedermi chi abbia relizzato il booktrailer: non solo ha scelto una musica che non c'entra niente, ma l'ha registrata anche allo stesso volume della voce narrante, col risultato che da metà in poi non si capisce asoslutamente nulla, è una cacofonia totale... ![]()
» postato da Marina alle 14:49 del 07-06-2010
15 «Stavo per perdere le speranze nel fantasy italiano, ma questo non posso che giudicarlo positivamente.» Guarda, invece io ho sempre creduto al Fantasy scritto da italiani (il "fantasy italiano" non esiste!). E vi credo tuttora. Ma nel mio credere non sono inclusi tutti quegli autori che barano, sia con la loro scrittura, sia e soprattutto con la loro presenza. Tu, non contento di fare promozione al libro, dai anche una bella mazzata a tutti gli altri autori italiani, facendo di tutta l'erba un fascio. Ciò nonostante, nessuna chiusura aprioristica da parte mia, ma non è che così questo romanzo ci guadagni. Possibile che tutti i nuovi autori di Fantasy, in Italia, comincino a sentire l'esigenza di smarcarsi dagli altri? Avete così tanta paura del giudizio dei lettori? Se sì, forse, bisognerebbe che vi chiediate quanto credete in ciò che avete scritto. E quanto siete disposti a difenderlo fatti alla mano e prendervi le vostre responsabilità di fronte alle critiche più centrate. Di questo passo non stiamo andando da nessuna parte, se non fosse per alcuni autori illuminati. Il problema del "fantasy italiano" è costituito da autori che pensano di ingannare il prossimo (non sempre da malintenzionati, a volte da incoscienti), cosa che con ogni probabilità si rifletterà anche nei testi. Se di professionalità non è il caso di parlare in un Paese come il nostro, perché pochi hanno la fortuna di diventare professionisti, forse sarebbe il caso di parlare di serietà. Volete essere presi sul serio? Allora siate seri.
» postato da Negróre alle 14:56 del 07-06-2010
16 Quello che dice Andrea è vero (almeno dal mio punto di vista, ma questo è ovvio). Il problema è che soprattutto in Italia a non amare il fantastico sono soprattutto molti presuti "autori" di fantastico. Si pretende - per riprendere il termine usato da Andrea - di smarcarsi dagli altri scrittorucoli, proponendo però gli stessi cliché, le stesse storie, gli stessi personaggi... Mi spiace dirlo, ma io in questi libri non ci vedo proprio nulla di veramente Fantasy. Sono soltanto cloni privi di anima. E i primi a non credere a questi prodotti scadenti sono gli stessi autori, impegnati più a promuovere i propri "capolavori" facendo poi figure barbine, invece d'impegnarsi davvero nell'atto della scrittura. Mi spiace, ma alla fine della fiera continuo a rimanere della stessa opinione di quando, alcuni anni fa, scoppiò il "Fantasy Baby Boom": in Italia, tranne rarissime eccezioni, non esiste una vera cultura e un vero AMORE verso il fantastico. Esiste solo un desiderio malato nel volersi a tutti costi inserire in un circolo vizioso che invece di produrre distrugge. Qualcuno mi dirà che comunque in questi anni si sono anche visti autori di VERO talento come Dimitri, Tarenzi e Barbi. Vero, ma le eccezioni esistevano già da prima e da sole non bastano a sollevare la qualità di un mercato che in verità annaspa sin dal primo giorno della sua nascita (il mio è un discorso qualitativo, ovviamente).
» postato da Okamis alle 15:14 del 07-06-2010
17 «
le eccezioni esistevano già da prima e da sole non bastano a sollevare la qualità di un mercato che in verità annaspa sin dal primo giorno della sua nascita (il mio è un discorso qualitativo, ovviamente).»
Io invece sono convinta che autori differenti ci siano, ma che le grosse case come la Newton, che sono poi quelle che hanno visibilità, siano convinte che il Fantastico sia il clone n. 3867 di Tolkien. Dunque emergono quei manoscritti piuttosto che quelli più innovativi, anche perché l'innovazione presenta cmq sempre maggior rischio di una pratica consolidata. Forse l'andazzo cambierà quando le rese supereranno le vendite, chissà...
««Stavo per perdere le speranze nel fantasy italiano, ma questo non posso che giudicarlo positivamente.»
Guarda, invece io ho sempre creduto al Fantasy scritto da italiani (il "fantasy italiano" non esiste!). E vi credo tuttora. Ma nel mio credere non sono inclusi tutti quegli autori che barano, sia con la loro scrittura, sia e soprattutto con la loro presenza.
.»
cmq magari è davvero il Cacioppo autentico
:">
http://www.myspace.com/giovannicacioppo
» postato da Marina alle 15:24 del 07-06-2010
18 Venerdì l'ho trovato nelle novità in libreria e l'ho preso.
Non avevo interesse a elogiare gli autori, ho solo espresso il mio parere.
Gli ultimi tre libri di fantasy italiano che ho letto non mi sono piaciuti. E' forse una colpa?
» postato da (Giovanni Cacioppo) alle 16:52 del 07-06-2010
19 Le prime 30 pagine con tanto di mappa (qui sarebbe necessario spammare un articolo del mio blog). http://www.newtoncompton.it/newton/upload/File/estratti/profeziadiarsalonestratto.pdf Disastro letterario o Capolavoro Fantatrash, fate vobis. L'apoteosi del tell don't show: "Non poteva dirsi bello, eppure il suo sguardo intenso, l'aspetto trasandato e il carattere schivo gli donavano un'aria intrigante e misteriosa." Sei (6) aggettivi in tre righe che non dicono nulla. Ma come si fa a pubblicare una cosa del genere?
