Nel settore degli affari d’altro livello è difficile farsi restituire dei soldi, specie se chi ha chiesto il prestito non ha alcun problema a far fuori chi viene a riscuotere il malloppo. Lo sa bene Rachel Wild che con la sua squadra di super specialisti, tra cui spiccano Bronco specializzato in azioni d’assolto e Sid in truffe, si occupa proprio di questo estremo “recupero crediti”. Il prossimo cliente sulla loro lista ha un credito con Manny Salazar, magnate con le mani in tasca in mille affari loschi e che possiede addirittura un’isola privata. Rachel e la sua squadra si mettono in moto per organizzare un piano perfetto che metta Salazar all’angolo e lo costringa a restituire tutto il malloppo. Luogo dell’incontro è proprio l’isola dalla quale il gruppo dovrà riuscire a scappare anche se le cose dovessero volgere al peggio.

Immaginate la rapina di Ocean's Eleven senza la prima mezz’ora con l’introduzione dei personaggi e riducete il film a un puro meccanismo, dove viene mostrato allo spettatore solo i complicati procedimenti che permettono la riuscita del colpo. Guy Ritchie che scrive e dirige In The Grey con questo spirito, mettendo in primissimo piano il meccanismo dell’intreccio, come la squadra deve uscire indenne dall’isola ed eliminando praticamente tutto il resto. Chi siamo i tre protagonisti non è mai detto, tranne in un brevissimo flash back su Bronco e Sid in prigione, messo lì come inside joke più che una vera back story dei personaggi, mentre di Rachel non si sa nulla, tranne ciò che si vede esplicitamente nel film. Il gioco evidente di Ritchie è quello di dimostrare come spesso film d’azione abbiamo degli orpelli inutili, messi lì solo per allungare il brodo e che basta e spesso sia preferibile l’action pura, se ben scritta, a portare a casa il film.

La pellicola convince proprio per la sua coerenza programmatica. Ritchie guida lo spettatore attraverso una struttura rigorosa, illustrando i possibili scenari d’azione prima di tradurli in realtà cinematografica come Hitchcock nella celeberrima scena dei piatti in L’uomo che sapeva troppo. La tensione non deriva da scontri iperbolici, ma dalla fascinazione per il "meccanismo perfetto" distillato nella sua forma più pura. Il cast, dominato dallo charme di Jake Gyllenhaal, Henry Cavill ed Eiza González, eleva l'operazione (già tentata con meno successo in Operazione U.N.C.L.E.), supportato da antagonisti impeccabilmente caratterizzati, come l’algida Rosamund Pike cliente che fa tapirulan con la sua camicetta di seta e il minaccioso Carlos Bardem

Contrariamente a quanto suggerito dal titolo, In The Grey non è affatto un’opera dai contorni sfumati, bensì una pellicola di rara precisione tecnica. Un divertissement raffinato che riesce a trasformare il cinema di genere in una riflessione quasi teorica sulla sintassi stessa del film d'azione.