L'autore

Clive Barker è nato nel 1952 vicino a Liverpool. Ha lavorato a Londra come attore di teatro, autore e regista. A trent'anni ha pubblicato la prima raccolta di racconti horror, Libro di sangue. Poi il debutto come regista cinematografico di Hellraiser. Designato da Stephen King come suo erede, oggi vive in California e si divide tra la scrittura e il cinema. È autore e illustratore del quartetto di Abarat, di cui questo Giorni di magia, notti di guerra è il secondo episodio. Anche il primo è pubblicato da Fabbri. Abarat diventerà un film prodotto dalla Walt Disney Company.

La trama

Ne abbiamo già parlato su FantasyMagazine (/notizie/1157 e /notizie/1797). Se volete rinfrescarvi le idee potete anche leggere, o rileggere, la nostra recensione del primo volume (www.fantasymagazine.it/libri/10). Ma cosa succede nel secondo episodio della saga?

Il destino di Candy Quackenbush, strappata dal mare a una vita banale per approdare nel mondo fantastico e feroce di Abarat, si va compiendo nel più oscuro e bizzarro dei modi. Candy e il fedele rattopardo Malingo si concedono una fantasmagorica vacanza, una pausa dopo mille avventure. Ma l'Uomo Incrociato, crudele inviato del Sire della Mezzanotte, è all'inseguimento della ragazza, e si placherà solo dopo averla catturata, o forse uccisa. Costretti a separarsi, i due amici si riuniscono a sorpresa proprio mentre il Sire della Mezzanotte e la sua perfida nonna, Mater Motley, cercano di annientare Candy e i suoi alleati schierando in campo un esercito di ricuciti su un'orrida nave da guerra. Il loro tetro piano di conquista del mondo si fa sinistramente possibile. Intanto a Chickentown, patria di Candy, uno strano odore di mare aleggia sulla pianura: si prepara un'inondazione devastante...

Un estratto

"Un giorno, pensò Candy, tornerò a Chickentown, in questa casa, dalla mia mamma e dal papà e dai miei fratelli. E pensando a questo si raccomandò di cominciare a raccogliere dei ricordi di Abarat da portare con sé. Una copia dell'Almanacco di Klepp. Un orologio a bussola come quello che aveva visto al mercato di Tazmagor, che ti mostrava quando era dove, o dove era quando, o tutte e due le cose. Magari qualche foto della flora e fauna più selvaggia delle Ore. Prove, in breve. Cose che poteva mostrare alla gente, che fossero la prova inconfutabile dell'esistenza di un altro posto molto più incantevole, dove i pettegolezzi e la birra e la produzione di polli non erano le sole cose importanti."