» postato da Zweilawyer alle 17:02 del 07-06-2010
20 « Disastro letterario o Capolavoro Fantatrash, fate vobis. L'apoteosi del tell don't show: "Non poteva dirsi bello, eppure il suo sguardo intenso, l'aspetto trasandato e il carattere schivo gli donavano un'aria intrigante e misteriosa." Sei (6) aggettivi in tre righe che non dicono nulla. Ma come si fa a pubblicare una cosa del genere?» ecco perché dico che osservazioni come queste sono pura sofistica. I problemi di un libro sono ben altri, non sciocchezze come queste e cmq non è un delitto 'tellare' un aspetto fisico quando è ben inserito in una scena (diverso è il metodo Strazzulla che lo inserisce sempre come complemento descrittivo fine a se stesso, a quanto ricordo dagli Eroi del Crepuscolo). Semmai il problema di questo libro, visto che di questo stiam parlando, è che a giudicare dai primi 3 capitoli on line si tratta dell'ennesima trama già vista, con gli ennesimi personaggi già visti.
» postato da Marina alle 17:37 del 07-06-2010
21 Era solo un esempio, e di certo non il peggiore. Fra imperatori su draghi bianchi, fabbri nani, lampi versi, capelli blu e dialoghi penosi ce n'è per tutti i gusti.
» postato da Zweilawyer alle 17:45 del 07-06-2010
22 «Era solo un esempio, e di certo non il peggiore. Fra imperatori su draghi bianchi, fabbri nani, lampi versi, capelli blu e dialoghi penosi ce n'è per tutti i gusti.» C'è anche un protagonista con 'lo sguardo vivace, gli occhi scuri e i capelli neri come la notte'. No, in effetti non è così male. Mancano gli occhi come specchi, o la pelle d'alabastro.
» postato da Die alle 17:50 del 07-06-2010
23 «Gli ultimi tre libri di fantasy italiano che ho letto non mi sono piaciuti. E' forse una colpa?
»
Assolutamente no. E ti ringrazio per tornare qui a precisare. Ma resta il fatto che parlare del "fantasy italiano" è scorretto. Includi autori di qualità e li affianchi a scribacchini da quattro soldi o, al massimo, a giovani speranze, che ancora non sono realtà.
Il fatto è che si è tanto dato addosso agli autori nostrani di Fantasy, che fare di tutta l'erba un fascio fa scattare un istinto di conservazione personale. Mi ficcate voi (lettori, aspiranti scrittori) in quel fascio e scusate se mi smarco pubblicamente, ma non posso farne a meno.
» postato da Negróre alle 17:57 del 07-06-2010
24 « C'è anche un protagonista con 'lo sguardo vivace, gli occhi scuri e i capelli neri come la notte'. No, in effetti non è così male. Mancano gli occhi come specchi, o la pelle d'alabastro.» Die, stesso discorso di cui sopra: perché non si dovrebbe poter dire che uno ha gli occhi scuri e lo sguardo vivace? Concedo che la metafora sia trita al punto da non evocare più nulla, ma è tutt'al più una sciatteria stilistica, non un errore o un parametro di impubblicabilità.
» postato da Marina alle 17:59 del 07-06-2010
25 «« C'è anche un protagonista con 'lo sguardo vivace, gli occhi scuri e i capelli neri come la notte'. No, in effetti non è così male. Mancano gli occhi come specchi, o la pelle d'alabastro.» Die, stesso discorso di cui sopra: perché non si dovrebbe poter dire che uno ha gli occhi scuri e lo sguardo vivace? Concedo che la metafora sia trita al punto da non evocare più nulla, ma è tutt'al più una sciatteria stilistica, non un errore o un parametro di impubblicabilità.» Sono d'accordo
» postato da Pawin alle 18:06 del 07-06-2010
26 « Die, stesso discorso di cui sopra: perché non si dovrebbe poter dire che uno ha gli occhi scuri e lo sguardo vivace? » Perché qualunque lettore con un minimo d'esperienza a quel punto (e siamo al secondo paragrafo) sa già d'essere inciampato nell'ennesimo lavoro di un dilettante, che traballa goffo e incerto, e il massimo dell'efficacia descrittiva che raggiunge è piazzare un paio di aggettivi che sostanzialmente qualificano ben poco, e condire il tutto con una « Concedo che la metafora sia trita al punto da non evocare più nulla, ma è tutt'al più una sciatteria stilistica, non un errore o un parametro di impubblicabilità.» Tu sei morbida nel giudizio, Marina. Per te è 'solo' una metafora trita, per me è un cliché talmente becero che ridicolizza ogni velleità di proseguire nella lettura per la più semplice delle ragioni: mi da la certezza che dall'altra parte ci sia uno scrittore che non conosce il fatto suo. Io sarò carogna, però il mondo è strapieno di libri, e a sto punto (e siamo a pagina 3) avrei già chiuso. Ma anche volendo andare avanti, a questo aggiungiamo i dialoghi farlocchi (ho letto i primi, più che sufficienti), tre pagine di prologo sui sistemi di misurazione, i nomi propri non esattamente reader-friendly (solito irritante miscuglio di inglesismi, nomi inventati e accozzaglie varie di vocali e consonanti) ecc... e un prologo dove le prime dieci pagine (ma anche venti) non sono altro che un susseguirsi di entrate in scena di personaggi e descrizioni di luoghi fini a se stesse. Prendi ciascuno di questi elementi separatamente e con un po' di misericordia li puoi considerare dei piccoli errori perdonabili. Mettili insieme e viene fuori una porcheria. O il lavoro di un dilettante, in altre parole. Però, se ci fai caso, becchi uno di questi errori (o sciatterie stilistiche, come vuoi), e immancabilmente ci sono dietro tutti gli altri. Ed è sempre così. Perché uno scrittore che sa il fatto suo non scriverebbe mai che i capelli del protagonista sono 'neri come la notte'. Per rispondere alle tue ultime questioni: possiamo vederla in maniera differente, ma per me le sciatterie stilistiche sono errori belli e buoni. Eccome. E sono anche parametri di impubblicabilità. O almeno dovrebbero esserlo. Non ce l'ho con questo ragazzo in particolare, eh, si fa per discutere.
