Nel filone “attento a ciò che desideri”, s'inserisce senza timori Obsession, film horror scritto e diretto da Curry Barker.

Da sempre nella friendzone, Bear (Michael Johnston) esprime un folle desidersio spezzando un  “One Wish Willow”, ovvero un bastoncino da un desiderio: Vorrei che Nikki Freeman mi amasse più di chiunque altro al mondo.

Nikki (Inde Navarrette) è la collega di cui Bear è (segretamente?) innamorato, ma che vede in lui solo un amico e confidente.

Obsession
Obsession

Sembra solo un gioco, un disperato espediente di un disperato, invece l'effetto è immediato. La ragazza esprime all'istante tutto il suo amore per Bear, in modo che, dalla tenerezza iniziale, diventa sempre più ossessivo, sempre più soffocante, come scopriranno loro malgrado gli amici e colleghi Ian (Cooper Tomlinson) e Sara (Megan Lawless).

Barker sedimenta piano piano la tensione, raccontando con espedienti semplici la storia di un amore tossico e distruttivo. L'allestimento è semplice, minimale, così come gli espedienti, i passaggi jumpscare, che riescono a sorprendere anche quando attesi e più che previsti. L'ironia esasperata stempera i passaggi più parossistici e truculenti.

Obsession
Obsession

La maggior parte dei pochi effetti visivi appaiono fisici, dispensati con cura. Molto spesso a farla da padrona, come nei classici degli horror a basso costo, è il buio. Un buio che avvolge i volti, oscura angoli dai quali all'improvviso è pronta a scattare la minaccia, invisibile finché non diventa concreta.

La profondità di campo è spesso funzionale al racconto, con ogni angolo dello schermo sfruttato al meglio.

Un altro punto a favore del film è la chiarezza delle sue regole di base, fino alla fine. Non ci sono salti logici. Premesse, svolgimento, catarsi e finale rispettano sempre il semplice funzionamento dei bastoncini, che andrebbero usati con attenzione, magari leggendo bene le avvertenze.

Obsession
Obsession

Per come è strutturato, sembra abbastanza chiaro che ci siano, come è abitudine quando c'è lo zampino di Blumhouse, che si possa inaugurare un franchise sui “One Wish Willow”, la cui origine è misteriosa dall'inizio alla fine. Nessuna mitologia, nessuno spiegone che li ricolleghi a qualche misteriosa "demonità".

Se questa volta è l'amore a essere l'oggetto del desiderio, che origina da una solitudine così profonda da indurre a gesti disperati, in altri possibili episodi altri desideri potrebbero avere delle conseguenze altrettanto devastanti.