» postato da Die alle 18:43 del 07-06-2010
27 Pienamente d'accordo con Die, che ringrazio per avermi fatto risparmiare un messaggio tanto lungo ^_^ Scherzi a parte, siamo al solito discorso: se già le prime righe, che dovrebbero essere quelle più curate in assoluto, avendo il compito d'invogliare il lettore all'acquisto, denotano una tale mancanza d'impegno, cosa mai ci si potrà aspettare dal resto del volume?
» postato da Okamis alle 19:39 del 07-06-2010
28 « denotano una tale mancanza d'impegno, » Guarda, qui invece non sono d'accordo, perché si rischia di fare un torto al ragazzo. Non credo che si tratti di mancanza d'impegno, quanto di semplice mancanza d'esperienza. Non è anormale che un ragazzo così giovane scriva in questo modo (mi stupirei del contrario, francamente), è anormale che il suo lavoro venga impacchettato e gettato sul mercato. Questo IMHO, ovviamente.
» postato da Die alle 19:47 del 07-06-2010
29 Beh, a mio avviso la caduta nel cliché (che riguardi un'azione o una descrizione non importa) è invece segno di scarsa voglia di creare qualcosa di davvero originale, che si presuppone essere il compito principale soprattutto di chi scrive narrativa fantastica. E l'aspetto "età" non sfiora nemmeno quello qualitativo. Ma questo è un altro discorso, e dubito che intendessi dire ciò.
» postato da Okamis alle 19:55 del 07-06-2010
30 «Beh, a mio avviso la caduta nel cliché (che riguardi un'azione o una descrizione non importa) è invece segno di scarsa voglia di creare qualcosa di davvero originale, che si presuppone essere il compito principale soprattutto di chi scrive narrativa fantastica. E l'aspetto "età" non sfiora nemmeno quello qualitativo. Ma questo è un altro discorso, e dubito che intendessi dire ciò.» E' una forma di pigrizia, questo è vero. Ma se sei alle prime armi può sembrarti una soluzione efficace (o addirittura poetica, sigh). Ci vuole qualcuno che ti dica: leggere 'il cielo blu come uno zaffiro' fa vomitare perché si sente gusto di spaghetti rimasticati. Poi vabbè, le similitudini sono traditrici. Ci sono anche quelli che per cercare d'impressionare cascano nel ridicolo totale, che a volte è peggio del cliché. Zweilawyer potrebbe fornirtene una collezione, vista la sua passione. Ma sempre d'inesperienza si tratta.
» postato da Die alle 20:15 del 07-06-2010
31 «
Perché qualunque lettore con un minimo d'esperienza a quel punto (e siamo al secondo paragrafo) sa già d'essere inciampato nell'ennesimo lavoro di un dilettante, che traballa goffo e incerto, e il massimo dell'efficacia descrittiva che raggiunge è piazzare un paio di aggettivi che sostanzialmente qualificano ben poco»
non è detto: si può anche tratteggiare un personaggio poco a poco, non è che bisogna fargli il ritratto a Photoshop subito la prima volta che lo si incontra. Anzi, ci sono autori affermati che ti dicono si e no due cose in croce sull'aspetto fisico.
«
Tu sei morbida nel giudizio, Marina.»
secondo i tuoi parametri (e di Okamis e di Zweilaywer) sicuramente. Come voi siete eccessivamente intransigenti per i miei. Mi date l'idea di andare in cerca del libro strutturalmente e stilisticamente perfetto, quando è unacosa che non esiste (tantomeno in un'opera prima). E contestate la pubblicabilità in base a parametri francamente veniali.
«
tre pagine di prologo sui sistemi di misurazione, i nomi propri non esattamente reader-friendly (solito irritante miscuglio di inglesismi, nomi inventati e accozzaglie varie di vocali e consonanti) ecc... e un prologo dove le prime dieci pagine (ma anche venti) non sono altro che un susseguirsi di entrate in scena di personaggi e descrizioni di luoghi fini a se stesse.»
contenutisticamente ti posso dare ragione, l'ho già detto che anche a me sembra un Tolkien clone
«
Per rispondere alle tue ultime questioni: possiamo vederla in maniera differente, ma per me le sciatterie stilistiche sono errori belli e buoni. Eccome. »
e su questo nulla quaestio perché siamo nel campo del soggettivo
«
E sono anche parametri di impubblicabilità. »
qua invece te lo contesto, esattamente per la ragione opposta
«
Non ce l'ho con questo ragazzo in particolare, eh, si fa per discutere.»
sì, io lo so (almeno nel tuo caso), ma hai fatto bene a precisare perché il ragazzo non conosce il forum e potrebbe travisare
Ma sul discorso metafore, chiediti perché i ragazzi usano cliché: sono abituati a non vedere altro. Non sono molti gli scrittori che cercano di uscire da quest'ambito e credo che un giovane sia portato a ritenere che è così che si fa perché nella maggioranza dei casi così avviene.
» postato da Marina alle 22:47 del 07-06-2010
32 « Scherzi a parte, siamo al solito discorso: se già le prime righe, che dovrebbero essere quelle più curate in assoluto, avendo il compito d'invogliare il lettore all'acquisto, denotano una tale mancanza d'impegno, cosa mai ci si potrà aspettare dal resto del volume?» questo non è detto Okamis: mai trovato un libro a carburazione lenta che poi cmq ti prende e non l'avresti mai creduto? O viceversa un libro che parte col botto e ti fa pensare ai fuochi d'artificio, e invece dopo un po' capisci che era solo una miccetta e dormi per il resto della lettura? E poi anche l'attacco col botto è soggettivo: a te piace Dimitri se non sbaglio... Io di Dimitri ho letto solo l'assaggio del primo romanzo su FM. Sicuramente non parte lasciando indifferenti, peccato che, per la stessa ragione, io non lo leggerei, visto che evidenzia subito il tenore e quel tenore non è assolutamente la mia cup of tea. Quindi tu lo compreresti per la ragione per cui io lo lascerei sullo scaffale. Sono gusti, non si può pretendere di elevarli a regola editoriale.
» postato da Marina alle 22:55 del 07-06-2010
33 «secondo i tuoi parametri (e di Okamis e di Zweilaywer) sicuramente. Come voi siete eccessivanete intransigenti per i miei. Mi date l'idea di andare in cerca del libro strutturalmente e stilisticamente perfetto, quando è unacosa che non esiste (tantomeno in un'opera prima). E contestate la pubblicabilità in base a parametri francamente veniali.» Mi permetto di focalizzarmi un attimo su questo punto. E ovviamente parlerò a titolo personale, visto che comunque in più occasioni sono emerse divergenze più o meno marcate su quanto noi tre (ma non solo) cerchiamo in un libro (come nel caso della questione impegno VS esperienza emersa proprio in questa discussione). Io non cerco il libro perfetto. Al contrario ho sempre sostenuto che non esiste un'opera che non può essere migliorata. A prova di ciò basta leggere il mio compendio alla recensione de "L'acchiapparatti" pubblicata sul mio sito. Tuttavia, dopo aver letto lettore di qualità quali Mieville, Erikson, Swanwick, Di Filippo, Matheson e molti altri, sono diventato molto più restrittivo riguardo a ciò che ritengo buona letteratura (o, più in generale, buona narrativa). E' come se si va a un ristorante e si mangia una bistecca squisita, di quelle che ti si sciolgono in bocca, e poi il giorno dopo vai da McDonald. E la cosa bella è che in letteratura la bistecca squisita e il panino di McDonald costano praticamente uguale! Quindi chi me lo fa fare di prendere un Happy Meal, quando posso andare dal mio chef di fiducia? Su Baionette Librarie tale concetto è stato espresso tempo fa con un'immagine senz'altro poco politically correct, ma anche perfettamente calzante: quella del negro istruito ( http://www.steamfantasy.it/blog/2009/09/12/negri-editori-scrittori-e-lettori/ ).
» postato da Okamis alle 23:03 del 07-06-2010
34 ««
Scherzi a parte, siamo al solito discorso: se già le prime righe, che dovrebbero essere quelle più curate in assoluto, avendo il compito d'invogliare il lettore all'acquisto, denotano una tale mancanza d'impegno, cosa mai ci si potrà aspettare dal resto del volume?»
questo non è detto Okamis: mai trovato un libro a carburazione lenta che poi cmq ti prende e non l'avresti mai creduto? O viceversa un libro che parte col botto e ti fa pensare ai fuochi d'artificio, e invece dopo un po' capisci che era solo una miccetta e dormi per il resto della lettura?
E poi anche l'attacco col botto è soggettivo: a te piace Dimitri se non sbaglio... Io di Dimitri ho letto solo l'assaggio del primo romanzo su FM. Sicuramente non parte lasciando indifferenti, peccato che, per la stessa ragione, io non lo leggerei, visto che evidenzia subito il tenore e quel tenore non è assolutamente la mia cup of tea. Quindi tu lo compreresti per la ragione per cui io lo lascerei sullo scaffale. Sono gusti, non si può pretendere di elevarli a regola editoriale.»
Ma un conto è una carburazione lenta, un conto è un libro che parte con la marcia sbagliata
Basti pensare a Perdido Street Station di Mieville. Le prime cento pagine sono state difficilissime da seguire, non lo nascondo. Eppure dopo mi sono trovato di fronte a un autore dalla grandissima inventiva e di assoluta qualità. Però, in quelle cento pagine, per quanto lente e pesanti, non ho trovato frasi banali, personaggi stereotipati e altri difetti del genere, il che è ben diverso dall'incipit di un romanzo come quello di cui si parla in questo articolo. Ed è anche ben diverso rispetto al mio discorso, che non toccava la lentezza o no di un testo, quanto la presenza o meno di quello che ritengo difetti oggettivi, quali le già citate frasi fatte ecc.
PS: Ammetto che dopo Alice (e in particolare il suo finale) la mia opinione su Dimitri è leggermente calata ![]()
» postato da Okamis alle 23:11 del 07-06-2010
35 «[
Ma un conto è una carburazione lenta, un conto è un libro che parte con la marcia sbagliata
Basti pensare a Perdido Street Station di Mieville. Le prime cento pagine sono state difficilissime da seguire, non lo nascondo. Eppure dopo mi sono trovato di fronte a un autore dalla grandissima inventiva e di assoluta qualità. Però, in quelle cento pagine, per quanto lente e pesanti, non ho trovato frasi banali, personaggi stereotipati e altri difetti del genere, il che è ben diverso dall'incipit di un romanzo come quello di cui si parla in questo articolo. :»
mi sono espressa male io scegliendo un modo di dire ambiguo, sorry: non mi riferivo all'andamento, nel senso che uno può raccontare in maniera piacevole anche se va 'in prima' anziché 'partendo in quarta'. O viceversa può anche partire in quarta con risultati disprezzabili.
Quanto al discorso delle bistecche, è ancora una volta un discorso soggettivo: le tue bistecche sopraffine possono sembrare immangiabili ad altri per tutta una serie di motivi che nulla hanno a che fare con lo stile. Torno all'esempio di Dimitri di cui sopra. Da quel (poco) che ho visto non posso certo dire che scriva male, ma è quello che scrive che mi risulta indigesto. Significa che sono illetterata? No. Che sono digiuna di scrittura? Non potrei certo tenere classi di scrittura creativa, ma non credo cmq di essere neanche sprovveduta in materia. Once again, è una mera questione di gusti. Che, ripeto, voi pretendete di elevare a norma.
Poi, per carità, poi c'è anche la fuffa come intendete voi, sia di stile e di contenuto come Twilight o tantissimi autori acclamati (per es ogni volta che mi magnificano Wilbur Smith mi viene un attacco di cistite). Ma il fatto che il vs metro non si possa attagliare a tutte le pubblicazioni, vedi Dimitri dell'esempio di cui sopra, non consente, come dicevo, di elevarlo a norma. Sono paramteri soggettivi, legati al gusto, al tipo di sensibilità individuale e, se vuoi, anche al livello di 'istruzione letteraria'. Ma pur sempre fluttuanti perché legati a quel particolare lettore
» postato da Marina alle 23:48 del 07-06-2010
36 « Quanto al discorso delle bistecche, è ancora una volta un discorso soggettivo: le tue bistecche sopraffine possono sembrare immangiabili ad altri per tutta una serie di motivi che nulla hanno a che fare con lo stile. Torno all'esempio di Dimitri di cui sopra. Da quel (poco) che ho visto non posso certo dire che scriva male, ma è quello che scrive che mi risulta indigesto. Significa che sono illetterata? No. Che sono digiuna di scrittura? Non potrei certo tenere classi di scrittura creativa, ma non credo cmq di essere neanche sprovveduta in materia. Once again, è una mera questione di gusti. Che, ripeto, voi pretendete di elevare a norma. » da quel che ho capito non penso che Okamis la pensi molto diversamente da te. Credo che ognuno di noi non legga solo prodigi e alta letteratura, ma si goda senza alcun senso di colpa anche "robetta". Però, IMHO, anche tuttò ciò che si definisce robetta ha comunque degli standard di qualità non così bassi. Mi vengono in mente i libri di Crichton o di Follett (così su due piedi, ma ce ne sono a iosa di autori così), che possono essere "commerciali" quanto si vuole, usare personaggi e situazioni stereotipate, ma non sono certo dei dilettanti che scrivono male. Hanno solo scelto di scrivere un tipo di storia piuttosto che un altra, di rivolgersi a un certo tipo di pubblico. Poi a chi legge quella roba può piacere o meno, de gustibus, ma il loro mestiere lo san fare. E quindi mi sembrerebbe un "andarsela a cercare" se uno odia il genere thrillerone e si compra un libro di Follett, e poi si lamenta che non gli è piaciuto. E grazie tante, se il genere ti fa schifo. Mentre trovo "legittimo" che un amante del fantasy sia critico col suo genere (o sottogenere) preferito.
» postato da Agar Cioccolato alle 10:13 del 08-06-2010
37 Io lo compro. In pochi mesi Estasia è rotolato fuori dal mio podio fantatrash per fare spazio a Sitael, e ora potrebbe toccare anche a Garmir (saldo sul secondo gradino). E' un periodo davvero fecondo per il genere.
» postato da Zweilawyer alle 10:15 del 08-06-2010
38 « e ora potrebbe toccare anche a Garmir (saldo sul secondo gradino)»
Suppongo che l'Immortale sia inavvicinabile. ![]()
» postato da Die alle 10:27 del 08-06-2010
39 Non riesco a capire cosa spinga una persona ad acquistare un libro che reputa potenzialmente brutto. Io un libro lo compro se mi ispira, non se mi sembra una boiata. Ah, forse è perché non voglio spacciarmi per arguto recensore che lotta contro l'oppressione dell'editoria italiana.
» postato da Asher_85 alle 10:37 del 08-06-2010
40 «Non riesco a capire cosa spinga una persona ad acquistare un libro che reputa potenzialmente brutto.
Io un libro lo compro se mi ispira, non se mi sembra una boiata. Ah, forse è perché non voglio spacciarmi per arguto recensore che lotta contro l'oppressione dell'editoria italiana.»
io coi libri non lo faccio (costano e occupano tempo!) ma coi film ahivoglia
Con le amiche organizziamo delle maratone film e andiamo a prenderci in biblioteca un film decente e uno che sembra una castroneria, per farci quattro risate guardandolo. Soprattutto con certi film horror trash o fatti in casa i risultati sono fantastici 
» postato da Agar Cioccolato alle 10:41 del 08-06-2010
41 «Non riesco a capire cosa spinga una persona ad acquistare un libro che reputa potenzialmente brutto. Io un libro lo compro se mi ispira, non se mi sembra una boiata. Ah, forse è perché non voglio spacciarmi per arguto recensore che lotta contro l'oppressione dell'editoria italiana.» Zweilawyer non è un arguto recensore. E' uno studioso e un cultore. Un giorno la sua collezione varrà milioni.
» postato da Die alle 10:44 del 08-06-2010
42 Per ora ho letto le prime 60 pagine..non sono un esperto di fantasy, ma mi pare scorrevole e piacevole, anche coinvolgente.. Soprattutto mi pare avventato commentare così duramente un libro senza nemmeno averlo letto...sono commenti che si basano sull'umore e non sull'effettiva lettura...
» postato da (alessio taglia) alle 13:04 del 08-06-2010
43 « Però, IMHO, anche tuttò ciò che si definisce robetta ha comunque degli standard di qualità non così bassi. Mi vengono in mente i libri di Crichton o di Follett (così su due piedi, ma ce ne sono a iosa di autori così), che possono essere "commerciali" quanto si vuole, usare personaggi e situazioni stereotipate, ma non sono certo dei dilettanti che scrivono male. Hanno solo scelto di scrivere un tipo di storia piuttosto che un altra, di rivolgersi a un certo tipo di pubblico. Poi a chi legge quella roba può piacere o meno, de gustibus, ma il loro mestiere lo san fare.
»
ma allora che differenza c'è? Solo perché lo stile fila un po' meglio rispetto al dilettante? Non ti seguo... Prediamo W. Smith, di cui ho letto solo un libro, peraltro regalatomi, ed è stata la fine della mia esperienza con sto scribacchino... Sicuramente lo stile c'era, ma la storia faceva ridere, i personaggi erano cartonati e i dialoghi di un prevedibile che la metà basta. Di Follett ho letto il Codice Rebecca, prestatomi: stessa solfa, una tavanata totale. Dove sta la differenza col 'fantasyino' clone di cui stiam parlando? Non mi sembra una ragione sufficiente a far prevalere i primi sul secondo...
«Io lo compro. In pochi mesi Estasia è rotolato fuori dal mio podio fantatrash per fare spazio a Sitael, e ora potrebbe toccare anche a Garmir (saldo sul secondo gradino). E' un periodo davvero fecondo per il genere.»
tu sei un traditore della tua stessa causa
:"> Ti ho proposto una 'cordata di sventura' per leggere la Banks e non mi ha filata di pezza. Ingrato!
:">
» postato da Marina alle 13:15 del 08-06-2010
44 « ma allora che differenza c'è? Solo perché lo stile fila un po' meglio rispetto al dilettante? Non ti seguo... Prediamo W. Smith, di cui ho letto solo un libro, peraltro regalatomi, ed è stata la fine della mia esperienza con sto scribacchino... Sicuramente lo stile c'era, ma la storia faceva ridere, i personaggi erano cartonati e i dialoghi di un prevedibile che la metà basta. Di Follett ho letto il Codice Rebecca, prestatomi: stessa solfa, una tavanata totale. Dove sta la differenza col 'fantasyino' clone di cui stiam parlando? Non mi sembra una ragione sufficiente a far prevalere i primi sul secondo... » Wilbur Smith non l'ho mai letto, quindi non ti saprei dire. Mi spiego meglio con un altro esempio: un annetto fa un conoscente ha pubblicato un libro (a pagamento, ma vabbè). Il genere che aveva scelto di per sè non mi piaceva, ma al di là di questo era uno scempio da tutte le parti: errori di sintassi e grammatica a ogni pagina, stile da scuole materne, dialoghi farlocchi (e non semplicemente non brillanti, ma proprio orrendi), mappa ridicola, incoerenze assurde, scene d'azione oltre che sbagliate anche incapibili... di Ken Follett ne ho letti un paio e nessuno m'è piaciuto, ho capito che non è il mio genere quello che scrive lui e buonanotte, ma scrive bene, in modo scorrevole, senza errori o incoerenze madornali. L'insieme sarà pure banale e trito, ma se quel genere ti piace è un autore che consiglio. IMHO il modo in cui una storia è scritta fa la differenza. Ci sono tanti libri/film/etc che come trama non sono nulla di che però son comunque apprezzabilissimi, se non belli. N.B.: il mio è un discorso generale, non mi sto riferendo a questo libro in particolare. Avendo capito dalla quarta che non è il mio genere, fosse anche scritto da un nobel alla letteratura lo eviterei, quindi non ho nemmeno letto il prologo e non mi esprimo al riguardo.
» postato da Agar Cioccolato alle 13:36 del 08-06-2010
45 «
tu sei un traditore della tua stessa causa
:"> Ti ho proposto una 'cordata di sventura' per leggere la Banks e non mi ha filata di pezza. Ingrato!
:">»
Oddio, mi sono perso siffatta proposta! Linka pure.
» postato da Zweilawyer alle 14:01 del 08-06-2010
46 «Quanto al discorso delle bistecche, è ancora una volta un discorso soggettivo: le tue bistecche sopraffine possono sembrare immangiabili ad altri per tutta una serie di motivi che nulla hanno a che fare con lo stile. Torno all'esempio di Dimitri di cui sopra. Da quel (poco) che ho visto non posso certo dire che scriva male, ma è quello che scrive che mi risulta indigesto. Significa che sono illetterata? No. Che sono digiuna di scrittura? Non potrei certo tenere classi di scrittura creativa, ma non credo cmq di essere neanche sprovveduta in materia. Once again, è una mera questione di gusti. Che, ripeto, voi pretendete di elevare a norma.» Sarà che sono un relativista duro e puro, ma nei miei messaggi mi sforzo sempre di sottolineare che quanto scritto è un pensiero mio e mio soltanto. Mi risulta quindi difficile comprendere il senso di quel "voi", visto che le concezioni artistiche di Zwei, Die, del sottoscritto e di altri ancora sono sì simile, ma non identiche. Detto ciò, io non pretendo assolutamente di elevare i miei gusti a norma. Sono però dell'idea che alcuni difetti sono oggettivi (ATTENZIONE: da un simile discorso esulo completamente qualsiasi questione inerente la trama di un libro/film, limitandomi a parlare di tecnica). Con questo non intendo dire che esistano tecniche che sono sempre migliori di altre. Faccio un esempio pratico: mostrare VS raccontare. Il primo è sempre migliore del secondo? Per me no, tanto da apprezzare molto i romanzi della Le Guin, spesso più raccontati che mostrati. Ma questa è appunto una tecnica, e starà all'intelligenza dell'autore intuire quale risulta migliore per l'opera che ha in mente. Ma altre questioni, a mio avviso, sono oggettive al pari degli errori grammaticali, e tra queste ci sono i cliché e le frasi fatte. A meno di un loro uso ironico e voluto, mi risulta davvero difficile digerire libri dove per la milionesima volta gli occhi sono blu come il mare, i capelli neri come la notte e via discorrendo. Poi, come dici tu, c'è chi preferisce il McDonald rispetto al ristorante da Gambero Rosso (nessun riferimento a chi sai tu). Ma rimane il fatto che il panino rimane panino e la bistecca succosa rimane una bistecca succosa.
» postato da Okamis alle 15:09 del 08-06-2010
47 Non entro sul giudizio del libro, ma vedo che i lanci continuano a essere sempre gli stessi (non dovuti a FM, che riporta solo le notizie come gliele passano) "Alice Montanaro e Gianandrea Siccardi, da sempre appassionati di fantasy, hanno completato la stesura de La Profezia di Arsalon quando avevano diciannove anni". E questo cosa c'entra con la bontà del libro e che cosa può importare a un lettore dell'età?
Sempre piacevole vedere come non si riesce a imparare dagli errori, ma si perpetrano: viviamo davvero in un mondo popolato da poveri diavoli ![]()
» postato da Anonimo (DH) alle 15:39 del 08-06-2010
48 Benché gli impegni della mia vita quotidiana siano sempre più fitti e la scrittura assorba gran parte del mio tempo libero, continuo a seguire il forum (anche se, giocoforza, ho dovuto diradare i miei interventi). Pongo alla vostra attenzione, innanzitutto, il fatto che i thread più ricchi di post e caratterizzati dai dibattiti più vivaci risultino spesso essere quelli in cui si parla di fantasy scritti da autori italiani (l'argomento – è evidente – riesce sempre ad alimentare la discussione). Non entro nel merito delle ragioni che spingono editori anche (soprattutto) grossi a pubblicare libri che, a detta di chi li legge/recensisce, non ne avrebbero i requisiti minimi (il mercato, questo mostro?) né se mere carenze stilistiche bastino a inficiare il valore di una storia originale o, viceversa, se si possa scrivere un bel romanzo anche partendo da soggetti abusati (Okamis e Marina hanno già dibattuto con dovizia di argomentazioni in merito). Quello che, da autore italiano, vorrei sottolineare (e in tal senso mi allineo alla posizione espressa in uno dei primi post da Andrea "Negrore" D'Angelo) è che non è possibile fare di tutta l'erba un fascio (a proposito di frasi trite) e che infilare in un unico gigantesco calderone gli autori di casa nostra solo in virtù di una supposta appartenenza a una "scuola" (mi passate il termine?) – quella italiana – incapace ipso facto di cimentarsi nel fantasy mi sembra un grave torto a quanti si sforzano di scrivere senza ricorrere a trame stereotipate o impegnandosi in un severo lavoro di labor lime prima di consegnare il proprio manoscritto all'editore (limitandomi a una mia lettura in corso, ma potrei citare almeno un altro paio di esempi, consiglio "Zeferina" di Coltri che, almeno sinora, smentisce quanto spesso si dice riguardo ai romanzi italiani di fantasy). PS 1: senza alcuna vena polemica nei riguardi di qualunque lettore/recensore (non mi stancherò mai di ripeterlo: per me il lettore/recensore è sacro). PS 2: senza alcun riferimento, a scanso di equivoci, al romanzo oggetto della discussione di cui non ho letto nemmeno una riga e riguardo al quale, perciò, non mi permetto di esprimere alcun giudizio.
» postato da mikimago alle 16:26 del 08-06-2010
49 Miii, quanta roba
vediamo se riesco a rispondere a tutti senza perdere il filo...
«
Soprattutto mi pare avventato commentare così duramente un libro senza nemmeno averlo letto...sono commenti che si basano sull'umore e non sull'effettiva lettura..
»
Ti sbagli, stiamo commentando sulla base dei primi tre capitoli+ prologo che stanno on line,
Poi può anche darsi che il libro cambi radicalmente, ma i commenti sul materiale leggibile restano quelli. Il che significa che, anche sfogliandolo in libreria, nessuno di coloro che ha postato procederebbe all'acquisto. Personalmente non amo i Tolkien-cloni ma se ne devo leggere uno allora mi leggo Terry Brooks, che se non altro è il re della categoria.
Agar Cioccolato: ma non vale
:"> Non puoi paragonare un libro autopubblicato, dai! Per quanto acerbo e alle prime armi, persino un Boscoquieto gli dà due giri di pista.
Tu dici: "IMHO il modo in cui una storia è scritta fa la differenza".
Siamo d'accordo, ma se anche un Follett o chi vuoi tu mi infila una roba sintatticamente perfetta e magari anche con qualche guizzo stilistico, ma poi i personaggi fanno ridere e le situazioni anche, non vedo differenza con l'autore sbarbato alla prima pubblicazione, che magari è oltretutto goffo stilisticamente ma alla fine il risultato per me si equivale.
Zweilawyer: Siccome, nel tentativo di non soccombere al pregiudizio, avevo detto nel thread dedicato all'uscita del libro di Tyra Banks che io l'avrei letto, ho chiesto anche l'appoggio di un 'socio' per sentirmi meno naufraga nel mare dei "io non lo leggo di certo" . E ho lanciato la palla a te, visto che sei appunto un cercatore di fantatrash, tutto qui
Volendo possiamo anche aprire un thread in leggere Fantasy dove postiamo i commenti confrontandoci man mano che progrediamo nella lettura. Date le rispettive posizioni teoriche di partenza, va da sé che io farò la parte del poliziotto buono e tu di quello cattivo
:">
Dopodiché io lo recensirò per FM e tu, verosimilmente, lo stroncherai sul tuo blog o su MF. E se i giudizi collimeranno potrebbe rivelarsi une sperimento interessante. Ci stai, allora?
«
Sarà che sono un relativista duro e puro, ma nei miei messaggi mi sforzo sempre di sottolineare che quanto scritto è un pensiero mio e mio soltanto. Mi risulta quindi difficile comprendere il senso di quel "voi", visto che le concezioni artistiche di Zwei, Die, del sottoscritto e di altri ancora sono sì simile, ma non identiche.»
Perché per quanto riguarda questo aspetto sostenete tesi identiche. Se ho inteso male, Die e Zweilawyer mi smentiscano e precisino meglio il loro pensiero.
Sul mostrare e raccontare mi trovi assolutamente d'accordo, infatti è uno dei tormentoni che trovo inutili e che tanti seguaci 'spirituali' dei Gamberi citano come la Bibbia.
Totalmente in disaccordo invece sul fatto che frasi fatte e clichè possano equipararsi a errori sintattico-grammaticali (ed è qui che vedo uguaglianza di pensiero far te, Die e Zweilawyer). E' questa una di quelle cose che rispetto se si parla di gusto soggettivo, ma che contesto quanto appunto a elevazione a regola. Ed è questa una delle cose che non può usarsi per definire, oggettivamente, una 'bistecca' piuttosto che un 'hamburger'. Soggettivamente sì, tutto quello che vuoi, puoi anche escludere gli M&M's marroni, come da vecchia clausola contrattuale dei Van Halen (anche se non ho mai capito se fosse una leggenda metropolitana o se fosse davvero un trucco ingegnoso per capire se il promoter avesse effettivamente letto attentamente il contratto 
Ohdrein: evidentemente NC manda i comunicati stampa a FM ma poi non legge i commenti nel forum
«
Benché gli impegni della mia vita quotidiana siano sempre più fitti e la scrittura assorba gran parte del mio tempo libero, continuo a seguire il forum (anche se, giocoforza, ho dovuto diradare i miei interventi).»
Ciao Miché! ![]()
» postato da Marina alle 19:36 del 08-06-2010
50 «Agar Cioccolato: ma non vale Non puoi paragonare un libro autopubblicato, dai! Per quanto acerbo e alle prime armi, persino un Boscoquieto gli dà due giri di pista. »
'sto Boscoquieto non l'ho letto, ma da quello che ne scrivono anche qui su FM mi sa che poco ci manca
«Tu dici: "IMHO il modo in cui una storia è scritta fa la differenza".
Siamo d'accordo, ma se anche un Follett o chi vuoi tu mi infila una roba sintatticamente perfetta e magari anche con qualche guizzo stilistico, ma poi i personaggi fanno ridere e le situazioni anche, non vedo differenza con l'autore sbarbato alla prima pubblicazione, che magari è oltretutto goffo stilisticamente ma alla fine il risultato per me si equivale»
anche per me un libro scritto in maniera dilettantesca e uno ben scritto ma la cui storia mi fa vomitare alla fin fine si equivalgono, però al secondo almeno dò il merito di essere capace. E per quanto a me quello che scrive non piace per nulla, ci sono frotte di persone che in un romanzo cercano quello a livello di trama. Un autore per me urendo è Clive Cussler, i suoi libri per me sono illeggibili, ma non per lo stile, sono le sue storie e i suoi personaggi. Però c'è gente che quel tipo di storia lo adora eccome, come io d'altronde alcuni di questi autori "super mainstream" li leggo con piacere e nel loro genere li apprezzo anche. Per lo più preferisco mangiare piatti da chef, ma ogni tanto una pasta al sugo ben fatta non si rifiuta ^^.
Però ci sono volte che mi trovo tra le mani roba che non è nemmeno una buona pastasciutta semplice semplice... è 'na roba con troppo sale, col sugo annacquato, scotta, e cucinata con ingredienti presi dal discount.
» postato da Agar Cioccolato alle 20:02 del 08-06-2010
51 Avete notato che quando si commentano uscite di nuovi libri scritti da giovani italiani, nella discussione si ripete sempre il solito copione riguardante i commenti?
» postato da Anonimo (DH) alle 01:07 del 09-06-2010
52 @Marina Non so se ce la faccio a leggere Tyra Banks, potrebbe essere letale anche per me. Difficilmente stroncherò il libro sul mio blog, visto che per ora non ho recensito nessun fantatrash. A volte le mie posizioni sono molto vicine a quella di Okamis e Die, ma non sempre. Prima degli errori sintattico-grammaticali a me interessano le scene, la storia, i personaggi, i dialoghi. Sono questi gli elementi fondanti del fantatrash, gli errori del testo sono solo la ciliegina sulla torta, l'ennesimo siparietto comico in un testo che già fa acqua da tutte le parti. Per farti un esempio, nell'opera in questione la mia scena preferita è "l'agguato" di pag. 13. Nessun errore grammaticale, solo azione grottesca e dialogo puerile. Dagli un'occhiata. @Ohdrein Mea Culpa. Ammetto di essere uno dei commentatori più monocorde.
» postato da Zweilawyer alle 09:05 del 09-06-2010
53 « A volte le mie posizioni sono molto vicine a quella di Okamis e Die, ma non sempre. » E' sostanzialmente un approccio diverso. Tu sei un accademico del fantatrash, io seguo semplici istinti di conservazione letteraria. Mai pensato di procedere con la stesura di un trattato sull'argomento?
» postato da Die alle 11:33 del 09-06-2010
54 «
Mea Culpa. Ammetto di essere uno dei commentatori più monocorde.»
Non era riferito certo a te o ai commentatori di questo 3D
è solo una cosa che ho notato e che si ripete sempre uguale. Il solito lancio della casa che sottolinea la giovane età dello scrittore; il solito capitolo (o capitoli) che vorrebbe mostrare la magnificenza di un prodotto che magnifico non è; i soliti giudizi e osservazioni sul prodotto; i soliti difensori che spuntano fuori a difendere lo scrittore perché è giovane e a si scagliano a spada tratta su chi non elogia l'autore perchè vale il motto "chi critica uno di noi, critica tutti noi e quindi ci svilisce e ci insulta"; i soliti scontri e muro contro muro; il solito non creare nulla di costruttivo.
Sono anni che questo copione si ripete: cambiano gli interpreti, ma lui è sempre lo stesso.
» postato da Anonimo (DH) alle 12:09 del 09-06-2010
55 «@Marina
Non so se ce la faccio a leggere Tyra Banks, potrebbe essere letale anche per me. »
Tu quoque dunque? Pusillanime!
Vabbé, vedo che lascerete da sola la sottoscritta, vorrà dire che vi farò eventualmente da apripista, magari è il caso che rivalutiate un po' gli Italiani vedendo che ci sono anche clamorose ciofeche estere. O magari la Banks (o ghost) ci sorprenderà, chissà, coi libri io son sempre ottimista e la chance alle Intoxibella gliela volgio dare ...
Sull'agguato, mi rileggo il passo appena possibile, grazie.
» postato da Marina alle 16:24 del 09-06-2010
56 Letto e recensito sul blog. Come previsto, si tratta di un libro che può avere significato solo se considerato come una goliardata di N&C. Non c'è una sola pagina che non contenga una scena WTF, un dialogo ridicolo o qualche altra astrusità.
» postato da Zweilawyer alle 12:56 del 23-08-2010
Puoi continuare la discussione sul forum


1 Bello! e poi della Newton&Compton sono sempre interessanti.
» postato da chunlizang85 alle 09:17 del 05-06-2010